Champions la corsa agli ultimi posti al sole

   

La penultima giornata della fase campionato di Champions si apre con una classifica che in questo momento tiene fuori dalla qualificazione alla seconda fase due squadre spagnole [Villarreal e Athletic di Bilbao] e una tedesca [Eintracht Francoforte], più due nobili residenti nell’albo d’oro del torneo [Ajax e Benfica]. I giacobini della Coppa vestono i panni degli azeri del Qarabag, al 22esimo posto. Tra le prime-otto ci sono le due madrilene, due inglesi [Arsenal, Manchester City], una tedesca [il Bayern], il PSG campione in carica e le due lombarde nerazzurre. Ora aspettiamo l’ultima acqua sotto gli ultimi ponti per capire se davvero la seconda Champions XL è stata meglio interpretata dalle grandi d’Europa e le sorpresine o le sorpresone si sono ridotte. 

Paolo Condò sul Corriere della sera ha analizzato la scena, ha dissato quote di accesso ai vari obiettivi possibili e ha scritto che le quattro italiane raggiungono ciascuna il proprio mettendo insieme quattro punti. L’Atalanta a 17 si qualifica direttamente, l’Inter a 16 (con una ricca differenza reti) probabilmente anche, la Juve a 13 raggiunge il playoff alto, il Napoli a 11 strappa il biglietto per quello basso.

Secondo il sistema predittivo di Opta, l’Atalanta ha il 60% di chance di chiudere fra le prime-otto, quelle dell’Inter sono il 39%, la Juventus è al 95% ai play-off, il Napoli viene accreditato del 74% delle chance. 

Nella finestra che si apre stasera ci sono due classiche breriane, due partite fra squadre presenti nell’albo d’oro, ma tutt’e due in programma domani: Juventus-Benfica e Marsiglia-Liverpool. 

wow  Inter vs Arsenal

Assalto ai mostri, titola dunque la Gazzetta, mentre il Corriere dello sport-stadio usa la formula di scontro direttissimo. Maicon dal Brasile dice a Silvia Scotti su Repubblica che Chivu vincerà lo scudetto, ma oggi i calciatori hanno meno talento rispetto a quando giocava lui. Ecco. Libero la chiama l’ora della verità e la Gazzetta ricorda che l’Arsenal è la squadra regina dei gol su calci piazzati. 

IL DUELLO MAI VISTO  Henry vs Facchetti – Ci siamo persi l’incrocio tra due rivoluzionari, ciascuno nel proprio tempo e ciascuno nella propria direzione. Un reinventore del ruolo di terzino e una freccia che ha dilatato il campo con la sua velocità. Giacinto Facchetti è stato il futuro apparso in anticipo. Un difensore che attaccava quando ancora non esistevano le parole per dirlo. Persino fluidificante sarebbe venuto dopo: con Cabrini. Un uomo che portava il pallone in avanti con naturalezza, eleganza e potenza. Conteneva un’idea moderna del ruolo prima che il calcio fosse pronto. Thierry Henry ha fatto il percorso inverso: ha preso il campo e lo ha stirato. Partiva largo, entrava dentro, non era solo velocità, ma controllo della corsa e del corpo. Ogni allungo definitivo. Vederli uno contro l’altro avrebbe consentito di misurare la modernità da due lati opposti.

LA FIGURINA CULT  Dennis Bergkamp – Con l’Inter 72 partite e 22 gol fra 1993 e 1995, con l’Arsenal 423 partite e 120 gol fra 1995 e 2006. Paolo Condò ne raccontò su uno Sportweek di una decina d’anni fa l’intolleranza agli aerei dopo un vuoto d’aria vissuto con un volo della nazionale. “Bergkamp ha percorso tutte le autostrade del Regno Unito per non mancare alle gare di Premier, e anche grazie all’Eurotunnel è riuscito a perdersi pochissime trasferte europee dell’Arsenal. Un notevole surplus di fatica – equamente diviso fra macchina e treno – che l’olandese ha tentato di risparmiare frequentando psicologi e analisti, ma senza successo. È probabile che le (poche) partite perse da Bergkamp coincidano con questi tentativi. Se provi a vincere le tue paure fino all’ultimo, poi non hai il tempo tecnico per raggiungere la sede della trasferta in macchina. E Wenger, che a Bergkamp e alla sua generazione deve i tre campionati vinti in quasi vent’anni di Arsenal, gli ha sempre concesso ampia libertà in questo senso.

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sgrunt   Copenhagen vs Napoli

Insomma. Adesso è chiaro. Gli occhi secchi sono peggio delle scuppettate. Così si dice in Partenope per significare che l’invidia altrui, l’alone di malizia che una persona può proiettare, è considerata una minaccia più insidiosa di un colpo fisico. Il problema degli infortuni al Napoli è risolto. Antonio Conte l’ha capito. Sono le negatività altrui che influiscono. È un pensiero profondamente radicato nella cultura e nel pensiero popolare della città, o meglio in quella parte della città più rumorosa e vistosa, quella parte di città che trova la sua raffigurazione perfetta nella anziana signora sdentata che le telecamere vanno a intervistare ai Quartieri. 

