Diario del 2 giugno. Che cosa vedere oggi in tv

 

RASSEGNA..

Libera, fluida o cosa. La Nazionale cerca un aggettivo

EURO 2024 | -12 GIORNI

 

L’Italia che sta nascendo, l’Italia che nascerà col cittì Spalletti, cerca un aggettivo che sia il suo manifesto. Fabio Licari sulla Gazzetta stamattina propone calcio libero, “l’idea di un gioco diverso, offensivo, di possesso e trasformismo con il quale aggredire l’Europeo”. Un calcio nel quale tutti fanno tutto. Non è un’intuizione, non èuna rivoluzione, non è una novità. È uno sparito che compie cinquant’anni sulla scena dei grandi tornei internazionali proprio in questi mesi, col Mondiale dell’Olanda in Germania.

I grandi spartiti hanno bisogno di grandi interpreti. Intorno alle convocazioni di Spalletti già si discute. Dovrà tagliare quattro nomi dalla lista iniziale dei 30, ma non è detto affatto che gli esclusi finiscano per essere i meno mediatici e i più sorprendenti.
Licari dice che Fagioli, appena rientrato dalla squalifica per scommesse, è «delizioso palla al piede» dice il cittì e “vede cose che gli umani eccetera, può essere il vice-Jorginho, affiancarlo o, addirittura, sistemarsi nella trequarti da 10 classico. Folorunsho è una combinazione di fisico potente e movimenti tattici in quei “mezzi spazi”, parole del c.t., che sono poi la trequarti, dove può dare il cambio a Pellegrini. Ricci, infine, è una terza via, regista e mediano, intensità e geometrie, «per Juric primo assaltatore», intensità e geometrie. Possono andare tutti e tre all’Europeo, senza tagli”.
La Gazzetta ricorda allora che Marcello Lippi vinse il suo Mondiale in Germania “con un centrocampo tecnico e fisico che Spalletti potrebbe ora ricreare” con Chiesa e un secondo esterno alle spalle di Jorginho e Barella, più un 10 dietro al centravanti, uno da scegliere tra Pellegrini, Fagioli, Folorunsho, Frattesi.

Il Corriere dello sport-stadio parla di gol e della ricerca di un 9 che assuma su di sé l’eredità europea di Immobile. Sarà Scamacca probabilmente, ma in amichevole martedì contro la Turchia parte dall’inizio Retegui, con Raspadori in staffetta. Il Corriere le chiama “le primarie per il 9”. Nel nostro girone non ci sono centravanti-stelle. La Croazia si affida a Kramaric, non una vera punta; l’Albania gioca con Broja, la Spagna deve fare con Morata e Joselu.
La certezza è il blocco Inter, rilancia il Corriere della sera. Alessandro Bocci dice che Spalletti “sta costruendo una squadra fisica e imprevedibile. Sarà un’Italia fluida, liquida, imprevedibile, che dovrà provare a sorprendere gli avversari senza dare punti di riferimento. Una squadra quasi misteriosa, mai eguale a se stessa, capace di cambiare pelle dentro la partita con giocatori multiruolo che possono rompere gli schemi. Una Nazionale offensiva, fisica, coraggiosa. Interista. Spalletti ha preso dal campionato, sfruttando l’onda lunga di Inzaghi. Un blocco. Come ai vecchi tempi, quando gli stranieri non avevano invaso la serie A e gli allenatori azzurri avevano una platea più ampia in cui pescare”.

La Stampa: “I nazionali al centro del mercato. Juve e Napoli lavorano allo scambio Chiesa-Di Lorenzo, Conte segue anche Buongiorno e Bellanova. E i bianconeri per Calafiori sfidano Chelsea e Leverkusen”
Luigi Garlando, La Gazzetta dello sport: “Il c.t. ha voluto a Coverciano e nel ritiro tedesco una sala giochi a disposizione degli azzurri. Dalla “ludopatia”, la malattia del gioco, al piacere del divertimento condiviso con i compagni, che fa squadra e rompe il guscio dell’isolamento digitale. Un po’ come facevano gli antichi parroci che, temendo il rischio della noia e dei pensieri impuri, impegnavano e stancavano i ragazzi dell’oratorio con qualsiasi tipo di sport”.


RASSEGNA..

