La nuova Piastronave della Formula Uno

 

|   L’utente medio aveva un sogno più sociale

tapparsi in casa ad aspettare l’astronave

Sergio Caputo

 

 prima di tutto

La nuova Piastronave della Formula Uno

E un enigma di nome Hamilton

DI ROBERTO LIBERALE

 

  ① ARTEFICI  LA SFACCIATAGGINE DI PIASTRI

Oscar Piastri ha confermato le sue doti di solidità mentale, tenendo testa a un Verstappen scatenato sin dal primo metro. Tanto da costringere Max ad un’infrazione costata 5 secondi di penalizzazione, scontati nel pit-stop, e che ha poi deciso la gara. Piloti che sfidano così apertamente Verstappen non ce ne sono stati molti negli ultimi anni. Hamilton ci ha rimesso il mondiale 2021 perdendo un lunghissimo mind game terminato all’ultimo giro dell’ultimo Gran Premio. Altri non hanno proprio osato, e Norris le ha quasi sempre prese quando ci ha provato. 

Oscar invece, nella sua apparente glacialità, è riuscito persino a far innervosire Max. Ora le gerarchie in McLaren sono di fatto cambiate, anche se nel team papaya nessuno lo ammetterà mai. Piastri, già vincitore di 3 Gran Premi, è in testa al mondiale con 10 punti di vantaggio su Norris. Beh, forse oggi Oscar si preoccupa più dei soli 12 punti su Verstappen. Perché Lando, dall’altro lato dei box, continua a non mettere tutto insieme come dovrebbe. Prima la Q3 non disputata per incidente e poi, quando mancavano ancora due terzi di gara, un duello con Hamilton gestito malissimo. Con un po’ più di pazienza e tempismo non avrebbe perso quei due-tre secondi che gli avrebbero permesso di mettere molto prima Leclerc nel mirino, con ottime possibilità di salire sul podio. 

La McLaren si fa sicuramente bastare i 37 punti totali accumulati a Jeddah, ma le potenziali doppiette continuano a non arrivare. In questa stagione il dominio è stato concretizzato totalmente solo in Cina. Per ora a Woking nessuno se ne preoccupa, anche perché il vantaggio sulla seconda in classifica costruttori, la Mercedes, è salito a 77 punti. Però il campionato è lunghissimo, e non massimizzare al meglio il momento di superiorità potrebbe costare più avanti nella stagione.

 

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  BATTUTI   DOVE HA SBAGLIATO VERSTAPPEN

Verstappen ha mancato una vittoria che poteva essere alla sua portata. Si è fatto prendere troppo dalla foga in partenza e la penalità di 5 secondi ha fatto poi la differenza tra la vittoria e il secondo posto. La sanzione è tecnicamente giusta, senza per questo però rivangare i luoghi comuni sul Max aggressivo e finanche scorretto. 

La sua Red Bull è inferiore alla McLaren e Verstappen ha provato a non lasciare andar via Piastri. Probabilmente, con una partenza migliore, avrebbe lasciato Oscar dietro di sé, costringendolo a correre gran parte della gara negli scarichi aerodinamici della sua Red Bull, annullando di fatto il grande vantaggio tecnico e velocistico della McLaren. A Miami avremo sicuramente un Max ancora più deciso e di questo i suoi avversari dovranno tenere conto se vorranno batterlo. 

Ora come ora la classifica piloti è ancora apertissima, e il suo distacco da Piastri è ancora minimo. Ma nel frattempo il chiacchiericcio su un suo possibile addio alla Red Bull continua imperterrito. Molto dipenderà dalla capacità della scuderia di Horner e Marko di migliorare la macchina, condizione minima necessaria per convincere il quattro volte campione del mondo a non accettare le super offerte che alcuni team stanno preparando pur di averlo. In pole position c’è la Aston Martin, che non solo ha già ingaggiato la sua vecchia e cara conoscenza Adrian Newey, ma che sembrerebbe pronta a proporre a Max un contratto da 264 milioni di euro in 3 anni. Dell’altro lato dei box quasi inutile scriverne. Nonostante la seconda Q3 consecutiva, la gara di Tsunoda dura pochi metri. Una collisione con Gasly, causata forse proprio da un errore di valutazione di Yuki, mette KO la sua Red Bull e costringe all’immancabile ingresso della Safety Car a Jeddah, quinta volta su cinque.

 

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  ORIZZONTI  IL MIGLIOR LECLERC DI SEMPRE

La Ferrari ha ritrovato finalmente quel podio che mancava dall’ultima gara del 2024. Vasseur si gode il Leclerc più forte e più maturo da quando è in Ferrari, e nel post gara lo stesso Charles ha ammesso di aver alzato l’asticella della performance. Probabilmente l’arrivo di un sette volte campione del mondo lo ha sbloccato mentalmente nel momento in cui l’arrivo di Hamilton rischiava di cambiare irrimediabilmente le gerarchie all’interno della squadra, oscurando tutto il lavoro che Charles aveva fatto negli anni precedenti. 

