Antonio Conte, adesso sono Affari Tuoi

|   Spacchettiamo

Stefano De Martino

 

DI CHE COSA SI PARLA STAMATTINA

Antonio Conte, adesso sono Affari Tuoi

 

  .  Quando Scott McTominay ha aperto il suo piattone destro per mettere la palla dove la mano di Carnesecchi non poteva arrivare, quando ha ribaltato così la partita di Bergamo, la signora Sara dall’Umbria aveva appena deciso di accettare l’assegno del Dottore, un’offerta da 51mila euro fatta al telefono perché rinunciasse ad aprire il pacco che aveva sul tavolo davanti a lei, il pacco numero 10. 

Affari Tuoi è quel programma che nella lingua di oggi viene chiamato game show. E amen, pacienza, va bene così. Sono programmi che hanno la funzione di fare da traino. Ce ne sono alcuni che hanno questo compito con i Tg. L’informazione viene venduta insieme con una lotteria. Non è una cosa nuovissima. C’è stato un periodo verso la fine degli anni Ottanta in cui i grandi giornali si diedero battaglia in edicola allo stesso modo. Se oggi un Tg cala negli ascolti, il suo direttore farà notare negli uffici giusti che la responsabilità non è sua, ma del conduttore del programma che viene prima. Non gli passa bene il testimone. Non gli alza bene la palla per la schiacciata. Non gliela passa così bene come fanno dall’altra parte della rete. Sull’altra rete.

Affari Tuoi è dunque un programma che va oltre sé stesso. È anche un’eredità [non L’eredità]. Per questo la sua fascia si chiama pre-serale. È sua ma è soprattutto pre-altro. La chiamano access prime time. Ecco. È Silvio Martinello che tira la volata a Mario Cipollini. Ma Affari Tuoi ha un suo fascino. Dentro i suoi pacchi si incontrano lezioni filosofiche e occasioni gigantesche di riflessione.

Per gli incontaminati, per chi crede che le istruzioni alla vita arrivino solo da Kant e Kafka, Affari Tuoi funziona così. La concorrente sceglie un pacco fra venti. In quel pacco c’è la sua vincita. Va da zero a 300mila euro. Di volta in volta andrà a scoprire uno per uno gli altri diciannove, ma periodicamente interviene al telefono il Dottore. In base al tabellone, ai pacchi eliminati e quelli ancora in gioco, il Dottore senza volto e senza voce avanza un’offerta attraverso il conduttore [adesso c’è un corrradesco Stefano De Martino al posto del pippobaudesco Amadeus]. L’offerta può consistere in un assegno o nella chance di scambiare il proprio pacco con un altro ancora in gioco. 

Affari Tuoi, arriva Stefano De Martino: la prima puntata domani 2 settembre. Cosa cambierà nel gioco dei pacchi

Affari Tuoi è dunque un gioco nel quale insieme con l’azzardo hanno un ruolo la strategia, la psicologia, la gestione dell’emotività, la conoscenza storica delle mosse del Dottore, meglio se c’è pure un’infarinatura di nozioni di statistica. Ma ogni elemento da solo non basta. Per esempio. Secondo il più banale abc del calcolo delle probabilità, converrebbe sempre cambiare il proprio pacco con un altro. Da 1 possibilità su 20 di vincere i 300mila euro, si accede a una possibilità più ampia. Ci sono in giro studiosi applicati alla materia. 

Fanpage ha calcolato che dopo 35 puntate il pacco del concorrente ha avuto un valore medio di 53.200 euro. È un numero interessante, più alto dei 40.298 previsti dal valore atteso. Il campione però è ancora piccolo per trarre conclusioni.  È come se avessimo lanciato una moneta 100 volte e ottenuto 55 teste: c’è una tendenza ma non abbiamo dati a sufficienza per dire che è sbilanciata.

Tutto questo apparato di competenze sarebbe utile, utilissimo, se non fosse che ogni sera intervengono due fattori. Il primo è irrazionale: i-le concorrenti scelgono pacchi contrassegnati da un numero al quale sono legati [la data di nascita di un figlio, il mese del matrimonio] e difficilmente vi rinunciano. Il secondo è il più grosso dei problemi per chi gioca. Il Dottore sa cosa c’è nel pacco.

IL PACCO TRA LE MANI DI CONTE 

Ecco perché quando Scott McTominay ha segnato il gol del 2-1 mentre la signora Sara accettava l’assegno da 51mila euro, è stato chiaro, terribilmente chiaro che adesso per Antonio Conte sono Affari Suoi. 

Antonio Conte ha pescato in estate il suo pacco a Napoli: dentro c’è scritto il premio dell’anno, come andrà a finire la stagione: da 1 a 20. Il concorrente Antonio Conte sta aprendo giornata dopo giornata gli altri diciannove pacchi che sono sui tavoli. È ormai abbastanza lampante che i pacchi blu sono finiti. I pacchi blu sono davvero dei pacchi nel senso napoletano del termine, il pacco, doppio pacco e contropaccotto di Nanni Loy [la scena principe è qui]. Una fregatura.

È chiaro e lampante che dentro il pacco di Conte non ci sono fregature. C’è un rosso. Affari Tuoi insegna che esiste rosso e rosso, un conto è tornare a casa con 10mila euro, un altro con 100mila, 200mila o 300mila. Da quando è a Napoli con il pacco chiuso davanti a sé, Antonio Conte ripete che non lo hanno chiamato per pescare i 300mila euro. Anche 75mila vanno bene. È la cifra del quarto premio.

