O la Juve vince a Firenze o il vantaggio dell’Inter sale sopra la media del decennio

1-2    ATALANTA-INTER  I temi

O la Juventus stasera vince a Firenze, in qualsiasi modo, oppure avremo il primo piccolo solco della stagione da colmare e l’avrà scavato l’Inter, con 4-5 punti sulla Juventus, 6 sul Milan, 7 sul Napoli, 8-9 sulla Fiorentina, 9 sull’Atalanta. Tutto questo all’undicesima giornata, quando un anno fa il vantaggio della capolista [il Napoli] era di soli 3 punti sulla seconda [Milan], prima di salire a +5 la settimana dopo e a +8 nel giro di altre tre giornate, prima di andarsene tutti in Qatar. 

Non è un dato di poco conto. Quattro o cinque punti di vantaggio all’undicesima giornata dopo il covid non li ha avuti nessuno. Ne aveva 6 la Juventus su Inter e Napoli nell’autunno del 2018, e quello rimane il solo strappo di simili dimensioni dell’ultimo decennio. Prima ancora, bisogna tornare all’Inter del Triplete di Mourinho, +7 su Juventus e Sampdoria. 

Anche per il Napoli un anno fa la vittoria a Bergamo fu un momento di svolta. Luigi Garlando sulla Gazzetta scrive che le strade degli scudetti sono lastricate di vittorie del genere. Per 40’ l’Inter non ha visto la porta e ha subito il gioco di un’Atalanta aggressiva. Col primo tiro, su rigore, è passata in vantaggio (trasformazione di Calhanoglu); con il secondo, al 12’ della ripresa, ha piazzato il ko, splendido, di Lautaro. Poi ha gestito bene il ritorno della Dea che ha accorciato con Scamacca. Mettessero l’essenzialità in bottiglia, l’Inter di Bergamo ci starebbe benissimo sull’etichetta. Se la squadra di Simone Inzaghi, in genere, cerca il dominio, stavolta ha saputo navigare nelle difficoltà, resistere, concedere il possesso agli avversari e colpire al momento giusto. Allegri, da telespettatore, avrà apprezzato.

Giuseppe Allegrini su Sportellate considera la maturità dell’Inter [che pian piano la squadra sta facendo sua], la capacità di resistere alla pressione dell’Atalanta, continuando sempre a cercare il fraseggio palla a terra. Il grande sacrificio fisico – si legge – penalizza sia Lautaro che soprattutto Thuram, costretto a giocare troppo lontano e troppo spalle alla porta per riuscire ad incidere nettamente sulla gara. Il migliore in campo è sicuramente Hakan Calhanoglu: in quella che potrebbe essere una delle sue migliori partite in nerazzurro fin’ora. La vittoria di questa sera passa prima di tutto dalla sua prestazione. C’è un elogio anche per Darmian che ha cambiato la partita con il rigore e contenendo Lookman, un Darmian che mostra un’affidabilità e una continuità di rendimento quasi disarmante. Quasi a dimostrare, a chi sembra continuare a non crederlo, che l’anima dell’Inter non è il singolo ma il collettivo.

 

LA SPARIZIONE Il Milan

Quando il Milan tornerà in campo martedì contro il PSG, sarà trascorso un mese senza vittorie. Un mese e quattro partite, solo una pareggiata contro quel Napoli che benissimo non sta, e tre perse. Senza segnare. Se non contro Garcia. Fabio Licari sulla Gazzetta certifica: E sì, il Milan s’è proprio perso. E a questo punto, più che pensare ad alchimie tattiche estemporanee come il 4-2-4 di cui non c’era bisogno, alla posizione di Leao, al doppio centravanti ma sembrava non ce ne fosse manco uno, Pioli farà bene a ricostruire mentalmente una squadra che sembra aver smarrito il minimo concetto di “squadra”. Questo era un gruppo di solisti sconclusionati, ognuno per conto suo, alla terza sconfitta nelle ultime quattro partite dopo Juve e Psg. Ma l’ultimo ko fa molto più male: perché scava un fossato con l’Inter. Ora sarebbe ingeneroso dimenticare che Pioli è stato l’architetto del Milan campione d’Italia e semifinalista di Champions, squadra che ha giocato un calcio europeo, offensivo, moderno, dispendioso ma spettacolare. C’era Ibra, c’era un altro spirito. Quel Milan però è scomparso. Un ciclo finito l’anno scorso, non adesso. Per cui era stato giusto rivoluzionare filosofia, uomini, ruoli. Solo che, dopo l’illusione di mezza estate, il Milan somiglia oggi a una collezione di giocatori medi

Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport-Stadio misura la differenza fra le milanesi e la trova chiara, dice, anche se non è stato facile, e non poteva esserlo, nemmeno per l’Inter contro l’Atalanta. Ma se vinci una partita come quella di Bergamo, dura, cattiva, spigolosa, la pieghi con due gesti di due campioni e la conservi con la forza fisica e mentale di tutta la squadra e la ricchezza della panchina, allora diventi certo delle tue ambizioni. L’Inter è la giusta e logica capolista di questo campionato. Il Milan, invece, secondo Polverosi, è entrato in un calcio di inattesa involuzione, un calcio confuso e incerto di cui aveva già mandato alcuni segnali anche prima di Napoli.  Jovic è un elemento estraneo a questa squadra come lo è stato per lunghi tratti l’anno scorso nella Fiorentina, fra l’altro la sua presenza al centro dell’attacco ha indotto lo spostamento di Giroud sul centrodestra, ma Giroud è un centravanti puro, anzi, di più, è il centravanti che a Napoli aveva segnato una doppietta, gli andava garantito quel posto