La sua strenua resistenza alla rimonta di Norris è da incorniciare, soprattutto perché Leclerc ha quasi superato i limiti fisici della sua Ferrari numero 16. Alla fine lui stesso ha confermato nelle interviste televisive il suo stato di grazia, che è poi il messaggio di chi non vuole assolutamente perdere la leadership nella scuderia. Tra l’altro Charles è uno dei pochi piloti ad aver sempre retto bene il confronto psicologico con Verstappen, e questo ritorno alla piena consapevolezza è una ottima notizia per Maranello.  

Pensando invece al palmares di Hamilton, pare poco confortante sentir parlare Vasseur di necessità di adattamento della macchina allo stile di guida di Hamilton e non il contrario. Di fatto, il settimo posto finale unito al quinto Gran Premio alle spalle di Leclerc, e soprattutto i 31 secondi di ritardo dal compagno di squadra, creano perplessità sulle motivazioni agonistiche di Sir Lewis. Forse dovrebbe avere più possibilità di battagliare in gara, l’unica situazione che ha fatto rinascere in Hamilton l’istinto del leone. In effetti il suo duello con Norris, con un paio di secondi bruciati da quest’ultimo nel tentativo di superare Lewis, ha impedito a Lando di raggiungere Leclerc prima del traguardo. Vasseur può comunque tornare a Maranello con il bicchiere mezzo pieno, con al suo interno un podio, il secondo miglior punteggio tra le squadre che inseguono la McLaren e tante speranze di fare ancora meglio a Miami tra due settimane.

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  PROSPETTIVE  L’APPRENDIMENTO DI ANTONELLI

La Mercedes ha limitato i danni, pur non riuscendo a ripetere con Russell le prestazioni ottenute la scorsa settimana in Bahrain. I due piloti di Toto Wolff hanno messo insieme 18 punti, tanti quanti ne ha fatti Verstappen da solo. Sembra poco, ma non lo è, considerando soprattutto che Antonelli continua velocemente la sua fase di apprendimento, e il suo sesto posto con quasi cinque secondi di vantaggio su Hamilton è stato anche più di un compito in classe ben riuscito. 

Nel frattempo Andrea ha messo insieme punti utilissimi sia a lui, ora sesto in classifica piloti, che alla scuderia, ancora seconda in classifica costruttori. Russell ha chiuso una posizione più avanti, anche se stavolta il distacco dalla vetta è stato più marcato del solito. Le prospettive della scuderia guidata da Toto sono ancora buone, finora entrambe le monoposto progettate a Brackley sono andate quasi sempre a punti, solo in Bahrain non ce l’hanno fatta, con il solo Antonelli finito 11°. Solo la McLaren è riuscita a fare meglio, con entrambe le vetture sempre in zona punti. La costanza e la solidità sono caratteristiche imprescindibili per rimanere ai vertici nella Formula Uno, questo aspetto non va mai trascurato.

 

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  PANORAMI  LA DOMENICA DEI ROOKIE E IL MALINCONICO ALONSO

I rookie a punti sono tornati ad essere due, con Hadjar 10°, oltre al solito Antonelli. Purtroppo per tre di loro, Lawson, Doohan e Bortoleto, la classifica non si è ancora mossa, e forse quello messo peggio è l’ultimo dei tre. Infatti, il giovane pilota brasiliano guida una macchina, la Kick Sauber, che dopo il settimo posto nel primo GP in Australia con Hulkenberg, si è dimostrata talmente lenta da non essere andata oltre la Q1 nelle ultime tre occasioni. 

Ma dall’altro lato della barricata anagrafica c’è chi sta pure peggio. Infatti, lo zero di Alonso mette tanta malinconia. Fernando fa di tutto per tirare fuori qualcosa di buono dalla sua Aston Martin, ma ormai per lui persino l’approdo in Q3 è una chimera. Di certo Alonso non può accontentarsi solo di battere il suo compagno di scuderia, nonché figlio del boss, Lance Stroll. L’ipotetico arrivo in scuderia di Verstappen potrebbe poi significare addirittura l’addio di Fernando alla Formula Uno. Molto più facile che in squadra resti Stroll come secondo pilota che lui. E per il pilota asturiano sarebbe abbastanza complesso trovare un volante disponibile per la prossima stagione se dovesse lasciare il team Bayberry Green.

 

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  TRACCE I SEGNALI DELLA WILLIAMS

Il miglior team di seconda fascia in Arabia Saudita è stata la Williams con due monoposto tra le prime dieci ed un totale di 6 punti. Si è trattato della seconda volta in cui la gloriosa scuderia di Grove è stata la migliore delle scuderie Minions. Tra l’altro la Williams è ora quinta in classifica costruttori con 25 punti, dopo sette stagioni in cui al massimo aveva chiuso al settimo posto, con l’onta di quattro annate finite in fondo alla classifica, nel 2020 addirittura con 0 punti. 

