Lo Slalom del 5 luglio | Cosa leggere, sapere e vedere

 

 

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#1  giorno al GP di Silverstone

     

►  IL FLUMINENSE e il Chelsea si sono qualificati tra ieri sera e stanotte per le semifinali dei Mondiali dei club: eliminati l’Al-Hilal di Simone Inzaghi e il Palmeiras.

◇  Al torneo di Wimbledon c’è stata una memorabile partita tra Aryna Sabalenka ed Emma Raducanu, solo il primo set è durato 74 minuti. L’inglese ha perso ma i giornali del suo paese scrivono che è out non down. Il tennis italiano ha preso altri schiaffi: sono andati fuori Bellucci, Darderi, ma soprattutto la coppia Errani-Paolini che era testa di serie numero 3 nel doppio. Italia no scrive Stefano Semeraro su La Stampa sottolineando che Jasmine attraversa un periodo di stanchezza mista a confusione. Carlos Alcaraz si è qualificato per gli ottavi e oggi gioca Sinner. 

◇  Lando Norris è stato il più veloce nelle seconde prove libere del GP di Silverstone, ma Lewis Hamilton aveva fatto il miglior tempo al mattino e in generale le due Ferrari hanno fatto una buona impressione anche sul passo di gara. Chris Horner ha detto che non se la sente di garantire che Verstappen rimarrà alla Red Bull al 100 per cento. 

◇  È morto Jacques Marinelli, aveva 99 anni ed era la maglia gialla più anziana ancora in vita. L’aveva portata per sei giorni nel 1949, avversario di Bartali, Coppi e Magni. Il suo soprannome era Perruche, pappagallino, e per 13 anni era stato anche sindaco di Melun. L’Équipe ne parla qui

 

 

   

Il Tour è la corsa più importante perché arriva quando la gente è in vacanza

Eddy Merckx

 

Una vita da suiveur

L’estate non comincia con il solstizio. L’estate comincia con il Tour de France. Quando da oltre cent’anni in qualche parte nel mondo c’è qualcuno che mette qualcosa in valigia e parte, parte e va a vedere, va a vedere e racconta, racconta e noi restiamo con la bocca spalancata. 

Andare al Tour deve essere come una specie di odissea senza nessuna voglia di Itaca, deve essere come quei romanzi di formazione nei quali l’eroe parte cercando qualcosa e poi prende una strada secondaria, si perde, mai afferra quel che aveva in testa, eppure al traguardo si scopre più ricco, c’era dell’altro che meritava il parcheggio dello sguardo, c’era lo stupore dell’inatteso. 

Andare al Tour de France deve essere come cadere in un precipizio. Così dice Ian Treloar da Escape Collective. Ha attaccato il suo pezzo l’altro giorno scrivendo che siamo sull’orlo di un altro Tour de France. È suggestiva questa ipotesi. I precipizi sogliono esser vicini ai voli troppo alti e repentini. Questo lo dice Tasso. Torquato, non Hinault. È suggestiva perché per tre settimane, spiega Treloar, c’è molto di cui essere entusiasti: la tensione sportiva, i paesaggi, l’eccitazione di evadere dalla routine. 

In mezzo a tutto questo c’è un flusso di hotel da cambiare giorno dopo giorno, e spesso sono alberghi di medio livello – racconta – sono alberghi nei quali il sonno e i pasti saranno di un tipo sempre differente. 

In questo senso – si legge – il ciclista del Tour de France e il suiveur sono due facce della stessa medaglia. Hanno bisogno di dormire. Hanno bisogno di mangiare. Hanno bisogno di un posto dove riposare la testa dopo una giornata passata in bici/a guardare la gente andare in bici/a pensare e scrivere cose. Si può finire a soggiornare in un castello di una bellezza rara oppure con altre due persone in una stanza con una tenda intorno al bagno. Dopo un po’ ogni aroma si confonde, le sigarette dei fumatori accaniti si mescolano a uno stufato di coniglio. 