Se questo è il problema, se il punto è la negatività che arriva, allora davvero Conte non ci può fare niente, poverino. Non sono un mago, ha detto. Ecco cosa serve per riavere Lukaku, De Bruyne, Anguissa, Neres, Gilmour, Rrahmani, Politano. Un mago. Non un medico o un allenatore. 

Ma a Napoli – nella parte sommersa di Napoli – vive anche la tradizione di un Illuminismo che è stato tra le stagioni intellettuali più feconde d’Europa [XVIII secolo], quando i pensatori non si limitavano alla teoria, ma cercavano riforme concrete per risollevare le sorti del Regno.

Gaetano Filangieri, per esempio. In Scienza della legislazione fu un punto di riferimento mondiale, l’opera venne apprezzata anche da Benjamin Franklin. Proponeva una riforma radicale delle leggi basata sulla ragione e sull’uguaglianza giuridica. Antonio Genovesi fu il primo in Europa a ricoprire una cattedra di Commercio e Meccanica. Le sue lezioni sostenevano che l’economia dovesse servire alla pubblica felicità e all’istruzione delle masse – pensa un po’. Ferdinando Galiani diventò famoso per il trattato Della Moneta, scritto a soli 23 anni. Fu un genio dell’economia politica e un brillante diplomatico a Parigi. Mario Pagano è stato soprannominato il Platone italiano. Fu l’estensore della Costituzione della Repubblica Napoletana del 1799, un documento che cercava di tradurre gli ideali illuministi in democrazia reale. Di Eleonora de Fonseca Pimentel, che dire: fu la figura centrale dell’illuminismo civile, si batté per l’educazione del popolo e per la fine dei privilegi feudali, ma già Pietro Giannone con la sua Istoria civile del Regno di Napoli aveva gettato le basi della lotta al potere temporale della Chiesa, un tema carissimo ai riformatori successivi. A differenza dell’Illuminismo francese, più astratto, quello napoletano si concentrò – come si vede – sulla pubblica felicità attraverso l’economia, il diritto e la lotta al feudalesimo, cercando di trasformare i sudditi in cittadini.

Ora che la pubblica felicità passa pure da un pallone che rotola, bisogna che ci mettiamo d’accordo. Se gli infortuni sono una faccenda di negatività, allora forse bisognerà attrezzarsi con un mago al posto di Conte. Se invece la negatività non c’entra, se avevano ragione Filangieri, Genovesi e Donna Eleonora, allora a Castel Volturno qualcuno dovrebbe chiedersi se sono stati gestiti bene i recuperi degli infortunati evitando rientri affrettati che causano ricadute, qualcuno dovrebbe chiedersi com’è che mai l’anno scorso si facevano male tutti al soleo e quest’anno tutti al bicipite femorale, qualcuno dovrebbe interrogarsi su eventuali errori nel riscaldamento, nel sovraccarico, negli muscolari e posturali, nell’affaticamento, nella mancanza di riposo, nella disidratazione, nella cattiva alimentazione, nella mancanza di sonno, in certi movimenti bruschi o eccessivi, qualcuno si chiederebbe come sia possibile che in tre si sono fatti male semplicemente calciando. E qui Conte non solo è adatto, ma è suo dovere domandarselo. 

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uhm  Tottenham vs Borussia Dortmund

La partita candidata a essere la più importante, e non solo perché Thomas Frank ha un disperato bisogno di vincere per tenersi il lavoro. Le squadre iniziano la giornata rispettivamente all’undicesimo e al decimo posto in classifica. Hanno risultati e differenza reti identici, il Dortmund è in vantaggio semplicemente grazie ai sei gol segnati in più. Poiché l’Atlético Madrid, ottavo in classifica, ha un solo punto di vantaggio e una differenza reti inferiore, un posto per la qualificazione automatica rimane alla portata di entrambe. Tottenham andrà a Francoforte per l’ultima partita, il Dortmund ospiterà l’Inter. I tedeschi sono imbattuti da sette partite, il Tottenham non vince da cinque e ha perso le ultime tre, incluso il derby di sabato contro il West Ham in casa. 

È ovvio che Frank sia sotto pressione. Ha fuori per infortunio Bentancur, Kudus, Kulusevski, Maddison, Palhinha e Richarlison, ma non ha Scott McTominay che li metta in fila per il rap dello scontento. Se Frank non dovesse riuscire a riprendersi, gli Spurs nomineranno un allenatore ad interim entro la fine della stagione – spiega il Telegraph – prima di scegliere un sostituto permanente in estate. Un ritorno romantico per Mauricio Pochettino, che allenerà gli Stati Uniti ai Mondiali, potrebbe essere preso in considerazione.

chi guardare  Felix Nmecha. Ha segnato con tre dei suoi cinque tiri da fuori area. È la percentuale di conversione più alta dai tempi di Oscar al Chelsea: fece tre su quattro nel 2012-13. Dall’inizio della scorsa stagione, Serhou Guirassy ha preso parte attiva a più gol [22] di qualsiasi altro giocatore in Champions League [16 gol, sei assist]. I suoi 16 gol sono anche il massimo per qualsiasi giocatore nello stesso periodo insieme a Harry Kane e Kylian Mbappé. 

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