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SABATO 20 LUGLIO 2024
#6 GIORNI ALLE OLIMPIADI
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QUELLO CHE STA SUCCEDENDO
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VITE OLIMPICHE IL LUNGO VIAGGIO DI JIMMER FREDETTE QUELLI CHE VANNO A PARIGI E TORNANO CON UN RECORD
Ora che mancano sei giorni alla cerimonia e quattro alle prime eliminatorie che apriranno le gare, da qualche parte, in qualche palestra, in qualche poltrona, in qualche sala d’attesa o sul nastro bagagli dell’aeroporto, Jimmer Fredette sta pensando che il barone Pierre De Coubertin in fondo aveva proprio ragione. L’importante è partecipare. Sempre che l’abbia mai detto per davvero. Facciamo di sì, perché di certo vale per Jimmer. Gli basta esserci, dopo tutto quel s’è lasciato alle spalle. Gli basta esserci e scendere in campo a Place de la Concorde il 30 luglio, ore 22.35, per entrare nella storia dei Giochi. USA vs Serbia, basket 3×3. Tredici anni fa il mondo del basket era nel pieno di un fenomeno noto come Jimmer Time o Jimmer Mania. Fredette portava la canottiera della Brigham Young University, Provo, nella Salt Lake Valley, Utah. Era un 22enne micidiale al tiro, gli diedero il premio di giocatore dell’anno e la NBA non vedeva l’ora di reclutarlo, in un modo o nell’altro. Lo reclutarono nell’altro. I Sacramento Kings lo scelsero con il numero 10 ma da quel momento in avanti sarebbe cominciato un periodo che il padre di Jimmer ha definito umiliante in una intervista con la ESPN. «Pensavamo che lo slancio della BYU sarebbe continuato. Ma il primo anno non ha funzionato, il secondo non ha funzionato, e allora le cose sono andate lentamente peggiorando». Sua moglie Whitney ha raccontato che «all’inizio è stata davvero dura perché aveva fissato delle aspettative altissime per la sua carriera e non ne ha soddisfatta nessuna». Pazienza, pensò Jimmer. Sopravvive chi si adatta. Mi adatterò. Firmò un contratto con una società cinese di scarpe e se ne andò a giocare per diverse stagioni con gli Shanghai Sharks. Ha segnato 73 punti in una partita, si è guadagnato il soprannome di The Lonely Master, era così avanti rispetto a tutti gli altri che veniva considerato una specie di apparizione celeste in terra d’oriente.Fu allora che commise l’errore tipico di ogni spirito inquieto. Guardare cosa c’è fuori dalla finestra. *** | DISCUSSIONI QUELLO CHE PER LE DONNE NON È ANCORA CAMBIATO Quando Alice Milliat venne a riscattare le donne dalla messa al bando del barone De Coubertin, parve giustizia, parve progresso, parve parità. Cominciò un lungo cammino per arrivare a poter correre gli 800 metri dal 1960 e la maratona alle Olimpiadi dal 1984. Nello stesso anno fu consentito alle donne per la prima volta partecipare a gare ciclistiche, il calcio olimpico è stato aggiunto nel 1996, quasi un secolo dopo i maschi. Parigi vede per la prima volta uomini e donne partecipare in numero pari, ma il Wall Street Journal fa notare le differenze che rimangono in piedi, “sebbene i miti sui limiti delle capacità fisiche delle donne possano sembrare un problema superato”. Il concorso generale di ginnastica si tiene su quattro eventi per le donne e su sei per gli uomini, le corse su strada e su pista hanno percorsi femminili più brevi, l’atletica leggera propone il decathlon e l’eptathlon, allora Becca Peter, co-fondatrice della Women’s Decathlon Association, afferma che bisogna battersi per avere 10 eventi anche nella gara femminile. Ne scrive Maggie Mertens, autrice di Better Faster Farther: How Running Changed Everything We Know About Women (Algonquin Books). “Le differenze di genere sono ancora più evidenti a margine dei Giochi. A Tokyo nel 2021, solo il 13% dei coach erano donne, rispetto all’11% dei Giochi di Rio del 2016”. È un’analisi che su Slalom trovate qui. Secondo l’indagine sulla parità di genere del CIO del 2020, circa il 25% delle atlete ai Giochi riceve meno fondi dalle federazioni nazionali per le spese di viaggio rispetto ai colleghi maschi. “Un quarto dei comitati olimpici nazionali – scrive Mertens sul WSJ – assegna meno premi in denaro alle donne rispetto agli uomini. Solo