Il supermercato della settimana

TITOLI    

 

  Corriere dello sport-stadio: Kvara, qua la mano “ –  Primi passi avanti nella trattativa per il rinnovo: il ds Manna e l’agente  si sono incontrati due volte dopo l’apertura di Khvicha a prolungare. La sua cessione  sarebbe valutata  solo con un’offerta  irrinunciabile. C’è ancora distanza tra il club e il georgiano  sull’ingaggio e i bonus  ma anche la volontà di trovare un accordo Si ragiona sull’ipotesi d’inserire una clausola Le parti si rivedranno,  il Psg resta in agguato  Per ADL è incedibile  L’arrivo dell’ex ct ha convinto subito  l’attaccante  a rivedere i piani. Ancora 72 ore  il countdown dell’era Conte.

 

  Corriere dello sport-stadio: Tudor riflette. Ma la linea  la dà Lotito – La società non caccerà mai il tecnico croato. A meno che non sia lui a volere andare via. Guendouzi, Isaksen e Rovella sono centrali nei piani della Lazio. Il segnale: gli acquisti li fa il club. Cartelli di protesta e ridda di voci: dal colpo Palladino all’ipotesi Klose . «Non è la Lazio  a dipendere  dalle persone»  ripete il presidente 

 

  Corriere dello sport-stadio: Firenze-Palladino, tutto domani” – Il dopo Italiano in 48 ore cruciali: a inizio settimana   la situazione sarà definita. Il club viola  ha fatto grandi passi avanti ma deve fare   in fretta per evitare la concorrenza. Il tecnico ha incontrato Commisso venerdì sera e adesso si attende solo l’accordo: la Fiorentina deve respingere eventuali inserimenti di altri club. La scelta di puntare sul tecnico lanciato dal Monza è nata quasi due mesi fa 

Alberto Polverosi sul Corriere dello sport-stadio: Esistono due possibilità: restare così come adesso o puntare a una crescita tecnica dopo aver realizzato quella strutturale con la creazione del Viola Park. Per restare così non c’è bisogno di granché, magari un centravanti da 7-8 gol a campionato, mica di più visto che anche 7-8 gol garantirebbero un netto miglioramento rispetto alla media di Belotti e Nzola. Ma se invece l’idea è quella di crescere, allora qui bisogna intendersi bene.  

Punto primo: un centravanti vero. Inter, Milan, Atalanta, Bologna, Juventus, Napoli, Roma, Lazio, Torino, Genoa, Monza, Cagliari, Lecce, Verona, Empoli, Udinese, Sassuolo Frosinone e Salernitana, tutte e diciannove le squadre di questa Serie A hanno almeno un centravanti con almeno quattro gol all’attivo. Tutte tranne la Fiorentina. Ma sarà mai possibile? 

Punto secondo: le ali. Gonzalez ad Atene ha fatto una partita disastrosa, però la sua stagione, esclusa una fase post-infortunio, è stata soddisfacente. Ma le altri ali?

 

Corriere dello sport-stadio: Dybala, un mese e mezzo per ripartire al massimo” – La mancata convocazione con l’Argentina è l’occasione per presentarsi in perfetta forma al ritiro. Nessuna offerta  ma la clausola  da 12 milioni  vale fino al 30 luglio 

La Gazzetta: Stadio avanti tutta” – La Roma ora sorride, si torna a scavare e il TAR dà una mano. Sono ripresi i lavori per le verifiche geologiche e archeologiche. Bocciato il ricorso degli abitanti. Gualtieri: «Si va avanti»

 

  La Gazzetta: “Oaktree ha già deciso, il nuovo presidente aarà italiano” – . La candidatura forte resta quella di Carlo Marchetti, notaio milanese molto noto in città e di provata fede interista. Non è nuovo, in viale della Liberazione: da tre anni fa parte del CdA da figura indipendente, anche se evidentemente vicino al fondo Oaktree. 

