Una cosa mai vista. Parigi l’ha detto e lo farà. Non solo perché porterà per la prima volta una cerimonia d’apertura fuori da uno stadio, sulla Senna, ma perché la cerimonia stessa sarà stravolta nel suo copione. Per creare una storia nuova, il direttore artistico Thomas Jolly ha ingaggiato la sceneggiatrice Fanny Herrero, l’autrice Leïla Slimani, lo storico Patrick Boucheron e il drammaturgo Damien Gabriac, invitandoli a scrivere qualcosa che non avesse precedenti.
Ne è venuta fuori, secondo le anticipazioni di Inside the Games, una struttura stravolta, non più scandita da passaggi fissi: lo spettacolo, la sfilata, i discorsi, la fiaccola.
“La nuova narrazione – dice Inside the Games – mescola tutti gli elementi, consentendo al pubblico di seguire il flusso lungo la Senna e dando agli atleti un posto centrale dal Pont d’Austerlitz al Trocadéro in 12 sequenze”.
I temi della cerimonia emergono tra le righe delle dichiarazioni delle autrici.
Fanny Herrero è la mente della serie tv Call my agent. È la figlia del giocatore di rugby e allenatore Daniel Herrero. Racconta: «Sono cresciuta in uno spogliatoio di rugby, seguendo mio padre, poi in uno spogliatoio di pallavolo come giocatrice. Il mio rispetto e il mio affetto per gli atleti è immenso. Quando mi è stato offerto un ruolo nel processo di scrittura della cerimonia di apertura, ho accettato felicissima. Ho cercato di dispiegare una grande varietà di registri e di emozioni in questi 12 quadri, per mostrare al mondo quanto sia complessa, sfaccettata e in continua evoluzione la Francia».
Leïla Slimani, franco-marocchina, premiata con il Goncourt 2016 per Lullaby: «Per una scrittrice come me, abituata a lavorare in profonda solitudine, è stato meraviglioso immaginare una cerimonia così grandiosa insieme a persone che ammiro, Raccontare cosa la Francia ha dato al mondo e cosa il mondo ha dato alla Francia. Con Parigi come palcoscenico, una città abitata sia dai sogni di artisti provenienti da tutto il mondo, sia da stranieri che vengono in cerca di magia, amore o libertà. Avevo otto anni nel bicentenario della Rivoluzione del 1789 e ricordo l’emozione che ho provato in quel grande momento di gioia collettiva. Dieci anni più tardi, mi sono trasferita in Francia. Ho cercato di portare il mio sguardo di immigrata e di donna».
Patrick Boucheron, professore al Collège de France, dal 2015 titolare della cattedra di Storia del potere nell’Europa occidentale tra XIII e XVI secolo, specialista di storia politica e urbana dell’Italia medievale: «Come storico delle libertà urbane e del potere delle immagini, come potevo resistere all’offerta di Thomas Jolly? Era perfetto per mostrare cosa può fare la storia quando resiste ai dettami dell’identità. La storia di uno spazio in cui gli immaginari collettivi sono condivisi, dove tutti possono ritrovare se stessi e riconoscere il posto che la Francia ha nel mondo e la presenza del mondo nella Francia».
Damien Gabriac, attore, scrittore e regista formato alla Scuola di teatro di Rodez e alla Scuola nazionale di arti drammatiche del Teatro nazionale di Bretagna: «Quando Thomas mi ha proposto questa opportunità, ho colto al volo l’occasione perché sono sempre stato un appassionato di sport e arti. Ho lavorato con Thomas per anni come scrittore, attore e drammaturgo. Ci conosciamo da cima a fondo, condividiamo la stessa filosofia, non gerarchizziamo nessuna cultura, apprezziamo Molière e Britney Spears, un buon film di Pasolini e una finale di Coppa del Mondo. È in questo spirito eclettico, poetico e politico che ho gettato il mio corpo in questa Senna, come un erede di Jean Vilar e André Malraux».
Una cerimonia sul valore della mescolanza, pare di capire. Sarà contenta Marine Le Pen.
TITOLI
Corriere della sera: “I Giochi dell’orgoglio per stupire il mondo. Ma Parigi è nel caos” – A 8 giorni dal via il duro impatto sulla vita della città
Repubblica: “Tuffi nella Senna e QR Code. Parigi fa le prove per i Giochi”