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Il Tour di Jacques Sedenteur

Nell’estate del 2020, quando il Tour partì in agosto anziché in luglio per le conseguenze del lockdown in pandemia, Slalom ebbe l’onore di poter ospitare le cronache dal Tour de France di Jacques Sedenteur, leggendario cronista francese di ciclismo da tempo in pensione, felice di poter andare un’ultima volta alla corsa per questo piccolo Frankenstein che non aveva neppure un anno di vita. Partì con la sua autista Geraldine e qui c’è la cronaca di quella che lui chiamò nel suo pezzo di vigilia la mia estate per non morire

Tutto il Tour di Sedenteur


Dopo tre partenze consecutive dall’estero, il Tour ha scelto di mettersi in marcia dalle Fiandre francesi, da questo posto nel quale svolti l’angolo e un palazzo nuovo sbuca con i suoi colori pastello come le casette di cartone dalle pagine dei libri per bambini. Da quando Luigi XIV assediò con successo la città, Lille è rimasta parte della nazione, è stata una potenza industriale specializzata in tessuti durante il XIX secolo, oggi è un centro studentesco di una certa vivacità.

Anche il piatto cittadino, le moules-frites, cozze e patatine fritte, è tipicamente fiammingo, e a Lille non si scandalizzano se a tavola non prendete il vino ma la birra.

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 Che cosa stanno leggendo in Europa

 🟨   In Inghilterra il torneo di Wimbledon – In Francia l’inizio del Tour – In Spagna il no di Williams al Barcellona – In Italia il calciomercato dell’Inter e della Juventus

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Le analisi

 

      

Incantarsi dinanzi al calcio come un americano

E dunque finirà tre a uno per l’Europa, questa sarà la ragioneria ai Mondiali dei club per le semifinali. Tre europee e una sudamericana sono arrivate quasi fino in fondo. Come dicevano i Blues Brothers, quando il gioco si fa duro eccetera eccetera. Il gioco si fa duro e sono rimasti in corsa o Fluminense e il Chelsea, oggi saranno raggiunti da una fra PSG e Bayern, una fra Real Madrid e Borussia Dortmund. 

Sul blog Beppe Viola FC Gianni Agostinelli ha inquadrato questo torneo con un altro punto di vista, svuotando lo sguardo di cinismo e rivalutando certi atteggiamenti naif che si vedono negli stadi americani. Certe volte – ha scritto – ti viene da dire beati loro. Gli americani del nord vanno allo stadio con lo stesso spirito con cui io vado a Cantine aperte, che mi siedo sul fieno e bevo un calice e c’è l’ape car attrezzato col fornello che prepara lo street food. Sono allegri. Un europeo quando va a cantine aperte è allegro, ma quando va allo stadio non è mai allegro. Per loro è una festa, per noi forse. Se capita siamo contenti. Ma è soprattutto un continuo essere in ansia, che non si sa mai. Loro invece, e li riconosci benissimo in mezzo ai tifosi europei in trasferta, non riesci a figurarteli diversamente. Se ce ne fosse uno che andasse via dicendo “sono sollevato”, a fine partita, gli amici gli sarebbero tutti addosso, con la mano sulla spalla. “Oh, John, che ti succede? Tutto ok, amico? Chiamo il 911?”. Si campa sicuramente meglio, a star così, spensierati, senza troppi patemi, che ti va bene tutto. Vincere, perdere, vino bianco, rosso, prosecco, mandano giù tutto. Li fan vedere e loro dicono sììì, sorridono. Si baciano, fanno dei gesti. [Il pezzo è per intero qui]

 


 

Le immagini della giornata di ieri

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Dai campi

    