 

  Corriere della sera: Le otto squadre italiane nelle Coppe avranno dall’Uefa una preziosa dote Champions la più generosa: 50 milioni  la semplice partecipazione alla fase a gruppi porterà 50-55 milioni di euro a Inter, Milan, Juventus, Atalanta, qualcosa in meno al Bologna, che da new entry della grande coppa sconta il ranking storico. Un’altra quarantina di milioni di premi Uefa se la divideranno Roma, Lazio e Fiorentina: le prime due iscritte all’Europa League e la terza alla Conference. In tutto, una cascata d’oro da 300 milioni solo per la partecipazione

 

  Repubblica: Le scelte in corso al mercato allenatori seguono due tendenze: la crisi dei demiurghi e l’ascesa continua della scuola catalana” – Paolo Condò scrive: Le scelte in corso sembrano seguire due linee di tendenza. La prima è il tramonto del tecnico demiurgo, cui la nuova generazione di proprietari (fondi di investimento, in molti casi americani) preferisce il cosiddetto tecnico aziendalista, qualsiasi cosa voglia dire. La seconda tendenza è il guardiolismo, preponderante come non mai malgrado la stagione appena conclusa abbia portato al Manchester City “soltanto” la Premier (la quarta consecutiva, però), a differenza del treble dell’anno scorso

Corriere della sera: Scommesse in panchina– Santoni come Ancelotti e Guardiola non si toccano, ma i criteri di scelta cambiano. E pesano le clausole di uscita. Anche top club scartano i big e scelgono nomi nuovi. L’ultima tendenza del mercato allenatori valorizza Fonseca al Milan, Slot al Liverpool, Kompany al Bayern Così il Chelsea che dopo Pochettino va su Maresca. Che cosa è successo? Gli algoritmi hanno un peso.

Arianna Ravelli e Carlos Passerini hanno scritto: Oggi piace sempre di più il tecnico che sa lavorare in team. E che non è più in cima alla piramide societaria, questo è il vero cambiamento.

Una nuova generazione di proprietari di club preferisce una nuova generazione di manager. I nomi più à la page in Premier sono McKenna dell’Ipswich, appunto Maresca e Frank del Brentford: professionisti giovani. Le proprietà non vogliono più allenatori ingombranti (anche sul piano della comunicazione), dai contratti costosissimi e pluriennali, e che se vengono esonerati ti lasciano voragini a bilancio.

 

  La Gazzetta: Gasperini, Inzaghi e lo sdoganamento della difesa a 5 che ora fa scuola anche in Europa  Franco Arturi ha scritto: Gian Piero Gasperini odia, e lo ha dichiarato spesso, i cascami dell’italianismo catenacciaro, ed è per un calcio propositivo, aggressivo, pieno di pressing. Proprio lui ha del tutto sdoganato la difesa a cinque (che molti continuano a chiamare a tre, ma sorvoliamo), portando a compimento un’evoluzione cominciata con la prima Juve di Max Allegri e i successi di Antonio Conte a Torino e Milano e proseguito con i molti trofei vinti da Simone Inzaghi alla Lazio e all’Inter. Ma è vero che questo schieramento veniva guardato con sospetto fino a pochi anni fa La transizione si è compiuta: una volta di più si conferma che le vie del successo (e della modernità) nel calcio sono infinite.

 

  La Gazzetta: Sprint per Italiano. Il Bologna accelera per il tecnico viola: proposto un biennale

Corriere dello sport-stadio: La Champions come X Factor, nascono gli eredi di Morandi” – Nuovi autori e nuove hit rossoblù da Nartico a Guglielmo  Giorgio Burreddu ha scritto: Rimangono grazie a loro, nuovo cantautorato che cresce sotto le due torri. Sono tutti giovani, biassanot 4.0. Figli di TikTok, di Twitch, content creator, instagrammabili, scaricabili, followerabili, ma con lo stesso sbuzzo di chi li ha preceduti. Non celebrano solo il Bologna, questi figli delle stelle. Fanno di più: ridanno una ventata di elettricità alla city, basket city o champions city: fate vobis. Le canzoni sono come i sogni: aiutano a vivere meglio.

 

  Alberto Polverosi sul Corriere dello sport-stadio: Un piccolo club, una piccola città, una piccola tifoseria, questo dicono i numeri, ma la realtà è diversa, direi opposta. La grandezza delle idee e dell’organizzazione è dimostrata dai fatti. Ti confesso che a gennaio, quando Fabrizio Corsi, da trent’anni la mente e il braccio dell’Empoli, ha ceduto Baldanzi alla Roma ho pensato che le speranze di salvezza si sarebbero ridotte al lumicino. Al suo posto, in un attacco che già segnava poco, pochissimo, sono arrivati Cerri, una riserva del Como, e Niang, un trentenne rintracciato in Turchia che in passato aveva lasciato qualche debole traccia in Serie A. Con questi due acquisti e col peggior attacco del campionato l’Empoli si è salvato. 

