VITE OLIMPICHE
Le annessioni dei russi
Il Comitato olimpico russo ha alzato il livello dello scontro con l’Ucraina e con il comitato olimpico internazionale, accettando membri provenienti dai territori annessi con atti di guerra e riconoscendo come organizzazioni regionali quelle di Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia. Il presidente del comitato Stanislav Pozdnyakov lo ha confermato alla fine di un comitato esecutivo, secondo quanto riferisce il sito Inside The Games. Una mossa – si legge – che porta ulteriori pressioni sul CIO affinché prenda decisioni contro il comitato russo. Dallo scorso mese di marco, il CIO ha invece allentato la sua posizione, per consentire alle atlete e agli atleti russi e bielorussi di competere in una posizione individuale e neutrali, laddove sia chiaro che non hanno mai sostenuto la guerra e che non si tratti di tesserati per società delle forze armate.
I Mondiali di rugby
La garra forse esiste anche nel rugby, ma non si vede. Contro la haka di certo s’è squagliata. L’Uruguay ha chiuso la sua avventura ai Mondiali diventando la quarta nazionale del torneo a non segnare nemmeno un punto in una delle sue partite. Ha perso dalla Nuova Zelanda per 73-0, come a zero erano già rimaste per due volte la Romania, una volta a testa la Namibiae il Cile. Quindici partite su trentatré si sono chiuse finora con più di 30 punti di scarto, di cui una sopra i 90, una sopra gli 80, cinque sopra i 70, una sopra i 60, una sopra i 50, due sopra i 40.
Di questa prima fase troppo allargata e troppo squilibrata, Slalom ha scritto nei giorni scorsi qui
Stasera l’Italia chiude il suo girone ai Mondiali di rugby contro la Francia. O fa un miracolo o torna a casa. Domenico Calcagno sul Corriere della sera racconta che gli azzurri hanno scritto “su un foglietto il ricordo peggiore della notte buia contro gli All Blacks e lo hanno bruciato. Una piccola cerimonia per andare oltre, per dimenticare il terribile 17-96 di una settimana fa. L’Italia è piena di lividi, sulla pelle e nella testa, le Bleus sono una squadra in missione. La nostra, di missione, sarà tenere il campo, resistere, non finire un’altra volta in pezzi”.
L’Équipe chiama giustamente questa partita un finto ottavo di finale. Renaud Bourel dice che deve fungere da trampolino e mettere in mostra le ambizioni della squadra. Poi ragiona sull’Italia, che alla vigilia della partita con la Nuova Zelanda coltivava ambizioni da passaggio del turno. Dice: “Se dovessimo riassumere il pensiero generico in una formula, potremmo dire che gli All Blacks sono tornati a essere gli All Blacks e l’Italia… anche. Parte della settimana lavorativa francese se nè andata per cercare di capire come, nello stesso spazio-tempo, un’avversaria che è riuscito a battere l’Australia il 12 novembre a Firenze (28-27) e che aveva avuto un match point contro i Blues in apertura dell’ultimo Sei Nazioni (24-29), abbia poi ricevuto la seconda sculacciata più pesante della sua storia ai Mondiali venerdì scorso”. Bourel alla fine si è convinto del fatto che “nonostante il grande successo popolare di questi Mondiali, lo stato del rugby internazionale è sempre più preoccupante e non potremo rispondere a tutte le domande”.
LE PAROLE DI OGGI
IL ROSSO SAINZ
È il momento di Carlos Sainz e alla vigilia del GP del Qatar ha fatto una lunga chiacchierata con Daniele Sparisci per il Corriere della sera. Comincia così:
➣ Un successo, due pole: secondo lei è la sua miglior stagione da pilota Ferrari a livello di guida. Anche della sua carriera?
«No, avevo già guidato così, con la McLaren. Ma nel mio terzo anno con la Ferrari riesco a esprimermi al livello che volevo».
intervista di daniele sparisci, Corriere della sera [per intero qui]
OTTAVIO BIANCHI COMPIE 80 ANNI E SI DICE INADATTO
➣ Mai avuto l’idea di allenare le donne?