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Su quel quarto premio stamattina ha 14 punti di vantaggio. Antonio Conte ha pure il vantaggio di non dover giocare contro un Dottore. Non c’è nessuno che conosca la cifra scritta dal Caso dentro il pacco di Conte. Il Dottore si manifesta nelle domande di chi ogni tanto domanda all’allenatore: firmerebbe per questo o quel traguardo? L’ultima volta è stato poco prima di Natale. Il Dottore ha chiesto di scambiare il pacco chiuso con un quarto posto, allora il velo di Antonio Conte è un po’ caduto. Ha detto: il quarto posto è un traguardo minimo, ma non mi piace firmare per traguardi minimi.

Nei suoi incontri con la stampa invece ripete e ripete e ripete: voi siete matti, pensate che sia facile vincere. Non è facile. Se guardate Affari Tuoi lo sapete: c’è una possibilità su 20. Con molte incognite. La strategia, la psicologia, la gestione dell’emotività, la conoscenza della storia, la comunicazione, il PSG che ti porta via Kvaratskhelia e spacca una città che non vede l’ora di spaccarsi su tutto, perché alla fine ogni spaccatura si riduce al Bivio Supremo, la madre di ogni fessura: Aurelio De Laurentiis. Con lui o contro di lui? Un conflitto nel quale la razionalità non trova spazio su nessuna delle due sponde. Il sistema del calcio così com’è concepito e così come procede inesorabile può mettere in crisi un club delle dimensioni del Napoli sia se abbia fatto firmare il prolungamento del contratto a una delle stelle del suo scudetto [Osimhen] sia nel caso in cui il rinnovo non sia stato mai firmato [Kvara]. I tifosi si addolorano. È il loro mestiere. Ma a Napoli nessuno si è addolorato quando lo stesso sistema ha portato via Buongiorno al Torino.

Il tempo a medio-lungo termine dirà se la strategia di Conte è esatta. Conte fa la faccia truce ma senza il suo consenso non sarebbero partiti né Osimhen in estate né Kvara. Ieri sera nel salotto di Sky, Paolo Condò, Veronica Baldaccini, Giancarlo Marocchi, Gianluca Di Marzio – un po’ tutti loro – hanno svelato che nella malmostosità pubblica di Antonio Conte c’è spesso una quota di teatro.

Conte ha voluto avere i due in ritiro. Li ha incontrati, li ha conosciuti, li ha pesati. Ne ha pesato la qualità e le motivazioni. Ha capito alla fine che le cose dovevano andare così. Il tempo a medio-lungo termine ci svelerà perfino una seconda verità: se sono stati Osimhen e Kvara gli eroi dello scudetto, o se è stata decisiva la maniera in cui Spalletti ha saputo utilizzarli. Lo sapremo dalle prestazioni di Kvara in Champions e da quelle di Osimhen appena avrà una grossa occasione fuori dalla Turchia. Potremmo scoprire – chi lo sa – che il lavoro di Spalletti va equiparato al capolavoro che sta facendo Conte, l’impresa forse più grande della sua carriera. Essere lassù dopo un anno da manicomio [ma dentro un ciclo ultra-decennale di secondi-terzi-quarti posti].

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L’EFFETTO PAURA

Ora. La partita di Conte si fa interessante ma difficile. Quando Scott McTominay ha aperto il suo piattone destro per mettere la palla dove la mano di  Carnesecchi non poteva arrivare, quando ha ribaltato a questo modo la partita di Bergamo, la signora Sara dall’Umbria aveva appena deciso di accettare l’assegno del Dottore, un’offerta da 51mila euro fatta al telefono perché rinunciasse ad aprire il pacco che aveva sul tavolo davanti a lei, il pacco numero 10. Eppure, fino a poco prima aveva confessato la sua sensazione di avere tra le mani un grosso premio. Centomila euro, pensava. Secondo suo marito erano 200mila. Anche i due opinionisti del programma hanno suggerito che se il Dottore offriva un assegno così alto, embè forse forse una riflessione in più andava fatta. Nel pacco c’è roba.

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Ma con un paio di trappole ancora in giro, cinque-sei pacchi superstiti, la signora Sara ha detto che all’improvviso le è venuta paura. Ha detto che non avrebbe scambiato il suo numero 10 con il 20 della concorrente del Friuli, sebbene la concorrente del Friuli fosse una new entry – e nel game show dell’access prime time alimentano la leggenda secondo cui le new entry hanno un grosso premio tra le mani.

Ha rifiutato lo scambio e neppure è andata fino in fondo. Ha raccontato di aver sentito salire la paura dell’azzardo, la paura di restare a mani vuote. Ha preso i 51mila euro. Com’è finita lo avrete capito. Nel pacco numero 20 c’erano 300mila euro. Nel pacco che lei aveva tra le mani ce n’erano 200mila. Ovviamente sui social l’hanno insultata.

Dopo la partita di Bergamo, Antonio Conte è arrivato a Capodichino e si è buttato nella brace di chi aspettava con gli stessi cori e le stesse bandiere sventolate sotto il cranio di Spalletti. Adesso sono davvero affari suoi. Almeno finché resta.

 
[* In una precedente versione, ad Affari Tuoi era stata attribuita la versione di trainare il Tg e non il programma della prima serata]

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