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QUASI UNA NEWSLETTER |
MERCOLEDI 24 LUGLIO 2024
#2 GIORNI ALLE OLIMPIADI
IN REALTA’ OGGI SI COMINCIA
QUELLO CHE STA SUCCEDENDO
La prima cattiva notizia per l’Italia: Jannik Sinner non gioca il torneo olimpico
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MERCOLEDÌ 24 LUGLIO 2024
#2 GIORNI ALLE OLIMPIADI
MA IN REALTÀ COMINCIANO
| Prima che le Olimpiadi siano dichiarate aperte venerdì sera, con una cerimonia che il direttore artistico Thomas Jolly promette «politica e audace», nel pomeriggio di oggi cominciano le gare, con 20 partite compresse fra le tre del pomeriggio e le undici della sera, dodici di rugby a sette e otto di calcio, tutte maschili. Vanno subito in campo le Nazionali di Ucraina [ore 19 contro l’Iraq] e di Israele [ore 21 contro il Mali], per ricordarci che lo sport non è un mondo a parte, non è la famosa isola felice, soprattutto non lo sono le Olimpiadi, dove la politica internazionale si è affacciata già nel 1908 con uno scontro diplomatico fra Nuovo e Vecchio Mondo [USA e Gran Bretagna], per vivere l’edizione della propaganda nazista nel 1936, quelle della guerra fredda a partire da Helsinki nel 1952, quella dell’attacco terroristico agli israeliani nel 1972, quelle dei boicottaggi USA-URSS fra 1980 e 1984 dopo l’altro degli africani nel 1976, quelle del bando al Sudafrica per la politica dell’aprtheid, fino a questa senza le bandiere di Russia e Bielorussia. Con una cinquantina di guerre per il mondo, due delle quali al centro della scena internazionale.
POPOLI LA GENERAZIONE SBUCATA DALLA GUERRA, L’UCRAINA VA AI GIOCHI SENTENDOSI AL FRONTE Quando tutto ebbe inizio, quando Maryna e Vladyslava Aleksiiva vennero a sapere che i primi carri armati russi stavano entrando in Ucraina, le gemelle dovettero lasciare in fretta Kharkiv. Ebbero appena il tempo di prendere dei vestiti e la medaglia olimpica, il bronzo vinto a podio nel nuoto artistico. Un inferno lo chiama Vladyslava, seduta sul bordo della piscina di Nîmes dove hanno preparato i Giochi. Nel mese di maggio la città ha messo a loro disposizione una vasca perché potessero allenarsi in tranquillità. Iryna Koliadenko invece non è riuscita a fuggire subito. Ha passato le prime due settimane rinchiusa nella cantina di un edificio a Irpin, a ovest di Kiev. Anche lei aveva una medaglia di bronzo in un cassetto. Un giorno, dal quarto piano, vide dalla finestra i paracadutisti russi che atterravano nella foresta. A Irpin il suo allenatore sarebbe stato assassinato in palestra con una facilità che nessuno mette in conto. I militari di Putin sono entrati e gli hanno sparato, I destini olimpici di chi in Ucraina preparava i Giochi sono stati sconvolti dalla paura. Secondo il ministero dell’Interno di Kiev, più di 3.000 tesserati per qualche federazione hanno combattuto nelle forze armate del Paese. Quattrocentosettantanove sono stati uccisi. I bombardamenti attribuiti all’esercito di Mosca hanno distrutto più di 500 infrastrutture sportive. Così la prospettiva di chi a Parigi gareggia venendo da quella terra è un’altra. L’Olimpiade è la prosecuzione della resistenza con altri mezzi. “Non si vede all’orizzonte la fine. Il tempo dell’ottimismo – ha scritto Libération in Francia – il tempo delle controffensive, della liberazione di Kherson e della regione di Kharkiv è passato. Le bombe cadono senza sosta sulle città e sulle truppe ucraine. I Giochi olimpici, con le loro promesse di medaglie e il giubilo popolare, sono un’opportunità per ottenere finalmente delle vittorie”.
