Mezzo miliardo dopo, il Liverpool deve rifare il mercato

 

  Ci sono stagioni in cui l’inverno arriva prima del freddo. Il Liverpool lo ha capito a dicembre, quando si sono ammucchiate sei sconfitte prima del Natale e si è trovato fuori dalla corsa al titolo prima di Capodanno, con una Champions che rischia di diventare un ricordo più che un obiettivo. Il mercato di gennaio non era nei piani dopo il mezzo miliardo di sterline speso in estate, ora è un’urgenza. Così dice Jamie Carragher sul Telegraph con un parallelo. Il Liverpool 2025 è il City del 2024. 

Un anno fa Guardiola reagì allo stesso tipo di crisi investendo 180 milioni su Khusanov, Reis, Marmoush e Nico González. Il City ne è uscito vivo, ha salvato il posto in Champions e oggi si batte ancora per tutto. Fu una spesa in preda al panico, forse incapace di incidere sul lungo periodo. “Sembrò un’azione istintiva di fronte alla disperazione”, scrive Carragher. Oggi nessuno di quei rinforzi è davvero decisivo. Ma il City galleggia. 

Per il Liverpool è un rischio da correre. “Se Slot non avrà un altro attaccante e un centrale entro fine gennaio, la corsa al quarto posto sarà una salita durissima”. Carragher fa notare che a gennaio “i più attivi dovrebbero essere il West Ham e chi lotta per non retrocedere”, eppure un mucchio di squadre nell’alta classifica hanno scoperto di avere una lunga lista di bisogni urgenti. L’infortunio di Alexander Isak ha lasciato scoperto l’attacco. Dietro Van Dijk e Konaté non ci sono alternative dopo l’operazione al ginocchio per Giovanni Leoni, “uno dei problemi più sottovalutati” secondo Carragher.

Joe Gomez e Jeremie Frimpong stanno fuori a intermittenza, Conor Bradley anche. Davanti Gakpo è mancato. Rio Ngumoha, 17 anni, è stato convocato in 25 partite su 26. Non gioca quasi più nelle giovanili perché serve ai grandi. Trey Nyoni, 18 anni, ha messo insieme dieci panchine ma pochissime possibilità di essere usato davvero. Non è un vero turnover, ma una specie di talent show della sopravvivenza. Aggiungere pezzi a gennaio si può, a volte è geniale, a Liverpool hanno piazzato una serie di buoni colpi invernali nel passato, ma erano acquisti studiati da mesi.

Semenyo, dice Carragher, avrebbe un senso. Ha velocità, forza, ha corsa palla al piede, ha duttilità. In difesa l’obiettivo è Marc Guéhi. Eppure, vedere il Liverpool ridotto così fa effetto. “Il 2025 sarà ricordato come uno degli anni più amati e insieme più tristi della storia del club”. Perfino la parata per celebrare il trionfo – ricorda Carragher – si è trasformata in uno shock quando un’auto ha travolto i tifosi. “Liverpool si sta ancora riprendendo da numerosi traumi” – e la morte dui Diogo Jota è in cima. “Ma il Liverpool non ha più tempo per soffermarsi sui problemi e sulle sfortune che lo hanno messo in una situazione così difficile in Premier League. Ora ha bisogno di soluzioni”.

Secondo James Pearce una soluzione si chiama Federico Chiesa. È diventato l’uomo delle scosse dalla panchina. Gioca pochi minuti e ha un impatto enorme. The Athletic racconta come, nonostante gol e assist decisivi — l’azzurro continui però a vivere un ruolo da comprimario. “La sensazione è che non abbia avuto il minutaggio che merita”. Ha giocato solo 162 minuti in Premier League, sempre da subentrato, ma con un rendimento da arma letale e un rapporto speciale con i tifosi, che lo hanno votato giocatore del mese a settembre. “Forse è più adatto ai cameo, forse gli manca la tenuta per un’intera partita. Ma finché non gli verrà data fiducia, non lo sapremo mai”.  Il fisico ora pare reggere. Non sarà arrivato il tempo di scoprire se Chiesa in Premier ci può stare?

  ore  16    su Sky Sport

 

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