I 25 punti attuali sono ad appena 3 punti dal miglior punteggio ottenuto nel 2023, e mancano ancora 19 Gran Premi. Dietro la scuderia guidata da James Vowles c’è la Haas, che però non ha preso punti a Jeddah. L’unico altro punticino finito alle scuderie minori è stato quello della Racing Bull di Hadjar, team che cerca faticosamente di lasciare il fondo classifica per provare a sfidare la Williams nel ruolo di migliore scuderia di seconda fascia.

 

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    IBAN  GLI INTROITI DI MIAMI E COMPAGNIA

Il mondiale si prepara a fare il suo ritorno nella vecchia Europa, non prima di avere concluso il suo tour tra i ricchi e famosi di Miami. Queste tre gare che si susseguono, Bahrain, Arabia Saudita e Miami, sono il trionfo della nuova Formula Uno, quella che si garantisce i maggiori introiti lontano dai circuiti della tradizione storica. In effetti, la somma in denaro garantita da questi tre GP è pari ad almeno il triplo di quanto la Formula Uno riceve dai primi tre circuiti europei in calendario, Imola, Monaco e Barcellona. E non va meglio neppure confrontando il totale degli introiti di tutti i circuiti tradizionali con quelli che si sono affacciati nel calendario negli ultimi anni. 

Secondo i dati pubblicati nel 2023, i 15 circuiti che hanno ospitato più frequentemente la Formula Uno, quali Silverstone, Monza, Spa, Zandvoort, ecc., messi tutti insieme versano alla Formula Uno più o meno la stessa cifra degli 8 che sono entrati man mano a far parte della Formula Uno nel XXI secolo ovvero Bahrein, Arabia Saudita, Azerbaigian, Miami, Singapore, Qatar, Las Vegas e Abu Dhabi. 

Una evoluzione che la F1 ritiene evidentemente necessaria per garantirsi certi introiti ma che, se dovesse sfociare nel taglio di quasi tutti i circuiti della tradizione motoristica, esigerebbe un minimo di riflessione. Anche dal punto di vista sportivo e della sicurezza.

 

 

   PUZZLE  |  CHE COSA SI DICE IN GIRO

 

▥  UN PODIO PER RICOMINCIARE  Daniele Sparisci, Corriere della sera: Charles Leclerc abbraccia i ragazzi della sua squadra. Non è una vittoria, ma un terzo posto. Eppure vale molto, soprattutto a livello personale. La Ferrari per la prima volta nella stagione dove era partita per vincere tutto entra nella top 3, una boccata di ossigeno che può essere l’inizio di una ripresa. Ma ancora non basta.

▥  LA RIPRESINA  Il caffè di Pino Allievi, Formula Passion: Il caffè con miscela arabica ha messo le ali alla Ferrari. Quando nessuno se lo aspettava, abbiamo visto Leclerc non più in difesa ma all’attacco dal primo all’ultimo metro…”

▥  IL SOLLIEVO  Leo Turrini, Profondo Rosso: Meno male che ci sono Leclerc e la 499. E credo che John Elkann dovrebbe provare ad immaginare cosa significherebbe avere una Rossa da Gp esaltante come la 499 di Imola.

▥  MARANELLO ESULTA   Alessandra Retico, la Repubblica: Giornata con molto rosso: nel Wec alla 6 Ore di Imola vince la 51 di Giovinazzi, Pier Guidi e Caldo. A Gedda, prima dei ragazzi, il successo tra le donne della F1 Academy di Maya Weug, la pilota olandese del vivaio di Maranello.

▥  MA HAMILTON NON VA   Giulia Toninelli, la Gazzetta dello sport: Qualcosa non va, fra Hamilton e la Ferrari, e lui lo sa bene. In gara ha lottato per tenere alle spalle Norris regalando uno sprazzo del vecchio Lewis, ma l’ingranaggio con la SF-25 ancora non gira.

▥  ANCHE IN QUALIFICA MALE  Umberto Zapelloni, il Giornale: Il problema è che la SF-25 sembra proprio non esserci nonostante Leclerc cerchi come al solito di fare i miracoli. Oltretutto stanno diventando un caso le prestazioni di Lewis Hamilton che proprio non riesce a trovare la fiducia necessaria per spingere al massimo. Non è possibile che un sette volte campione del mondo prenda 0531 dal suo compagno di squadra dopo essersi salvato di 7 millesimi dalla clamorosa eliminazione in Q2.

▥  IL MAX FURIOSO  Fabio Tavelli, il Foglio: L’olandese non vedeva l’ora di prendere il suo aereo e andarsene lontano da tutto e da tutti. Ed è l’atteggiamento tenuto da Piastri alla prima curva. L’australiano è partito meglio, d’accordo. Ma quante volte in passato Verstappen è riuscito a passare davanti alla prima curva, oppure a difendere una posizione da un attacco, grazie al suo modo di guidare non esattamente accomodante? Tante, tantissime. Chiedere a Lando Norris per conoscenza, ma anche Lewis Hamilton potrebbe avere qualche aneddoto da raccontare. Ebbene, questa volta a fare “il Verstappen” è stato Oscar Piastri. Che ha fatto esattamente quel che normalmente faceva il suo più titolato avversario

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