MONDI La nuova richiesta di escludere pure Israele ▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔ E poi Israele. Sempre stasera. Al Parco dei Principi. La Nazionale non gioca un grande torneo internazionale dai Mondiali del 70 e non veniva ai Giochi nel calcio dal 76. Debutta contro il Mali in un clima di “altissima protezione e in un contesto teso” scrive stamattina L’Équipe. Alla vigilia dell’esordio, il CIO è stato costretto a prendere in esame la richiesta avanzata ufficialmente dall’Iran di escludere Israele dai Giochi, a causa della guerra contro la popolazione innocente di Gaza. In una lettera inviata al presidente Thomas Bach, e anche al presidente della Fifa, Gianni Infantino, il comitato palestinese con sede a Ramallah sottolinea che Israele ha violato la tregua olimpica conducendo bombardamenti su Gaza che hanno provocato vittime civili, impedendo agli atleti un passaggio sicuro. Inoltre, dice il comitato della Palestina, circa 400 tra atleti e persone legate allo sport sono stati uccisi, mentre la distruzione degli impianti sportivi ha aggravato la situazione. Secondo i palestinesi, la situazione imporrebbe al CIO di applicare a Israele la stessa sanzione adottata per la Russia. È improbabile che accada, improbabile poi che accada a poche ore dall’ingresso in campo, ma ieri l’Ansa ha scritto che comunque “non può non creare imbarazzo” e il fatto che venga preso in considerazione “sottolinea come il crescente numero di vittime e l’aggravarsi della crisi umanitaria a Gaza si allunghino come un’ombra sui Giochi”. La delegazione di Israele è composta da una novantina di persone e sarà sottoposta a stretta vigilanza. La Palestina è presente con otto qualificati, il primo a gareggiare sarà il tiratore Jorge Antonio Salhe sabato mattina. ZIZZANIE Perché protesta Cuba ▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔▔
La politica non ha finito qui. Il Comitato olimpico cubano ha chiesto l’espulsione dalle Olimpiadi del canoista Fernando Dayan, uno dei due cittadini del paese membro della squadra dei rifugiati, per il suo comportamento definito irrispettoso e fuorviante. Fernando Dayan risiede negli USA dal 2022 dopo essere fuggito da uno stage di allenamento in Messico. In coppia con Serguey Torres, tre anni fa Dayan ha vinto l’oro. Secondo Cuba, ha violato le regole che governano il movimento olimpico facendo dichiarazioni politiche irrispettose e fuorvianti contro il suo Paese, il suo popolo e il movimento sportivo che gli hanno permesso di diventare campione olimpico. Secondo il comitato cubano, l’inclusione dei due atleti cubani nella squadra dei rifugiati è un abuso, perché «nessuno di loro è stato sradicato dalla sua terra dalla guerra o perseguitato. Ciò conferma le preoccupazioni di Cuba circa la reale motivazione politica dell’inclusione degli atleti di origine cubana nella squadra dei rifugiati, il cui obiettivo chiaro è attaccare l’immagine del movimento sportivo cubano». LEGGI ANCHE |
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LO SPORT, I RIFUGIATI, I CLUB DEI MILITARI: UNA RIFLESSIONE DI NICCOLO’ CAMPRIANI Intorno alle conseguenze delle guerre sullo sport ragiona stamattina su Il Giornale con Sergio Arcobelli Niccolò Campriani, tre ori ai Giochi da tiratore, oggi nella squadra organizzativa che prepara i Giochi di Los Angeles 2028, ma pure allenatore di Luna Solomon, tiratrice fuggita dall’Eritrea. Campriani ha lavorato negli anni passati al CIO, nella commissione che ha prodotto l’eguaglianza di partecipazione, 5250 donne e 5250 uomini «Non è stato un esercizio facile, perché di fatto era un gioco a somma zero: significava portare più donne e significava portare meno uomini rispetto alle edizioni precedenti. Il tiro è uno sport unico, dove uomini e donne possono sfidarsi l’uno contro l’altra. Lo dicono le analisi dei punteggi. Per tanti anni il record del mondo femminile era migliore di quello maschile e lo so bene perché quello maschile era il mio!» Con la delegazione dei rifugiati, dice Campriani, nonostante il suo voler essere apolitico, «il CIO vuole dare un messaggio forte. Perché le storie di questi ragazzi sono storie di speranza, libertà e inclusione, e per certi versi raccontano il mondo che vogliamo creare. Con Luna e con Mahdi Yovari, afghano, ho condiviso un percorso di vita intenso insieme. Un bel modo per trovare un senso più profondo a una carriera lunga 16 anni, un bel modo per restituire qualcosa. C’erano 29 atleti a Tokyo, saranno 37 a Parigi. La crisi non sta diminuendo, proprio per quanto succede nel mondo. Per la prima volta, nella squadra ci sono due atleti che vivono in Italia. Io avevo l’ossessione di quello che succedeva sul bersaglio a dieci metri e non vedevo il mondo attorno. Invece è importante avere un contatto con la realtà, quella vera, magari fa un po’ meno piacere se la vedi sul giornale, ma sfogliare la pagina successiva è