Amici della mozione Arsenal, il secondo posto non è un fallimento

Cosa c’è di sbagliato nel fatto che l’Arsenal stia per chiudere di nuovo il campionato al secondo posto? Forse la risposta è: niente. È il tema dell’intervento di Barney Ronay sul Guardian, moooolto interessante per moooolti aspetti, e non solo inglesi. Barney scrive che il calcio è in realtà un gioco a somma zero per la maniera in cui viene concepito nell’opinione pubblica. 

È solo una delle lezioni di vita pessime dello sport – dice – modellare un universo in cui perdere significa essere un fallito, un debole, un amorale, dove le uniche opzioni sono la vittoria o la vergogna, dove i manager saranno regolarmente presi in giro per aver cercato di aggirare la convenzionalità con qualcosa di alternativo. Vincere o fallire. È semplice

Le cose non stanno così, pensa Ronay [e con Ronay pure gli ingenui di Slalom – si sarà capito]. È un falso modello anche nel calcio – scrive l’editorialista del Guardian – dove è necessario imparare e migliorare, rischiare, fallire di nuovo, fallire meglio

Prendiamo l’Arsenal che oggi si avventura all’Old Trafford, inseguito come sempre dall’idea che abbia un difetto fatale, dall’idea che ci sia qualcosa di marcio nella sua stagione, con un dibattito in corso tra esperti e voci di Internet progettato per stabilire la natura esatta di questo fallimento indiscutibile. Cosa, esattamente, è andato storto? Forse la risposta è: niente. Considerando il clima circostante, ce ne vuole per abituarsi a questa idea. L’ovvia obiezione è che arrivare secondi in Premier League, come probabilmente accadrà all’Arsenal, è per forza un fallimento. Specialmente arrivare secondi quando il primo posto era lì, a portata di mano. Un doppio fallimento . Ma c’è del vero in questo giudizio? – si domanda il Guardian

I fatti, così sottovalutati al giorno d’oggi, sono questi. Se l’Arsenal dovesse arrivare secondo per la terza stagione consecutiva, sarebbe dentro il suo terzo miglior ciclo dal 1904. Le uniche ere in cui ha fatto meglio sono i primi anni ‘30 con Herbert Chapman e le stagioni di punta di Arsène Wenger, tra 1998 e 2005, con otto stagioni trascorse ai primi due posti, quando aveva Thierry Henry, Patrick Vieira e un allenatore che ha riscritto la sua cultura

Questo di Arteta è dunque il terzo miglior Arsenal di sempre per quanto riguarda i piazzamenti in campionato, costruito con la quarta spesa netta per trasferimenti più alta del campionato. La squadra più forte tolto il super Liverpool di Slot. È davvero un problema da risolvere? 

Come è possibile – si chiede Ronay – costruire anche la sottocultura dell’Arteta-deve-andarsene su questa svolta felice? Conta solo il fatto che si poteva vincere il titolo. Ma era davvero così? Il campionato migliore del mondo, affollato di squadre ambiziose e forti, non sarà mai una passeggiata per nessuno. Eppure, per rendere credibile questa narrazione, il Liverpool viene dipinto come un campione mediocre, un segnaposto. In questa stagione la squadra di Slot ha battuto i campioni di Spagna, i campioni di Germania, i campioni di Francia e i campioni d’Inghilterra due volte, sempre senza subire gol. A volte ci sono avversari che meritano di più. Ma il calcio a somma zero insiste a dire che il secondo posto è un fallimento

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