Su questo trionfo c’è la firma di Davide Nicola. Quando tutto sembrava. perso, quando a Udine, non più tardi di una settimana fa, gli hanno tolto. un gol buono, l’allenatore delle imprese disperate ha tenuto duro, la squadra lo ha seguito ed eccoci qua, col sorriso sulle labbra. Nelle imprese di squadre come l’Empoli, nella loro dignità, nella loro capacità, c’è la risposta al calcio bulimico di questi tempi. Servono i soldi, ma contano ancora le idee. Ed è più di una speranza. Resistere, resistere, resistere

 

  Carlos Passerini, Corriere della sera: Lo scetticismo nei confronti di Fonseca è diffuso, soprattutto sui social, dove fioccano gli hashtag di protesta, tipo #nonseca, che ricorda parecchio il #pioliout che accompagnò l’arrivo nell’ottobre 2019 del suo predecessore, capace poi però di risalire la corrente. A Fonseca spetterà il compito non semplice di ripetere le sue orme, convincendo un ambiente oggi a terra dopo una stagione difficile, nonostante il secondo posto finale. Il mercato potrebbe essere d’aiuto, anche da un punto di vista ambientale. Fra i 40 milioni derivanti dalla qualificazione alla prossima Champions in formato maxi e l’incasso dell’eventuale cessione di una stella, che potrebbe essere Theo Hernandez o Mike Maignan, il budget potrebbe essere significativo. L’Europeo sarà una vetrina decisiva.

PODEMI..

Il licenziamento di Allegri per giusta causa

  BRACCIO DI FERRO

Massimiliano Nerozzi sul Corriere della sera scrive che in casa Juventus siamo passati da «fino alla fine» a finché sentenza non ci separi. Il club e Massimiliano Allegri si vedranno in tribunale, il campo dove giocare la partita del licenziamento per giusta causa. Nerozzi dice che si sarebbe potuto percorrere il Sunset boulevard almeno in modo più onorevole, se non romantico È a modo suo un finale hollywoodiano, da «Guerra dei Roses», rabbioso e vendicativo come il capolinea di tanti matrimoni, e dove i quattrini hanno il loro peso (legittimamente). In questo caso, pure di più: ballano sui venti milioni di euro lordi, ovvero la busta paga (di allenatore e staff) della prossima stagione, data di fisiologica scadenza del contratto. Per questo, l’impressione è che la società avrebbe voluto chiuderla prima, magari con una transazione che, si deduce, fin qui è stata impossibile. Dopodiché, non è escluso si possa arrivare a una conciliazione giudiziale — che è pur sempre una transazione — quella che il giudice del lavoro è obbligato a cercare alla prima udienza

 

Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello sport-stadio, considera che i grandi amori, quelli emozionanti di cui tanto si parla e scrive, possono finire soltanto così. A pesci in faccia. Cita l’esempio di Totti e Ilary e poi scrive di considerare Allegri il primo responsabile della fine del matrimonio. L’errore che non gli perdono – si legge – è di superficialità, o forse di supponenza: Max ha pensato di poter uscire indenne da una storica fase di passaggio. Quando i due rami della Real Casa si succedono è meglio farsi da parte, se si rappresenta il passato. Ne sa qualcosa chi l’ha vissuta nel 2006. A Torino si fa così: chiudi la porta, cambia la musica, pulisci la casa.  Non è casuale che nello stesso giorno in cui è arrivata la comunicazione del licenziamento per colpa di Allegri, la Juve abbia chiesto di poter rientrare nell’Eca, nemica giurata di Andrea “Superlega” Agnelli


RUOTE..

L’antipasto del Tour senza gli assi del Tour

VIA AL GIRO DELFINATO

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Cinquanta e cinquanta. Per 6 volte negli ultimi 12 anni, chi ha vinto il Delfinato ha vinto pure il Tour de France. È successo con Wiggins nel 2012, con Froome nel 2013, 2015 e 2016, con Geraint Thomas nel 2018, con Jonas Vingegaard un anno fa. Si va da sempre al Delfinato per annusare la Francia e per disporre la gamba, solo che stavolta i due più attesi all’appuntamento con la maglia gialla sono altrove. Tadej Pogacar sul divano a riposare dopo il Giro, Vingegaard in allenamento in quota a Tignes alla ricerca del tempo perduto, per recuperare la condizione, per lasciarsi del tutto alle spalle la spaventosa caduta al Giro dei Paesi Baschi.