importante. Perché ci viviamo in questo mondo». Campriani parla di uno dei ex rivali, il russo Sergej Kamenskij, sostiene che far gareggiare i russi da neutrali è stata la scelta meno peggiore e racconta che «Sergej sta vivendo dalla Russia l’attesa dell’eventuale chiamata alla leva. Dal punto di vista prettamente sportivo, non avere alcuni tra i migliori atleti al mondo è un peccato. È già accaduto nei boicottaggi del 1980 e del 1984, e ha tolto qualcosa ai campioni olimpici di quelle edizioni. Uno dei criteri di eleggibilità del CIO ad atleti con passaporto russo o bielorusso era la non appartenenza a un corpo sportivo militare. Dopo l’Olimpiade, a bocce ferme, sarà un buon momento per fare una riflessione collettiva su ciò che lo sport vuole essere verso certe dinamiche politiche. Il CIO ha individuato comunque la scelta migliore, tra i tanti scenari è probabilmente l’opzione meno peggiore, ma dobbiamo avere il coraggio di guardare a opzioni alternative, non sostitutive, per il supporto economico agli atleti di élite, ora dipendenti dallo stipendio militare, prendendo ispirazione anche dal sistema sportivo universitario Usa, con l’obiettivo di integrare sempre più lo sport nel contesto della vita e della società». |
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IL PASSAGGIO ALL’INDIETRO Nel rugby ci sono solo tre modi di portare la palla: 1] afferrandola e correndo in avanti, ma qusto lo fanno anche il basket e la pallamano, sebbene palleggiando; 2] calciandola in avanti, come nel football; 3] passandola con le mani ai compagni, ma solo all’indietro: una faccenda che sbrigano in questo modo solo da queste parti. Una volta Corrado Sannucci, inviato di Repubblica, ha detto che si tratta di un gesto assai simbolico. È insieme un omaggio al ciclo della vita e un inno alla solidarietà: la palla devi darla a chi viene dopo di te. PAGINE | Alessandro Baricco ha scritto: “Rugby, gioco da psiche cubista – deliberatamente si scelsero un pallone ovale, cioè imprevedibile (rimbalza sull’erba come una frase di Joyce sulla sintassi) per immettere il caos nell’altrimenti geometrico scontro di due bande affamate di terreno – gioco elementare perché è primordiale lotta per portare avanti i confini, lo steccato, l’ orlo della tua ambizione – guerra, dunque, in qualche modo, come qualsiasi sport, ma lì quasi letterale, con lo scontro fisico cercato, desiderato, programmato – guerra paradossale perché legata a una regola astuta che vuole le squadre avanzare sotto la clausola di far volare il pallone solo all’indietro, movimento e contromovimento, avanti e indietro, solo certi pesci, e nella fantasia, si muovono così. Una partita a scacchi giocata in velocità, dicono. Nata più di un secolo fa dalla follia estemporanea di un giocatore di calcio: prese la palla in mano, esasperato da quel titic titoc di piedi, e si fece tutto il campo correndo come un ossesso. Quando arrivò dall’altra parte del campo, posò la palla a terra: e intorno fu un’apoteosi, pubblico e colleghi, tutti a gridare, come colti da improvvisa illuminazione. Avevano inventato il rugby. Qualsiasi partita di rugby è una partita di calcio che va fuori di testa. Con ordinata, e feroce, follia” |
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OGGETTI DI SCENA LA TEE
A saperlo prima, poteva essere un bel regalo di Natale. Anche per chi non se fa niente. Ornamentale. Come il telefono, la radio, le bottiglie dei profumi a casa di Marta [ci siamo capiti]. Un bell’oggetto, diciamo la verità. È il suo momento. Importata dal football americano all’inizio degli anni ’90, la tee vive i suoi giorni di gloria. All’improvviso non ci sono calciatori che nel rugby possano farne a meno. Un culto. [CONTINUA QUI] |
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VITE OLIMPICHE UN VILLAGGIO ALL’OLANDESE Giulia Zonca su La Stampa racconta stamattina in due pagine questo Villaggio Olimpico così mutato, un posto che “perde i confini e apre aree lounge e terrazze Italia con “approccio olandese”. Agli atleti la libertà responsabile” sintetizza il giornale, mentre alla marciatrice italiana Eleonora Giorgi non pare vero che esista una nursery che si prenda cura del piccolo Leone. Per noi mamme è una svolta, dice nell’intervista. Zonca scrive che il Villaggio parigino “non è una spianata ripopolata a grattacieli, ma un’enorme area industriale riabilitata con edifici di stile diversissimo. È costata un capitale, 646 milioni, dicono sostenendo un budget che probabilmente non risponde alla cifra definitiva necessaria per rendere l’area residenziale. Per ora è l’oasi dell’inventiva. L’Olanda si è fatta l’ingresso con il parcheggio per le sue bici arancio e la caffetteria distribuisce cappuccini di fronte a un baldanzoso medagliere elettronico che conta ori e argenti e bronzi in pubblica piazza. L’Australia ha un area lounge sterminata, parte dal dehor e attraversa