«Non ne sarei stato all’altezza. Non ho preclusioni, mi scuso, ma non ha mai fatto parte della mia cultura. Sono cresciuto all’oratorio di Cristo Re, eravamo solo maschietti, poveri, ricchi, belli e brutti, dritti e storti, niente bambine. Sono di un’altra epoca, quella dove c’era ancora la poliomielite, se ti venivano i febbroni c’era da preoccuparsi. Quando mi chiedono chi sia il mio eroe dico Albert Sabin che non solo scoprì il vaccino anti-polio ma non lo brevettò per regalarlo ai bambini del mondo. Allora si giocava ogni giorno fino allo sfinimento, oggi ci sono le scuole calcio, ma dove vai con qualche ora a settimana? Guardo poche partite in tv e ad audio spento
➣ Iniziamo con ieri-oggi?
«No perché non si possono fare confronti. Noi facevamo file per poter chiamare le famiglie con l’unico telefono dell’albergo, il pranzo era due ore prima della partita: risotto alla parmigiana, filetto al sangue con spinaci, frutta cotta. Entravano in campo in piena fase digestiva. Non esisteva il lavoro in palestra, anzi se volevi punire qualcuno gli dicevi: vai a fare la ginnastica. E se passavi all’indietro non solo ti fischiavano, ma ti mettevano in castigo. Noi volevamo il pallone, non costruire fisici. Cosa credete che Maradona il gol con la mano contro l’Inghilterra l’abbia inventato lì sul momento? Ma sapete quanti me ne faceva così in allenamento?».
➣ Spari.
«Almeno una decina. E le punizioni anche. E i falli laterali. Provava e riprovava. Non erano frutto solo di un’illuminazione, ma di dedizione all’allenamento. Il genio vede quello che gli altri non vedono. Ma poi sperimenta, tenta, si mette a servizio di quell’idea. Recita a soggetto, ma ha fatto pratica».
➣ Di festeggiare non se ne parla vero?
«Non l’ho fatto nemmeno nel giorno del mio matrimonio. Ho una sola tentazione quando vedo dei bambini giocare a pallone. Unirmi a loro. Poi mi dico: vergognati, abbi un po’ di dignità. Aveva ragione Diego: il calcio resta bello».
intervista di emanuela audisio, la Repubblica [per intero qui]
CLAUDIO RANIERI FA 50 ANNI DI CALCIO E SI DICE ADATTISSIMO
➣ Dopo cinquant’anni sai tutto del calcio o ti manca ancora qualcosa?
«Credo di non sapere nulla, posso dire che conosco il prato verde quando alleno i ragazzi, questo sì, ma tutto quello che sta dietro non l’ho mai voluto affrontare. Pensa che…».
➣ Mi riferivo al campo.
«Ah, il campo, perlomeno il campo lo conosco, no? Il primo presidente del Chelsea e anche Abramovich mi chiesero se volevo avere in mano tu tto , manager a trecentosessanta gradi, all’inglese . Risposi “ n o, n on voglio fare il manager, voglio esclusivamente indicare quali giocatori mi stanno bene e quali no e qui finisce . Non voglio avere a che fare con contrattazioni, cose varie, non è il mio lavoro, il mio specifico ” . In questo senso non conosco altro che il campo».
➣ Si parla sempre più spesso di aggiornamenti tattici e non solo: di cambiamenti, analisti, algoritmi, moneyball, nuovi linguaggi.
(Sceglie la leggerezza). «I linguaggi so’ simpatici, non mi piacciono i braccetti, un braccetto è uno che non vuol spendere, c’ha il braccetto corto».
➣ Quello è il braccino.
«Vabbeh, del tennista, non mi piace, però mi adeguo».
intervista di ivan zazzaroni, Corriere dello Sport-Stadio
GIANMARCO TAMBERI
➣ Quanto conta per lei la bellezza?
