Il Napoli ha il suono di una ruota che si sgonfia

 I rumori della Champions

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FSSS  Il Napoli sgonfio

Nel suo progressivo sgonfiarsi dallo scudetto a chissà che cosa, il Napoli è riuscito a offrire un punto a una squadra che non ne faceva dal 26 agosto, c’era ancora gente che andava al mare. Garcia ha ancora la qualificazione per gli ottavi nelle proprie mani, ma sarà una faccenda da sbrigare verosimilmente il 12 dicembre in uno scontro diretto con il Braga, dopo una serie di partite che avrà previsto in fila Atalanta, Real Madrid, Inter e Juventus, di cui tre in trasferta. Sintesi: Garcia ha ancora la qualificazione nelle proprie mani, ma non è detto che alla fine si poserà davvero fra le sue. 

Antonio Giordano sul Corriere dello Sport-Stadio dice stamattina che è stato il massimo vedere una squadra italiana in Champions prendere un gol in contropiede mentre è in vantaggio per 1-0. E però anche farsi del male da sola così, stropicciando l’opzione per gli ottavi di finale, dopo essersi lasciata sedurre da “Cenerentola” è una mezza impresa. Parla di una specie di rodeo che lascia disorientati e di elettroshock di massa.

Lo scrittore Marco Ciriello sul Mattino ha suggerito: Bisogna guardare Politano dribblare agilmente i calciatori dell’Union Berlino senza riuscire poi a tirare in porta. Bisogna guardare Raspadori proporre e proporre ancora palle in mezzo per i compagni senza che nessuno di questi la metta in porta e non tra le braccia di Frederik Ronnow: per capire che il Napoli è sterile e floscio contro una squadra vulnerabilissima che pareggia in contropiede. Il resto è palleggio. Se fosse un film sarebbe una storia verbosissima con una trama che non evolve, uno di quei film che Aurelio De Laurentiis non produrrebbe.

Il commento di Alessandro Barbano, ancora sul Corriere dello Sport-Stadio, riproduce lo sconcerto di chi non riconosce la squadra dello scudetto: Se questo è il Napoli, si è prodotta nel giro di pochi mesi un’involuzione che ne ridimensiona le prestazioni e le ambizioni. Il pareggio contro l’Union Berlino dice che, con una squadra in queste condizioni, nessuno degli obiettivi stagionali può dirsi certo. Purtroppo i segnali di allarme che giungevano dalla ultima partita sembrano essere stati ignorati. Garcia sta affrontando queste gare, decisive per la sua panchina, abbarbicato a un undici blindato, a cui consegna una responsabilità eccessiva. Alle sostituzioni eccentriche e talvolta immotivate di inizio campionato è seguita la fase delle non sostituzioni, o delle sostituzioni tardive. C’è da chiedersi se sia ineluttabile assistere a una sofferenza collettiva che, cronicizzandosi e crescendo di intensità, rischia di tradursi in agonia

Francesco De Luca, sul Mattino dice che ormai non si sa cosa serva per scuotere il Napoli incapace di avere continuità di gioco e risultati. È piatto, con giocatori irriconoscibili rispetto alla scorsa stagione: è il caso di Kvara, amorfo, con dribbling che riescono ormai raramente e tiri quasi sempre inefficaci.  De Luca sottolinea che Osimhen era in tribuna, rientrato dopo due settimane trascorse in Nigeria a curarsi e che si pensa al suo recupero per Bergamo, la partita di sabato 25. Poi si capirà se può ripartire la trattativa per il rinnovo. Sembra difficile, almeno ad ascoltare le parole del direttore sportivo Meluso. «È andata un po’ per le lunghe». Chi ha voluto che andasse così?

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