l’ingresso, cosparsa di sedie a sdraio, le stesse (solo tutte rosa) che stanno all’ingresso dell’area riservata agli atleti: più di 450 mila durante le Olimpiadi e 9000 per le Paralimpiadi. Gli Usa hanno la palestra con vista in cui mostrare i muscoli al mondo e dopo qualche decina di metri c’è l’Italia che si è scelta casa in posizione strategica tra l’ufficio informazioni, punto nevralgico per i piani gara, e il ristorante, ma è senza spazio esterno e così si è fatta la terrazza, giusto sopra la sala Giochi. Playstation senza limiti, qui non ci sono le regole di Spalletti”. TITOLI ▥ Corriere della sera: “Strani Giochi” – Porte girevoli all’Olimpiade. La novità è la breakdance esce subito il karate. Restano surf (a Tahiti), skateboard e arrampicata. Si guarda ai giovani e alle tradizioni locali ➔ Marco Bonarrigo ha scritto: “Ai Giochi di Tokyo 2020 il problema dei cronisti meno esperti non fu identificare Kumite e Kata (facile) ma distinguere (molto meno facile) gli ippon dai waza-hari e dallo yuko. Gli inviati sono già in allerta […] e chi pensa che raccontare e valutare un esercizio di ginnastica artistica sia complicato suderà freddo con toprock, crossrock, up step e con i passi del freeze dove tecnica, portamento e sguardo fiero verso l’avversario passivo a bordo pedana sono decisivi”. |
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AVREMO SEMPRE PARIGI UNA SINDACA FELICE Anne Hidalgo si dice una sindaca felice. Lo fa in un’intervista con Anais Ginori su Repubblica citando come successi “la riqualificazione del quartiere a nord di Porte de la Chapelle, con la nuova Arena che accoglierà le gare di badminton e ginnastica ritmica, i lavori per rendere accessibili bus e tram (per la metropolitana, invece, bisognerà ancora aspettare), le centinaia di chilometri di piste ciclabili e la grande «eredità » della Senna balneabile, con il suo primo bagno qualche giorno fa”. Hidalgo dice: «Spero che i francesi saranno orgogliosi quanto me della loro capitale, perché negli anni abbiamo subito critiche terribili su Parigi. C’è stata una violenta campagna sulla presunta sporcizia, il caos, l’invasione di topi, la fuga della classe media». «Parigi non è solo la città dei ricchi e dei più poveri. Il settanta per cento dei parigini fa parte della classe media o operaia. I problemi ci sono, ma discuto con tanti miei colleghi sindaci all’estero e vi posso garantire che non sono più gravi che in tante altre grandi città. Forse ha pesato nei miei confronti anche una forma di misoginia. Non sono solo donna, ma anche di sinistra, femminista, ambientalista, ho una doppia nazionalità. Insomma sono un bersaglio facile per i reazionari. Purtroppo questa campagna di diffamazione ci ha fatto danno. Ora Parigi mostrerà il suo volto migliore e nessuno potrà più negare l’evidenza. Per questo non rimpiango nulla della candidatura a Parigi 2024» «I francesi, e i parigini nello specifico, sono dei brontoloni. Ogni volta che si propone una trasformazione succede così: si lamentano, criticano, ma poi hanno l’onestà di riconoscere il progresso che c’è stato. Ho vissuto lo stesso copione quando ho messo le prime linee di tram, quando ho pedonalizzato le banchine della Senna» TITOLI ▥ La Gazzetta dello sport: “Uno stadio sull’acqua” – Cerimonia blindata nei 6 km della Senna. Italia e Israele nella stessa barca. Attesi 326mila spettatori per applaudire gli ottomila atleti che sfileranno lungo il fiume. Sicurezza al top: agenti del Mossad sul battello ➔ Alessandro Grandesso ha scritto: “Una scelta imposta dall’ordine alfabetico che solleva qualche timore, visto il contesto mediorientale e dopo che un deputato francese della sinistra radicale si è spinto a dichiarare in aula che gli atleti israeliani non saranno benvenuti. In ogni caso, nel battello degli azzurri ci saranno agenti del Mossad, e le autorità francesi hanno attivato un piano di sicurezza senza precedenti con 45mila tra poliziotti e gendarmi, 10mila soldati, 2mila poliziotti comunali, 2mila agenti di sicurezza privati, oltre che tiratori scelti sui tetti, i reparti speciali e unità anti-drone”. |
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ARTEFICI
ANTOINE DUPONT NON E’ KYLIAN MBAPPE’. E VICEVERSA La prima stella fra le stelle è il miglior giocatore di rugby al mondo. In effetti Antoine Dupont eccelle nella versione classica, quella con squadre da 15 persone in campo. Ma il rugby è sport dispendioso. I suoi Mondiali sono la manifestazione dalla durata più lunga nello sport. L’Olimpiade dura due settimane e può aprire le sue porte al massimo alla sua miniatura, la versione a sette, su campo integrale ma con due tempi da 10 minuti anziché 40. Per giocare l’Olimpiade, Dupont ha rinunciato quest’anno al Sei Nazioni. La Francia ha accettato di andare a fondo nel torneo più prestigioso pur di giocarsi questa carta sulla roulette dell’oro olimpico, dove sono fortissimi i figiani, due successi in due edizioni. Negli ultimi vent’anni all’incirca la Francia è stata una comparsa nella versione a sette del rugby, senza mai far nulla per invertire la tendenza. I Giochi in casa sono stati una buona spinta a cambiare. Antoine è il nostro fattore X, ha detto il cittì Jérôme Daret. “Il giocatore che poteva portare cemento alla squadra e quel surplus di eccellenza che serve per ottenere il Santo Graal”, dice il quotidiano L’Équipe. |
