Un campo che sta diventando un inferno
La Francia non ha avuto Gianni Clerici e non esiste una definizione analoga a quella di italopitechi per la folla nazionalista che si accalca attorno al tennis. Ma le cose al Roland-Garros pare che non stiano andando in modo dissimile rispetto al Foro Italico. La tentazione è quella di portarsi un polso alla fronte, piegare la testa all’indietro con esibita stanchezza e mormorare che questi ahimé signora mia sono i tempi che viviamo.
L’ha fatto per esempio David Goffin, tennista belga uscito un anno fa al primo turno del Roland-Garros dopo una battaglia di cinque set, tre ore e mezza di partita contro Giovanni Mpetshi Perricard. Andò via dal campo e disse che il tennis stava diventando come il calcio, presto ci sarebbero stati fumogeni, teppisti e risse sugli spalti.
Il Daily Mail se n’è ricordato perché quel trattamento a Goffin – con un chewing gum che gli sputarono addosso – non è più un evento isolato, “anzi – si legge – il torneo si è guadagnato il dubbio primato di essere la tappa più turbolenta e forse più spiacevole del tour”.
Se Goffin ha definito il pubblico parigino “totalmente irrispettoso”, Arina Rodionova si è spinta a dirlo “particolarmente selvaggio”. Alize Cornet ha parlato di “una manciata di idioti”. Una manciata. Ma pur sempre idioti.
Mats Wilander dice che il pubblico francese è un po’ più coinvolto quando giocano i francesi di quanto il pubblico inglese sia coinvolto a Wimbledon con gli inglesi, o gli americani con gli americani a Flushing Meadows. Taylor Fritz ha assaggiato tutto questo contro Arthur Rinderknech, Daniil Medvedev ha dovuto zittire la folla senza arrivare ai gesti osceni di precedenti occasioni. Arthur Fils ha scatenato un pandemonio
Il presidente della federazione francese Gilles Moretton dice che è la stessa cosa in Australia, la stessa cosa dappertutto, senza accorgersi che non sta offrendo una soluzione, anzi. The Athletic ha ricordato che le partite più recenti in Brasile sono durissime per gli avversari di João Fonseca e che gli australiani hanno trasformato “le partite di Nick Kyrgios in un derby di rollerblade”.
Eppure il Suzanne-Lenglen è la bolgia più bolgia di tutte. Pare sia per la speciale acustica di cui dispone.
The Athletic ha scritto: “Benvenuti al Suzanne-Lenglen del Roland Garros. Se sei un francese è il paradiso. Se sei di un altro paese è l’inferno, un vortice di ansia. Il Simonne-Mathieu è un’arena-gioiello in mezzo a un giardino, è circondata da una serra. Ha eleganza da vendere. Se si esplora il globo è impossibile trovare altri tifosi locali come i francesi al Suzanne-Lenglen”.
Undici l’ha messa così: “Il pubblico del Roland Garros è cambiato, ha abbandonato il suo classico atteggiamento un po’ snob ma pur sempre elegante, molto francese e ancor più parigino, per farsi più presente, più chiassoso, rimanendo comunque nei confini della correttezza. Quello del rumore è un trend che sta accompagnando il circuito del tennis mondiale da diversi mesi. Sarà per il boom dovuto alla nascita della nuova rivalità tra Sinner o Alcaraz, o per gli incontri sempre più combattuti, ma gli spettatori ora si fanno sentire di più. Molto di più”
▥ Le sorprese Al terzo turno cominciato ieri, nel tabellone maschile sono rimaste in corsa solo 15 teste di serie su 32, una in più del minimo storico toccato nel 2004. Quattro sono i giocatori provenienti dalle qualificazioni: Ethan Quinn (USA, 21 anni), Filip Misolic (Austria, 23 anni), Henrique Rocha (Portogallo, 21 anni), il nostro Matteo Gigante (23 anni)
▥ Precocità Con i suoi 18 anni e 277 giorni, il brasiliano Joao Fonseca è il quarto tennista più precoce a essersi spinto al terzo turno dopo Alcaraz, Coric e Roddick
▥ Invitate ma brave Per la seconda volta nell’Era Open, il torneo femminile vedrà al terzo turno un match fra due wild card. Sono Boisson e Jacquemot. Era successo nel 2017 con Sharapova e Kenin
▥ La risalita di Swiatek Iga Swiatek ha vinto la sua 38esima partita sulle 40 giocate a Parigi eguagliando il passo tenuto negli anni ’70 da Chris Evert. Solo cinque giocatrici dell’era Open hanno raggiunto prima di lei i sedicesimi del singolare femminile al Roland-Garros in tutte le prime 7 partecipazioni. Sono Chris Evert, Martina Navratilova, Gabriela Sabatini, Conchita Martinez e Monica Seles. Non è una brutta compagnia. Solo Chris Evert [29 partite, 1974-1981] e Monica Seles [25 partite, 1990-1996] hanno vinto più turni consecutivi di Iga Swiatek a Parigi [24, dal 2022]