TENNIS
I tennisti non lo sanno quando l’ultima partita è davvero l’ultima. Quella di Dominic Thiem che aveva deciso di ritirarsi dopo il torneo di Vienna è arrivata al primo turno, contro Luciano Darderi. El Confidencial dalla Spagna lo celebra come un grande giocatore arrivato a contendersi il trono degli Slam ai Tre Grandi, “avrebbe potuto essere il quarto in lizza se non fosse stato per un maledetto voodoo che lo ha lasciato fuori dai giochi per troppi mesi, senza consentirgli mai più di recuperare il suo ottimo livello di prima. Un addio prematuro da parte di un tennista che avrebbe potuto segnare un’epoca”, riconosce Rubén Rodríguez.
Il dominio dei Tre Re Maghi negli albi d’oro è stato totale per 19 anni. Dominic Thiem ha avuto il merito di essersi infilato tra le righe vincendo gli US Open 2020, unico giocatore nato negli anni Novanta insieme con Daniil Medvedev a prendersi uno Slam. È stata la decade con meno campioni di sempre. Thiem fece suo il Flushing Meadows della pandemia, quello con le tribune completamente vuote per il covid. Lui lo chiama «un po’ uno specchio della mia carriera». Quella vittoria in quella condizione lo mandò in disequilibrio, prima ancora che un infortunio a un polso lo limitasse anche nel braccio, meraviglioso braccio, meraviglioso rovescio, capace di portarlo fino al numero 3 del mondo. Fece in tempo a innamorarsi di lui anche Gianni Clerici. Di Thiem ha scritto: “Viene da un Paese di sciatori. Ebbe un grande coach, Gunter Bresnik, che lo costrinse a lavorare da boscaiolo per farsi i muscoli, muscoli che si vedono nel diritto e nel rovescio liftatissimi”. Su questo colpo una volta aggiunse: “Possiede un liftaccio da togliere addirittura pelo alla palla, un’eredità non facile da ottenere dal suo allenatore, un’eredità che dovrebbe mettere in guardia chi giochi diritto piatto e servizio non troppo tagliato”. E ancora un’altra volta: “Ho visto tante volte l’austriaco giocare a tutto braccio la palla di rovescio, quasi avesse in mano un ombrello spalancato, e sul diritto un machete”.
«Non importava la superficie, hai sempre trovato il modo di battermi con i tuoi rovesci favolosi. Ma, cosa più importante, lo hai sempre fatto con grazia e sportività» | Roger Federer
“I suoi tonanti rovesci a una mano non si vedranno mai più” scrive Stuart Fraser sul Times. Contro i Big Four, includendo anche Murray nella crema della crema, Thiem ha registrato un record impressionante, vincendo 18 delle 40 partite giocate: 5-2 contro Federer, 5-7 contro Djokovic, 6-10 contro Nadal e 2-3 contro Murray, quando “il solo compito di stare di fronte a questi titani era abbastanza impegnativo per la maggior parte degli altri giocatori” dice il Times.
Ora si occuperà di ambiente, la sua altra grande passione. Thiem ha utilizzato parte del suo montepremi da 23 milioni di sterline per creare due aziende che portano il suo nome. Una è la Thiem Energy, che mira a sviluppare energia solare. L’altra è la Thiem View, che produce occhiali da sole con materiali sostenibili. “Non è la strada più convenzionale per un giocatore in pensione – dice il Times – ma una strada che alla fine potrebbe avere un impatto più significativo per il mondo rispetto a palline che vengono colpite avanti e indietro su una rete”.