Le indiscrezioni della stampa anglosassone dei giorni scorsi sono confermate. Roger Federer sta bene. Non è stato il ginocchio operato a impedirgli di partecipare agli Australian Open, ma le rigide misure di restrizione in accesso e di permanenza nel paese. Lo ha confermato Andre Sa, un ex giocatore brasiliano, ora direttore delle relazioni con i giocatori per lo Slam di Melbourne parlandone con il media del suo paese, Ace Bandsports. «Il motivo principale è la quarantena. Ho parlato con lui un mese fa – sono le parole che gli vengono attribuite – e aveva due opzioni. Poteva venire con tutta la famiglia e mettersi in quarantena. Ma il problema è che Mirka e i suoi figli non avrebbero potuto lasciare la stanza. Sarebbero dovuti restare 14 giorni chiusi dentro. L’eccezione di uscire riguarda i giocatori, non la famiglia e Mirka non ha approvato l’idea». La seconda opzione che Federer non ha mai contemplato era andare da solo.
«Significava stare almeno cinque settimane lontano dalla famiglia e dai bambini. Così mi ha detto: Amico, ho 39 anni, quattro figli e 20 Slam vinti. Non ho più tempo per stare lontano dalla mia famiglia per cinque settimane». Sembra Jep Gambardella.
altre cose successe | ① Il coach Ferrer e Zverev si sono separati. Non funzionava più. | ② Gianluca Mager ha vinto la partita di primo turno a Delray Beach battendo Ryan Harrison per 3-6 6-1 6-4 annullandogli 12 palle break su 13, sei delle quali nell’ultimo game della partita. Al prossimo turno affronterà l’americano Querrey, che poco fa si è mangiato McDonald (bella battuta). David Goffin ha vinto in Antalya contro Pierre Hugues Herbert salvando cinque match point. | ③ È morto Tom Perrotta, storica firma di tennis del Wall Street Journal. Molta commozione del circuito e messaggi di cordoglio sui social tra le altre da Viktoria Azarenka e Chris Evert. Billie Jean King lo ha salutato così su Twitter: “Diceva sempre la verità e siamo state fortunate che si sia occupato del nostro sport”. | ④ Dayana Yastremska, numero 29 della classifica mondiale, è stata fermata dalla WTA per essere risultata positivo a un test antidoping. La sostanza è il mesterolone, in genere utilizzata come steroide anabolizzante.
Oggi debuttano Berrettini e Fognini in Turchia. Intervistato da Alessandro Mastroluca per il Corriere dello sport-Stadio, Paolo Bertolucci ha detto di aspettarsi dagli italiani «una conferma. Il 2020 doveva essere l’anno dell’esplosione di Berrettini, che ha avuto poi tanti problemi fisici. Gli altri hanno confermato quanto di buono ci si aspettava: parlo di Sonego, di Sinner, del ritorno a discreti livelli di Cecchinato. Sono convinto che Fognini, risolti i problemi alle caviglie, possa tornare ad alti livelli. Ha cambiato coach perché credo cercasse nuovi stimoli. I progressi lui li ha fatti con Davin. Per me ha ancora due anni almeno ad alto livello». E su Musetti: «Più dell’esplosione, che mi farebbe comunque molto piacere, sarei contento di vedere una crescita continua, settimana dopo settimana, mese dopo mese. Perché è garanzia di un giocatore di livello che rimane in alto per molto tempo».
Al torneo di Abu Dhabi ieri hanno esordito quattro top 10 del circuito. Hanno vinto tutte: la 4 Kenin (su Yang), la 5 Svitolina (su Pegula) la 6 Katarina Pliskova (su Papamichail), la 10 Sabalenka (su Hercog). Hanno giocato e vinto anche la sedicenne Cori Gauff, lasciando un solo gioco alla norvegese Ulrikke Eikeri (260 al mondo), mentre nel match più atteso di ieri Garbiñe Muguruza ha battuto in due set Kristina Mladenovic. Al suo esordio in un tabellone Bianca Turati ha battuto 6-1 6-2 Yaroslava Shvedova, ex numero 25 al mondo, ma poco fa ha già perso al secondo turno per 6-2 6-1 contro la numero 46 Veronika Kudermetova. Turati ha commesso 8 doppi falli e con la seconda di servizio ha fatto solo 4 punti su 21.
Mentre un po’ alla volta si ritorna, starà fuori ancora per un bel pezzo Taylor Townsend, che in ottobre ha annunciato di essere incinta con un video sui social. Partorirà tra due mesi e stamattina ne ha parlato con Tumaini Carayol del Guardian. «Penso che 15 anni fa, se restavi incinta e avevi un figlio, era finita. Le cose sono cambiate, lo sport si è evoluto e si è reso conto che una gravidanza fa parte della vita di una donna. Le donne rimangono incinte, hanno figli, ma non si ferma quello che stanno facendo. Non si ferma il loro percorso».
Come accaduto a Serena Williams, anche Townsend ha fatto esperienza di body shaming. Già all’età di 4 anni le dissero che non avrebbe potuto giocare a tennis. «Mi dissero: sei troppo grassa, non puoi muoverti, devi fermarti, non ce la farai, e tutto quel tipo di merda stupida. È quello che ho sentito da quando ho iniziato a giocare. Non permetterò a mio figlio a 4 anni di farsi dire quello che può o non può fare».
Anche agli US Open dell’anno scorso, mentre era incinta, certi commenti l’hanno inseguita. «Ho smesso di ascoltarli – ha raccontato al Guardian – e ho pensato: Ho bisogno di essere felice per quello che sono. Devo andare d’accordo con me. Non assomiglierai mai a loro». Al torneo di New York 2019 raggiunse gli ottavi battendo Simona Halep al secondo turno per 2-6, 6-3, 7-6. Il Guardian ricorda che “in un momento nel quale la maggior parte delle giocatrici passa il tempo a scappare dalla rete, quella fu la più grande prestazione di serve and volley di questa generazione. Townsend scese a rete più di 100 volte, nel set finale praticamente ogni punto giocato al servizio”. Taylor Townsend ha programmato di tornare tra marzo e maggio del 2022.
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