tre delle 33 federazioni sportive internazionali erano gestite nel 2021 da donne e solo l’8% dei presidenti dei comitati olimpici nazionali erano donne. Ci sono molte atlete che non arriveranno alle Olimpiadi quest’estate, non per mancanza di talento ma perché sono state bandite o scoraggiate”. Il governo afghano guidato dai talebani, peer esempio, ha dichiarato di non riconoscere come rappresentanti del paese le tre donne selezionate dal CIO e invitate a gareggiare di comune accordo con il comitato olimpico nazionale che vive per larga parte in esilio. Le atlete vivono e si allenano tutte fuori dall’Afghanistan, perché gli sport sono vietati alle ragazze dal ritorno al potere dei Taliban: si tratta di Fariba Ashimi nella prova in linea di ciclismo su strada, di Yulduz Ashimi che correrà in linea e a cronometro, e di Kimia Yousofi, iscritta in atletica alle batterie dei 100 metri. |
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Quincy Wilson lo ha rifatto. Ha battuto di nuovo il record mondiale Under-20 sulla distanza dei 400 metri. All’età di 16 anni. È successo alla Holloway pro Classic, dove ha corso uno strabiliante 44.20. Wilson aveva impressionato ai Trials olimpici USA, dove aveva fatto cadere il precedente limite vecchio di 42 anni: aveva corso la batteria in 44.66 e due giorni dopo la semifinale in 44,59. In finale era rimasto ancora sotto i 45 [44,94], ma il sesto posto gli ha negato la convocazione per la gara individuale. La federazione lo porterà a Parigi per la staffetta 4×400. Wilson è il più giovane convocato della storia nell’atletica maschile. Ha già un contratto con New Balance, si fa seguire dall’agenzia William Morris Endeavour Sports, la stessa che segue Christian McCaffrey, Joel Embiid e Serena Williams; corre con un kit viola ispirato al film Black Panther. È alto 1 metro e 70, ha una muscolatura da adolescente, è decisamente più piccino rispetto agli uomini adulti suoi avversari.
“La sua inesperienza – ha scritto il Washington Post – è un vantaggio per gli avversari, ma corre senza paura. Svuota il serbatoio, abbraccia il dolore. Ci crede abbastanza per continuare a battersi. Ogni metro. Ogni passo. Ogni momento. Ha un’audacia naturale, in pista è molto meno innocente di quanto appaia. È un miscuglio di tenacia e simpatia, etica del lavoro e umiltà, stupore e audacia. È una superstar del liceo con il mondo a portata di mano”. Wilson è figlio di una famiglia di militari che ha vissuto in sei stati, una famiglia di atleti. “Ogni volta che Wilson corre, sembra che batta un record. Il suo allenatore Lee è fissato sui dettagli: fisica, biomeccanica, tecnica e forma. Wilson ha assorbito tutto”. Si allena con altri 32 compagni, divisi in gruppi. *** CARL LEWIS FA IL GENTILE CON JACOBS E DICE CHE GLI ERRORI DEVONO PESARE La Gazzetta dello sport intervista Carl Lewis con Andrea Buongiovanni. Titolo: «MARCELL PUÒ FARE COME ME E BOLT PER IL TRONO DEI 100 PRONOSTICO APERTO» – Solo il Figlio del Vento e il giamaicano si sono ripetuti nella gara regina: 40 anni fa il poker di Carl a Los Angeles. Il titolo è in neo-mamelico ma le cose più interessanti dell’intervista sono altrove. ➣ Resta contrario all’idea di World Athletics che vorrebbe eliminare l’asse di battuta e, quindi, i salti nulli a favore di una misurazione che parta dal punto di stacco? «I nulli fanno parte della suggestione del lungo: bisogna essere bravi a evitarli. La specialità, con le potenziali nuove regole, risulterebbe snaturata. Ma siamo solo a livello di sperimentazione. Credo verrà dimostrato che sarà meglio non cambiare. Ci sono almeno altre venti cose da modificare, prima di questa». ➣ Le piace, invece, la regola che prevede l’eliminazione immediata a chi commette una partenza falsa? «Sì, chi sbaglia è fuori. L’errore, come nel lungo, deve pesare». ➣ E cosa pensa delle scarpe di nuova generazione? «Il progresso non va arrestato. Le tecnologie evolvono, i materiali delle piste migliorano, le metodologie di allenamento si affinano, alimentazione e riposo sono sempre più curati. Io, intanto, col mio 9”86 sui 100 di 33 anni fa, sarei salito sul podio di tutte le Olimpiadi, Londra 2012 esclusa».
