Alla fine della stagione scorsa il Barcellona non aveva aggiunto nessun trofeo dietro le vetrine delle sue bacheca, viveva in un senso di deriva e attraversava turbolenze politiche-finanziarie. In mezzo a siffatta procella, Raphinha aveva completato 90 minuti solo sei volte in tutta la stagione. Pensava che una soluzione potesse essere quella di cercare altrove la sua soddisfazione. È sempre il primo pensiero che sale alla mente. Raphinha lo scartò e prese il secondo: spesso è migliore del primo. Afferrò un pennarello e scrisse un numero su una lavagna che tiene dentro casa, chissà per farci cosa, forse per la spesa. Il numero dei gol che avrebbe segnato l’anno venturo. E poi scrisse il numero degli assist. E poi scrisse il numero dei trofei. Nessuno conosce le cifre, nessuno conosce l’importo che Raphinha ha chiesto a sé stesso, ma l’aneddoto gira per raccontare la determinazione con cui si è presentato in ritiro.
Stasera il brasiliano si presenta al ritorno dei quarti di finale di Champions League con 28 gol stagionali, otto in più rispetto alle sue prime due stagioni al Barcellona messe insieme. I suoi 20 assist sono la somma più alta da quando si esibisce al Nou Camp dal 2022. In totale ha segnato o servito assist in 48 dei 146 gol del Barcellona. Più di Robert Lewandowski [43] o Lamine Yamal [31]. Nei cinque maggiori campionati europei, solo Mohamed Salah del Liverpool [55 in tutto] gli sta davanti.
Jack Long e Thom Harris hanno esaminato per The Athletic cosa è cambiato, giudicando decisive per la trasformazione alcune modifiche tattiche. Nella sua prima stagione in Catalogna, Raphinha ha giocato sulla fascia destra, il suo ruolo preferito. “Nelle sue precedenti squadre – si legge – era il re degli spazi aperti, sfruttava al meglio le ripartenze. Ma il Barcellona di solito gioca contro difese profonde e il ruolo richiedeva più pazienza e più complessità. L’emergere di Yamal spinse Raphinha verso sinistra, dove si è sentito meno a suo agio e anche meno contento. Sebbene sulla carta sia ancora l’attaccante a sinistra, con Hansi Flick ora ricopre un ruolo più ibrido. Non rimane sempre all’esterno e non corre con la palla quanto prima. Piuttosto si sposta all’interno per partecipare alla costruzione dell’azione e poi si lancia oltre Lewandowski”. Seguono grafici parecchio nerd che utilizzano i dati di tracciamento di SkillCorner, dai quali si evince che strappa alla velocità di oltre 20 km orari per almeno 0,7 secondi, che i suoi tiri in porta avvengono da posizioni più pericolose e che si dedica di meno a contrastare gli avversari.