Il ribaltone scudetto di Conegliano – Lo Slalom del 20 aprile


 

LA FINALE SCUDETTO

Il ribaltone di Conegliano

PALAZZETTI E DINTORNI

Conegliano ha riportato la serie scudetto sull’1-1 andando a vincere in casa di Scandicci e recuperando il vantaggio del fattore campo. Il c.t. della Nazionale Velasco era in tribuna e ha visto Ekaterina Antropova portare la sua squadra a 2 punti dalla vittoria, 23-23 nel 4° set. Per lei 33 punti, ma solo un pallone messo a terra nel tie-break. 

Volleyball fa notare: Che partita, quanto equilibrio, ma quanti errori: 35 quelli della Prosecco Doc Imoco, 24 quelli della Savino del Bene. Tanta sfida individuale tra Antropova e Haak che hanno chiuso la gara con 34 e 27 punti rispettivamente. L’azzurra ha chiuso con il 45% in attacco, 2 muri fatti e 3 ace; la svedese con il 39%, 2
muri fatti e 1 ace. Di gran lunga maggiore però l’efficienza di Antropova 35% in attacco, 21% per Haak. Se il posto 2 di Scandicci ha trascinato le toscane di Barbolini, nel complesso le è mancato il giusto supporto. I posti 4 Herbots e Zhu (con il 29% e 32% in attacco) non sono stati di aiuto. In casa Imoco invece, oltre ad Haak e al bottino dei posti 4 Plummer e Cook (con il 39% e 36% in attacco), c’è stato anche l’impatto di Lubian che ha chiuso con 11 punti in quattro set. Nel tie break infatti Santarelli le ha preferito De Kruijf, con annesso ingresso di Gennari al posto di Robinson Cook“.

MVP della partita la libera Monica De Gennaro. Mercoledì gara-3 a Treviso. Un altro tutto-esaurito.

 


16.35

L’addio proustiano di Garbiñe Muguruza 

TENNIS

Si ritira con due titoli Slam, uno vinto al Roland-Garros battendo Serena Williams in finale e l’altro a Wimbledon battendo Venus Williams. Si ritira dunque come unica giocatrice della storia ad aver superato le due sorelle in un match per il titolo di un grande torneo.  È stata  numero #1 e non giocava ormai da un anno. Se ne va dicendo parole che stanno nei paraggi di Ashleigh Barty: «Voglio recuperare il tempo perduto»


1994

L’ultima Coppa Italia della Samp. Con l’Ancona in finale

 GLI ANNI CON IL QUATTRO

C’è stato un tempo in cui la Coppa Italia non era un tappeto rosso srotolato sotto i tacchetti delle grandi. Non entravano agli ottavi di finale e giocavano in casa tutte le volte che si poteva. Pazienza se in semifinale non arrivavano la Juventus, il Milan, l’Inter. Pazienza se la finale era Sampdoria-Ancona. No, non per dire. Nell’aprile del ’94 la finale fu davvero Sampdoria-Ancona. La Samp, certo, era una squadra in vista. Aveva vinto lo scudetto tre anni prima e aveva giocato la finale di Coppa dei Campioni. Ma non era una Big, non aveva il bacino d’utenza, non aveva la fan base. Figuriamoci l’Ancona, che quell’anno si avviava verso un comodo ottavo posto. Ottavo posto in serie B. Era una neo-retrocessa. Nel ’96 sarebbe caduta addirittura in C, ma sette anni più tardi l’avremmo ritrovata di nuovo in A. Un lampo, un’apparizione fugace. Con una nuova retrocessione accompagnata dal fallimento finanziario.

Era solo l’inizio delle disavventure. La nuova società nata nel 2004 sarebbe stata di nuovo esclusa dai campionati professionistici per inadempienze, sciolta dalla FIGC e successivamente radiata. Così accadde che la società dilettantistica Piano San Lazzaro, nel campionato di Eccellenza, cambiasse denominazione in Società Sportiva Dilettantistica Unione Sportiva Ancona 1905. Un’altra ripartenza, vittoria del campionato, della Coppa Italia dilettanti, una scalata fino alla serie C, un altro crac. Sei anni fa l’Unione Sportiva Ancona 1905 non ha formalizzato l’iscrizione alla Serie D. Un nuovo club chiamato Unione Sportiva Anconitana Associazione Sportiva Dilettantistica ne ha rilevato il marchio ed è stato riconosciuto come il legittimo continuatore di quella storia. Con una concessione: ripartire dalla Prima Categoria.

