Carlitos Alcaraz se n’è andato tenendosi la fronte nelle mani, gli scatti della sua eliminazione erano quasi caravaggeschi, una bava di luce, una bava soltanto a illuminare il buio. Novak Djokovic invece è uscito di scena con gli occhi persi nel vuoto, coprendosi naso e bocca con la maglia, come se ci fosse un gas da cui difendersi, un’aria irrespirabile da cui salvarsi, una specie di apocalisse da fumetto distopico in stile manga, un’epidemia per le primissime teste di serie a Flushing Meadows, il torneo che si gioca fra i rumori dei treni e degli arei che passano, zaffate di marijuana e di banane fritte.
Ha preso così la porta un altro favorito e per il 17esimo anno di fila a New York non si vedrà un bis. Al campione uscente – appunto – non rimarrà che uscire, Per la seconda volta in carriera e per la prima dal 2017, Djokovic chiuderà l’anno senza aver vinto uno Slam, non era mai accaduto che lasciasse NY prima degli ottavi di finale. Non solo. Questa sconfitta rende il 2024 il primo anno in cui i Tre Re Maghi non avranno vinto uno Slam da quando Federer aprì il conto a Wimbledon nel 2003. È un’era di 21 anni che definitivamente si chiude, per prudenza diciamo probabilmente, perché come scrive il Telegraph “non sarebbe una sorpresa se Djokovic si riprendesse a gennaio vincendo l’Australian Open per l’undicesima volta”. Non il Djokovic di stanotte, autore di 14 doppi falli, il massimo della sua carriera, uno scuorno che l’ha portato a dire di aver giocato «uno dei peggiori match della mia vita, una partita orribile: se giochi senza servizio su una superficie come questa, non puoi vincere».
L’uomo che ha combinato questo macello si chiama Alexi Popyrin, 25 anni, australiano di Sydney, si è guadagnato la vittoria “con alcuni tiri audaci e coraggiosi” [Telegraph], realizzando 50 colpi vincenti. Dice che i genitori sono stati la sua fonte di ispirazione. Anche i fratelli Anthony e Sonia giocano a tennis. Lui ha iniziato all’età di 5 anni alla Kim Warwick Tennis Academy e ha trascorso un periodo nella struttura di Patrick Mouratoglou per migliorarsi. Un giramondo ragazzino. È stato a Dubai per 2 anni e faceva il raccattapalle al torneo, dopo se n’è andato in Spagna e s’è fermato. Vive là. Il suo colpo preferito è il dritto. Ha avuto Juan Martin del Potro come idolo, a scuola gli piaceva la storia e quando tornava a casa gli piaceva Game of Thrones. Dice che la sua migliore qualità è la spiritosaggine, il suo difetto la timidezza. In effetti stanno benissimo insieme.