Sai che noia vivere pensando di essere eterni?
Nino Benvenuti
► NINO BENVENUTI è morto all’età di 87 anni. Era stato campione del mondo dei pesi superwelter e dei pesi medi dopo essere stato medaglia d’oro ai Giochi di Roma nel 1960
◇ L’olandese Hoole ha vinto la cronometro Lucca-Pisa al Giro d’Italia segnata e condizionata dalla pioggia. Del Toro ha conservato la maglia rosa con un vantaggio ridotto a 25 secondi sul compagno di squadra Ayuso. Roglic è risalito al 5° posto [1:18 di distacco in classifica]
◇ Il Milan ha dato l’incarico di direttore sportivo a Igli Tare e oggi c’è un vertice con il Bologna per capire quali margini esistono per avere Vincenzo Italiano in panchina
◇ Nel recupero di Premier League di ieri sera, il Manchester City ha dato il saluto a Kevin De Bruyne che se ne va e ha salutato il rientro in campo del Pallone d’oro Rodri dopo una lunga assenza per infortunio
◇ La Virtus Bologna ha battuto Venezia anche in Gara-2 dei quarti di finale dei play-off di pallacanestro: 19 punti di Clyburn. L’altra partita sul 2-0 è Trapani-Reggio Emilia, mentre sono sull’1-1 Trento-Milano e Brescia-Trieste
◇ Guidati dalla loro super star Shai Gilgeous-Alexander, candidato al titolo di MVP dell’anno, gli Oklahoma City Thunder hanno battuto i Minnesota T’Wolves nella partita di apertura della finale di Conference a Ovest (114-88). Il canadese ne ha segnati 31.
Nel Gruppo A dei Mondiali di hockey a Stoccolma, il Canada ha battuto la Svezia [5-3] e si è qualificato per i quarti da primo. Nel Gruppo B di Herning la Danimarca si è assicurata un posto nei quarti di finale battendo la Germania per 2-1 ai rigori.
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# giorni a ……..
La morte di Nino Benvenuti
«Ha toccato» disse Tito Stagno, anche se non era vero. Era preso dall’ansia di non mancare il momento dell’impatto tra il piede di Neil Armstrong e la Luna, era un piccolo passo per l’uomo eccetera eccetera. Quando l’americano tornò sulla Terra, gli chiesero se durante il viaggio nello spazio avesse visto Dio. Rispose: «Yes, she’s black».
Ma questo venne dopo. Questo venne due anni dopo. Sulla Luna, senza muoversi di casa, gli italiani c’erano già stati con Nino Benvenuti. Ottomila persone chiesero al 114 di essere svegliate col servizio telefonico per non perdersi alla radio la voce di Paolo Valenti che dal Madison Square Garden raccontava un match di boxe, lo sport che a quel tempo faceva parte della santa trinità delle passioni popolari insieme col pallone e con le biciclette.
Sedici milioni di persone accesero la radio perché il governo negò la diretta sulla Rai a quell’ora, le 4 del mattino, molto oltre il suono dell’oboe e degli archi presenti nelle Armonie del pianeta Saturno con cui si chiudevano le trasmissioni. Ci furono ottomila richieste al 114 per essere svegliati dal servizio telefonico.
La notte che Nino Benvenuti fece tutto questo tirava una brutta aria. I giornali avevano presentato il match con Emile Griffith con i codici del tempo, la sfida dell’intelligenza bianca alla brutalità del nero. Facevano dire all’americano che avrebbe deturpato quel bel ragazzetto venuto al Madison Square Garden dall’Europa, mentre dettagliati reportage insistevano sulla presenza a bordo ring di George Chick Ferrara, un italo-americano specialista nel suturare le ferite.
Le ferite di Benvenuti erano altre, e ancora ne sarebbero arrivate. È stata una vita selvaggia e tenera, la definisce stamattina Stefano Semeraro su La Stampa. L’esilio dall’Istria, la madre morta di crepacuore per i drammi familiari, un figlio perduto, altri spariti, un amore clandestino che spinse papa Paolo VI a cancellare un’udienza.
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Il gancio destro da cui nacque Carlos Monzon
A 20 secondi dalla fine della 12a ripresa, Nino Benvenuti era molto stanco. Fermo sulle gambe, straco, un ciompo senza fiato, si era scoperto a dover vivere il match con cui difendeva il titolo mondiale dei pesi medi nella maniera che meno preferiva. Guerreggiando. Dandose biava. La boxe ha sempre due strade davanti a sé. Può essere danza o farsi battaglia. Segue qui
Benvenuti nelle parole di Benvenuti
➣ Che Italia era quella in cui vi siete innamorati?
«Bigotta. Intrisa di moralismo. Essere un campione significava anche essere un marito esemplare, pena perdere il mio pubblico».
➣ Eppure, lei perse la testa per Nadia.
«Mi ero sposato troppo giovane. Con l’arrivo del successo, io e mia moglie Giuliana ci scoprimmo diversi. A lei piaceva spendere, a me il lusso sembrava una mancanza di rispetto verso i tifosi, gente semplice uscita dalla guerra. Litigavamo al punto che, una notte, uscii dall’Hotel Sporting di Roma e dormii ai giardini di Villa Glori, e la sera stessa avevo un incontro con Gaspar Ortega. Conobbi Nadia nell’estate del 1967, stavo preparando il secondo match americano con Griffith, c’innamorammo».