Non è ancora tutto. Tre anni fa quell’Anconitana ex San Lazzaro ha concesso al Matelica Calcio di Serie C i diritti d’uso del marchio e della denominazione. La sede è stata trasferita nel capoluogo e la storia è ricominciata daccapo, o forse si dovrebbe dire: è proseguita tutta daccapo. Oggi il Matelica diventato Ancona è in C, l’Anconitana ex San Lazzaro che aveva le radici del vero Ancona prosegue l’attività con il solo settore giovanile. Gira che ti rigira è sempre una faccenda di brand. 

La sera del 20 aprile ’94 l’Ancona andò a giocare in casa della Samp il ritorno della finale di Coppa Italia dopo lo 0-0 dell’andata. Franco Tomati sulla Gazzetta scrisse

Emerge l’Ancona, sorprendente come un fiore fuori stagione. E l’applauso parte sincero, ancor prima dell’ultimo verdetto, all’indirizzo di una squadra che ha il diritto di rifutare qualsiasi riferimento ai «miracoli». Non sono stati un Santo buono o la lampada di Aladdin a regalarle questa finale, ma la condotta umile, decisa, forte dei suoi uomini. Da Guerini, al drago Nista, al «condor» Agostini, a quella gente che affronta oggi un viaggio massacrante per stare vicina alla propria squadra, e agli altri, migliaia e migliaia, che soffriranno per due ore (e qualcuno si augura di più) davanti ai maxischermi sistemati dal Comune marchigiano in piazza del Plebiscito. Insegue i miraggi, quella gente forse stupita della propria gioia, e le sembra quasi di toccarli: la serie A ancora possibile, nonostante tutto, con 7 partite da giocare come fossero ciascuna una finale; un trionfo in coppa Italia, la possibilità addirittura di un’avventura in coppa delle Coppe, dai quali la divide ormai soltanto una ennesima piccola-grande impresa da compiere stasera.

Invece vinse la Sampdoria. Sei a uno. La quarta e finora ultima Coppa Italia della sua storia.


11.30

I piccoli grande traguardi di Taylor Fritz

TENNIS

   Anche a Monaco di Baviera, come a Bucarest, il programma dei quarti di finale non è ancora terminato. Prima che comincino le semifinali, andrà in scena la coda della partita tra Struff e Auger-Aliassime, col tedesco avanti di un set e un break nel secondo. Struff cerca la quarta finale in carriera, sarebbe la terza nel suo paese dopo Monaco 2021 e Stoccarda 2023. Negli ultimi due anni ha battuto 10 volte su 14 un Top-50 sulla terra e per 43 volte su 48 ha portato a casa la partita con un vantaggio di un set. Se Auger-Aliassime non lo rimonta, in semifinale lo aspetta Holder Rune, il più detestato dagli ultrà sinneriani.

Rune può diventare il primo giocatore a vincere Monaco 3 volte di fila e il secondo a farcela in assoluto dopo Philipp Kohlschreiber [2007, 2012, 2016]. Ha giocato 9 finali in carriera, quattro sulla terra battuta e quest’anno sulla terra ha perso solo una volta contro avversari classificati fuori dalla Top-20.

Forse sensibile o forse no al fatto che è uscito un nuovo disco-record di Taylor Swift da 31 canzoni, nell’altra semifinale Taylor Fritz è pure lui alle soglie di un piccolo doppio grande traguardo. 1] Non ha mai passato una semifinale sulla terra battuta. 2] Sarebbe il primo americano in finale a Monaco dopo Agassi, 26 anni fa. L’avversario è il cileno Christian Garin. 

TV su Sky dalle 13.30


11.10

Le semifinali di Barcellona senza spagnoli dopo 29 anni

TENNIS

   Stefanos Tsitsipas e Casper Ruud sono ancora in corsa per ripetere a Barcellona la finale della scorsa settimana a Monte-Carlo. L’anno scorso a febbraio accadde a Carlitos Alcaraz e Cameron Norrie, avversari nel giro di sette giorni prima per il titolo a Buenos Aires e poi a Rio de Janeiro. Non ci sono spagnoli alle semifinali di Barcellona per la prima volta dal 1995. Nelle 23 edizioni giocate a partire dal 2000, gli spagnoli hanno dominato l’evento vincendolo in 18 occasioni. Qui manca un campione straniero dal 2019: quella volta era Thiem.

Stefanos Tsitsipas ha salvato 2 match point ieri nei quarti con Facundo Diaz Acosta spuntandola al tie-break del terzo set. A Barcellona ha giocato la finale nel 2018, nel 2021 [Nadal] e nel 2023 [Alcaraz]. Può diventare il terzo quest’anno a infilare una striscia di 10 vittorie consecutive dopo Sinner [19] e Baez [10]. Deve battere Dusan Lajovic, primo serbo a spingersi in semifinale su questi campi, verso i quali Novak Djokovic non deve aver mai mostrato particolare interesse.