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SCUSATE, AVETE VISTO DE COUBERTIN? In un curioso esercizio di dimenticanza, la terza edizione che si tiene a Parigi dopo quelle del 1900 e del 1924 insistono nel “cancellare la memoria dell’ingombrante fondatore del movimento olimpico, nato proprio sulle rive della Senna”. Così scrive stamattina Carlos Arribas su El Pais, ricordando che è stato “un barone sessista, un papista, uno xenofobo, un razzista, un colonialista, un misogino, un monarchico della Francia repubblicana, un amico di Adolf Hitler e un classista”. Niente più. Non inventò i Giochi Olimpici moderni, ma fu “il primo presidente del Comitato olimpico internazionale, coniò il termine olimpismo già nel 1901, cinque anni dopo i primi Giochi di Atene, e teorizzò le basi su cui poggia ancora oggi: l’autonomia dello sport dalle ingerenze politiche e commerciali, il principio di cooptazione dei membri del CIO tra le più alte sfere sociali e le élite economiche di tutti i paesi, l’esistenza di un’organizzazione sovrana davanti alla quale gli Stati si inchinano e si piegano”. Un lobbista, lo diremmo oggi, disposto a battersi di nuovo per la ripresa dei Giochi dopo la Grande Guerra, Anversa 1920, “quando si diffondeva il disincanto verso l’ideale pacifista della mitica tregua olimpica e verso la considerazione dei Giochi come confronto senza armi tra i migliori giovani del mondo. Nonostante ciò, pur avendo inventato anche la bandiera olimpica dei cinque anelli prima della Grande Guerra e tutti i cerimoniali e rituali olimpici, il CIO e lo sport oggi gli riservano disprezzo, dubbi e oblio”. A febbraio Emmanuel Macron è rimasto sordo alla richiesta che le spoglie del barone fossero traslate nel Pantheon degli uomini Illustri di Parigi, “una cerimonia – spiega El Pais – che avrebbe segnato la sua canonizzazione civile proprio nell’anno del ritorno dei Giochi nella capitale, 100 anni dopo l’ultima volta. La richiesta, gentilmente appoggiata da Bach, era arrivata due anni da dall’accademico e vincitore del premio Goncourt Erik Orsenna e da Guy Drut, ministro dello Sport sotto la presidenza di Jacques Chirac, campione olimpico dei 110 metri ostacoli a Montreal ’76 e membro del CIO”. Drut non ha mai ricevuto alcuna motivazione ufficiale per il rifiuto, in realtà a questi Giochi il CIO proclama la parità nella partecipazione uomo-donna, “una notizia – sottolinea Arribas – che avrebbe sicuramente fatto vomitare De Coubertin, un uomo che in numerosi scritti affermò come l’unico ruolo delle donne ai Giochi dovesse essere quello di consegnare medaglie ai campioni”. LEGGI ANCHE Lettera al barone De Coubertin dimenticato dalla Francia |
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ITALIANISMI CHI E’ CHIARA REBAGLIATI, LA PRIMA ITALIANA IN GARA
La prima maglia italiana in gara arriva domani. È quella di Chiara Rebagliati, ligure, 27 anni, settima a Tokyo, quinta ai Mondiali. Ha scelto di studiare presso l’Università dell’Insubria a Varese perché adotto il programma Dual Career, nel quale l’istituzione è flessibile verso gli impegni sportivi. «Ho sempre dovuto imparare fin da piccola cosa significasse la parola organizzazione – dice lei – conciliare studio e sport è un valore trasmesso dai miei genitori». In una intervista con il sito Stelle nelle sport, sette anni fa diceva: «Consiglierei a tutti di provare questo sport perché non ha età, può essere praticato tanto dai bambini quanto da adulti o anziani, proprio perché aiuta a lavorare con se stessi, sui propri comportamenti e sui propri stati d’animo. Pratico il tiro con l’arco dal 2007, avevo dieci anni quando ho cominciato e oggi questo sport rappresenta la mia vita, fa parte di me, probabilmente perché sono cresciuta praticandolo ininterrottamente. Come spesso si dice, le cose belle accadono quando meno te lo aspetti» «Questa bella passione è nata proprio inaspettatamente: ero in viaggio con i miei genitori, passando davanti ad un campo di tiro ci siamo subito incuriositi e di lì a poco sarebbe cominciato il mio percorso arcieristico. Il tiro con l’arco dal mio punto di vista, è uno sport che mette molto alla prova se stessi e le proprie capacità. Nasce sicuramente come sport individuale dove l’acerrimo rivale siamo prima di tutto noi stessi che ci poniamo ripetuti obiettivi, chiedendo continuamente a corpo e mente di mettersi alla prova. La più grande preparazione avviene sul campo di tiro tirando frecce, perché purtroppo recarsi nelle palestre per poter anche solo simulare il gesto risulta spesso difficile, proprio per la particolarità dell’azione; tuttavia per essere in grado di tirare un grande quantitativo di frecce quasi tutti i giorni è sicuramente necessario prepararsi a livello fisico, ad esempio andando in palestra o svolgendo esercizi appositi per continuare ad allenare la muscolatura necessaria» |
