Non dovrebbe essere una notizia il ritorno in campo del numero 664 del mondo. Solo che ha vinto più Slam e più tornei di tutti gli altri 663 tranne uno. Anzi ha vinto più degli altri 662 messi assieme. Trentuno dicembre o primo gennaio: questa è la data per rivedere Rafa Nadal in campo. Il posto sarà Brisbane, la città olimpica del 2032. Un segnale e un messaggio. Nella testa di Rafa c’è Parigi, la città del suo destino, la città della terra rossa e del Roland-Garros, dove tra qualche mese si giocherà per l’oro di un’Olimpiade.
È là che vuole arrivare ma come sta? E chi lo sa. Il giornale spagnolo El Mundo ha scritto con Javier Sánchez che “deciderà di settimana in settimana, man mano che si ritroverà. All’inaugurazione della Teknon Tennis Clinic una settimana fa ha dovuto evitare la pubblicità perché non aveva nulla da annunciare”. Come ha rivelato Ser, aveva programmato di andare in Kuwait a dicembre per allenarsi al caldo – come nel 2020 e nel 2021 – ma fino a questi ultimi giorni non sapeva se il fisico glielo avrebbe permesso”.
Ha annunciato il ritorno ma sta così. Come fa notare Emanuela Audisio su Repubblica “è un gladiatore, ma qualche dubbio lo deve avere anche lui se nel video ha messo anche le immagini del suo infortunio. Come a dire: ricordatevi che sono un corpo usurato e aggiustato. Nadal è a metà strada tra il Federer del 2016 e quello del 2020. La buona notizia (in Australia ci sarà anche Naomi Osaka, diventata mamma di Shai) è che a volte ritornano per non sentirsi dinosauri in estinzione, e perché gli dà gusto battersi il petto. Speriamo non siano le braci di Nadal e se lo devono essere che siano ancora capaci di incendiare spettacolo e avversari. E poi c’è sempre Oscar Wilde: «Non credo nei miracoli, ne ho già visti troppi»”.
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— Rafa Nadal (@RafaelNadal) December 1, 2023
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GLI INFORTUNI ► È la diciassettesima volta che Nadal ritorna. La Vanguardia ha messo in fila tutti i capitoli di questa sua tortura. Toni López Jordà fa notare che in 23 stagioni da professionista gli infortuni hanno tenuto Rafa lontano dal campo per 58 mesi, fanno quasi cinque anni di assenza in totale. Il periodo di vuoto più lungo è quello attuale, 11 mesi, dal 18 gennaio, quando perse agli Australian Open al secondo turno contro McKenzie McDonald.
2003: Infortunio alla spalla sinistra. Un mese fuori | 2004. Frattura da stress del piede sinistro. Tre mesi | 2005. Gonfiore al piede sinistro. Quattro mesi | 2008. Tendinite al ginocchio destro. Un mese | 2009. Tendinite alle ginocchia e strappo addominale. Tre mesi | 2010. Ginocchio destro. Un mese e mezzo | 2012. Rottura del tendine del ginocchio sinistro. Sette mesi | 2014. Polso destro. Tre mesi | 2016. Tendine del polso sinistro. Due mesi e mezzo | 2016. Ginocchio destro. Due mesi | 2018. Ileopsoas. Due mesi e mezzo | 2018. Tendinite del ginocchio destro e lesione ai muscoli addominali. Quattro mesi | 2021. Schiena. Due mesi | 2021. Piede sinistro. Sei mesi e mezzo | 2022. Frattura delle costole. Un mese e mezzo | 2022. Strappo addominale. Tre mesi | 2023. Ileopsoas. Undici mesi
Eppure, fa notare la Vanguardia, Nadal ha sempre considerato il 2015 come la sua stagione peggiore. Il, corpo era intatto, “il suo infortunio non era fisico, ma mentale, l’anno in cui provò ansia e perdita di fiducia a causa del susseguirsi di disturbi”. Juan Gutiérrez su As dice che Rafa merita un finale felice. “Ci ha fatto divertire così tanto e per così tanto tempo che è inevitabile fantasticare nuovamente sul più grande campione di tutti i tempi, con l’immagine di un ultimo ballo (o un penultimo) al top. Chi lo conosce bene condivide il suo entusiasmo. O la stessa paura. Feliciano López, nell’intervista pubblicata oggi in occasione degli AS Awards, riconosce di avere fiducia nel vederlo vincere un altro Roland Garros o alzare la Davis con Alcaraz”
LE ASPETTATIVE ► Nei primi nove tornei che giocherà avrà la classifica protetta, cioè la stessa posizione che occupava prima dell’infortunio, il numero 9. Non gli basterà per essere fra le prime otto teste di serie all’Australian Open.
Paolo Bertolucci sulla Gazzetta invita a non giudicarlo troppo presto. “Vedremo quali tornei, oltre a Parigi, sceglierà per tornare protagonista. Non penso che li giocherà tutti, non lo ha mai fatto neanche quando era il numero uno. Sono sicuro però che avrà ancora una gran voglia di competere e di superare i suoi avversari: uno come lui non torna per fare il “farewell tour”. I tornei non saranno passerelle per raccogliere gli ultimi applausi e congedarsi dai suoi tanti tifosi. Rafa non si butterà via con un ritorno senza lo spirito vincente e la carica agonistica che ne hanno sempre contraddistinto il Dna di fuoriclasse. Non sarebbe da lui. Ora la domanda che molti si pongono è se potrà diventare un avversario in più per i top 10 negli Slam e nei Masters 1000. Difficile dirlo adesso, impossibile giudicarlo dopo l’Australia, sarebbe sbagliato e scorretto attendersi da lui subito grandi numeri”.
| L’Équipe ha dedicato le prime tre pagine dell’edizione di oggi a questo rientro in “un ATP 250 che non ha certo né il prestigio né la ribalta delle terre sacre su cui tanto ha vinto”. Il giornale francese racconta che Alcaraz sogna di giocare il doppio con lui alle Olimpiadi di Parigi. Fabrice Santoro confessa di essersi commosso all’annuncio. «Dove potrà arrivare? Nessuno ha la risposta. Non tu, non io, non lui. Per questo è bello. Si assume un rischio. Mi piacerebbe davvero che arrivasse in finale al Roland-Garros. È una sfida enorme. Ma poi non è così importante. Se vincesse il Roland-Garrios, sarebbe sovrumano, ancora una volta. Ma tornando ha già vinto. Non vedo l’ora di vederlo in Australia. È una cosa pazzesca».
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