Casper Ruud è in testa alla classifica delle partite vinte nel 2024 [sono 27] e cerca la quarta finale della stagione dopo Los Cabos, Acapulco e Monte-Carlo. Non ha ancora perso un set. Il suo avversario è l’argentino Tomas Martin Etcheverry, che in carriera ha battuto solo 2 volte su 14 un Top-20, e mai un Top-10. Se la spunta, diventa il primo del suo paese in finale in Catalogna dopo 17 anni, dai tempi di Canas. 

TV su Sky dalle 13.30


 10.55 .

Un qualificato alle soglie della finale a Bucarest

TENNIS

   C’è una faccenda fra argentini da sbrigare, prima che comincino le semifinali al torneo di Bucarest. Francisco Cerundolo e Mariano Navone, teste di serie 1 e 5, devono finire il loro quarto di finale sospeso ieri su un set pari. Chi vince, trova più tardi in giornata il francese Gregoire Barrere, arrivato dalle qualificazioni, mai in finale in carriera. Potrebbe arrivarci con il ranking più basso nella storia del torneo  [#151]. Nel 2024 abbiamo già avuto quattro finalisti arrivati dalle qualificazioni: in Auckland Alejandro Tabilo, a Cordoba Luciano Darderi e Facundo Bagnis, a Rio de Janeiro proprio Mariano Navone.

Nomi che ricorrono. L’altra semifinale è fra Alejandro Tabilo e Marton Fucsovics. Il primo è un cileno che da ragazzino giocava per il Canada. Ha giocato già le finali in Auckland e a Santiago. Un cileno in finale a Bucarest manca dal 2003 [era Massu]. Fucsovics non ne gioca una da tre anni [Rotterdam] e sulla terra battuta da sei [Ginevra]. Negli ultimi 4 scontri diretti con un mancino ha sempre vinto.

TV su Sky dalle 12


  9.35..

Una bella intervista a Tamberi

VITE OLIMPICHE

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Gianmarco Tamberi è in Turchia da oggi. È volato ad Antalya per due settimane di lavoro in vista degli Europei a Roma e poi dei Giochi di Parigi. Il resto del mondo dell’atletica è sparpagliato per il mondo in una serie di eventi subito veri, verissimi, l’apertura della Diamond League in Cina, il meeting di Nairobi per il Tour Continental, la Coppa del mondo di marcia valida come qualificazione olimpiche sempre in Turchia, la maratona di Londra. 

In questo incrocio di grandi eventi, Gianmarco Tamberi ha dato una grande intervista a L’Équipe Magazine, una delle più belle di sempre, se non forse la più bella. 

➣  Da dove viene il tuo soprannome Gimbo?

«Dai miei genitori. Quando ero piccolo non riuscivo a stare fermo, facevo un sacco di cose stupide e mi hanno dato questo soprannome in riferimento a Jimmy Connors, il tennista americano – diciamo – molto nervoso. Questo soprannome è stato trasmesso ai miei amici, poi ai miei insegnanti e infine ai giornalisti. In realtà rivela un aspetto della mia personalità».

➣  Quando è entrata nella sua vita l’atletica?

«Alla fine delle scuole medie ho partecipato alle mie prime gare senza alcuna base tecnica. Poi, da più piccolo della classe sono diventato in brevissimo tempo il più alto. Ho vinto i campionati del liceo, quelli comunali, i provinciali, i regionali, il campionato italiano. Tutto in cinque mesi. A quel punto ho capito. Ma non volevo rinunciare al basket. Saltare un asticella non è mai stato un gran divertimento per me, mi piacciono lo spogliatoio e l’idea di squadra. Ho giocato per tredici anni in un club di basket, ero pronto per iniziare a farlo tra i grandi. So che molti giocatori di basket si riconosceranno nelle mie parole. Il canestro era il mio migliore amico. Quando hai una domanda dentro, ti dà una risposta. Se segno, pensi, mi succederà questo.  Il basket è ciò che mi ha reso felice. Ho scelto il salto in alto per chi mi circonda, non so se rifarei quella scelta nonostante tutto quello che ho guadagnato. Forse avrei giocato al massimo in serie B ma sarei stato contento. Questa scelta, però, mi ha aiutato a vincere velocemente, perché non potevo fallire dopo aver sacrificato la cosa a cui tenevo di più. Iniziare il salto in alto tardi mi ha anche permesso di avere una progressione pazzesca. Nei primi tre anni non sono mai sceso più in basso della stagione precedente e mi sono qualificato per le Olimpiadi del 2012».