TITOLI Repubblica: “A UN DITO DAI GIOCHI SI FA TAGLIARE LA FALANGE PER INSEGUIRE L’ORO” – Maurizio Crosetti ha scritto: “Cosa saremmo disposti a sacrificare di noi stessi, del nostro corpo, non concetti astratti come anima, coraggio o amore ma proprio sangue, tessuti, ossa e pelle, pur di ottenere ciò che più desideriamo al mondo? Un dito? Un occhio? Un rene? A volte la fantasiosa vita prende le forme di un racconto di Stephen King (è sempre la vita a imitare l’arte, non il contrario), ed è questa l’incredibile storia di Matthew Dawson, campione australiano di hockey su prato, capitano della sua Nazionale in partenza per Parigi. Qualche giorno fa, Matt si è fratturato l’anulare della mano destra: diagnosi, prognosi, gesso e addio Olimpiadi. A meno che…” LA DIAMOND LEAGUE A LONDRA
Leonardo Fabbri va a Parigi nella migliore condizione possibile. Ha battuto per la prima volta Ryan Crouser e Joe Kovacs, tirando 22,52 al quinto tentativo dopo un brutto inizio, mai sopra i 22 metri. Crouser è rimasto a 22,37. Dopo la gara in RAI Fabbri ha detto: «Avevo fatto un ultimo allenamento bruttissimo e i primi quattro tiri peggio ancora. Crouser era a 22,37, mi sono detto: se non lo batto oggi…». Ha spiegato: «Prima li guardavo allenarsi e da lontano, ora sono degli avversari. Ho visto nel riscaldamento che mi tenevano d’occhio. Qualcosa è cambiato. Ma a Tokyo sarà diverso. Qui erano ancora sotto l’effetto del fuso orario». Un lapsus. Per Tokyo intendeva Parigi.
INOLTRE Un meeting che ha fatto cadere il primato europeo dei 400 maschili: Hudson-Smith ha pure rallentato negli ultimi 5-6 passi, scendendo comunque sotto i 44 secondi, primo europeo della storia: 43.74 è anche il miglior crono mondiale del 2024.
Altri due migliori crono mondiali dell’anno: nei 400 metri femminili lo ha corso la giamaicana Nickisha Pryce, con 48.57 record giamaicano e settimo crono di sempre; negli 800 lo ha fatto la britannica Keely Hodgkinson con record britannico e sesto crono di sempre in 1:54.61. A parte i loro, altri sette primati nazionali: quello di Polonia per Natalia Kaczmarek nei 400 [48.90], quello di Serbia nel giavellotto femminile con Adriana Vilagos in 65,58; quello di Svizzera nei 3.000 con Dominic Lobalu [7.27.68] e di Olanda ancora nei 3.000 con Mike Foppen [7:37.12]; quello di Uganda negli 800 femminili con Halimah Nakaayi [1:57.26]; Jochem Vermeulen per il Belgio nel miglio [3:51.00]; Julien Alfred nei 200 femminili per Santa Lucia con 21.86, quattro centesimi dietro Gabby Thomas; Letsile Tebogo per il Botswana nei 100 metri, corsi in 9.88. Informazione per Marcell Jacobs: in tre sono scesi sotto i 9.90, con Noah Lyles da primato personale in 9.81 con vento contro di 0.3. Ulteriori 32 primati personali per un totale dunque di 43: Little Mackenzie [66,27] e Lina Muze-Sirma nel giavellotto; l’olandese Lieke Klaver e la britannica Lavial Nielsen nei 400, entrambe sotto i 50 secondi; Ismail Abakar nei 400 ostacoli [47.72]; 12 personali tutti insieme nei 3.000 metri maschili; 7 negli 800 femminili compreso quello di Elena Bellò dopo due anni [1:58.89]; altri 5 nel miglio maschile e 3 nei 400 maschili.
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LA CERIMONIA NEL PIENO DELL’INSTABILITA’ POLITICA DELLA FRANCIA Chissà chi farà la foto ufficiale delle Olimpiadi con il presidente Macron, chissà quale membro di chissà quale governo di Francia, considerate le difficoltà nel formare un esecutivo di coalizione. In questo tempo sospeso, la ministra dello sport Oudéa-Castéra e il ministro dell’Interno Darmanin sono invitati dall’Eliseo a continuare nella loro ordinaria amministrazione, e tra i fascicoli da sbrigare ci sono pure i Giochi olimpici. Forse per dei superpoteri acquisiti durante il bagno nella Senna, la sindaca Anne Hidalgo si è già detta favorevoli a lasciare al governo dimissionario la gestione della finestra olimpica. È tempo di dare il benvenuto al mondo, dice, si è perfino spinta a dire che il ministro dell’Interno ha atto un buon lavoro. Le Monde lo ha definito “l’esempio comico di unione sacra – o un matrimonio di convenienza. I più ottimisti diranno che l’indeterminatezza istituzionale incide comunque poco sull’organizzazione delle Olimpiadi”. Le grandi decisioni strutturali sono state prese molto tempo fa, insistono dal comitato organizzatore, dove dicono di poter contare sul prefetto di polizia Laurent Nuñez e su quello della regione dell’Ile-de-France, Marc Guillaume, nonché sul delegato interministeriale ai Giochi, Michel Cadot, per dare continuità al lavoro dello Stato. Un tridente magico, lo definisce Etienne Thobois, direttore generale del comitato organizzatore. Ma nessuno dei tre sarà in prima fila all’apertura di venerdì. Potrebbe toccare alla signora Anne Hidalgo. È così indulgente col governo.
