La supremazia Woking | I sette cilindri del GP di Melbourne

Un mistero chiamato Ferrari

DI ROBERTO LIBERALE

 

 

  ① ARTEFICI  LA STRATEGIA GIUSTA PER NORRIS

Quando a una dozzina di giri dalla fine è ricominciato a piovere, sembrava che la McLaren stesse per buttare via una gara dominata sin dall’inizio. Una strategia apparentemente strana, con le due monoposto sotto la pioggia con le gomme slick e che sbandavano a ogni curva in attesa dell’ordine di rientrare ai box. Un momento che è costato effettivamente la corsa a Piastri, ma non a Norris. Alla fine la strategia ha pagato, con il secondo Hat Trick in carriera per Norris, indicativo di un dominio, al di là del sofferto andamento del finale di gara. 

La scuderia di Woking è al momento la più forte in pista, anche se è presto per anticipare un dominio lungo tutta la stagione. Basti ripensare agli inizi scoppiettanti della Ferrari nel 2022 e della Red Bull l’anno scorso. Le prestazioni delle macchine papaya restano impressionanti, ma i mondiali si vincono soprattutto senza mai sbagliare le strategie e senza alcun errore da parte dei piloti. E su questi aspetti la McLaren non è ancora del tutto convincente.


  PROSPETTIVE  VERSTAPPEN AL VARCO DELLA PATERNITÀ

Max Verstappen, lupo famelico, non lascia mai nulla di intentato. Ambizioso come non mai, nonostante i quattro mondiali e i 63 GP vinti, non molla mai la presa, malgrado non guidi più l’astronave di qualche anno fa. Della sua Red Bull non sappiamo nulla, troppa la differenza in prestazioni tra i due piloti della scuderia.

Di lui invece sappiamo ormai tutto. Il più veloce, il più preciso, il più affamato, il più forte di testa di tutta la griglia. Poco ci è mancato che raggiungesse l’apparentemente irraggiungibile Norris. Il fattore Max pesa e continuerà a pesare a lungo. Resta però la curiosità di vedere se la nascita del figlio che aspetta da Kelly Piquet confermerà o meno uno degli aforismi più famosi di Enzo Ferrari: «Un pilota perde un secondo a giro a ogni figlio che gli nasce». È forse l’unica speranza che i suoi avversari hanno per vederlo andare più piano.

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   PANORAMI   IL POTENZIALE TRA LE MANI DI TOTO WOLFF

Per la Mercedes quasi un inizio da sogno. Subito a podio con Russell, vittoria di tappa insieme alla McLaren con 27 punti e primo posto a pari merito in classifica costruttori. Toto Wolff gioisce per una coppia di piloti dal grande potenziale e grande futuro. Russell dimostra la sua solidità e si candida a terzo incomodo per il mondiale, mentre Antonelli merita un cilindro tutto suo. A Brackley ci sono tanti buoni motivi per essere ottimisti.

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    EPIFANIE   IL DIAMANTE KIMI

Debutto da copertina per il quarto posto di Andrea Kimi Antonelli. Secondo pilota più giovane ad andare a punti dopo Verstappen e 24esimo miglior esordio nella storia della Formula Uno sui 780 che hanno corso almeno un GP. Un mix di prudenza, saggezza e velocità quando serviva. Tutto dal più giovane della griglia e migliore tra tutti i rookie nel GP di Australia 2025. Doveva prima di tutto imparare e lo sta facendo in fretta. È la dimostrazione che in Formula Uno serve essere veloci, ma che si corre prima di tutto con la testa. Se il buongiorno si vede dal mattino, Toto Wolff potrebbe aver trovato il diamante grezzo che tutti i team cercano e che gli sfuggì quando non riuscì a mettere sotto contratto un giovane Verstappen.

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   ARTEFICI  LA FERRARI RISVEGLIATA IN SCARAFAGGIO

Ferrari inspiegabile, come nella recente tradizione della scuderia di Maranello. Dalla Q3 del sabato in poi una metamorfosi che ha spinto prima le due vetture molto dietro nella griglia di partenza, poi una gara che ha mostrato molti limiti nella monoposto e, perché no, anche un po’ di confusione sia al muretto che tra i piloti.

Prima Leclerc che, sotto la pioggia, decide di restare in pista con le gomme slick sperando in un improbabile recupero, decisione che gli è probabilmente costata il podio. Poi una performance molto sottotono da parte di Hamilton, condita da un’evitabile polemica via radio con il muretto circa le strategie del cambio gomme. Alla fine è arrivata anche l’umiliazione di finire dietro Williams, Aston Martin e soprattutto Kick Sauber (motorizzata Ferrari), una delle potenziali cenerentole del paddock. E solo le decisioni errate della Haas hanno impedito che anche l’altra scuderia motorizzata Ferrari finisse davanti alle rosse di Maranello. Una giornata da (non) dimenticare, se si pretende di combattere per i due titoli mondiali.

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  DISCUSSIONI   LE TANTE USCITE DI PISTA DEI ROOKIE

GP di Australia con otto piloti nati dal 2000 in poi. Non ci fosse stato Alonso, sarebbe stato il GP con l’età media più giovane di sempre. Ma non basta l’inesperienza per spiegare i numerosi fuori pista che hanno coinvolto i piloti. Hadjar fuori già nel giro di formazione, poi Doohan, Bortoleto, Lawson, senza dimenticare Bearman due volte in prova. 

In effetti le condizioni meteo hanno reso ancor più difficile la gara a tanti, giovani e meno giovani. Perché fuori pista ci sono finiti anche piloti espertissimi come Sainz e Alonso, senza dimenticare gli errori di quasi tutti i piloti quando ha iniziato a piovere. Sicuramente i più giovani dovranno cercare di imitare la calma di Antonelli, ma vanno tutti rivisti in condizioni di gara più normali. Anche se i veri campioni si vedono proprio quando le condizioni a contorno sono meno facili. 

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  ROTTE   IL RIMPIANTO DELLA HAAS

Come ha dichiarato Alexander Albon, quella in Australia è stata un tipo di gara dove prima di tutto è necessario sopravvivere. In tanti si sono fatti ingolosire dalla possibilità di una giornata indimenticabile e hanno finito per sbagliare tutto. Onore al merito quindi di Williams, Aston Martin e Kick Sauber che, contro pronostico, hanno ottenuto punti molto buoni e superiori alle previsioni. Punti che diventeranno buonissimi durante la stagione, quando i team di prima fascia inizieranno verosimilmente a occupare tutte le migliori posizioni. 

È il famoso “fieno in cascina” che, con i soldi della classifica costruttori in ballo, non è possibile trascurare. Allo stesso tempo la Haas merita una tirata d’orecchi per l’occasione persa. Aveva ormai deciso, unica scuderia, di non cambiare più pneumatici da intermedi a slick quando la pista si era quasi asciugata. Pur consapevoli che sarebbe tornato a piovere, hanno cambiato idea per non farsi distaccare troppo e hanno perso un jolly clamoroso. Fossero rimaste in pista ancora per qualche giro, le due Haas avrebbero evitato un doppio pit-stop che avrebbe potuto proiettarle in cima alla classifica, usura delle gomme permettendo. 

È anche vero che l’ora esatta e l’intensità della pioggia non erano note, ma a gara ormai persa, con le due monoposto in fondo al gruppo, forse valeva la pena di prendersi questo rischio. Una decisione di cui durante la stagione potrebbero pentirsi, ricordando che nel 2024 la scuderia guidata da Ayao Komatsu raccolse appena 7 punti nei primi nove Gran Premi.

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