SETTE CILINDRI | Nel mondo nuovo un vincitore nuovo
DI ROBERTO LIBERALE
① ARTEFICI La prima volta di Lando Norris
Finalmente Norris. Il mondo della Formula Uno, gli appassionati, chiunque segua questo sport non può che essere felicissimo. Prima della vittoria di Miami, per Norris 109 GP disputati e 15 podi, con 8 secondi posti. Lando lascia lo scomodo record di podi senza vittorie a Nick Heidfeld, che torna primatista con 13 piazzamenti senza mai aver vinto. Norris va però a prendere la testa nella speciale classifica del numero di podi conquistati prima della prima vittoria. Stavolta è in buona compagnia, con lui ci sono Depailler, Alesi, Irvine ed anche un campione del mondo, Mika Häkkinen.
La McLaren ha colto la vittoria numero 184 tornando sul gradino più alto del podio 966 giorni e 58 Gran Premi dopo la doppietta di Monza, con Ricciardo e lo stesso Norris. In classifica resta di gran lunga la terza forza del mondiale con 60 punti di vantaggio sulla Mercedes.
② ORIZZONTI Alla Red Bull è cominciato il dopo Newey
Red Bull sconfitta due volte nei primi sei Gran Premi. Non accadeva dall’inizio del 2022, quando a batterla fu in entrambe le occasioni la Ferrari di Leclerc. Allora Verstappen fu fermato sempre da avarie meccaniche, così come è successo quest’anno in Australia. Invece a Miami Verstappen e la sua Red Bull sono stati battuti in pista, come non capitava da Singapore 2023 ad opera di Carlos Sainz, ben 14 Gran Premi fa.
A Milton Keynes stanno per perdere Adrian Newey, ma per ora restano i più forti, se persino in una giornata non positiva hanno incrementato il vantaggio in classifica costruttori su tutti gli avversari. Sono loro i vincitori di tappa, con 42 punti contro i 38 della Ferrari, immediata inseguitrice. Nonostante la mancata vittoria, Verstappen sembrava sereno, merito forse dell’amicizia che lo lega a Lando Norris. Non è un mistero che a Max piacerebbe averlo come compagno. I dubbi su Pérez vanno e vengono, e in un weekend in cui tanti piloti si sono messi in evidenza – basti pensare a Ricciardo, Ocon e Tsunoda – Checo ha fatto dei robusti passi indietro. La collisione sfiorata con Verstappen avrebbe messo poi una pietra tombale sul suo rapporto con la Red Bull. I cattivi pensieri torneranno a tormentare Chris Horner.
③ PROSPETTIVE Gli equilibri fragili in Ferrari
Per la Ferrari un altro GP in cui il bicchiere è mezzo pieno. Stavolta la Red Bull non ha perso per mano della Rossa, come nelle ultime due occasioni, ma un terzo e quarto posto, e sesto Gran Premio sempre a punti con almeno una monoposto, lasciano sperare in un trend positivo, soprattutto nell’ottica degli aggiornamenti tecnici in arrivo a Imola per il weekend del 19 maggio.
Nel frattempo Leclerc ha battuto per la seconda volta consecutiva Sainz, invertendo una tendenza favorevole a Carlos. Sarà difficile gestire i due piloti, l’annuncio precoce del licenziamento di Sainz si potrebbe rivelare destabilizzante più in avanti nel campionato. I tifosi ferraristi si chiedono sempre di più se sia davvero valsa la pena ingaggiare Hamilton e annunciarne l’arrivo con la stagione ancora tutta da disputare.
④ OMBRE Il buio della Mercedes
Per la Mercedes un 2024 ancora senza podi. Anche la classifica costruttori langue, visto il quarto posto attuale e il distacco di 60 punti dalla McLaren, terza. A Miami, per la prima volta nel 2024, Lewis Hamilton ha battuto George Russell. Lewis è un professionista, e il suo passaggio in Ferrari non dovrebbe essere un buon motivo per dubitare della sua professionalità e voglia di primeggiare ancora nel 2024.
