I GUAI DI PARIGI
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Il PSG ha qualche problema. Finanche più del Real Madrid. La cosa divertente è che se Kylian Mbappé fosse rimasto dov’era, oggi non avrebbero problemi né il PSG né il Real Madrid, ma chi può dirlo, è solo una suggestione anti-capitalista, anti-imperialista, anti-lobbista, anti-superleghista. Philippe Montanier, ex allenatore della Real Sociedad, sottolinea su L’Équipe come si ripetano dentro il PSG le stesse mancanze del passato, dal suo punto di vista l’incredibile deficit di realismo offensivo, la mancanza di precisione nell’ultimo passaggio.
Il giornale francese torna a proporre il tema Gianluigi Donnarumma, per le sue incertezze sul secondo gol dell’Atlético Madrid. Voto in pagella: 3. Ma non è tanto questo. Il punto è che Donnarumma “ha allargato le sue due grandi braccia, il viso quasi sconfitto, era poco prima delle 23 e aveva appena vissuto quello che ogni portiere teme: un gol nei minuti di recupero con un tiro che avrebbe potuto e dovuto parare. Un portiere di una squadra fra le prime-8 d’Europa, quel tiro deve prenderlo”.
La domanda del cronista è la seguente: anche senza Donnarumma, il PSG di oggi è da prime-8 d’Europa? Risposta: Mmm. “Due aspetti tecnici lo appesantiscono – dice L’Équipe – sta troppo alto sugli appoggi e non fa in tempo a scendere a terra. La sua mano non è abbastanza ferma. La sua stagione si è capovolta? È ancora troppo presto per dirlo. Ma quest’azione alimenterà la riflessione in corso dentro lo staff parigino sulla sua posizione. Escludere l’italiano avrebbe però gravi conseguenze. Quando nell’estate scorsa il club ha ingaggiato il russo Matveï Safonov per 20 milioni di euro, lo fece con l’idea di esercitare qualche forma di pressione sul portiere italiano. Una scelta finora inefficace. D’ora in poi, anche se Safonov nelle sue quattro partite non ha fatto un’impressione incredibile, la domanda è se Luis Enrique farà il grande passo e sconvolgerà le gerarchie. Declassare Donnarumma porterebbe tensione. Luis Enrique ne ha davvero bisogno?”.
Il PSG potrebbe anche avere problemi con la UEFA per l’enorme lenzuolo che in curva diceva: “Palestina libera”. Il regolamento viete “messaggi di carattere politico, ideologico, religioso, offensivo o provocatorio”. Il PSG si difende dicendo di non essere stato informato dal tifo organizzato. Il capo della curva Romain Mabille e tutto il suo gruppo da tempo manifestano sostegno e simpatia per la causa palestinese. L’Équipe scrive stamattina che la diffusione del tifo politico “non è esente da alcune domande. Come può un telone così grande coprire un intero angolo di curva senza che il PSG lo sappia? Date le dimensioni e il peso, è probabile che sia stato realizzato all’interno del Parc, nei luoghi che la società concede ai propri ultras per la realizzazione delle loro attività. Come minimo c’è stata una mancanza di controllo”.