| IBAN MA CHI VE LO FA FARE DI OSPITARE I GIOCHI
Le Olimpiadi sono diventate finanziariamente inaccessibili ed economicamente insostenibili. È una voce che gira, eh, gira più o meno da quando quasi tutti i paesi che le sobbarcano dopo un po’ devono aumentare le tasse. Quel che è successo alla Grecia dopo il 2004, non ne parliamo. Ma su questa verità adesso arriva il timbro dei due economisti Robert Baade e Victor Matheson, in un articolo pubblicato su Le Monde. Quando è cominciata questa corsa alle spese folli nel nome di cinque cerchi colorati? Le Monde ha una data: 1936. Ha iniziato Hitler. Con un conto che equivale a 541 milioni di dollari di oggi, i Giochi di Berlino progettati per celebrare il potere della Germania nazista costarono dieci volte di più di tutte le edizioni precedenti messe assieme. Montreal nel 1976 stabilì il nuovo record, con quasi 7 miliardi di dollari. Le ultime cinque Olimpiadi estive e invernali hanno tutte superato la soglia dei 10 miliardi, con Pechino 2008 andata sopra i 45 e Sochi 2014 sopra i 50. Rio 2016 aveva un budget iniziale di 3 e alle fine è costata circa 13. La Cina si è vantata di aver contenuto i costi dei Giochi invernali di Pechino 2022 entro i 3,9 miliardi di dollari. |
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ITALIANISMI A PARIGI | VOCI JASMINE PAOLINI DICE CHE WIMBLEDON, NON PARIGI, VAL BENE UNA MESSA Il Corriere della sera ha intervistato con Gaia Piccardi la tennista Jasmine Paolini. Titolo: «QUEST’OLIMPIADE ME LA VOGLIO GODERE». “Di Wimbledon – scrive Piccardi – le sono rimaste addosso le emozioni, il numero 5 nel ranking mondiale che farà di lei una delle favorite del torneo olimpico (sulla terra del Roland Garros, due set su tre, tabellone da 64 giocatori: sorteggio giovedì prossimo, via il 27 luglio) e un ciondolo che porta al collo e mostra orgogliosa”. Paolini parla del doppio misto [«Tre eventi (singolo, doppio, misto) concentrati in una settimana sono troppi. Fisicamente sarà un torneo molto duro e con Jannik non ne ho mai più parlato»], dell’esperienza di tre anni fa a Tokyo [«Noi tennisti siamo abituati a passare il tempo nel nostro team, invece in Giappone era richiesta molta condivisione, a cui non ero abituata. Per di più, c’era il Covid: bolla, mascherine, controlli. Non ero riuscita a socializzare con nessuno. Persi al primo turno, in due rapidi set. L’atmosfera mi era piaciuta, anche se non me la sono minimamente goduta»] e dell’idea di un podio che non cancellerebbe la delusione di Wimbledon: «Sarebbe una grande gioia, una cosa notevole. Però Wimbledon è Wimbledon. La risposta è nì». | VOCI GANNA RIVORREBBE IL SERVIZIO MILITARE MA I PANNI GLIELI LAVA LA MAMMA La Stampa ha intervistato Filippo Ganna con Daniela Cotto. Titolo: “STRADA E PISTA: AI GIOCHI VOGLIO TUTTO, SORRISO E DISCIPLINA I MIEI SEGRETI” – L’azzurro si sta allenando al velodromo di Montichiari con il quartetto e dice che sarà dura ripetere l’oro di Tokyo. ➣ Il 25 luglio, vigilia della cerimonia di apertura delle Olimpiadi, compirà 28 anni. Cosa può insegnare, e cosa chiede?
«Il mio obiettivo è ispirare i giovani ad avere una vita sana e fare attività. Io sono cresciuto con la disciplina. Oggi manca, anche perché il servizio militare non è più obbligatorio. Mio padre è sempre stato abbastanza rigido. Mi ha educato. Quando era il momento di tirarmi le orecchie lo faceva. E mi ha trasmesso solidi principi. Devo ringraziare i miei genitori per tutto ciò che hanno fatto per me».
➣ Passioni?
«Ho tutti gli abbonamenti per film e musica, ma vorrei avere più tempo libero per me stesso. Comunque in questi pochi giorni di libertà che ho avuto ho respirato. E a casa ho lasciato i panni sporchi alla mamma. Le ho detto “grazie, perché con il bianco ho un problema, mi diventa sempre tutto grigio”».
➣ Lei sembra un uomo in pace. Vero?
«Penso che sia bello sorridere, più sorridi meglio è. Stiamo troppo poco in questo mondo. Se uno pensa a quanto è lunga la vita della terra e a quanto è lunga in media quella di una persona, 70, 80, 90 anni, è assurdo passare brutti momenti e farci travolgere dalla tristezza. Nel mio caso tutti possono dire “hai fallito” ma sulla bici ci sono io, non Tizio o Caio. Ovviamente i fan vorrebbero vederti sempre vincere… e a volte criticano. Ma io so che sacrifici ho fatto, so dove sono arrivato. Al di là del risultato, io sono uno che dà il massimo». | VOCI PATTA DICE CHE CI SONO CERTI IN STAFFETTA CHE FANNO PASTICCI ➣ Da lunedì a venerdì prossimi, raduno a Roma, al “Paolo Rosi”. Cosa vede se pensa a Parigi?