| ATLETICA | L’eccitazione di Lorenzo Simonelli
«Credo che anche gli americani ora siano a portata di ostacolo. Holloway? È arrivato il momento di prenderlo… È il grande favorito al momento, ma dovrò stare attento a tutti, compreso lo spagnolo Llopis che ora è sceso a 13”09. Oltre a Stati Uniti e Giamaica c’è anche l’Europa, lo stiamo dimostrando ovunque. Siamo tutti lì, sarà una gara tanto impegnativa, ma anche tanto divertente. Magari ce la giocheremo al fotofinish». ➣ Roba da cuori forti. La pressione la preoccupa? «No, sono piuttosto bravo a gestirla. La tensione prima della gara mi gasa, magari è una fortuna». [intervista di elisabetta esposito, La Gazzetta dello sport] SCHERMA | Il Corriere della sera dedica un approfondimento alla missione della scherma, tre anni fa tornata da Tokyo senza medaglie d’oro. La sezione del fioretto è stata restituita alla guida di Stefano Cerioni, il cittì che se n’era andato a lavorare in Russia. “Arianna sul trono con le grandi promesse. Una generazione d’oro per riaprire la miniera” dice il titolo del Corriere. Arianna è Errigo, la capofila di “una squadra di veterani e baby talenti” scrive Flavio Vanetti. “I verbi chiave della spedizione sono pertanto due, entrambi con il prefisso «ri»: riprovarci e riscattarsi”. CICLISMO | La Gazzetta dello sport intervista Filippo Ganna, una delle prime carte da medaglia per l’Italia con la cronometro su strada di sabato mattina. A Ciro Scognamiglio dice: «Molto spesso, quello che la gente non vede fa la differenza, Ho cercato, davvero, di limare su tutto. L’inseguimento della perfezione, insomma. Ne ho parlato di recente con il mio massaggiatore Piero Baffi. Per esempio, non dico di essere diventato astemio, ma quasi. Un giorno mi sono concesso due birre, e diciamo che è stato il massimo dello sgarro. Devo essere il miglior Filippo Ganna di sempre, nella miglior giornata di sempre, con il miglior supporto di sempre». ▥ LA SPEDIZIONE Repubblica: “Dove nasce una medaglia” – Geografia dei 403 italiani ai Giochi. Più atleti dal Nord, Sud più vincente ➔ Emanuela Audisio ha scritto: “Si piantano vigne dove il terreno ha già garantito buoni raccolti, senza sperimentazioni azzardate. Pts, società di consulenza strategica e direzionale, ha svolto uno studio che tiene conto del rapporto tra atleti in gara e popolazione (tra i 15 e 50 anni). E a vincere è la provincia di Oristano che conta meno di 57 mila abitanti. Con 4 atleti: il velocista Lorenzo Patta, il canottiere Stefano Oppo, il sollevatore Sergio Massidda, la pallavolista Alessia Orro, Savona è invece la provincia che porta in Francia più donne, la culla del talento al femminile. ▥ Avvenire: “I ragazzi di Parigi, specchio dell’Italia” – Alberto Caprotti ha scritto: “una squadra di gente che corre, salta, lotta, nuota e si arrampica, ma che studia parecchio e volentieri. Sono 139 (il 34,5%) quelli che sono o sono stati iscritti a un corso universitario, e molti i laureati. Sono queste le nuove generazioni dei ragazzi con le agende piene di impegni fin da quando erano bambini: il risultato di tante corse di mamme, papà e nonni tra palestre e piscine. Che non trascurano però i libri. E che un bel giorno, magari, arrivano comunque a disputare un’Olimpiade. È una realtà culturale e sociale molto cambiata negli ultimi anni, la fotografia dell’Italia che approda ai Giochi. Basti pensare che su 403 azzurri, 36 sono nati all’estero”. LEGGI ANCHE La mappa geografica dell’Italia che va a Parigi ▥ IL CANOTTAGGIO La Gazzetta dello sport: “L’Italia si fa in 8” – CATTANEO: «A PARIGI PER BATTERE TOKYO ANDIAMO IN FINALE POI CE LA GIOCHIAMO». Il direttore tecnico del canottaggio guida 37 atleti e otto barche: «Puntiamo su quattro senza, quattro di coppia e doppio pesi leggeri» ▥ I TENNISTI FUORI DAL VILLAGGIO Con Alessandro Nizegorodcew, il Corriere dello sport-stadio intervista Andrea Vavassori e Simone Bolelli, la coppia che va con delle ambizioni al torneo di doppio. ➣ I tennisti alloggiano in hotel vicino al Roland Garros. Vi dispiace non vivere il Villaggio Olimpico? Vavassori: «Il Villaggio Olimpico è un’esperienza che rimane dentro per sempre, ma restare a 10 minuti dal Roland Garros è una decisione saggia». Bolelli: «Credo sia un’esperienza unica e quindi un po’ dispiace, ma credo sia giusto così: il Villaggio è davvero lontano dal Roland Garros e sarebbe stato stancante a livello di spostamenti. Cercheremo di viverci il villaggio oggi e domani prima del torneo». ➣ Siete emozionati per la cerimonia d’apertura? Vavassori: «Molto, credo sia una delle esperienze davvero speciali e uniche che lo sport può regalare. Poi la sfilata con i battelli sulla Senna penso sia imperdibile». Bolelli: «A Pechino durò 5 ore e faceva un caldo infernale. Sono molto curioso per la cerimonia sul fiume». |