L’eccezione al bianco per Diogo Jota

Le regole sono regole soprattutto quando prevedono delle eccezioni. Ieri sul bianco di Wimbledon sono apparsi dei nastrini neri in memoria di Diogo Jota. Ne avevano uno sulle maglie sia Francisco Cabral sia Nuno Borges. L’All England Club ha dato il via libera dopo aver fatto qualche resistenza per la fascia nera al braccio. Due anni fa su richiesta delle giocatrici il torneo ha aggiornato la policy per consentire mutandine di colore diverso, anche scuro, per alleviare l’ansia legata alle mestruazioni [Tennis]. Un’altra eccezione risale al torneo legato ai Giochi del 2012, quando la regola venne soppressa e si poté scendere in campo con le maglie dei propri comitati olimpici. Due anni fa Jannik Sinner ebbe un permesso speciale per portare in campo durante le partite una borsa da viaggio Gucci personalizzata, decorata con in oro, rosso e verde. Onestamente: anche la fascia al braccio che male avrebbe fatto.

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Interpreti

 

 

La cometa di Roger Williamson apparsa a Silverstone

DI ROBERTO LIBERALE  

Una cometa. La cometa inglese. Roger Williamson lo abbiamo chiamato così. Perché apparve in Formula 1 e durò un attimo. Toccò il suo sogno per un Gran Premio durato un giro e per sette giri di quello successivo. Roger Williamson è ricordato più per la sua fine assurda che per la sua bravura, e la sua storia tragica comincia sul circuito di Silverstone, giusto 50 anni fa. Williamson era riuscito a farsi apprezzare nel mondo dei motori d’Oltremanica soprattutto grazie alla conquista del campionato britannico di Formula 3, sia nel 1971 sia nel 1972. Era considerato una grande promessa dell’automobilismo, il mondo della Formula Uno lo osservò con un’attenzione ancora maggiore dopo una straordinaria vittoria in rimonta nel Gran Premio Lotteria di Monza del 29 giugno 1973. 

Grazie anche agli sforzi del suo manager e sponsor Tom Wheatcroft, Roger fu scelto dal futuro presidente della FIA Max Mosley, in quel periodo team principal della March in F1, per sostituire Jean-Pierre Jarier in due gare del mondiale, per consentire al francese di non mancare a due appuntamenti cruciali nel campionato europeo di Formula Due, che avrebbe poi finito per vincere.

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Kimi Antonelli ora dorme con la fidanzata, lo dice Toto Wolff

 ➣  Sente di aver vinto una scommessa?

«Lo sento dire da molti, ma altrettanti qualche mese fa erano gli scettici: “Come si fa a mettere in F1 un 17enne con appena tre anni di monoposto alle spalle?”».

 ➣  Già, come si fa?

«È dal 2018 che lo vedo crescere come persona e come pilota. Sono sempre stato pronto a dargli tempo, non gli ho mai messo pressione».

 ➣  Una qualità e un difetto del ragazzo?

«La qualità è la velocità. Un aspetto su cui deve migliorare è l’equilibrio tra rischi e benefici quando spinge, serve esperienza».

 ➣  Sostiene di essere stato troppo conservativo finora.

«A me va bene che prenda rischi, che esplori il limite. Gli errori fanno parte del gioco».

 ➣  Continua a dormire nella sua casa di Oxford quando viene in sede a Brackley?

«C’è sempre qualcuno, può andarci quando vuole ma penso sia passato un po’ di tempo dall’ultima volta. Ultimamente va in hotel, magari porta la sua fidanzata e ritiene che sia più appropriato. Non lo so, dico così per dire, dovrei chiederglielo». – intervista di jacopo d’orsi, La Stampa

 

Bianca Nannucci

Se hai 17 anni e vinci il titolo europeo jr nei 200 stile libero femminili, allora significa che ti vuoi mettere nei guai. Fra tutte le gare di nuoto a disposizione, ti vai a scegliere quella della gloria di Federica Pellegrini. O sei incosciente o sei sfrontata. Bianca Nannucci l’ha fatto tre giorni fa, ma qui si segue quel che si può, poi ogni tanto recuperiamo. 

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Oggi


     

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