«Non voglio vedere niente. Arriveremo da campioni in carica e con gli occhi di tutti addosso. In questi anni abbiamo dimostrato di non essere inferiori a nessuno. È vero: qualcuno è più veloce, ma fa pasticci con i cambi mentre noi su quell’aspetto lavoriamo molto. La staffetta è particolare». [intervista di christian marchetti, Corriere dello sport-stadio]
TITOLI ◉ Il Foglio Sportivo: “Parigi come boccata d’ossigeno. L’Italia Team va a caccia di 46 medaglie per scordare il pallone” – Umberto Zapelloni ha scritto: “Le proiezioni che spesso sono più affidabili dei sondaggi politici, ci raccontano di un’Italia ambiziosa” [QUI] ◉ La Gazzetta dello sport: “Onda azzurra. Da paltrinieri a Ceccon, mai un’Italia così forte. In undici gare c’è profumo di finale” – Le classifiche (da settembre 2023) dicono che Gregorio e Quadarella sono da podio. Martinenghi per la conferma, Pilato cerca il riscatto
◉ La Gazzetta dello sport: “La nostra Regina” – Nessuno ha Egonu. Davanti a tutti stavolta c’è l’Italia
◉ Corriere dello sport-stadio: “Omoruyi, un sorriso felice per i Giochi” – Schiacciatrice, 21 anni, origini nigeriane e radici sportive, con mamma atleta e papà calciatore. Velasco ha deciso la sostituta dell’infortunata Degradi
E ANCHE NON A PARIGI ◉ Corriere della sera: «LE LACRIME E IL DOLORE, PENSAVO FOSSE LA FINE È LA MIA SFIDA PIÙ DURA» – Goggia e l’infortunio: dicono che potrei saltare un anno. Il tendine mi fa urlare, ma voglio i Giochi. Intervista di Flavio Vanetti. Lei dice: «Le ossa danneggiate per ora sopportano solo sedute blande. Io non mi lamento mai: con le ginocchia che mi ritrovo sarebbe impossibile sciare ad alto livello, ma ormai sono abituata. Ora è diverso: il dolore c’è. Il problema è la guaina del tendine tibiale anteriore, recisa per mettere la piastra: ha una parte adesa e una libera ed è quest’ultima che mi fa vedere le stelle».«Saltare la stagione, levare le placche a novembre e lavorare nell’ottica dei Giochi 2026: è un’ipotesi da considerare. Però se troverò la quadra con scarpetta e scarpone tutto andrà in crescendo. Ed è ciò che mi auguro». ◉ La Stampa: “IL RITORNO TRISTE DI SCHWAZER” – L’ex marciatore all’evento per la fine della squalifica si ferma dopo un’ora: “Volevo gareggiare almeno una volta davanti ai miei figli”. Una favola imperfetta |
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TOUR DE FRANCE NON E’ UN’IMPRESA, QUESTA SI CHIAMA VENDETTA Sono finiti i tuoi miracoli, gentil Jonas. Quei miracoli che ti hanno portato sulle strade di Francia a batterti per la maglia gialla, e perfino a batterla sul Massiccio centrale, dopo aver trascorso 12 giorni in terapia intensiva nel mese di aprile. Sono finiti perché per Tadej Pogacar questo non era un Tour de France. Era un Tour de Vengeance, il Giro della Vendetta dopo due anni vissuti come una mortificazione alle tue spalle, due anni nei quali ha sentito sulla pelle le sconfitte sul Col du Granon, nella cronometro di Combloux e al Col de la Loze. Ha lavorato e corso per vedere nella tua carne la sua stessa sofferenza, in fondo lo hai detto tu che non ti ha fatto neppure una telefonata mentre eri in ospedale. Non si telefona a un avversario sul quale scaricare una simile ferocia, e adesso sul traguardo di Isola 2000 ti vede pure piangere tra le braccia di tua moglie.
Vincenzo Nibali sulla Gazzetta dello sport spiega che “la voglia di rivalsa ha giocato un ruolo importante. Scatta, in testa, un meccanismo di questo tipo: tu sai che sei forte, ma perdi.E allora non puoi non chiederti dove ho sbagliato?, dove posso migliorare?”. “Assoluto, totalitario e vendicativo” ecco chi è stamattina Tadej Pogacar agli occhi dell’immaginifico Alexandre Roos, prima firma ciclistica de L’Équipe. Ha scritto che non si aspettano 16 anni per tornare sulla cima della Bonette e starsene a riposo, non è possibile, perché questo sloveno “ha stabilito da tempo di non pascolare con il resto del gregge, per tracciare la linea che lo separa dai suoi rivali, il confine tra l’ordinario e la storia”.