➣  Mentalmente, qual è il suo approccio?

«So di avere avversari più forti di me e, credetemi, è un’enorme opportunità sentirsi più deboli, perché per tutto l’anno do il massimo, pensando che non potrò razionalmente battere un Barshim o un JuVaughn Harrison. Ma nel grande giorno mi sento all’altezza perché sono certo di aver lavorato più di tutti loro, anche se forse non è vero. Per 364 giorni mi sento il più debole. Nel grande giorno mi sento più forte perché so che i miei avversari hanno fatto abbastanza, ma meno di me perché io sono dannatamente maniacale. Ho scelto questo sport per vincere, non perché mi piaccia. E sono pronto a fare qualsiasi cosa… nel rispetto delle regole, ovviamente!»

➣  Lei è l’opposto dell’immagine molto rigida che abbiamo del saltatore in alto.

«Mi sono ripromesso di vivere il salto in alto come ho vissuto il basket, di non essere una macchina senza emozioni. Il mio sogno da bambino era entrare in un palazzetto con i tifosi del basket che cantavano il mio nome. Quando ho cominciato con l’atletica ho scoperto un mondo completamente diverso, freddo, dove bisogna chinare la testa, dove anche un solo applauso di troppo può essere mal accolto. Io invece voglio essere un atleta che provoca e crea emozioni».

[intervista di valentin pauluzzi – tutta qui]


  7.55..

La sprint di Verstappen in Cina. Aspettando la pole

IL TELECOSLALOM

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In fondo come doveva andare a finire? Stamattina L’Equipe si era sbilanciato parlando di un week-end ricco di incertezze. La prima gara-sprint della stagione l’ha vinta un pilota che dice di non amare l’esercizio, sempre lo stesso. Max Verstappen si è lasciato alle spalle Lewis Hamilton, secondo come in Messico un anno fa e come nella gara-sprint in Texas 2023. Ma le notifiche stamattina al risveglio parlano tutte della mala paradas tra Leclerc e Sainz, quarto e quinto. Arriva sempre un punto nel quale i nodi si sciolgono e le tensioni esplodono. Eccolo qua. Poi smentiranno, smusseranno, addolciranno. Ma eccolo qua. 

   Leclerc: «Non è bello quando due compagni si toccano. Lotta più con me che con gli altri».
Sainz: «Diciamo che mi scuso…» 

 

È così che la Cina ha ritrovato la F1 dopo cinque anni di lontananza per la pandemia. Nei giorni scorsi i piloti hanno parlato di un entusiasmo nuovo percepito sin dall’arrivo in aeroporto. Impressiona leggere su L’Équipe che quando la F1 arrivò in Cina l’ultima volta, Max Verstappen non aveva ancora conquistato neppure una sola pole position e aveva solo cinque vittorie. Da allora le pole sono diventate 36 e i successi sono stati quasi la metà dei GP corsi [52 su 105]. 

Cinque anni fa nessun pilota cinese aveva ancora messo piede in F1, Sebastian Vettel vedeva arrivare il nuovo compagno di squadra Charles Leclerc e l’Alpine si chiamava ancora Renault. 

Griglia e gerarchie sono molto cambiate, il quartiere di Jiading a una quarantina di km a nord-ovest di Shanghai, quasi per nulla, tra zone industriali e grandi isolati.

Il circuito, esattamente vent’anni dopo aver ospitato per la prima volta la F1 – spiegava L’Équipe l’altro giorno – colpisce ancora per il suo gigantismo, con la sua immensa tribuna principale e il suo paddock XXL. Anche le case su palafitte che servono da alloggio in questa ex zona paludosa offrono pace e tranquillità nel caos costante della megalopoli.

Tutto è uguale al 2007 quando venne per la prima volta – ha detto Hamilton, 6 volte primo a Shanghai.

È un circuito molto difficile, la prima curva è speciale, unica nel campionato. Alonso ricorda che le gomme a Shanghai vanno parecchio in sofferenza, perché esistono molti punti in cui è possibile sorpassare. 

