
Nei giorni in cui si stava definitivamente sfasciando il rapporto tra le sue ex compagne di Nazionale e il suo marito Ct, Serena Ortolani prese la decisione di darsi un tempo supplementare, prenderselo per sé, dopo aver accettato per molto tempo che l’uomo ogni tanto si portasse il lavoro a casa [«Bisogna accettarlo»], sebbene in casa ci fosse e ci sia ancora una figlia da seguire.
Dopo 14 stagioni in Nazionale, quattro scudetti tra Bergamo Casalmaggiore e Conegliano, una finale ai Mondiali giocata nel 2018 prima di lasciare la maglia azzurra, il tempo per sé è arrivato in un posto che si chiama San Giovanni in Marignano, tra Cattolica e Misano, non molto lontano dalla Tavullia di Valentino e dalla Rimini di Fellini. Una dolce vita appartata e ruggente, un’avventura aperta da un post su Instagram – quell’estate – nel quale si mostrava con un pallone posato sul bicipite del braccio destro. Traduzione: ora gioco io. Anzi: ora rigioco io.
“Obbiettivi, condivisioni, amicizie, vittorie, sconfitte, sacrifici, gioie, esultanze, sorrisi, pianti, pensieri, passioni… Ogni volta, come se fosse la prima volta ..ma non lo è!” aggiunse all’inizio della stagione mentre nella foto stava schiacciando dalla solita altezza di una vita. Ora che gli anni sono diventati 38, Serena Ortolani di Ravenna è di nuovo in serie A1 con quella sfida abbracciata perché «la voglia di vincere è più forte di quella di smettere».
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La coppia d’oro della pallavolo italiana è diventata un’altra: Daniele Santarelli e Monica De Gennaro. Quando lei e Davide Mazzanti si sposarono in una cerimonia intima nella chiesa di Brondoleto, accompagnati da compagne di squadra, amici e quello che le cronache maceratesi definirono “un coro di applausi”. Eravamo nel tempo in cui dovette precisare che non andava a giocare a Casalmaggiore per raggiungere il marito e riunire la famiglia, ci andava per il solito motivo. Vincere.
Di loro si raccontava che avessero una casa divisa in due piani, costruiti sopra l’orto curato con passione da Serena. Al primo: la stanza della figlia, al secondo la stanza video di Mazzanti. Il viaggio condiviso verso l’allenamento aveva una sola regola: all’andata si parla di pallavolo, al ritorno no.
Ortolani raccontò alla Gazzetta che «la mia paura più grande era legata agli eventuali sfoghi delle compagne sotto la doccia. Quindi io andavo a lavarmi tutti i giorni a casa per evitare quella situazione. Dopo qualche giorno l’allora capitano di Casalmaggiore, Valentina Tirozzi, mi disse che non c’era motivo di agire così se volevamo costruire un gruppo vincente».
Anche la Nazionale ci provò. Ma più cresceva nel potenziale e nelle aspettative, più l’Italia di Mazzanti andava a impigliarsi in qualche rete o andava a sbattere su qualche scoglio, fino al più grosso di tutti, il quarto posto agli Europei del 2023. Fine della corsa e fine del gruppo, con una buona dose di sanie venute fuori dalla ferita e della purulenza. Il rapporto con Paola Egonu, prima di tutto.
Certo che sarà strano adesso ritrovarsi dopo tutto questo cammino, tutto questo deserto attraversato, tutta la fatica fatta [«Durante la gravidanza ammetto di avere esagerato. Poi però sono corsa ai ripari perché ho sempre odiato vedere il mio fisico poco tonico. Ho una piccola palestra a casa. Dopo tanti anni di esercizi e preparazione atletica, so cosa mi serve per stare bene e sono consapevole di come reagisce il mio corpo»] – sarà strano essere parte del campionato in cui le ex compagne sono oro olimpico e mondiale, due muri abbattuti con il Ct venuto dopo suo marito.
Un paio di loro sono andate via, Alessia Orro e Miriam Sylla hanno lasciato la serie A per un contratto irrinunciabile in Turchia. Le altre sono tutte qui. L’Omag di San Giovanni in Marignano gioca a Cervia, e stasera l’esordio assoluto in serie A1 arriva contro il Novara di Carlotta Cambi, giusto per cominciare contro una delle azzurre di Velasco, circondata da promesse che a Velasco potrebbero presto interessare [Alice Nardo e Anna Piovesan].
Succedono cose nella pallavolo italiana. Succede che Mariam Metwally a Busto Arsizio diventi oggi la prima di sempre a giocare in serie A con il copricapo islamico: debutto contro la Conegliano campione in carica di tutto. Milano comincia [a Monza] contro Bergamo, la Scandicci di Kate Antropova con il Monviso Volley. L’altra neo promossa è Macerata.