0-1   

 

L’EQUILIBRISTA Rudi Garcia

Resta sottilissimo il filo sul quale cammina Rudi Garcia. La vittoria di Salerno conferma che esiste un Napoli capace di vincere storto o morto contro avversarie molto inferiori e un altro che non riesce a giocare più di qualche sprazzo contro le rivali più forti che un anno fa metteva sotto. Alessandro Barbano, condirettore del Corriere dello Sport-Stadio commenta stamattina: I tre punti di Salerno bastano a rassicurare chi ancora crede che questa squadra possa bissare la stagione dello scorso anno? La risposta alla domanda è no. Non ci sono rassicurazioni dopo aver visto il Napoli annaspare contro una provinciale modesta tecnicamente, immatura caratterialmente, senza un regista capace di esprimere una leadership. Anzi, se c’è una sensazione che la trasferta dell’Arechi ci lascia, è la preoccupazione che i limiti denunciati dagli azzurri non vengano affrontati per tempo. E che anche le prossime gare in casa contro Union Berlino e Empoli, con il prevedibile esito positivo, possano servire solo a nascondere il problema sotto la sabbia di tre vittorie consecutive. Salvo poi doversi bruscamente svegliare nel trittico terribile che, dopo la sosta, attende il Napoli contro Atalanta, Real Madrid e Inter.

Barbano racconta poi che Garcia si è irritato in conferenza stampa con il giornalista Antonio Giordano, che gli aveva chiesto se i sette punti di distacco dall’Inter significassero una resa. 

A costo di farlo proprio arrabbiare – scrive Barbano – gli chiediamo se ha visto almeno una parte delle prime undici partite dello scorso campionato e se ha messo a confronto i dati dei match analyst di quelle gare con quelli di questa stagione. Siamo certi che il verdetto del gioco sarebbe più amaro di quello dei punti perduti in classifica. Questo per dire che chi ama il Napoli, e siamo certi che tra costoro ci sia anche Garcia, non può accettare che il Napoli giochi in questo modo

0-2   

 

GIUDIZI UNIVERSALI

Ebosele | Antonio Vitiello, Corriere dello Sport-Stadio: Raddoppia su Leao per aiutare Perez e la difesa. Gli riesce anche un buon recupero. Si procura un rigore che Pereyra trasforma. Serata d’oro.

Ochoa | Antonio Giordano, Corriere dello Sport-Stadio: Tiene viva una partita che Raspadori potrebbe chiudere in anticipo ma lui vola in basso, in alto, ovunque, ed è sempre bello da vedere

Politano | Marco Ciriello, il Mattino: Il Napoli ha realizzato il sogno di Aurelio De Laurentiis: è diventata una squadra da highlights, gioca il tempo giusto per essere riassunto, con tre quattro calciatori che fanno pesare l’individualità, il resto è fatica della squadra avversaria. In questa, nonostante non abbia segnato nessuno dei due gol, le azioni determinanti e le giocate migliori appartengono a Matteo Politano, che ara la fascia destra, incontenibile

Reijnders | Luca Barbara, Sportellate: Forse abbiamo sopravvalutato il mercato del Milan. Tanti giocatori che ad inizio anno sembravano fotografare un vero upgrade rispetto all’anno scorso, stanno in qualche modo deludendo. L’esempio più lampante sembra essere l’olandese Rejinders, ad inizio anno accostato ai migliori centrocampisti della storia rossonera. Momento buissimo per lui. Ma, poverino, non ha un minuto di pausa da ormai 3 mesi

 

 

  Emanuele Gamba su Repubblica: Chissà se i giorni difficili che la Toscana sta vivendo stempereranno il clima attorno a una delle partite più tese che ci siano. Firenze aveva promesso un diluvio di fischi su Vlahovic e Chiesa (specie sull’azzurro, considerato responsabile di amore tradito), ma oggi in città c’è meno voglia di goliardia, o di qualcosa che le rassomigli. I tifosi della curva Fiesole hanno deciso di non entrare allo stadio: avevano chiesto il rinvio per rispetto delle vittime dell’alluvione e non sottrarre risorse ai soccorsi, ma la partita, almeno fino a ieri sera, è stata confermata e quindi hanno deciso, per protesta, di disertare. L’ambiente al Franchi sarà più dimesso e magari sugli ex calerà l’indifferenza

 

Lasciamo stare quel Roma-Lecce. Non è aria. La Roma è in rottura diplomatica prolungata con la Lega e Mourinho sta giocando la sua partita dialettica, seguendo copione e biografia. Il famoso José cambiato è durato a Roma il tempo di un soffio di vento. la Roma dopo i turni europei ha giocato in campionato sempre tre giorni dopo, e per di più fuori dall’Olimpico. costretta quindi al viaggio della vigilia e a spendere ancora più energie. Ecco spiegate le proteste di Mourinho, ecco spiegata la replica dello Special One all’uscita di De Siervo sugli alibi del portoghese. Considerando che la Roma è la seconda squadra ad aver utilizzato meno le sostituzioni, e tenendo presente anche i tanti infortuni avuti in questo avvio di stagione, non c’è da meravigliarsi che la Roma sia stanca e che il suo tecnico abbia chiesto a gran voce di poter avere un calendario non agevolato, ma più equo ai tanti impegni tra campionato e coppe.  

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.