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OUSMANE CAMARA Calciatore, Guinea. In effetti i Camara nella Guinea sono tre, come sono tre i Keita e tre i Diawara, compreso l’ex Bologna-Napoli-Roma e il cittì. Ma Camara. Ousmane Camara, spicca sugli altri due perché quando aveva 15 anni, suo zio decise che il ragazzino doveva lasciare il paese. Via via, meglio per te, stammi a sentire. Cominciò così un suo giro largo e lungo, un passaggio nel Mali, un altro in Niger, fino a un episodio oscuro e misterioso, una cosa a metà fra un rapimento e un arresto, lo catturarono nel cuore della notte e lo portarono in Libia. Lo tennero in prigione per tre mesi. Lo hanno picchiato nella sua cella. Ha visto uccidere altri migranti. Riuscì a scappare sfruttando il caos di uno scontro fra detenuti e guardie. Raggiunse un campo profughi sulla costa mediterranea. Si guadagnava da mangiare giocando a calcio nei tornei tra rifugiati. Quasi annegando durante il viaggio su una zattera, è sbarcato in Italia. Ha attraversato la frontiera nascondendosi nella toilette di un treno ed è arrivato in Francia, neppure lo sapeva che saltando da un treno all’altro nel frattempo si trovava a a Nîmes. Ha cominciato a giocare a calcio per un club locale, l’Auxerre lo ha scoperto là. Ha solo 22 anni e tutta questa vita alle spalle. Ma soprattutto sulle spalle oggi ha il numero 11 . Il numero 11 della Nazionale alle Olimpiadi. |
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CHARLOTTE DUJARDIN, LA DONNA CHE SUSSURRAVA AI CAVALLI. E CHE UNA VOLTA FORSE GLI HA FATTO ALTRO Charlotte Dujardin, equitazione, Gran Bretagna, tre volte campionessa olimpica di dressage. Ieri ha detto, scusate, mi ritiro. È venuto fuori un vecchio video, un video di quattro anni fa, nel quale lei commette quello che definisce un errore di giudizio, non meglio precisato, durante un allenamento. Così, nonostante la presenza di tanta nebbia ancora sulla scena, fa un passo indietro. Ha detto: «In quello che è successo non mi rivedo, non sono io, non è il modo in cui alleno i miei cavalli o il modo in cui alleno i miei studenti, ma non ci sono scuse. Mi vergogno profondamente e avrei dovuto dare un esempio migliore». Diciamo che possiamo farci un’idea di quel che si vede nel filmatino. È una decisione parecchio dolorosa per Charlotte Dujardin. Poteva diventare la sportiva britannica più decorata alle Olimpiadi. Una medaglia, di qualunque colore, l’avrebbe messa davanti alla ciclista Laura Kenny: 7 podi contro 6. Dujardin ha vinto l’oro nel dressage, individuale e a squadre a Londra nel 2012, poi un altro titolo olimpico individuale a Rio nel 2016 e l’argento a squadre. Negli ultimi anni, le autorità olimpiche e della federazione sport equestri hanno adottato una linea molto severa nei confronti delle irregolarità nel trattamento degli animali. Nel 2021, le immagini della cavaliera tedesca Annika Schleu che picchiava il cavallo Saint Boy nella prova di pentathlon moderno hanno causato la sua esclusione dai Giochi e la progressiva rimozione dell’equitazione dal pentathlon: sarà effettiva dopo i Giochi di Parigi. Verrà sostituita da una corsa a ostacoli stile Takeshi Castle. Il Telegraph riferisce che “gli addetti ai lavori della British Equestrian si sono chiesti in privato come mai un video vecchio di quattro anni sia stato segnalato solo pochi giorni prima delle Olimpiadi, come se fosse stato programmato per assicurarsi che lei non possa competere”. Su questo divano viene in mente altro. In Gran Bretagna è accaduto anche ai ministri. Se si alza un polverone, prima ancora di vedere come va a finire, si fanno da parte per una ragione di opportunità. Allo stesso modo si è comportata Charlotte Dujardin, lasciandoci nel dubbio – o nella certezza – che se fosse accaduto in Italia, avremmo sentito dire che aveva cominciato prima il cavallo. Qui trovi la guida alla giornata delle Olimpiadi, minuto per minuto, con le curiosità, chi guardare in ogni gara, spunti dal passato, e soprattutto aggiornamenti periodici nel corso del pomeriggio e della sera. Conviene tenere la pagina aperta mentre si guardano i Giochi in tv. |
SLALOM POP CORN LA MIRABOLANTE GUIDA ALLA GIORNATA OLIMPICA Che cosa vedere, cosa sapere, chi seguire. Con aggiornamenti nel corso del pomeriggio e della sera. La prima giocata delle Olimpiadi: la palla al centro battuta dal Marocco. Il primo gol della Spagna. La prima meta delle Samoa. La prima polemica: i 15 minuti di recupero che hanno consentito all’Argentina di pareggiare, con lancio di oggetti dalle tribune e invasione di campo dei tifosi marocchini.