| VOCI FABIO ARU, COMPAGNO DI CAMERE NEL 2019 AL GIRO DELL’ALGARVE ➣ Com’era? «Era un bimbo in confronto a oggi: non che ora sia adulto, ma lo vedi che è muscolarmente strutturato, allora aveva le gambe quasi cicciotte, rotonde, ora è più formato. È cresciuto sempre, siamo testimoni di qualcosa di eccezionale». ➣ Lui le chiedeva della sua carriera? «Sinceramente no, ma dev’essere un fatto generazionale.Quando ero un ragazzo vedevo come dio in terra un mio compagno che vinceva il campionato sardo. Adesso i ragazzi sono molto diversi da noi». [intervista di alessandra giardini, La Gazzetta dello sport]
E POI OGGI
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RUOTE IL WEEK-END DELLA F1 IN UNGHERIA ◉ Corriere della sera: “LA FERRARI MIGLIORA CON SAINZ , LECLERC SBAGLIA IL COMPITO” – In Ungheria il più veloce è Norris davanti al solito Verstappen. Terzo tempo per lo spagnolo ◉ Repubblica intervista Carlos Sainz con Alessandra Retico. Titolo: ““Per la Ferrari fino in fondo, vincerò ancora”. Lui dice che alla Ferrari mancano «due o tre decimi. Parliamo di niente e tutto: perderli ti impedisce di lottare. I nostri rivali hanno sviluppato bene le macchine, noi invece non siamo riusciti a trovare performance con i nostri sviluppi. Qui abbiamo una piccola modifica al fondo per risolvere i guai delle ultime gare». E sul rapporto con Leclerc: «Non è cambiato. Siamo compagni da quattro anni e se si guarda alla nostra storia ci sono stati un paio di episodi a campionato dove non ci siamo trovati d’accordo in pista o ci è capitato qualcosa. Semplicemente, fa parte delle gare e dell’essere una squadra dove entrambi i piloti fanno il giro di qualifica entro due decimi e partono uno a fianco all’altro. Ovvio che ci siano situazioni in cui ti ritroverai in condizioni di lottare per le posizioni ed è lì che la nostra competitività ci porta a confrontarci e a non essere sempre dello stesso parere su alcune cose. Capita, ma dopo torniamo a casa insieme, parliamo, ci chiariamo e dimentichiamo». ◉ La Stampa: “Rivoluzione in Formula 1” – Sette squadre su 10 nel 2025 avranno nuovi piloti: l’effetto domino è partito dopo la clamorosa firma di Hamilton con la Ferrari. Da Verstappen ad Antonelli ecco come potrebbe essere la prossima griglia di partenza. ◉ La Gazzetta dello sport: “La crisi di Leclerc” – Dopo il trionfo in casa il Principino ha ottenuto solo 12 punti in 4 GP. Anche il fine settimana ungherese parte male. Sainz col terzo tempo |
| RITI
IL SEGNO DEL VENTO SUL BRITISH OPEN Un secondo giro da un colpo sopra il par ha fatto scivolare Dan Brown al terzo posto, alle spalle di Shane Lowry [-7] e Justin Rose [-5], ma la NBC e i bookmakers sono impressionati dalla costanza con cui Scottie Scheffler gioca e risale posizioni. Al Royal Troon ha chiuso la metà gara del British Open in quarta posizione a -2, cinque colpi dalla testa della classifica, nonostante un malore al suo caddie. Ted Scott si è inginocchiato vicino alla borsa, ha preso la testa tra le mani e si è trascinato avanti fino al tee successivo, lasciandosi cadere sull’erba. Pare si tratti di un’intossicazione alimentare, o un virus intestinale, questo gli hanno diagnosticato, nella giornata in cui non hanno passato il taglio nomi come DeChambeau, McIlroy e Woods. Scheffler sta iniziando a capire The Open, dice la NBC. È la terza volta in quattro apparizioni in carriera che è nella top-10 dopo 36 buche, anche se è riuscito a piazzarsi solo una volta qui fra i primi-10. “Per un giocatore della sua età e del suo pedigree è sorprendentemente inesperto. Non ha mai fatto un viaggio con la famiglia da bambino per esplorare alcuni dei campi più famosi del mondo. Da campione universitario e da dilettante, non ha mai rappresentato gli Stati Uniti in una competizione internazionale. Non ha fatto il suo debutto all’Open fino a tre anni dopo essere diventato professionista”. Una specie di Ben Shelton nl tennis, mai andato all’estero fino al primo Australian Open dell’epifania internazionale. È cresciuto in Texas e da bambino colpiva in casa palline da ping-pong mandandole da una stanza all’altra. «Non volevo trasformarmi in un robot – dice quando racconta di sé e della sua infanzia – volevo fare ciò che pensavo fosse divertente, vedere, creare e provare dei tiri. Mi annoio a stare seduto sul campo pratica cercando la traiettoria perfetta».Conoscere la traiettoria perfetta non serve al Royal Troon, dove casomai occorre conoscere il giro che fa il vento ogni giorno, un campo che “si rivela problematico con l’abbondanza di tripli bogey, quadrupli bogey e persino quintupli bogey” fa notare Chuck Culpepper sul Washington Post, un vento potente – dice – che “sbatte fuori McIlory e spinge Lowry”. E Tiger Woods? Eh Tiger, Tiger. Woods vede il lato positivo delle cose, dice ancora il Washington Post, nonostante il taglio al British Open, “quel lato positivo che cerca sempre di individuare, anche adesso che afferma di essere migliorato fisicamente, sebbene i risultati non lo dimostrino”. |