Alessandra Retico su Repubblica ha scritto: Chissà se tutto è quello che appare, come appare, dietro il velo delle cose. Prendi la pista di Shanghai. Sembra riasfaltata, invece è stata solo “ridipinta” come dicono i piloti. Non è proprio così, è lo strato di bitume spalmato sopra che la fa sembrare strana e nuova. È solo una delle incognite di un fine settimana di variabili, meteo compreso

Giandomenico Tiseo, per Oa Sport, ricorda che le vetture di nuova generazione, a effetto suolo, mai hanno girato sulla pista cinese e quindi non possono avere grandi riferimenti dal punto di vista della messa a punto. Indubbiamente, il lavoro al simulatore è importantissimo proprio per riuscire a trovare nel più breve tempo possibile la quadra

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LE QUALIFICHE

Il Redbullismo di Max

No, macché incertezza. Era una falsa aspettativa, Per la quinta volta in altrettante gare, Max Vertsappen è stato il più veloce nelle qualifiche del sabato. Pure a Shanghai partirà dalla pole position, davanti al compagno di squadra Sergio Pérez e Fernando Alonso. Per la Red Bull  è la 100esima pole dal suo debutto in F1 nel 2005. Pérez ha rischiato l’eliminazione nella Q1, dove ha fatto segnare solo il 15esimo tempo.

Come se fosse a Roma in Piazza san Giovanni il 1° maggio, bandiera rossa per Carlos Sainz nella Q2. Ha commesso un errore all’ultima curva e ha perso l’ala anteriore dopo aver colpito il muro. Danni lievi che non gli hanno impedito di rientrare e raggiungere la Q3. Partirà da settimo, una casella e una fila dietro Leclerc.

Per la prima volta in questa stagione, l’Alpine è riuscito a piazzare le sue due vetture in Q2. 


  7.40..

Che cosa vedere oggi in tv

IL TELECOSLALOM

RUOTE

9.00 F1, qualifiche GP Cina – su Sky

NEVI E GHIACCI

10.00 Mondiali di curling, doppio misto: Spagna-Italia- in streaming su Curling Channel

18.00 I Mondiali di curling, doppio misto: Italia vs Svizzera – in streaming su Curling Channel

FRONTIERE

11.00 I Mondiali di snooker – su Eurosport 1

TENNIS

12.00 ATP Bucarest, semifinali – su Sky

13.30 ATP Barcellona – su Sky

13.30 ATP Monaco di Baviera, semifinali – su Sky

13.30 ATP Barcellona, semifinali – su Sky

14.00 WTA Stoccarda, semifinali – su Sky

15.00 WTA Rouen, semifinali – su Sky

VITE OLIMPICHE

13.00 Diamond League di atletica da Xiamen – su Rai Sport e Sky

15.00 Europei di pugilato – in streaming sul canale YouTube della EUBC

15.00 Meeting di Nairobi di atletica – su Sky

17.45 Sei Nazioni femminile, Italia vs Scozia – su Sky

EUROGOL

13.30 Champions femminile, semifinali: Barcelona vs Chelsea – su DAZN

14.00 Liga, Celta vs Las Palmas – su DAZN

16.15 Liga, Rayo Vallecano vs Osasuna – su DAZN

18.15 Coppa d’Inghilterra, Manchester City vs Chelsea – su DAZN

18.30 Bundesliga, Union Berlin vs Bayern Munich – su Sky

18.30 Liga, Valencia vs Betis – su DAZN

19.00 Champions femminile, Lyon vs PSG – su DAZN

20.30 Premier, Wolverhampton vs Arsenal – su Sky

21.00 Liga, Girona vs Cadice – su DAZN

21.00 Ligue1, Lens vs Clermont – su Sky

ACQUE

15.00 Pallanuoto, Savona vs Recco – su Rai Sport

PODEMI

16.15 Serie A femminile, Fiorentina vs Roma – su Rai Sport e DAZN

18.00 Empoli vs Napoli – su DAZN

20.45 Verona vs Udinese – su DAZN

PALAZZETTI E DINTORNI

19.00 Serie A basket, Tortona vs Pesaro – su DAZN

20.20 Gara-2 finale scudetto femminile pallavolo, Scandicci vs Conegliano – su Rai Sport e Sky

20.30 Serie A basket, Cremona vs Brescia – su DAZN

AMERICHE

19.00 NBA, gara-1 quarti play-off Est: Cleveland vs Orlando – su NBA Pass

21.30 NBA, gara-1 quarti play-off Ovest: Minnesota vs Phoenix – su Sky e NBA Pass

23.00 NHL, Carolina vs Islanders – su Sky

 

 6.30..

Che cosa si dice in giro stamattina

EDICOLA

 

Il diario di Slalom si apre come come ogni giorno con la consueta galleria di prime pagine da tutta Europa. In Italia spazio all’anticipo della Juventus e al capolinea di Pioli sulla panchina del Milan. In Spagna attenzione alle vicende della Liga, in Inghilterra al caso della Coppa d’Inghilterra.  

Tutta la galleria è qui

 

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