Questa sera a Napoli la passiamo guardando Telelibera 63. Aspettiamo notizie. Devono darcene. Non possiamo accontentarci di quel che c’è scritto stamattina sui giornali, non possiamo aspettare domattina per averne casomai di nuovo.
Stasera Telelibera 63 deve dirci come è andato il consiglio direttivo del Barcellona, se si è riunito in prima convocazione, cosa ha detto, cosa ha stabilito, oppure se è stato rimandato a domani sera. Il presidente Nunez lo ha riconvocato per decidere in via definitiva della cedibilità o meno di Maradona. Il tira-e-molla deve finire. Il Napoli ha ribadito di nuovo la sua offerta: sei milioni di dollari in contanti, pari a circa dieci miliardi di lire. Le posizioni sono chiare. Il vicepresidente Gaspart è il cattivo della storia, l’uomo del no, non si schioda. Nunez si barcamena, cerca di capire gli umori della folla prima di sbilanciare la storia su un piatto o l’altro della bilancia.
Nella trattativa adesso entrerà in modo decisivo la voce di Diego, di ritorno da New York e dal triangolare giocato con la squadra. È atteso in città, per forza dovrà vedere qualcuno e dir qualcosa. “Una sua decisa presa di posizione – scrive Alberto Cerruti sulla Gazzetta – potrebbe sbloccare l’affare.
C’è una voce che rassicura il Napoli, ed è quella del mediatore Riccardo Fuijca, il primo che promosse i contatti tra Juliano e il manager di Maradona, Alla Gazzetta assicura che è tutto fatto, il Barcellona sta solo prendendo tempo per evitare la contestazione dei tifosi. Nel frattempo ne approfitta per giocare il suo bluff fino in fondo e rilanciare. Adesso di miliardi ne chiede 12. In Spagna dicono che possono incontrarsi a metà strada – che non significa in Francia, ma a 11 miliardi.
“Un vago ottimismo è tornato a serpeggiare nella società” diceva stamattina la Gazzetta con Rosario Pastore – che però nel frattempo è rientrato a Napoli. Non è un bel segno. La posizione di Dieguito, così lo chiama la Gazzetta, è stata confermata da Silvlo Cyterszpiller, fratello di Jorge, il direttore della Maradona Productlons. Cyterszpiller è arrivato improvvisamente a Napoli sabato scorso, ed è stato ricevuto dal direttore generale negli uffici della sede a Soccavo. Hanno studiato insieme una strategia da portare avanti.
“L’arrivo di Silvio Cyterszpiller ha un solo significato: la Maradona Productions è consapevole dell’importanza del trasferimento in Italia di Dieguito e sta manovrando perché l’affare vada in porto”.
Il Barcellona insiste e chiede la fidejussione sulla cifra totale. Il Napoli propone di lasciare in garanzia il cartellino di Maradona nelle loro mani fino all’avvenuto pagamento. È il punto su cui gli spagnoli non ne vogliono sapere, ma è pure l’indizio più deciso della volontà di liberarsi di Maradona. Va detto che nella prima bozza di contratto è contemplata l’ipotesi su cui il Barcellona si è impuntato. Un altro punto importante è il credito che ancora vanta l’Argentinos Jrs. Il Napoli è disposto ad accollarselo, a patto di chiudere subito. Nunez invece tiene uno stallo incomprensibile su questo dettaglio. La Gazzetta dice che il Napoli sta vendendo in via definitiva Diaz e Favaro all’Avellino, per rastrellare soldi, sfidando anche l’ira di Marchesi, che contava sul difensore.
Sono ore di voci di popolo, indiscrezioni messe in giro da chi dice di aver saputo, di chi finge, di chi si diverte a vedere l’effetto che fa. Oggi è spuntata la notizia di un telex che il Banco di Santo Spirito avrebbe inviato al club catalano avvertendo di un deposito di 7 milioni di dollari in loro favore. Commento di Juliano: Magari. Non gli risulta. E se fosse partito da un altro club? E se la Juventus si fosse rifatta viva così?
Per il momento, comunque, nessuno del Napoli raggiungerà più Barcellona. Siamo al 19esimo giorno di questa storia, non può certo durare all’infinito.
Repubblica è il giornale che meno crede alla trattativa. Stamattina ricostruisce “venti giorni di parole di un affare un po’ finto”. Franco Rossi scrive che Ferlaino “difficilmente potrà arrivare a Maradona” e si rivolgerà all’ Inter per avere Serena, Coeck e Beccalossi. “Quattro miliardi e mezzo chiederanno i nerazzurri, a quattro miliardi l’affare si potrebbe concludere”.
LA CRISI DI GOVERNO
Di più clamoroso c’è solo quanto sta accadendo dentro il governo. Dc e PSI sono ai ferri corti. Antonio Caprarica sull’Unità scrive che “il silenzio socialista dopo l’attacco senza quartiere mosso da De Mita a Craxi ha qualcosa di irreale e di inquietante. Irreale perché si stenta a credere che un presidente del Consiglio accusato dal principale dei partiti della coalizione di gestire in realtà un’amministrazione del potere lottizzato, si tenga lo schiaffo senza costringere alla coerenza i suoi accusatori. Inquietante perché il fatto che ciò non avvenga, e che a dispetto di una battaglia senza esclusione di colpi il governo cerchi di sopravvivere a se stesso, conferma l’esistenza di un oscuro e rischioso patto di omertà: quello stesso di cui si è già avuto testimonianza sul terreno scottante dell’affare Longo-P2. C’è da chiedersi se è su questo patto che Craxi fa affidamento per salvarsi dalle rivendicazioni democristiane di Palazzo Chigi anche dopo il 17 giugno”.
Non era mai accaduto, dice l’editoriale in prima pagina, non firmato, e dunque riconducibile alla direzione di Emanuele Macaluso. “Non regge la metafora degli scorpioni che si mordono dentro la bottiglia. In realtà il veleno si va diffondendo su tutta la latitudine del sistema. I democratici veri e preoccupati non possono limitarsi a contemplare chi, dentro la bottiglia pentapartita, avrà la prevalenza. Devono, al contrario, darsi da fare perché sia interrotto questo processo d’impazzimento, e anche le forze sane della maggioranza sı rimettano in moto: c’è una questione democratica da affrontare con urgenza, che viene prima di qualsiasi discorso sugli schieramenti futuri. Questo pentapartito conflittuale non è l’anticamera del nulla, è l’anticamera del peggio”.