Il percorso obbedisce a principi ormai ben radicati, dice L’Équipe: alcune opportunità per velocisti, avventurieri e finesseur, una cronometro a metà percorso per scremare la classifica, tre giorni in montagna con tre arrivi in salita, al Collet d’Allevard, a Samoëns 1600 e all’altopiano di Glières. I favorito sono Roglic ed Evenepoel, con Hindley e Vlasov a giocarsi il podio. Per l’Italia torna Ciccone e dopo il Giro si presenta pure Tiberi.

Un altro ritorno che Slalom festeggia è quello di Alexander Roos, immaginifica firma de L’Équipe che ha saltato il Giro. Da Saint-Pourçain-sur-Sioule attacca alla sua maniera e scrive che è “tempo di inspirare, fare il pieno per una bella boccata d’aria prima del tuffo estivo” che ci porterà nei paraggi di Montmartre, a Parigi, il 3 agosto, per l’oro olimpico, dopo la partenza da Firenze del Tour de France il 29 giugno, e l’arrivo senza precedenti a Nizza del 21 luglio.

Questi mesi, fa notare Roos, hanno dimostrato la fragilità delle nostre certezze. A gennaio era scritto che il Tour sarebbe stato un duello tra Pogacar e Vingegaard. Il primo sembra essere diventato più forte, il secondo pedale tra “incertezze che verranno chiarite solo più avanti, forse addirittura solo nella terza settimana del Tour”.
Le incertezze appartengono pure allo sloveno, “poiché nessuno sa ancora se l’accumulo di sforzi finirà per punirlo o meno”. Una doppietta Giro-Tour manca dal 98 di Marco Pantani.
Roglic vs Evenepoel, dunque. A loro volta al rientro a due mesi dalla caduta ai Paesi Baschi. Remco si è rotto scapola e clavicola, “una sorta di miracolo” dice Roos poterlo rivedere così presto. Di fronte a questa coppia, troveremo un Juan Ayuso nominato capitano della UAE prima di fare il gregario di Pogacar a luglio. “Allo spagnolo – si legge su L’Équipe – viene chiesto di mandare un messaggio alla concorrenza. Se dovesse dominarla, tormenterebbe ancora di più le loro notti prima del mese di luglio”. Sepp Kuss deve provare di essere un’alternativa alla Visma in caso di assenza o deficit di Vingegaard.

La prima tappa va per le vigne e pare adatta a quelle ruote veloci in grado di reggere 2.000 metri di dislivello, qualche collina sparsa all’inizio del percorso, due giri del circuito.

E POI

In effetti è andata così. Un danese aveva lasciato il Delfinato in maglia gialla un anno fa [Vingegaard], un danese riparte in giallo domani mattina. La volata tra velocisti completi e resistenti è stata vinta da Mads Pedersen su Sam Bennett e Hugo Page, settanta giorni dopo il suo primo posto alla Gand-Wevelgem.

Quest’anno Pedersen era già stato leader della classifica al Giro di Provenza e all’Etoile des Bessèges. 

 


TENNIS

Gli ottavi al Roland-Garros: cosa non perdere

LE GUIDE INUTILI DI SLALOM  | GLI OTTAVI A PARIGI

 

Oh, adesso le cose si fanno serie. A Porte d’Auteuil è arrivato il momento degli ottavi di finale, la famosa seconda settimana che segna la soglia dell’eccellenza dei tornei dello Slam, come scendere sotto i 10 secondi nei 100 metri. In programma c’è il primo scontro sulla terra tra Carlos Alcaraz e Félix Auger-Aliassime, la sorpresa di Matteo Arnaldi contro Stefanos Tsitsipas, le rivelazioni Olga Danilovic ed Elisabetta Cocciaretto opposte a due campionesse da Slam, Coco Gauff e Marketa Vondrousova. 

