L’attesa di Paris per Kvara
Il PSG ha vinto ma Kvara no, Kvara non c’era. Romain Lafont su L’Équipe lo definisce il trasferimento più entusiasmante degli ultimi anni. “Ha un nome impronunciabile, viene da un paese che solo il 7% dei francesi riesce a localizzare su una mappa e non ha una faccia da playboy. Dobbiamo però confessare che da anni non eravamo così entusiasti di un acquisto. L’arrivo di Khvitcha Kvaratskhelia è una buona notizia per gli appassionati di calcio, che siano tifosi del PSG o meno. Non lo diciamo per i montaggi di qualità che girano in rete, quelli che possono far sembrare Mesut Özil un giocatore lituano di Serie C, ma perché abbiamo avuto la possibilità di vederlo da vicino durante l’estate. È una animale in via di estinzione, quello che ti fa rizzare i capelli a ogni azione. Il contesto non faceva sognare, era la Gelsenkirchen Arena resa soffocante da 35 gradi e dal 2.700% di umidità. Alla mia sinistra, una nazionale già prima nel suo girone con una squadra B in campo, alla mia destra una Georgia già contenta di essere lì e che non ci credeva, con il suo allenatore Willy Sagnol piuttosto sorpreso di incrociare giornalisti francesi”.
Insomma: erano gli Europei, e quanto visto dal giornalista de L’Équipe fa scrivere che “forse Kvara diventerà il miglior giocatore della Ligue 1. Oppure fallirà miseramente e sembrerà un pessimo affare degno di un acharouli khachapouri da 20 euro in un ristorante georgiano a Parigi. Nel frattempo, se avete la possibilità di andarlo a vedere allo stadio, abbiamo solo un consiglio: provatelo”. Prima che arrivi il Real Madrid a prenderselo o che il PSG debba darlo in prestito a qualcuno.