➣ Passa poco e Paolo VI annulla la sua prevista visita in Vaticano.
«Ero su tutti i giornali, si era scatenato l’inferno. Ero l’uomo che aveva conquistato l’America, patria del pugilato, portandosi dietro sei charter di tifosi, con 16 o forse 18 milioni di italiani svegli di notte a seguire la radiocronaca. Era considerato blasfemo che mi comportassi da pubblico peccatore».
➣ E a quel secondo incontro della sua trilogia contro Griffith, perse clamorosamente e tutti diedero la colpa a Nadia.
«I giornali riportarono invenzioni assurde, come quella che ero stato sconfitto per via di una costola rotta in un incidente con lei. È vero che avevo una costola incrinata e una mano rotta, ma mi ero fatto male allenandomi. Quanto a Nadia, ci amavamo e convocai una conferenza stampa per il 31 dicembre, deciso ad annunciare che lasciavo mia moglie».
➣ Invece, annunciò che restava con sua moglie.
«Per Nadia fu un colpo. Mi aspettava a Montecatini, dove partecipava a un evento con Pippo Baudo, ma non arrivai mai».
➣ Cos’era successo?
«Che sono sempre stato più bravo sul ring che nella vita. Attorno a me, girava un universo di contratti, soldi, cose che erano sotto il controllo di mia moglie. Ebbi paura. Deve pensare che vivevo isolato da tutto, protetto dal cosiddetto entourage, e lei minacciava di non farmi vedere più i figli. C’era tutto questo, ma non ho scuse, ho sbagliato e basta».
➣ Nadia era incinta.
«Non ci sentimmo, non ci parlammo, non ci chiarimmo. So che mia moglie le offrì di tenere con noi la bambina e che Nadia non volle e se ne andò in Francia dal fratello. Partorì Nathalie, che non vidi mai, finché non mi cercò, nell’88. Era stata cresciuta con intelligenza, sua madre non le aveva mai parlato male di me. All’inizio, non voleva neanche farsi riconoscere».
➣ Quando e come lei si decide a tornare da Nadia?
«Dopo la separazione, ebbi una lunga relazione con una diplomatica argentina, poi ci lasciammo e, un giorno, mi presentai nella boutique di proprietà di Nadia».
➣ La morte la preoccupa?
«No, perché sono cristiano e perché è la morte che ci fa amare la vita. Sa che noia vivere pensando di essere eterni?».
➣ Il suo più grande rimpianto?
«Il rapporto coi figli. Quelli avuti con Giuliana, cinque inclusa una adottata, non li vedo, non li sento, non mi vogliono parlare. Lei me li ha messi contro. Ho nipoti che non conosco e penso che, anche se non sono stato un buon padre, potrei ancora essere un buon nonno». – intervista di candida morvillo, Corriere della sera, 16 aprile 2018
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Mazzinghi, la purezza sul ring
Il quartiere è un cumulo di macerie. I morti sono più di duecento. Il cortile dove Sandro giocava con i piccoli amici adesso è una buca enorme. Segue qui
Che cosa stanno leggendo in Europa
🟨 In Spagna il ritorno in campo di Rodri e le manovre del Real per Nico Williams – In Francia un’intervista a Zarco e l’addio di Cherki al Lione – In Italia il futuro di Vincenzo Italiano e l’attesa per il venerdì dello scudetto
Meravigliosamente mediocri: la finale inglese di Europa League
La seconda coppa europea finisce oggi dentro la bacheca della sedicesima o della diciassettesima in classifica dell’Inghilterra, una vicenda che è sia paradossale sia simbolica. Se la pallavolo europea ha consegnato la Challenge Cup femminile a una squadra italiana [la Roma] appena retrocessa in serie A2 come testimonianza di una sfacciata superiorità del movimento, accade lo stesso stasera nel calcio – più in grande, molto più in grande. Una partita tra due squadre che a un certo punto hanno lasciato perdere la Premier per puntare tutto sulla Coppa, la strada più breve per guadagnarsi un posto in Champions.
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Truls Möregårdh
Alex Lebrun ha un dolore alla mano destra e ha scelto di rinunciare al torneo di singolare. Félix ha vinto la partita del terzo turno contro il sud-coreano Oh e si potrebbe dire che veleggia verso i suoi obiettivi di partenza. Insieme i due fratelli si son presi un grosso spavento al primo turno andando sotto 0-2 e uscendo dalla buca con una rimonta imperiale. I Mondiali di tennis tavolo sono cominciati così a Doha, tornando in Qatar dopo 21 anni.
Due anni fa a Durban la Cina ha vinto tutt’e cinque gli eventi in programma e del resto non fanno altro in singolare maschile e femminile dal 2005. Werner Schlager nel 2003 è stato l’ultimo campione del mondo che veniva da un altro paese, quest’anno c’è il brasiliano Hugo Calderano che s’è presentato con qualche grillo per la testa in qualità di vincitore della Coppa del mondo un mese fa a Macao, dove ha battuto sia il numero due del mondo Wang in semifinale sia il numero uno Lin Shidong in finale.
Ci sarà di certo un nuovo campione del mondo, tutti i precedenti vincitori sono altrove. Anche le coppie che detengono il titolo nel doppio maschile e femminile non sono in gara. Solo Sun Yingsha può ripetersi, sia nel singolare femminile sia nel doppio misto insieme a Wang Chuqin.
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