RUOTE..
L’antipasto del Tour senza gli assi del TourVIA AL GIRO DELFINATO Cinquanta e cinquanta. Per 6 volte negli ultimi 12 anni, chi ha vinto il Delfinato ha vinto pure il Tour de France. È successo con Wiggins nel 2012, con Froome nel 2013, 2015 e 2016, con Geraint Thomas nel 2018, con Jonas Vingegaard un anno fa. Si va da sempre al Delfinato per annusare la Francia e per disporre la gamba, solo che stavolta i due più attesi all’appuntamento con la maglia gialla sono altrove. Tadej Pogacar sul divano a riposare dopo il Giro, Vingegaard in allenamento in quota a Tignes alla ricerca del tempo perduto, per recuperare la condizione, per lasciarsi del tutto alle spalle la spaventosa caduta al Giro dei Paesi Baschi. Il percorso obbedisce a principi ormai ben radicati, dice L’Équipe: alcune opportunità per velocisti, avventurieri e finesseur, una cronometro a metà percorso per scremare la classifica, tre giorni in montagna con tre arrivi in salita, al Collet d’Allevard, a Samoëns 1600 e all’altopiano di Glières. I favorito sono Roglic ed Evenepoel, con Hindley e Vlasov a giocarsi il podio. Per l’Italia torna Ciccone e dopo il Giro si presenta pure Tiberi. Un altro ritorno che Slalom festeggia è quello di Alexander Roos, immaginifica firma de L’Équipe che ha saltato il Giro. Da Saint-Pourçain-sur-Sioule attacca alla sua maniera e scrive che è “tempo di inspirare, fare il pieno per una bella boccata d’aria prima del tuffo estivo” che ci porterà nei paraggi di Montmartre, a Parigi, il 3 agosto, per l’oro olimpico, dopo la partenza da Firenze del Tour de France il 29 giugno, e l’arrivo senza precedenti a Nizza del 21 luglio. Questi mesi, fa notare Roos, hanno dimostrato la fragilità delle nostre certezze. A gennaio era scritto che il Tour sarebbe stato un duello tra Pogacar e Vingegaard. Il primo sembra essere diventato più forte, il secondo pedale tra “incertezze che verranno chiarite solo più avanti, forse addirittura solo nella terza settimana del Tour”. La prima tappa va per le vigne e pare adatta a quelle ruote veloci in grado di reggere 2.000 metri di dislivello, qualche collina sparsa all’inizio del percorso, due giri del circuito. E POI
In effetti è andata così. Un danese aveva lasciato il Delfinato in maglia gialla un anno fa [Vingegaard], un danese riparte in giallo domani mattina. La volata tra velocisti completi e resistenti è stata vinta da Mads Pedersen su Sam Bennett e Hugo Page, settanta giorni dopo il suo primo posto alla Gand-Wevelgem. Quest’anno Pedersen era già stato leader della classifica al Giro di Provenza e all’Etoile des Bessèges.
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TENNIS
Gli ottavi al Roland-Garros: cosa non perdereLE GUIDE INUTILI DI SLALOM | GLI OTTAVI A PARIGI
Oh, adesso le cose si fanno serie. A Porte d’Auteuil è arrivato il momento degli ottavi di finale, la famosa seconda settimana che segna la soglia dell’eccellenza dei tornei dello Slam, come scendere sotto i 10 secondi nei 100 metri. In programma c’è il primo scontro sulla terra tra Carlos Alcaraz e Félix Auger-Aliassime, la sorpresa di Matteo Arnaldi contro Stefanos Tsitsipas, le rivelazioni Olga Danilovic ed Elisabetta Cocciaretto opposte a due campionesse da Slam, Coco Gauff e Marketa Vondrousova.
① Arnaldi vs Tsitsipas Campo Suzanne-Lenglen, secondo match. Stefanos Tsitsipas è arrivato a Parigi in buona forma. Da quando ha messo piede sulla terra rossa, ha accumulato 16 vittorie e 3 sconfitte, ha vinto il Masters 1000 a Monte-Carlo e ha raggiunto la finale a Barcellona. Dopo tre primi turni solidi, il greco è fiducioso, ma lo è finanche di più Matteo Arnaldi, 23 anni, al torneo della svolta, forse, stamattina sembra così. Ha fatto fuori due francesi – Arthur Fils e Alexandre Müller – portando il bilancio personale contro i tennisti di quel paese a 8 successu su 8. Se avesse giocato cent’anni fa, sarebbe stato da titolo, contro Lacoste e Borotra [Battuta]. Ha tolto il fiato a Rublev e il sito del torneo gli attribuisce “un tennis entusiasmante, ma impegnativo”.
Non ci sono confronti diretti tra loro, ma Tsitispas ha detto di aver tenuto d’occhio Arnaldi e di aver visto diverse sue partite. Lo definisce un fiume, chissà cosa intende. La rivista Tennis sostiene che per batterlo va interrotto quel suo gioco d’attacco con il rovescio a una mano e andando a rete. Arnaldi viene chiamato “un attaccabrighe da fondo campo” dalla “velocità più unidimensionale”.
