I metodi del c.t. che tiene tutti sulla corda
Scusate, abbiate pazienza: insieme non potete giocare. Se fossero di fronte al giochino fatto al podcast di Alessandro Cattelan, Bobo Vieri e Francesco Totti direbbero che Bellingham è forte. Foden è forte, Kane è fortissimo, eppure si scopre da Thomas Tuchel che la somma di loro tre fa una differenza, non LA differenza. È una sottrazione.
Jason Burt sul Telegraph parla del c.t. come di un architetto che impone disciplina tattica e competizione, anche a costo di sacrificare le stelle più amate. Vuole una squadra con una struttura precisa: con un 6, un 8, un 9, un 10 e due ali – anche escludendo grandi nomi. Tuchel vuole creare una brotherhood, una fratellanza competitiva in cui i giocatori lottano per il posto senza sentirsi garantiti. Per questo per esempio parla apertamente di duello tra Jude Bellingham e Morgan Rogers per il ruolo di numero 10, nonostante la loro amicizia d’infanzia. Tuchel rifiuta di adattare il suo sistema ai nomi dei più forti, preferendo mantenere quello che pensa sia il giusto equilibrio. Foden viene visto come un falso nove, un vice-Kane, Bellingham e Rogers si giocano un posto sula trequarti per non accumulare troppi numeri 10 creativi e poco funzionali. Certo, era un altro calcio: ma il Brasile 1970, di numeri dieci, ne aveva cinque. Tuchel difende la sua coerenza e ci consegna un frase da tramandare ai posteri. «Non sono un pesce» ha detto. Cioè: non seguo la corrente.
David Hytner sul The Guardian analizza il lavoro di Thomas Tuchel soffermandosi su alcuni dettagli curiosi e simbolici come le scarpe fluorescenti indossate dai giocatori [Nike Mind footwear per i motori di ricerca], ma raccontando anche del metodo, dello spirito e della costruzione dell’identità della squadra. Viene fuori il ritratto di un c.t. che unisce scienza, psicologia, disciplina e cura maniacale per ogni minimo vantaggio.
“Quando Ezri Konsa è entrato per presentare la partita contro la Serbia a Wembley, indossava qualcosa che sembrava un incrocio tra pantofole e Crocs sovradimensionate. In rosso fluorescente”. Tuchel ha spiegato: «Non conosco gli studi che ci sono dietro. Ma tutti i giocatori le indossano. Mi hanno detto che riescono a concentrarsi meglio, e spero che ci credano».
Il Guardian evidenzia come Tuchel applichi la filosofia dei “marginal gains” e del pensiero positivo, con strumenti come la meditazione quotidiana: «Aiuta a calmarsi, a concentrarsi e a essere consapevoli». Anche la preparatrice fisica Suzanne Scott contribuisce con sessioni di respirazione e pilates: «I giocatori ci credono. Sentono sollievo». Hytner sottolinea allora quale sia il tema del ritiro inglese: guardarsi dentro per migliorare, non sentire le pressioni esterne. Quanto alla parte tattica, Tuchel privilegia chiarezza dei ruoli e identità di gioco, con i giocatori nella loro posizione ideale. «È il momento di costruire connessioni, completare la terza parte della missione autunnale – darsi uno stile chiaro. La fratellanza, dice Tuchel, per il quale lo spirito è tutto».