La marsigliese di Rabiot

  FRANCIA

Questi ultimi due mesi senza giocare e senza allenarsi sono arrivati in coda a una carriera nella quale i guadagni sono cresciuti stagione dopo stagione, andando via da un posto ogni volta a scadenza di contratto, senza che gli fosse proposto il rinnovo. È buffa l’evoluzione di Adrien Rabiot, è buffo che il suo ritorno in Ligue 1 arrivi nel momento della massima crisi economica del campionato, per questo L’Équipe lo chiama improbabile, nel senso di inatteso, del tutto inaspettato, per giunta in una squadra che non giocherà la Champions, l’Olympique Marsiglia di De Zerbi. Un passaggio che rimanda all’eco di un tuono, ha scritto Vincent Duluc nel suo commento. A Rabiot il giornale francese dedica le prime tre pagine, compresa la copertina. Dopo le partenze di Messi, Neymar e Mbappé, mentre l’accordo nuovo sui diritti tv ha impoverito i club francesi, l’arrivo di Rabiot viene presentato come un simbolo positivo, gradito e inaspettato, ma che non va certo sopravvalutato in un contesto di austerità generale

Questo trasferimento, secondo il giornale francese, rafforzerà casomai la narrazione attorno al club più popolare, il Marsiglia, se dovesse portare ancora più sale al duello col PSG, con l’ingaggio di un ex figlio del club, che se ne andò a suo tempo con un forte rumore di piatti rotti

Il ritorno in patria di un nazionale non è una rarità. È successo con Ousmane Dembele e Lucas Hernandez al PSG, prima ancora con Sylvain Wiltord (dall’Arsenal al Lione nel 2004), Yohan Cabaye (da Newcastle al PSG, 2014), con Mathieu Valbuena (dalla Dinamo Mosca all’OL nel 2015) o Dimitri Payet (dal West Ham all’OM nel ​​2017). Ma il ritorno di Rabiot in un club diverso dal PSG regala al campionato francese un protagonista e una storia.

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