«Io sono sempre stato quello brutto della famiglia. Mio fratello Gianluca nel 2012 ha vinto Mister Italia: io ero quello simpatico, lui quello bello».
➣ Il suo rapporto con la scuola?
«Per me è stata una tortura. Non riuscivo a stare fermo e seduto. Dal punto di vista del rendimento me la cavavo, ma caratterialmente ero un disastro».
➣ Dopo Parigi penserete a un bambino?
«Una piccola Chiara mi piacerebbe davvero un sacco. Rimandiamo per dargli totale attenzione: con la preparazione dovremmo togliere energie o a una nuova vita o al sogno cui abbiamo dedicato tanti anni e fatica».
intervista di manuela crosi, Sette [per intero qui]
LE COPPE DEL GIOVEDÌ
Le partite delle tre italiane in poche parole
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SE DI TANTI GOL CI SI PUÒ FIDARE
“Quando Romelu Lukaku alza le mani grandi come badili e picchia le palme contro quelle dei compagni, lo schiocco si sente a distanza. Persino dalla televisione: oltrepassa il muro sonoro della folla e plana sui tavoli e nelle stanze”. Così ha scritto stamattina Marco Evangelisti sul Corriere dello Sport-Stadio dopo il 4-0 della Roma sul Servette in Europa League. Evangelisti parla di “energia cinetica sul pallone ed energia morale sulla squadra, esattamente ciò che la Roma è andata a cercare in quel lussuoso avanzo di mercato misteriosamente lasciato nel piatto da club momentaneamente più dotati di risorse finanziarie”.
In una serata così piena [“Ha viaggiato tanta acqua per l’orto”] è arrivato un nuovo infortunio a Pellegrini, ma “rientra nella strana attitudine di questa squadra ad attirare come un magnete tutta la limatura di guai sparsa sul terreno circostante”, dice Evangelisti, “soprattutto quando il destino sembra per un momento raddrizzarsi”. In ogni caso, precisa, “il Servette è una faccenda e gli avversari che verranno, Slavia Praga inclusa, tutt’altra”.
COME VESTE L’ATALANTA
Andrea Elefante usa metafore d’abbigliamento sulla Gazzetta per raccontare la vittoria dell’Atalanta sul campo dello Sporting Lisbona. Ha scritto: “Un tempo con lo smoking, uno con la tuta da operaio: l’Atalanta a Lisbona tira fuori dall’armadio tutti i vestiti che servono per l’impresa e forse questi tre punti le serviranno per festeggiare a dicembre il primato nel girone. un primo tempo spettacolare: per distacco la più bella Dea di questo inizio stagione, ma non solo. Lo strapotere fisico e di intensità di un tempo hanno lasciato spazio ad un calcio se vogliamo più sofisticato, fraseggi rapidi e giocati a memoria, con la puntualità dei meccanismi e la precisione tecnica la cui assenza troppo spesso Gasperini aveva lamentato l’anno scorso”.
Marina Belotti sul Corriere di Bergamo ha raccontato [anche] il contorno: “Altissimi, dal piano 7 del settore ospiti devono sforzarsi per vedere il campo al -2 dello stadio: sono 907 in totale, ma non tutti da Città Alta. C’è una mamma bergamasca che vive a Lisbona da tre anni e ha portato le figlie a vedere la «sua» Atalanta, e ci sono anche degli svizzeri convertiti alla Dea da un amico di origini orobiche. Alcuni tifosi dello Sporting particolarmente nostalgici hanno tirato fuori dai cassetti il biglietto della gara del 1988 (storica anche per loro: non avrebbero mai creduto che in semifinale di Coppa delle Coppe sarebbe andata l’Atalanta in B), anche se oggi hanno qualche capello bianco in più”.