Purtroppo, anche un sette volte campione del mondo, quando non è alla guida di una monoposto vincente, finisce nelle retrovie. È bene ricordarlo, in Formula Uno vince sempre il binomio auto e pilota. E intanto la striscia di Gran Premi senza vittorie Mercedes si allunga a 29, con una sola vittoria in 51 gare. Domenica 19 maggio a Imola la Mercedes correrà il suo 300mo Gran Premio. Bene che dalle parti di Brackley si inventino qualcosa per evitare di festeggiare l’evento nel più completo anonimato.
⑤ DISCUSSIONI La caciara dell’Aston Martin
La Aston Martin vive a sua volta un periodo di anonimato. Il miglior risultato è stato un quinto posto di Alonso in Arabia Saudita, poi poco altro e soprattutto Lance Stroll è rimasto per ben 4 volte su 6 fuori dalla zona punti. E pensare che all’inizio della scorsa stagione, dopo i primi 6 Gran Premi, la scuderia di papà Lawrence Stroll aveva messo insieme quasi il triplo dei punti attuali, 120 contro 42, con 5 podi all’attivo.
La crisi Aston Martin, che ha avuto inizio a metà della stagione 2023, a volte non appare così evidente grazie alle prestazioni personali di Fernando Alonso, che in un modo o nell’altro fa parlare di sé dentro e fuori la pista. L’ultima riguarda la polemica di Fernando verso la FIA colpevole, secondo il pilota spagnolo, di proporre dei weekend di gara quasi inutili, soprattutto in quelli in cui è prevista la Sprint Race. Ed è solo l’ultima in ordine cronologico.
Un bel modo per evitare di parlare dei problemi della Aston Martin, che non sono solo tecnici ma anche di piloti, visto lo scarsissimo apporto fornito dal pilota di casa, inteso come pilota di casa Stroll. Lance ha messo insieme appena 9 punti in 6 gare, e nonostante una monoposto superiore, in classifica è dietro addirittura a Tsunoda.
⑥ RIPARTENZE Oh, si è svegliata l’Alpine
Non solo Norris. Il weekend di Miami ha visto altre prime volte. La più significativa è costituita dal quarto posto di Daniel Ricciardo nella Sprint Race del sabato. Più volte dato per finito, Daniel è tornato in zona punti dopo 8 Gran Premi di digiuno. Merito forse dell’evoluzione in positivo della Honda Red Bull RBPTH002, visto anche il settimo posto di Tsunoda. La RB Honda ha staccato in classifica costruttori le altre scuderie dal settimo posto in giù, anche se una di esse ha lasciato l’ultimo posto in classifica costruttori, occupato ora solo dalla Kick Sauber e dalla Williams, uniche due ancora senza punti.
Sì, perché nel frattempo Esteban Ocon ha portato il primo punto in casa Alpine. Potrebbe essere un punto di speranza, di quelli che in gergo calcistico un tempo si definiva come “ottimo per smuovere la classifica”. Anche la Haas va a punti sia sabato che domenica, portando il numero di scuderie a punti nel singolo weekend di gara a otto, tre più le “solite” prime cinque del 2023. Finora non era mai successo, e unendo questa novità al ritorno alla vittoria della McLaren si potrebbe sperare in gare più aperte. Fino al prossimo Gran Premio dominato dalla Red Bull.
⑦ MAPPE La F1 sulla scena americana
Un tempo l’America dei motori era la Formula CART, poi la Formula Indy. Invece negli ultimi anni la Formula Uno ha preso piede e anche nel 2024 in USA sono stati programmati ben 3 Gran Premi. E nel frattempo la Formula CART non esiste più, mentre tra la Indy e la Formula Uno qualsiasi paragone è oramai inutile.
Qualsiasi confronto tecnologico, di staff ingegneristici, di qualità dei piloti e soprattutto di seguito mediatico e di spettatori si risolverebbe con la schiacciante vittoria della Formula Uno. A Miami sono stati presenti 275.000 spettatori, un nuovo record. Numeri irraggiungibili da qualsiasi evento della Indy Car, eccetto la 500 miglia di Indianapolis. I numeri di questa gara speciale sono assolutamente superiori a quelli di qualsiasi altra gara di Formula Indy e di Formula Uno. La 500 miglia resta il Super Bowl del MotorSport made in USA. Quest’anno si correrà il 26 maggio, stesso giorno del GP di Monaco, pur se in orari diversi, visto il fuso orario.