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AMERICHE
| BRACCIO DI FERRO IL PRIMO PICK ‘N ROLL DI CLARK E REESE Un giorno magari accadrà alle Olimpiadi, probabilmente fra quattro anni a Los Angeles, per il momento Caitlin Clark e Angel Reese saranno compagne di squadra all’All-Star Game, in una partita che mette la selezione WNBA proprio contro la Nazionale olimpica americana, prima della partenza per Parigi. La loro rivalità sta diventando la trama principale della lega, l’altro giorno Candace Buckner del Washington Post ha invitato l’ambiente a non costringere Reese nei panni della Villain. Le due restano rivali per il titolo di rookie dell’anno in campionato, Reese ha stabilito il record della WNBA con 15 doppie-doppie consecutive, Clark ha battuto il record di 19 assist in un partita sola prima della della pausa. Le due ragazze hanno attirato così tanta attenzione che la lega ha modificato le sue regole per i media. L’analista di ESPN LaChina Robinson dice che sono entrate in un territorio nuovo, dove non solo gli appassionati di sport sono interessati a loro. Sono nomi familiari anche per chi non segue il basket. Clark ha una media di 17,1 punti [13esima in campionato], 8,2 assist e 5,8 rimbalzi [19esima]. Ha anche fatto registrare la prima tripla-doppia di una matricola nella storia della WNBA. Reese ha una media di doppia-doppia con 13,5 punti [24esima] e 11,9 rimbalzi [seconda assoluta]. Sia le Indiana Fever sia le Chicago Sky sono in una posizione da qualificazione ai play-off nonostante le basse aspettative per la stagione. Nella notte Allisha Gray è diventata la prima donna a vincere la gara del tiro-da-tre e la Skills Challenge nella stessa notte. Qui ne parla The Athletic. | SPECCHI JOE BIDEN SEMBRA WILLIE MAYS Vedere Joe Biden che si ostina a restare in corsa per le presidenziali, fa tornare alla mente una lunga galleria di sportivi che non conoscono il momento esatto del ritiro. Il paragone si trova in un editoriale di Kevin B. Blackistone sul Washington Post, uno dei giornali che sta facendo maggiormente pressione sul presidente americano affinché ritiri la candidatura democratica alla Casa Bianca. “La cosa più difficile da fare nello sport è gestire la propria carriera quando sei una star negli anni del declino, quando non sei più così veloce, così forte e così acuto”. Sembra Willie Mays, scrive il giornale che negli anni ‘70 fece cadere Nixon. Willie Mays, morto il mese scorso, aveva 42 anni e non riusciva a smettere di giocare, “e forse i 42 anni del baseball sono gli 81 in politica. Ora Biden è Mays nel ruolo di esterno centro dei Mets”. Comunque sia, fa notare il Post, Biden non è il solo ad aver corso per troppi mandati. “Anche Trump ha parlato male in pubblico e ha perso il filo del discorso, qualunque cosa sia. La senatrice Dianne Feinstein, prima di morire nello scorso autunno a 90 anni, nel suo sesto decennio in carica spesso sembrava confusa in aula. L’82enne senatore Mitch McConnell ha annunciato che si sarebbe dimesso da membro del Senato più longevo della storia, dopo due episodi pubblici in cui il suo viso si è paralizzato davanti alle telecamere mentre parlava, Il senatore Chuck Grassley ha 90 anni e ci sono una mezza dozzina di rappresentanti che ne hanno più di 80. “Nessuno di noi – scrive Blackistone – può eludere Mother Time”, dimenticando LeBron James, ecco. |