COME REAGISCE LA VIOLA
Il 2-2 di Fiorentina-Ferencvaros, per Federico Castiglioni di Sportellate è il risultato di “una partita pazza e divertente anche per l’occhio esterno e non coinvolto, giocata su alti ritmi e ricca di occasioni”. Dejan Stankovic fa bene compiti a casa. Il Ferencvaros sa come prendere la Fiorentina. La pressione alta dei magiari per oltre un’ora manda in tilt la costruzione gigliata, le difficoltà nella risalita per i viola si combina con una poca attenzione nelle marcature preventive, e con una debolezza sui duelli che pare sistematica. Una partita forse preparata male, specie nell’undici di partenza, ma decisamente ripresa anche con le giuste letture dalla panchina Se la classifica del girone dopo due giornate non è propriamente rosea, è invece rassicurante la capacità di reazione della Fiorentina anche nelle difficoltà, un altro piccolo sintomo di crescita che vale più del risultato”.
2 I cross riusciti al Ferencvaros in tutta la partita. Su 7 tentati.

FENERBAHCE-MILANO
Dopo la sconfitta della Virtus Bologna ieri sera, anche Milano apre la sua stagione in Eurolega. Lo fa in Turchia senza Damon Hill – assenza degli ultimi minuti – senza Maodo Lo e Billy Baron.
La giornata tipo ha parlato di “estate di grandi manovre in casa Fenerbahce” in estate.
“Dimitris Itoudis è riuscito a trovare la quadra solo a tratti nella passata stagione e allora in estate un robusto lifting sulle rive del Bosforo per provare a fare meglio. Confermata l’ossatura della squadra, con il duo Wilbekin-Guduric dalle cui mani passeranno le fortune offensive del roster, al tandem Hayes Davis-Pierre praticamente insostituibile nei due spot di ala, fino a un Jonathan Motley devastante nella stagione da rookie in Eurolega. Ad allungare la batteria dei lunghi sono arrivati Georgios Papagiannis e Sertac Sanli, che integrano perfettamente le caratteristiche di Motley: il primo con braccia lunghissime e pericolosità in post, il secondo con un tiro da tre chirurgico. La scommessa si chiama Nate Sestina”
Qui trovate una breve analisi di tutte le squadre d’Eurolega. Potete anche ritagliarla e conservarla. Ma ricordate prima di stamparla, altrimenti con le forbici graffiate il vetro dello smartphone.
[La Seconda Manche di quelle care scemenze in uso nella Prima]
quando | oggi ore 19.45 su Dazn
FRANCIA-ITALIA
Stasera l’Italia chiude il suo girone ai Mondiali di rugby contro la Francia. O fa un miracolo o torna a casa. Domenico Calcagno sul Corriere della sera racconta che gli azzurri hanno scritto “su un foglietto il ricordo peggiore della notte buia contro gli All Blacks e lo hanno bruciato. Una piccola cerimonia per andare oltre, per dimenticare il terribile 17-96 di una settimana fa. L’Italia è piena di lividi, sulla pelle e nella testa, le Bleus sono una squadra in missione. La nostra, di missione, sarà tenere il campo, resistere, non finire un’altra volta in pezzi”.
L’Équipe chiama giustamente questa partita un finto ottavo di finale. Renaud Bourel dice che deve fungere da trampolino e mettere in mostra le ambizioni della squadra. Poi ragiona sull’Italia, che alla vigilia della partita con la Nuova Zelanda coltivava ambizioni da passaggio del turno. Dice: “Se dovessimo riassumere il pensiero generico in una formula, potremmo dire che gli All Blacks sono tornati a essere gli All Blacks e l’Italia… anche. Parte della settimana lavorativa francese se n’è andata per cercare di capire come, nello stesso spazio-tempo, un’avversaria che è riuscito a battere l’Australia il 12 novembre a Firenze (28-27) e che aveva avuto un match point contro i Blues in apertura dell’ultimo Sei Nazioni (24-29), abbia poi ricevuto la seconda sculacciata più pesante della sua storia ai Mondiali venerdì scorso”. Bourel alla fine si è convinto del fatto che “nonostante il grande successo popolare di questi Mondiali, lo stato del rugby internazionale è sempre più preoccupante e non potremo rispondere a tutte le domande”.
quando | oggi ore 21 su Rai2 e Sky