Su La Stampa Stefano Semeraro racconta Arnaldi: “Il suo destino era in corsia. Nuotatore, come papà Fabrizio che nella vita fa il dirigente bancario. Pomeriggi e pomeriggi passati insieme sul divano, a Sanremo, a guardare e commentare le imprese di Phelps. «Poi però a me piaceva socializzare, e sott’acqua non è facile». Così che oggi si gioca un posto nei quarti del Roland Garros contro Stefanos Tsitsipas, ha scelto il tennis. Matteo è numero 35 del mondo e ha 23 anni. I primi colpi li ha tirati a cinque, insieme al nonno, contro un muro, poi al circolo con il maestro Filippo Sciolli. Il fisico c’è, e anche la curiosità, la voglia di imparare, gli occhi allegri, prensili, il profilo aerodinamico, un po’ alla Coppi, e ovviamente nessuna voglia di fare da gregario. Dal primo viaggio negli Usa, a sedici anni, tutto solo e senza parlare l’inglese, se ne torna con una coppa. Dal Liceo «Colombo» di Arma di Taggia, con una maturità scientifica. Matteo vince e rivince, cresce insieme a Francesco Passaro, il suo gemello diverso, passa da Tirrenia a Milano. Nel 2021 il ribaltone, il ritorno a Sanremo con un nuovo coach, Alessandro Petrone”.
② Auger-Aliassime vs Alcaraz Campo Philippe-Chatrier, terzo match. Sorprendentemente il canadese è avanti 3-2 nel bilancio degli scontri diretti, ma non si sono mai sfidati sulla terra rossa. Félix batté Carlitos in semifinale a Basilea nel 2022 poche settimane dopo che quello aveva vinto il suo primo Slam agli US Open e si era appena impadronito dello scettro di numero 1 del mondo [lo scettro è figurato, non esiste]. L’ultimo confronto diretto c’è stato a Indian Wells, tre mesi fa. Una partita “di energia e potenza devastante” [il sito del R-G]
Dice la rivista Tennis: “Sembra che l’infortunio all’avambraccio di Alcaraz sia un ricordo del passato. Anche Auger-Aliassime pare un giocatore diverso rispetto a solo un paio di mesi fa. Ha raggiunto la finale a Madrid e sabato ha battuto Ben Shelton, quindicesima testa di serie, con sorprendente facilità. Cosa gli riesce bene? Il servizio più il colpo successivo sono il suo schema preferito, il suo pane e burro; cercherà di girare intorno alla palla e colpire di dritto più spesso possibile. Alcaraz dovrà mettergli la palla sul suo lato più debole, il rovescio.
③ Danilovic vs Vondrousova Campo Suzanne-Lenglen, in apertura. L’inizio del torneo di Marketa Vondrousova è stato alquanto paradossale. Ha preso un grosso spavento al primo turno contro la strepitosa qualificata americana Katie Volynets. Dopo uno 0-6, con 24 ore di pausa per la pioggia, si è ripresa e si è salvata. Ma pure Olga viene dalle qualificazioni, per poi scavalcare Martina Trevisan, Danielle Collins e Donna Vekic.
④ Cocciaretto vs Gauff Campo Philippe-Chatrier, secondo match. Elisabetta Cocciaretto ha incantato. Non solo per il gioco, anche per la sua presenza di spirito sul Suzanne-Lenglen venerdì. Era incredula lei stessa per aver raggiunto il primo Slam della sua carriera a 25 anni. Il sito del torneo parla di “uno dei tanti prodigi del tennis transalpino”, dove i transalpini dall’altra parte delle Alpi siamo noi. Ha prima eliminato la semifinalista a sorpresa dell’ultima edizione, Beatriz Haddad Maia, e poi una seconda testa di serie al terzo turno, Liudmila Samsonova, numero #17. Come in un videogame adesso la sfida è di un livello superiore. La numero 3 del mondo non ha ancora concesso un set, né in questo torneo né nei due precedenti confronti con Concciaretto, l’ultimo dei quali a febbraio, a Dubai.
⑤ Jabeur vs Tauson Solo due anni fa Jabeur è arrivata al Roland-Garros come una delle favorite al titolo. Aveva vinto a Madrid e raggiunto la finale a Roma, le sue rotazioni così varie e la mano benedetta la rendevano una giocatrice naturale da terra battuta, dice la rivista Tennis. Ma è pure incline alle brutte giornate. Dall’inizio di marzo ha vinto solo 4 partite su 10. Ha perso all’esordio degli Internazionali d’Italia a Roma, prmai è alle soglie dei 30 anni. Qui a Parigi ha superato Osorio e Fernandez, due bei test.
Contro Tauson non ha mai giocato prima, una danese 21enne ex numero 1 al mondo jr, ormai con un grande futuro alle spalle. Occupa il posto #72 al mondo e non dà segni di decollo. Al secondo turno però ha battuto la #9 Jelena Ostapenko e secondo la rivista Tennis “ancora possiede la potenza della picchiatrice che l’ha resa una promessa così attraente tre anni fa”.
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RASSEGNA..
Che cosa si dice oggi in giroEDICOLA
Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa: l’attesa per la finale di Champions tra Real Madrid e Borussia Dortmund, tanto tanto calciomercato. |