Lo shock di Larissa Iapichino: e adesso?

Ma papà ti manda sola?

Il primo shock mondiale è stato di Larissa Iapichino. Non nel senso atteso. È uno shock che l’ha lasciata senza parole. È stata bravissima a non cercarne. Le conseguenze potevano essere dolorose. Ha preferito dirsi senza emozioni, e forse dentro bollivano. Ha preferito tacere e tornare in albergo a rimuginare, anziché sbottare e confessare che nel momento più difficile della sua carriera giovane, dalla tribuna non le è arrivato neppure un suggerimento utile. Per giunta il signore in tribuna è papà.

Si è alzato, voleva andarsene, lo hanno trattenuto. «Io non so più cosa dirti». Da casa abbiamo visto e sentito tutto, il cuore si è stretto, figurarsi a lei.

Emanuela Audisio su Repubblica racconta: Le telecamere inquadrano un uomo in crisi di nervi, che va placato. Larissa forse all’ultimo salto crede di essere ancora nelle dodici, quando si accorge che non è così i suoi occhi si riempiono di lacrime. È via dal Mondiale che doveva consacrarla.

Anche Malaika Mihambo ha rischiato. Ha sperimentato i soliti problemi con la rincorsa e l’asse di battuta, ma la sua mediocre misura [6,63] è comunque bastata e oggi è un altro giorno, oggi può saltare per l’oro. Larissa no. Aveva bisogno di una guida per uscire da una buca nella quale si era infilata. Nessuno ha trovato la formula per rasserenare una giovane campionessa in confusione, ma lucidissima alla fine, meglio tacere, lasciamo stare. 

Il Messaggero scrive che Iapichino out, fa arrabbiare il papà. Ma è un adulto che deve assumere su di sé la responsabilità della relazione. Un papà forse può arrabbiarsi [a casa], è un coach arrabbiato in tribuna che diventa un problema prima di un ultimo salto. Il Tempo si occupa del tema e parla delle due facce del padre-allenatore. 

Francesca Albergotti ha scritto: Gli incoraggiatori, gli invasati, gli allenatori della domenica, quelli dovrebbero essere costretti a stare a casa e casomai limitarsi a guardare gare e partite alla televisione e dal divano sfogare il loro entusiasmo.Chi lo sa cosa possa essere successo, credo che nella vita di uno sportivo possa capitare, anche se Larissa era addirittura data come una potenziale vincitrice. Di fronte ai suoi occhi lucidi e le mani giunte di fronte alla bocca, al di là della delusione dei suoi sostenitori ci si poteva immaginare che almeno suo papà, a sua volta campione e anche suo allenatore, avrebbe trovato il modo per consolarla. Chi meglio di lui avrebbe potuto trovare le parole giuste. Purtroppo lo Iapichino ha dato il peggio di sé, sia come allenatore che come papà.

Viene quasi da ipotizzare che il rifugio nel silenzio fosse una fuga dall’idea che è finita. Che è arrivato il momento di uno strappo. Come diceva il titolo di quel film: ma papà ti manda sola?

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