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CHE ALTRO STA SUCCEDENDO
MENTRE GUARDIAMO LE OLIMPIADI
RUOTE
La Gazzetta dello sport: “ Binotto torna in F.1, sarà capo dell’Audi. Ribaltone nel team, lo seguirà Sainz?” – L’ex team principal Ferrari era fermo da 2 anni Per lui un doppio ruolo: guiderà lo sviluppo della power unit tedesca al debutto nel 2026
EUROGOL
▥ Repubblica: “Porte aperte in Europa, City su Donnarumma, Maignan per il Psg” – Prende forma un maxi domino di numeri 1: tutto dipende da Ederson. Per lui offerta da 50 milioni dell’Al Ittihad. Il Milan segue Mamardashvili
▥ La Gazzetta dello sport: “Più Buffon per l’Italia” – Gigi sarà il ds degli azzurri, ruolo operativo per rinascere. L’ex portierone voleva incidere: starà accanto alla squadra, attivo anche tra un ritiro e l’altro
▥ Corriere dello sport-stadio: “Attesa Soulé, la Roma non rla
▥ Corriere della sera: “Il PSG chiede lo sconto. Osimhen si stufa e guarda all’Arabia” – Respinte le contropartite tecniche offerte dai francesi
▥ La Stampa: “Bici, basket e cena giapponese. I sorrisi Juve fuori dal campo” – Dalla pedalata al sushi i bianconeri hanno condiviso il giorno libero concesso da Thiago Motta: gruppo sempre più unito
▥ Sei giorni dopo l’ultima intervista alla Gazzetta nella quale diceva che «ora alziamo l’asticella, vogliamo partire bene», il proprietario della Gazzetta Urbano Cairo ha rotto di nuovo il suo silenzio e parlando con la Gazzetta dice che questo è «un nuovo ciclo per il Toro». Ah. ecco.
La Gazzetta racconta le sue inesorabili fatiche, la sua “giornata particolare” si legge, alla Ettore Scola, una giornata che “comincia verso le 14.45 nella sala conferenza del PalaDolomiti di Pinzolo, dove arriva per presentare il nuovo allenatore del Torino, Paolo Vanoli. Prosegue verso le 17 nello spogliatoio del centro sportivo Pineta, dove porta il messaggio di saluto alla squadra d’inizio stagione. Si conclude quando il sole tramonta alle spalle delle Dolomiti, dopo aver assistito, a bordocampo, alla seduta di allenamento del pomeriggio”.
Uff, che sudore, ma la Gazzetta lo mette spalle al muro scrivendo che così “il nuovo corso è partito” e pubblica una foto in cui stringe la mano all’allenatore Vanoli ma è improvvisamente invecchiato rispetto alla foto di sei giorni fa.
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LO SPORT OGGI IN TV LA GIORNATA
TENNIS 9.00 WTA Iasi, quarti di finale – su Sky 10.00 WTA Praga, quarti di finale – su Sky 11.00 ATP Kitzbuehel, ottavi di finale – su Sky 16.30 TENNIS – ATP Umag, ottavi di finale – su Sky 17.00 TENNIS – ATP Atlanta, ottavi di finale – su Sky RUOTE 12.35 Giro di Vallonia, tappa-3: Arlon-La Roche-en-Ardenne – su Discovery+ VITE OLIMPICHE 15.00 Le Olimpiadi – su Eurosport 1-2, Sky 251-257, Discovery+, Rai Play [la guida nel dettaglio alla giornata si trova qui] |
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