 

①  Arnaldi vs Tsitsipas 

Campo Suzanne-Lenglen, secondo match. Stefanos Tsitsipas è arrivato a Parigi in buona forma. Da quando ha messo piede sulla terra rossa, ha accumulato 16 vittorie e 3 sconfitte, ha vinto il Masters 1000 a Monte-Carlo e ha raggiunto la finale a Barcellona. Dopo tre primi turni solidi, il greco è fiducioso, ma lo è finanche di più Matteo Arnaldi, 23 anni, al torneo della svolta, forse, stamattina sembra così. Ha fatto fuori due francesi – Arthur Fils e Alexandre Müller – portando il bilancio personale contro i tennisti di quel paese a 8 successu su 8. Se avesse giocato cent’anni fa, sarebbe stato da titolo, contro Lacoste e Borotra [Battuta]. Ha tolto il fiato a Rublev e il sito del torneo gli attribuisce un tennis entusiasmante, ma impegnativo

 

Non ci sono confronti diretti tra loro, ma Tsitispas ha detto di aver tenuto d’occhio Arnaldi e di aver visto diverse sue partite. Lo definisce un fiume, chissà cosa intende. La rivista Tennis sostiene che per batterlo va interrotto quel suo gioco d’attacco con il rovescio a una mano e andando a rete. Arnaldi viene chiamato un attaccabrighe da fondo campodalla velocità più unidimensionale

 

Su La Stampa Stefano Semeraro racconta Arnaldi: Il suo destino era in corsia. Nuotatore, come papà Fabrizio che nella vita fa il dirigente bancario. Pomeriggi e pomeriggi passati insieme sul divano, a Sanremo, a guardare e commentare le imprese di Phelps. «Poi però a me piaceva socializzare, e sott’acqua non è facile». Così che oggi si gioca un posto nei quarti del Roland Garros contro Stefanos Tsitsipas, ha scelto il tennis. Matteo è numero 35 del mondo e ha 23 anni. I primi colpi li ha tirati a cinque, insieme al nonno, contro un muro, poi al circolo con il maestro Filippo Sciolli. Il fisico c’è, e anche la curiosità, la voglia di imparare, gli occhi allegri, prensili, il profilo aerodinamico, un po’ alla Coppi, e ovviamente nessuna voglia di fare da gregario. Dal primo viaggio negli Usa, a sedici anni, tutto solo e senza parlare l’inglese, se ne torna con una coppa. Dal Liceo «Colombo» di Arma di Taggia, con una maturità scientifica. Matteo vince e rivince, cresce insieme a Francesco Passaro, il suo gemello diverso, passa da Tirrenia a Milano. Nel 2021 il ribaltone, il ritorno a Sanremo con un nuovo coach, Alessandro Petrone.

 

②  Auger-Aliassime vs Alcaraz

Campo Philippe-Chatrier, terzo match. Sorprendentemente il canadese è avanti 3-2 nel bilancio degli scontri diretti, ma non si sono mai sfidati sulla terra rossa. Félix batté Carlitos in semifinale a Basilea nel 2022 poche settimane dopo che quello aveva vinto il suo primo Slam agli US Open e si era appena impadronito dello scettro di numero 1 del mondo [lo scettro è figurato, non esiste]. L’ultimo confronto diretto c’è stato a Indian Wells, tre mesi fa. Una partita di energia e potenza devastante [il sito del R-G]

 

Dice la rivista Tennis: Sembra che l’infortunio all’avambraccio di Alcaraz sia un ricordo del passato. Anche Auger-Aliassime pare un giocatore diverso rispetto a solo un paio di mesi fa. Ha raggiunto la finale a Madrid e sabato ha battuto Ben Shelton, quindicesima testa di serie, con sorprendente facilità. Cosa gli riesce bene? Il servizio più il colpo successivo sono il suo schema preferito, il suo pane e burro; cercherà di girare intorno alla palla e colpire di dritto più spesso possibile. Alcaraz dovrà mettergli la palla sul suo lato più debole, il rovescio.

 

③ Danilovic vs Vondrousova

Campo Suzanne-Lenglen, in apertura. L’inizio del torneo di Marketa Vondrousova è stato alquanto paradossale. Ha preso un grosso spavento al primo turno contro la strepitosa qualificata americana Katie Volynets. Dopo uno 0-6, con 24 ore di pausa per la pioggia, si è ripresa e si è salvata. Ma pure Olga viene dalle qualificazioni, per poi scavalcare Martina Trevisan, Danielle Collins e Donna Vekic. 

