OGGETTI DI SCENA Il mestolo di Neymar
Un colpo così, i francesi lo chiamano louche. Un mestolo. Dà l’idea del piede che solleva la palla come il brodo da una ciotola il coppino. Scucchiaia, diciamo noi, anche se poi il cucchiaio ci pare un gesto solo da calcio di rigore.
Cucchiaio chiamano in Malaysia l’Orsa maggiore, mestolo invece nei paesi slavi o in America, anzi il grande mestolo, The Big Dipper, per via della sua somiglianza in cielo all’oggetto da cucina. La tradizione popolare vuole che gli schiavi in fuga usassero la costellazione come punto di riferimento per il nord. C’è una canzone, Follow the drinkin’ Gourd, segui il mestolo da zucca, diventata una specie di inno per la libertà.
Un mestolo è dunque fuga, sogno, roba per stelle. Luigi Garlando sulla Gazzetta lo chiama infatti un arcobaleno. Alessandro Barbano, condirettore del Corriere dello sport-stadio, dice: “Il piede di Neymar sembra un pennello ispirato che disegni sulla tela del campo una stupefacente parabola, la zampata di Mbappé è lo schiaffo che svela alla Juve il sortilegio in cui è caduta”. Anche Giulia Zonca su la Stampa ha scritto di quel colpo sotto la palla del brasiliano da cui è nato il primo gol di Mbappé: “Questa è la fase fredda, quella in cui Mbappé e Neymar non se la intendono troppo, ma dopo 5 minuti il brasiliano fa un regalo all’uomo più potente del calcio contemporaneo. Gli alza una palla uscita dal niente e trasformata in gioiello dopo un singolo tocco: il passaggio perfetto per l’attaccante più spettacolare che infatti la tocca di esterno e la appoggia in rete. Così, senza troppa sintonia, senza pensieri. Bello e basta”.