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CALCIO ITALIANO INTRIGHI, COLTELLI E MATRIMONI ◉ Corriere della sera: “LA MOSSA DELLA LEGA: IMPUGNA LA DELIBERA SUI PESI ELETTORALI” – Monica Colombo riferisce la posizione del presidente Lorenzo Casini [«Ma non è un atto ostile» piuttosto «una sorta di difesa tecnica, dal momento che fra due giorni i termini scadono»] e considera: “Sarà, ma intanto non sembra nemmeno un gesto distensivo considerando che proprio lunedì si svolgerà il tavolo di lavoro fra le componenti federali, alla presenza del ministro dello Sport, Andrea Abodi”. ◉ Il Corriere dello sport-stadio mostra come in realtà la Lega di serie A disponga già di una buona quota di autonomia, e fa pure un confronto con gli altri paesi. “Le richieste della A sono ritenute eccessive dalla Figc perché il 33% attuale costituisce la rappresentanza più alta riservata ai professionisti negli organismi federali dei grandi paesi europei: in Inghilterra è il 20%, in Germania il 26,7; in Spagna il 16,7; in Francia solo il 7,1. Addirittura, sulle delibere della Premier League la Football Association ha una golden share fatta valere in passato per bloccare proposte ritenute sbilanciate in favore dei grandi club. Nulla di simile esiste da noi, dove la Lega Serie A gode di grande autonomia. Scegliere la strada della contrapposizione con le altre componenti del movimento potrebbe provocare una balcanizzazione irreversibile dei rapporti”. ◉ Repubblica: “Il soldi della Russia al Torino per Ilic. Gli affari con Mosca oltre l’embargo” – Matteo Pinci racconta: “Il passaggio del ventitreenne centrocampista serbo allo Zenit San Pietroburgo veniva ormai dato per scontato. E anche le cifre circolate sull’affare — 23 milioni di euro al club italiano, 3.5 netti d’ingaggio annuo al giocatore — inducevano i tifosi a glissare sull’aspetto politico della questione: le sanzioni occidentali contro la Russia per la guerra in Ucraina e l’embargo finanziario a Mosca. Poi, quando tutto pareva avviato verso la firma, il colpo di scena. Ilic si è allenato con il Torino a Pinzolo. E il presidente del Cda dello Zenit Aleksandar Medvedev ha detto: «La trattativa non è chiusa». La Gazprom è proprietaria del club e per questo si è sussurrato addirittura di un intervento indiretto del Cremlino: a guerra in corso certe cifre rischiano di attirare troppa attenzione” ◉ La Stampa: “Juve, intrighi inglesi” – Da oggi squadra al lavoro in Germania ma il mercato si decide Oltremanica. Sfida al West Ham per Todibo che ha l’accordo con i bianconeri e stretta per Sancho con lo United. Giuntoli segue la trattativa Bologna-Arsenal pronto al rilancio su Calafiori in caso di rottura ◉ Il Foglio Sportivo: “Il nostro calcio e la storia perduta” – Con Alessandro Bonan “un viaggio a Reggio Calabria, con la squadra in serie D, per capire quanto il calcio non conosca categorie. E, sopratutto, per capire il rilievo dato ai giovani” [QUI] ◉ Corriere dello sport-stadio: “Tre matrimoni e zero influencer” – Oggi tutti a nozze: lo strano caso delle stelle dello sport. Bagnaia, Chiesa e Dybala si sposano. Niente star del web, banditi i cellulari, folle di invitati in castelli e tenute. E per la Joya un tuffo in pieno inverno |
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LO SPORT OGGI IN TVLA GIORNATA
RUOTE 7.20 Rally di Lettonia, otto prove speciali – su Sky 10.55 GP Londra di Formula E, prove libere – su Discovery+ 11.00 e 13,20 Superbike, GP Repubblica Ceca, qualifiche e pole – su Sky 12.30 F1, GP Ungheria, prove libere – su Sky 13.55 Tour de France, tappa-20: Nizza-Col de la Couillole – su Eurosport 1, dalle 15 su Rai2 14.00 Superbike, GP Repubblica Ceca, gara-1 – su Sky e TV8 16.00 F1, GP Ungheria, qualifiche – su Sky 18.00 GP Londra di Formula E, gara – su Canale 20, Eurosport 2 VITE OLIMPICHE 7.45 Test Match di rugby – Australia vs Georgia – su Sky 9.00 e 15.50 Europei Under 18 di atletica – in streaming su Eurovision Sport 11.00 The Open Championship, terzo giro – su Sky 15.00 Diamond League di atletica leggera da Londra – su RaiSport e Sky 17.00 Mondiali di softball, finale terzo posto – Canada vs Olanda – su Sky 17.00 Test Match di rugby – Sudafrica vs Portogallo – su Sky 20.00 Mondiali softball, finale: USA vs Giappone – su Sky 21.00 Test Match di rugby: Uruguay vs Argentina – su Sky TENNIS 11.00 ATP Gstaad, semifinali – su Sky [con Berrettini vs Tsitsipas] 13.00 WTA Budapest, semifinali – su Sky 13.00 ATP Bastad, semifinali – su Sky 15.30 ATP Amburgo, semifinali – su Sky 19.00 ATP Newport, semifinali – su Sky 20.30 WTA Palermo, semifinali – su Sky EUROGOL 17.30 Rapid Vienna vs Milan – su DAZN 18.00 Napoli vs Mantova – su One Football PALAZZETTI E DINTORNI 17.30 Europei Under-18 di pallavolo, semifinale: Italia vs Polonia – su Euro Volley Tv ACQUE 18.00 Campionati italiani nuoto artistico, finali duo misto e doppio donne – su Rai Play 18.45 Amichevole femminile di pallanuoto: Italia vs Canada – su RaiSport |
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