La prima domenica nella storia con 4 finali di tennis, mentre Nadal si ritirava da Melbourne

Non era mai successo che ci fosse una domenica con quattro finali di tennis in giro per il mondo, più una quinta a squadre nella United Cup. È accaduto nel giorno in cui Rafa Nadal ci ha fatto sapere di non essere in grado di giocare a Melbourne, dopo il rientro a Brisbane, due partite vinte e una persa con infortunio annesso [all’anca]. Federico Ferrero, voce di Eurosport, ha scritto l’altro giorno su Domani: che riprendere daccapo, alla sua età, somiglia a uno di quei progetti in cui gli scienziati stanno col naso in su a seguire la traiettoria del razzo: noi i conti e il lavoro li abbiamo fatti giusti, ma ce la farà? Durerà? C’è qualcosa che non abbiamo considerato?. Ecco cosa non avevamo voluto vedere, presi dall’eccitazione. Con questa rinuncia all’Australian Open, diventeranno 16 gli Slam saltati dallo spagnolo in carriera per un infortunio. In Spagna calcolano che avendo Nadal vinto un titolo ogni tre grandi tornei giocati, dovremmo aggiungerne altro cinque teorici al suo palmarès. 

José Moron di Punto de Break sottolinea che il team di Rafa qualche giorno fa aveva sottolineato che sarebbero state necessarie 10 partite per riprendere il ritmo e che il piano prevedeva il ritorno alla piena competitività fra due mesi. Questo infortunio è un grosso contrattempo, ma forse è un avvertimento a fare un passo alla volta e concentrarsi sulla terra. La cosa positiva è che non ci sono ricadute e che questa rinuncia non ha nulla a che vedere con l’anno scorso. Mmm. 

 

  BRISBANE

C’è un veterano che a Brisbane ce l’ha fatta. Grigor Dimitrov ha rivinto dopo 112 tornei giocati. L’ultimo era stato il Masters del 2017. Sono passati 6 anni e 49 giorni, il secondo intervallo più lungo nella storia tra un titolo e l’altro, dopo i 6 anni e 265 giorni attesi da Richard Fromberg. Dimitrov ha fatto molto sorridere durante il discorso di ringraziamento, quando ha detto che il suo team non era allo stadio, tutti usciti prima per andare a prendere un aereo. Giorgio Spalluto, voce di Supertennis, dice che lo merita, stava giocando da tempo un tennis spettacolare e gli mancava solo questa soddisfazione. Dimitrov gioca il rovescio a una mano e si fa vedere più spesso della media nei pressi della rete, eppure non passò l’esame-Clerici. Dopo la vittoria al Masters 2017 su Repubblica scrisse: Bisogna essere grandi almeno un metro e novanta per diventare un campione, bisogna avere novanta chilogrammi di muscoli di un tipo speciale, allenatissimi alle scivolate di terreni diversi, che ricoprono superfici durissime, che hanno già abbandonato la terra e, senza la sopravvivenza dell’erba, porteranno alla scomparsa di Wimbledon. Bisogna, poi, essere figli di un maestro e una maestra, perché un solo genitore non basta più, ce ne vogliono due, Dimitar maestro di tennis, e la mamma, ricciolona bionda, anche lei maestra con autorevoli precedenti di pallavolo. Bisogna poi iniziare, secondo la Montessori, a tre anni, giusto come ha fatto il vincitore di questo Masters, Grigor Dimitrov, nella cui prima sillaba del nome si nasconde un ruggito. È divenuto, simile arte raffinata, che richiedeva anzitutto una mano sensibilissima, tale da poter impugnare una racchetta di legno simile alla bacchetta di un Maestro di musica, un gioco simile agli altri sport, di muscolari prima che di prestigiatori”.

 

Il torneo femminile è andato a Elena Rybakina, la nuova numero #3 nella classifica WTA. Ha battuto 6-0 6-3 Aryna Sabalenka chiudendo una settimana semi-perfetta. È diventata la quarta di sempre per game lasciati a un’avversaria in un torneo. In cima alla lista c’è Iga Swiatek, che ne perse appena cinque un anno fa a Doha. Lisicki ne lascià 13 a Dallas nel 2011, Serena Williams 14 a Roma nel 2013. Christopher Clarey, firma storica di tennis per il New York Times, parla di messaggio di avvertimento di Rybakina prima dell’Australian Open. Sembra più incline a giocare a tutto campo rispetto al 2023: il tocco a rete e il tempismo delle discese a rete sembrano miglioratiThe Tennis Letter racconta che in conferenza stampa a Rybakina è stato chiesto se preferirebbe che si parlasse meno nel mondo del tennis e lei ha risposto che in effetti sì, ci sono molte conferenze stampa, non le piace molto questa parte del lavoro. Definizione finale: Un’introversa nel cuore, in realtà una superstar

 

  Per Andrey Rublev a Hong Kong il 15esimo titoli ATP della carriera, con il 6-4 6-4 in finale su Ruusuvuori.

 

  AUCKLAND

Nella settimana delle teenager la sola a vincere il torneo è stata Cori Gauff, settimo titolo WTA all’età di 19 anni. Nella sua carriera ha perso solo una finale. Appena chiusa la finale contro Elina Svitolina [6-7 6-3 6-3] Coco ha preso il telefono dalla borsa e ha twittato – sempre che si possa ancora usare il verbo twittare [ixxare? Ha ixxato qualcosa?]. Per lei Clarey parla di gioco grintoso e spettacolare a tratti. Alcuni game al servizio traballanti, ma è rimasta salda quando ne aveva più bisogno. Il contraltare in casa USA è l’uscita dalla top-10 dopo un anno di Taylor Fritz. Ora non ci sono giocatori americani fra i primi-10, ma ce ne sono cinque fra l’undicesimo e il trentesimo posto. 

 

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