Federica stanca di guerra. L’oro maturo di Brignone

Nella vita non esistono che gli inizi

Madame de Staël

 

I Mondiali di sci si sono aperti a Méribel con l’oro di Federica Brignone nella combinata. Mikaela Shiffrin è saltata alla penultima porta dello slalom, quando le mancavano pochi metri per vincere. Marta Bassino è uscita di pista nella prima prova. Sofia Goggia ha partecipato al solo Super-G.

 

  La gara che non esiste più è stata vinta da chi aveva portato a casa l’ultima Coppa del mondo di quella specialità. Federica Brignone aveva il miglior tempo dopo il super-G, addirittura 96 centesimi di vantaggio su Mikaela Shiffrin. Aveva sciato gestendo bene la curva nella porzione alta del tracciato, una delle poche sciatrici in spinta per tutta la prima parte, ha sottolineato Camilla Alfieri in telecronaca diretta su Eurosport. Un bell’atteggiamento che le ha consentito di sfruttare bene le ondulazioni per tenere alta la velocità [dalla telecronaca di Gianmario Bonzi]. È stata molto brava nella zona in ombra, è arrivata lunga sul muro perché era molto veloce e molto in spinta, così è partita per prima nello slalom. 

Buon ritmo, “pulizia del piede” [sempre Camilla Alfieri], ha lasciato qualcosa sul tratto finale pianeggiante perché ha sbagliato in un punto dove si poteva spingere di più, ma non ha perso il suo assetto. Non restava che attendere qualcuna che volesse attaccare il suo crono. In sostanza: Mikaela Shiffrin.

Era la grande favorita, sia prima della partenza, sia al termine della manche iniziale. Quando l’americana è saltata, a una porta o due dalla fine, Bonzi e Alfieri hanno confermato che le telecronache di sci su Eurosport spiccano per serietà. Nessuna esultanza, anzi, un lungo noooo. Sono pietrificato ha detto lui, mentre mamma Shiffrin si contrariava e Federica metteva con grande fair play le mani sulla testa. Aveva guadagnato, sarebbe stata davanti ha detto Alfieri. Come sarebbe stata davanti Marta Bassino, alla fine del super-G, se non fosse uscita di pista quando aveva toccato i 100 all’ora di velocità, la più rapida, la migliore, aveva sciato in maniera divina” [ancora Bonzi su Eurosport]. Ma restare in piedi non è un dettaglio. È parte della gara e della scena.

 

La gara

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 ◇  Marisa Poli sulla Gazzetta ha trovato Brignone “perfetta: sempre all’attacco, scegliendo una linea per affrontare il muro che le ha consentito di chiudere con oltre sette decimi sull’avversaria più vicina, la norvegese Mowinckel (seconda a 71/100 a pari merito con la Gut) e sull’altra azzurra, Elena Curtoni (quarta a 78/100)

 ◇  Lucia Galli sul Giornale parla di nuovo casco, stessa tigre dentro e fuori

 ◇  Flavio Vanetti sul Corriere della sera parla dell’americana e scrive che perfino i marziani a volte sbagliano. Vedere Sua Maestà inforcare un paletto rosso — una trappola a pochi metri dal traguardo accentuata da un cambio di luce — e mandare in fumo una rimonta quasi completata, dal momento che all’americana erano rimasti solo 8/100 da recuperare, è una rarità. Ma è successo, per la felicità dell’Italia La nostra campionessa ha stravinto in superG e poi tra i rapid gates, scesa per prima, ha pescato dal cilindro il meglio del suo potenziale, mai pienamente espresso.

 

La maturità

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Una Brignone nuova, lo dicono tutti, stamattina, sottolineando una sopraggiunta serenità. Due anni fa eravamo nel gorgo delle polemiche con Sofia Goggia, rinfocolate per la verità più da mamma Quario che da Federica in persona. Ne fa cenno Giorgio Pasini su Tuttosport quando dice che in principio è stata mamma Ninna, slalomista tutta nervi e grinta, a trasmettere a Federica la voglia, la passione. A volte troppa”

Da quando mamma Ninna si è defilata dal panorama, la scena Brignone è meno tesa. 

 ◇  Francesco Ceniti sulla Gazzetta trova che questo dualismo ha portato la Brignone ad andare per la sua strada, fidandosi sempre più del proprio cerchio magico (fratello-allenatore, skiman, la manager, il mental coach…) e sempre meno delle indicazioni federali. Punto di svolta nel 2020: il mondo travolto dalla pandemia e Fede travolta dal trionfo in Coppa del Mondo (sola italiana a riuscirci), silenziato dal Covid con tanto di trofeo inviato per posta e i distinguo nei corridoi («ha vinto perché hanno annullato le ultime gare, altrimenti la Shiffrin…»). Quella “colpa” era diventata una zavorra insopportabile: ha cercato di disfarsene, finendo sull’orlo della depressione e del ritiro (estate 2021). Poi ha resettato ogni cosa

 ◇  Daniele Sparisci sul Corriere della sera scrive che si tratta di una versione mai vista di Fede: affamata, dominante, concentrata, opportunista. Ha proseguito un cammino nuovo iniziato dodici mesi fa fra le vette brulle di Yanqing. Era stata capace di non farsi soffocare dalla più rigida delle bolle anti-contagio, dalle leggi inflessibili della Cina del Covid zero. Come se a Oriente, in tutto quell’isolamento, abbia scoperto una miniera di sicurezza, nascosta chissà dove. Una fiducia inedita che l’ha portata a esplorare limiti più profondi. Dalla bolla cinese alla bolla familiare, il fratello Davide allenatore e molto di più, al posto dello staff della Nazionale; agli allenamenti personalizzati, anche gli ultimi prima di Meribel, tutto in casa. Sembravano capricci, ma erano necessari per farla rendere al meglio, per esaltare il suo enorme talento.

 ◇  Alberto Dolfin sul Corriere dello sport-stadio racconta Davide: Prima motivatore e autista, poi allenatore a tutti gli effetti dopo un discreto passato da atleta, il più giovane della famiglia Brignone è stata la figura fondamentale per permettere alla sorella illustre di compiere quel passo che mancava per diventare un pezzo di storia dello sci azzurro. Le restrizioni per il Covid e i tanti sacrifici nella stagione che ha seguito quella della conquista della Coppa del Mondo hanno insinuato qualche dubbio nella mente di Fede e a più riprese ha pensato di mollare tutto, ma Davide è sempre stato bravo a proporle nuovi traguardi da raggiungere.  Un’altra certezza per Fede è stata poter contare sempre su Mauro Sbardellotto, skiman che in passato seguì anche Deborah Compagnoni

 ◇  Fede ritrovata titola anche Repubblica e il fratello coach parla di momenti indimenticabili, mentre Daniela Cotto su la Stampa scrive: “Libera di testa, ha messo in campo tutte le sue doti tecniche, un manuale da accademia dello sci. La rassegna iridata vicino a casa le ha regalato serenità e le ha permesso di togliere quelle ragnatele emotive che nelle scorse edizioni le avevano imbrigliato la mente, per esempio due anni fa a Cortina d’Ampezzo.   La liberazione dopo anni di lavoro, cadute e risalite e stile di vita sano, dall’alimentazione al sonno. Ma Fede è sempre stata “sul pezzo” con quel suo modo naturale di curvare e di piegare come solo i piloti della MotoGp sanno fare.  Sciolta e sicura, è sulla cresta dell’onda da tanto tempo anche per la sua tecnica sopraffina e perché non ha mai avuto infortuni pesanti

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