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PUZZLE
Che cosa si dice in giro
▥ CERTE VOLTE PERDE
Jacopo D’Orsi, la Stampa: “Allora Max Verstappen non è imbattibile. la F1 scopre che non si vive di solo Verstappen, mai così falloso: a un certo punto ha abbattuto anche il birillo all’interno di curva 15”.
▥ CERTE VOLTE [UNA] VINCE
Fulvio Solms, Corriere dello sport-stadio: “Anvedi come balla Lando! Finalmente, dopo averlo troppo a lungo sognato, dopo vittorie sfiorate, sfumate, regalate. Otto volte secondo, sette volte terzo: il più grande frequentatore di podi nella storia della Formula 1 ma tra i perdenti, tra quelli che non ce l’hanno mai fatta. Ora è libero, ora sa come si fa”.
▥ LO SHOWMAN
Giorgio Terruzzi, Corriere della sera: “Un vero showman nel posto più adatto per dare spettacolo. Un evento accolto con soddisfazione da chi ama la Formula 1, ferraristi esclusi perché questo colpo di Norris vale più del trionfo rosso in Australia visto che Verstappen è stato sconfitto in pista e non per un k.o. Tecnico”.
▥ LE OCCASIONI
Umberto Zapelloni, il Giornale: “Max si lamentava via radio dicendo «Questa macchina è un disastro». Non era un disastro. Ma per la seconda volta in sei gran premi non era imbattibile e ne ha approfittato la McLaren di Andrea Stella che non vinceva dal gran premio d’Italia del 2021. Una vita fa, pensate che aveva vinto Ricciardo. La McLaren che portava qui un corposo pacchetto di aggiornamenti (solo per Norris) ha dimostrato di essere quasi irresistibile sulle gomme medie, ma anche con le Pirelli dure è riuscita ad allungare su Max che le aveva montate 6 giri prima. Norris avrebbe vinto anche senza Safety Car? Difficile. Ma la sua McLaren era davvero in palla. La Ferrari ha perso un’occasione”.
▥ UN ADDIO ROVINATO
La Gazzetta dello sport: “Festa rovinata: per Adrian Newey quello di Miami era l’ultimo gran premio nel garage Red Bull. Il programma era che andasse sul podio in caso di vittoria, eventualità molto più che probabile visto che Max Verstappen era a 5 successi su 5. L’esito inatteso ha vanificato l’addio trionfale”.
▥ IL GUASTAFESTE
Alessandra Retico, Repubblica: “Il guastafeste. Più che una gara, a Miami è una giostra. Per la parata di stelle fuori e attorno, compreso Donald Trump che, guarda la coincidenza, è ospitato su richiesta specifica proprio nei box della McLaren. Applausi dalle stelle”.
▥ GLI OCCHI DI TRUMP
Leo Turrini, Resto del Carlino: “C’era pure Donald Trump, che da Mar a Lago ha raggiunto il circuito di Miami per godersi il Gran Premio dal vivo. E l’ex inquilino della Casa Bianca non si sarà pentito: in Florida la Formula Uno ha finalmente offerto qualcosa di…nuovo”.
▥ DALL’INGHILTERRA
Giles Richards, Guardian: “Norris è stato eccezionale, ha avuto un po’ di fortuna con il tempismo della safety car ma poi ha dovuto dare il massimo per 24 giri con una precisione impeccabile, mentre il tre volte campione del mondo Verstappen si affacciava nei suoi specchietti. Norris non solo ha mantenuto i nervi saldi, ma ha dimostrato di non aver paura di affrontare Verstappen finché si trova in uno scontro diretto. Ha dovuto affrontare forse i 24 giri più intensi e sotto pressione della sua vita”.
Tom Cary, Telegraph: “Lando Norris aveva iniziato la settimana con la faccia fasciata dopo aver concluso i festeggiamenti del King’s Day da ubriaco, a bordo di una barca ad Amsterdam, con un naso ferito e sanguinante. Ha concluso la gara come re di Miami, rompendo finalmente il suo digiuno in Formula 1 al 110esimo tentativo”.
