Londra 1908 ► Madge Syers, la pattinatrice che batteva gli uomini

HO FATTO LE OLIMPIADI | CERTE VITE TRA I CERCHI  #4

DI ELENA BUONOCORE |

 

▻ Prima di altri sedici anni, prima che si accendesse una fiaccola anche sulle nevi e sui ghiacci a Chamonix nel 1924, le gare di pattinaggio furono a Londra nel 1908 una specie di annuncio dei Giochi invernali in arrivo. Una competizione bizzarra, nella quale vinse tra gli uomini un russo con uno pseudonimo, Nikolay Panin alias Kolomenkin – funzionario ministeriale dell’impero zarista – e in campo femminile una donna che gli uomini li aveva battuti fino a pochi anni prima.

La gara era stata a lungo mista e Florence Madeline Cave, per gli amici e per i posteri Madge, una dei quindici figli del costruttore Edward Jarvis Cave, una ragazza dell’alta società che si era data a lungo al nuoto e all’equitazione, poi si era iscritta alla Prince’s Skating Rink di Knightsbridge, dove grazie ai pattini aveva conosciuto Edgar, di diciannove anni più grande di lei, il segretario della federazione. Di cognome faceva Syers, e si sa come vanno le cose – un giorno pattini, una sera esci, una sera esci, un giorno pattini – e dentro una chiesa quel cognome presto diventò anche il suo.

Edgar la incoraggiò a liberarsi del vecchio stile inglese, fatto di movimenti minimi del corpo, lei si affidò e diventò la più famosa pattinatrice al mondo della sua era. Vincevano insieme e vinceva da sola. Ai Mondiali del 1902 era arrivata seconda dietro lo svedese Ulrich Salchow, che insistette a lungo per cederle il proprio oro, incantato dalla sua bravura. Non se ne parla, rispose Madge, presto lo vincerò per conto mio. Prima che le autorità bandissero le donne istituendo una gara a parte, fece in tempo a battere Horatio Torromé e l’anno dopo proprio suo marito. Era troppo.

La separazione di genere fu sancita da una votazione che si chiuse sei a tre. Per alzata di mano. Ma erano le mani di nove uomini. Giustificarono il verdetto sostenendo che la lunghezza delle gonne impediva ai giudici di vedere i piedi delle pattinatrici e non si poteva così valutare allo stesso modo uomini e donne. Più assurda ancora fu la ragione secondo cui un giudice avrebbe potuto innamorarsi di un’atleta. Meglio non indurlo in tentazione. Così finì lo scandalo della donna che pattinava meglio degli uomini.

Madge la prese con leggerezza. Fu con questi record che si presentò ai Giochi del 1908, chiara favorita per il singolare femminile. Non sbagliò. Tutti i cinque giudici le diedero il primo posto, sia negli esercizi obbligatori sia nei liberi. Nessuno si innamorò. All’oro aggiunse il bronzo nella gara a coppie con suo marito. Aveva seri problemi di salute, lasciò presto le gare di pattinaggio per passare all’insegnamento, morì all’età di 35 anni. Edgar Syers si sposò di nuovo. La sua seconda moglie aveva trent’anni meno di lui.

 

 

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Slalom 1 agosto 2020


 

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