Impara a disimparare: funziona così
Imparare a disimparare. Ecco cosa serve. Adesso nello sport americano ci si allena così. L’ultimo è Victor Wembanyama, l’unicorno della NBA, il centro dei San Antonio Spurs alto 2 metri e 21, ma morbido nel palleggio e nei gesti. Lontano dalla sua Nazionale e dagli Europei, in un piccolo gym di Los Angeles ha passato l’estate con il compagno Harrison Barnes e il coach Noah LaRoche, esplorando il metodo che sta mettendo sottosopra lo sport d’élite. Lo chiamano Constraints-Led Approach [CLA] e come racconta The Athletic non insegna a perfezionare i gesti spettacolari, magari a dimenticarli, insegna in sostanza a reagire in situazioni imprevedibili.
Dopo una schiacciata piazzata nel traffico dei difensori, LaRoche ha interrotto la sessione e ha chiesto all’unicorno: «Cosa hai visto qui?». Allora il tapino ha guardato il video del canestro e ha detto che mmm, sì, chiaro, c’era altro che potesse fare, «il mio corpo sta iniziando a capire questi movimenti». Un’azione apparentemente perfetta era in realtà un errore strategico.
La CLA nasce dalla ricerca accademica di Keith Davids, psicologo inglese che trent’anni fa ha formalizzato il concetto fondato sul principio che non esiste la memoria muscolare. The Athletic spiega che non è il cervello a dettare dall’alto i movimenti, ma tutto accade durante un dialogo costante tra percezione e azione, corpo e ambiente. L’allenamento ideale non consiste più nel ripetere schemi, ma nel confrontarsi con i vincoli — gli spazi ristretti, palloni di peso diverso, un limite di passi. I vincoli costringono a trovare nuove soluzioni. In sostanza, pare di capire, la CLA trasforma ogni esercizio in un piccolo laboratorio di improvvisazione. Se ci fosse Guardiola, direbbe wow.
La CLA è basata su ricerche di psicologia e neuroscienze. «Ha cambiato la mia carriera», dice Kelsey Plum alla rivista. È la guardia delle Los Angeles Sparks, quattro volte All-Star WNBA e due volte campionessa. «Prima ero molto tecnica – racconta – ma non penso di essere stata mai davvero intenzionale».
The Athletic ripercorre allora la diffusione della CLA nello sport di alto livello: dai Dodgers di Shohei Ohtani ai Cavaliers di Kenny Atkinson, fino al Liverpool campione d’Inghilterra. Per un fenomeno unico come Wembanyama, dice The Athletic, l’approdo alla CLA era naturale. Oh, poi a forza di improvvisare succedono cose del tutto inattese. Dopo anni di limiti in cui si impara a disimparare, Kelsey Plum e Noah LaRoche si sono innamorati. E ora fate pure gli spiritosi.