 

④ Cocciaretto vs Gauff

Campo Philippe-Chatrier, secondo match. Elisabetta Cocciaretto ha incantato. Non solo per il gioco, anche per la sua presenza di spirito sul Suzanne-Lenglen venerdì. Era incredula lei stessa per aver raggiunto il primo Slam della sua carriera a 25 anni. Il sito del torneo parla di uno dei tanti prodigi del tennis transalpino, dove i transalpini dall’altra parte delle Alpi siamo noi. Ha prima eliminato la semifinalista a sorpresa dell’ultima edizione, Beatriz Haddad Maia, e poi una seconda testa di serie al terzo turno, Liudmila Samsonova, numero #17. 

Come in un videogame adesso la sfida è di un livello superiore. La numero 3 del mondo non ha ancora concesso un set, né in questo torneo né nei due precedenti confronti con Concciaretto, l’ultimo dei quali a febbraio, a Dubai.

 

⑤  Jabeur vs Tauson

Solo due anni fa Jabeur è arrivata al Roland-Garros come una delle favorite al titolo. Aveva vinto a Madrid e raggiunto la finale a Roma, le sue rotazioni così varie e la mano benedetta la rendevano una giocatrice naturale da terra battuta, dice la rivista Tennis. Ma è pure incline alle brutte giornate. Dall’inizio di marzo ha vinto solo 4 partite su 10. Ha perso all’esordio degli Internazionali d’Italia a Roma, prmai è alle soglie dei 30 anni. Qui a Parigi ha superato Osorio e Fernandez, due bei test.

 

Contro Tauson non ha mai giocato prima, una danese 21enne ex numero 1 al mondo jr, ormai con un grande futuro alle spalle. Occupa il posto #72 al mondo e non dà segni di decollo. Al secondo turno però ha battuto la #9 Jelena Ostapenko e secondo la rivista Tennis ancora possiede la potenza della picchiatrice che l’ha resa una promessa così attraente tre anni fa


VITE OLIMPICHE..

Sulle strade di Les Deux-Sèvres

  PARIS 2024 | -55 GIORNI

La fiaccola oggi attraversa Les Deux-Sèvres, dove coltivano una unicità e l’arte di vivere” dice il sito olimpico. Inizierà il suo viaggio a Thouars e nel castello dei duchi di La Trémoïlle, parzialmente trasformato in collegio. A Bressuire la staffetta passerà dal castello del X secolo e promuoverà la cultura con il suo teatro. A Parthenay passerà sotto la Porte Saint-Jacques e poi seguirà le orme degli studenti della Scuola Nazionale dei sottufficiali a Saint-Maixent-l’École per concludere il viaggio nell’immensa Place Denfert-Rochereau.

A Celles-sur-Belle sarà all’abbazia reale di Notre-Dame, poi Marais Poitevin, Coulon, un viaggio sull’acqua della Sèvre Niortaise a bordo delle imbarcazioni tipiche della regione. La giornata si concluderà a Niort con luci, colori, giochi di bandiere, ricchi premi e cotillon. 




 IL TELECOSLALOM..

Che cosa vedere oggi in tv

LA GIORNATA

 

TENNIS

11.00  Roland-Garros: ottavi di finale  – su Eurosport

RUOTE

14.00 MotoGP dal Mugello – su Sky e TV8

15.00  Giro del Delfinato, 1a tappa – su Discovery+ e dalle 15.25 su Rai Sport

PALAZZETTI E DINTORNI

13.30 Nations League femminile di pallavolo: Italia-Cina – su DAZN e Volleyball TV

VITE OLIMPICHE

17.30 Finale scudetto rugby: Viadana vs Petrarca – su DAZN e Rai 2

18.00 Diamond League da Stoccolma: – su Rai Sport e Sky

PODEMI

18.00 Serie A: Atalanta vs Fiorentina – su DAZN

20.30 Serie B, finale promozione, ritorno: Venezia vs Cremonese – su DAZN e Sky 

21.00 Serie C, ritorno semifinali play-off: Vicenza vs Avellino – su Rai Sport e Sky

21.00 Serie C, ritorno semifinali play-off: Benevento vs Carrarese – su Sky

EUROGOL

19.30 Europei Under 17, semifinali: Italia vs Danimarca – su Rai Play e su UEFA tv


RASSEGNA..

Che cosa si dice oggi in giro

EDICOLA

Il diario di Slalom si è aperto come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa: l’attesa per la finale di Champions tra Real Madrid e Borussia Dortmund, tanto tanto calciomercato.

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