Il domatore del caos è Bezzecchi 

Marco Bezzecchi, del team di Valentino Rossi, ha vinto a Le Mans il suo secondo GP della stagione e si è riavvicinato a Francesco Bagnaia nella classifica generale. Il leader del Mondiale è uscito di pista dopo un contatto con Maverick Vinales, uno scontro che stava degenerando in rissa. Secondo Jorge Martin, Marc Marquez a terra a tre giri dal termine. Terzo posto finale per Johann Zarco. Male le KTM e Jack Miller, pure lui caduto dopo essere stato al comando. Luca Marini fuori a sua volta, travolto da Alex Marquez.

 

Massimo Calandri considera che a Le Mans si è corsa la gara più spettacolare delle ultime stagioni di MotoGp, davanti a un pubblico record (278.805 spettatori nel fine settimana). Ma andatelo a dire ad Alex Marquez e Luca Marini, che si sono ritrovati inermi sull’asfalto mentre intorno a loro bolidi sfrecciavano a quasi 300 all’ora. Alla fine hanno tagliato il traguardo in 13. Su 21. Sempre in precario equilibrio tra pericolo e divertimento, sulla pista francese il motomondiale ha celebrato un ragazzo di Rimini che ha l’aria di essere capitato per caso, invece: Marco Bezzecchi, 24 anni, qualcosa che ricorda la leggerezza geniale di Simoncelli (sarà per i capelli?), ha dimostrato che quel successo in Argentina del mese scorso non era casuale.

Matteo Aglio su la Stampa racconta che dopo la vittoria in Argentina lui e la sua squadra avevano promesso di non rasarsi finché non si sarebbero ripetuti, non hanno dovuto aspettare molto.

Jerome Bourret su L’Équipe dice che non è facile avere il culo tra due sedie. Soprattutto quando la superficie non è larga più di un sellino della MotoGP e devi muoverti da un angolo all’altro, in mezzo a un gruppo di persone eccitate che vogliono il tuo posto. Francesco Bagnaia corre sempre con la scritta del favorito grossa così appiccicata sul retro della sua tuta e la cosa non è facile da gestire psicologicamente. Ha 26 anni e una forte propensione a farsi confondere, come in Argentina e in Texas, il suo cervello va in subbuglio quando gli avversari vanno a pressarlo da vicino. Come regolarsi? Duellare spalla a spalla per difendere il proprio posto oppure andare sul sicuro, cedere un posto e punti? Un vero dilemma.

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