Sinner si sta Djokovizzando

TENNIS

 

  Sotto gli occhi di Roger Federer e di fronte a colui che lo ha preceduto sul trono di numero 1 al mondo, Jannik Sinner si è preso il settimo titolo della stagione a Shanghai, dove nel corso della settimana si era costruito la possibilità di restare numero 1 fino al termine della stagione, comunque sia, anche grazie alla sconfitta di Alcaraz ai quarti di finale contro Machac. 

Lucile Alard su L’Équipe fa notare che Sinner in Cina ha accentuato ancora un po’ di più la sua egemonia sul circuito e pure su Novak Djokovic, battuto per la terza volta consecutiva e dal quale ha ereditato alcune caratteristiche, questo modo di non arrendersi mai, di mantenere il sangue freddo nei momenti più caldi, di giocare al meglio quando conta davvero. Un risvolto che poi lo stesso Djokovic avrebbe riconosciuto a fine partita, un omaggio sacro da parte del maestro dice il giornale francese, senza dimenticare di sottolineare che Sinner vive in una strana situazione, con la minaccia di una squalifica che oscura il suo orizzonte

Vincenzo Martucci sul Messaggero annota che non era previsto che il Profeta dai capelli rossi strappato allo sci completasse l’identificazione quasi totale con l’ideale più ambito: Novak Djokovic, mentre Stefano Semeraro su La Stampa racconta appunto di Federer in tribuna che parlotta con Alcaraz, di Djokovic che scherza non solo con Roger ma pure con l’ex preparatore atletico Marco Panichi e il fisioterapista Ulyses Badio seduti ora nel box di Jannik [«Due di voi mi sembra di conoscerli bene…»], e scrive allora nella sua analisi che questo non è un passaggio di consegne. Quello semmai sarebbe toccato alla generazione precedente, che invece si è fatta prepensionare senza neanche passare dal via. Sembra più un travaso di esperienza, uno scambio di regali. A Jannik e Carlos il futuro, a Djokovic e Federer l’onore e la gloria

Di questo passaggio, di questo e altri passaggi, scrive Emanuela Audisio su Repubblica raccontando il momento perfetto in cui il tempo volta pagina, coem dice il titolo. Ha scritto: Lo vedi, lo senti, lo intuisci. È qualcosa di profondo, molto più di una partita. È il tempo che volta pagina, che cambia campo, che sceglie un altro braccio.   Lo sport è così: ti misura. E tu che prima avevi paura del buio inizi a vederci benissimo anche di notte. L’affanno del vecchio re non è il tuo, tu respiri benissimo, anzi si potrebbe andare più forte?

Paolo Bertolucci sulla Gazzetta spiega che la maturazione definitiva riguarderà la personalità da mettere in campo, ma nel frattempo a questa enorme lucidità tattica e forza mentale Sinner ha aggiunto un servizio diventato ormai un’arma affidabile e tagliente, un colpo che gli conferisce sicurezza anche quando le trame delle partite tendono a complicarsi, nonché una crescita nell’utilizzo della palla corta e del gioco a rete, aspetti in cui peraltro presenta ancora ampi margini di crescita

La WADA resta un’ombra, ecco perché Semeraro considera che Jannik è un numero uno indiscusso, ma fino a quando il Tas non si pronuncerà, lui per primo sa di non poter essere un campione “tout court

 

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