I disconnessi. Il paese senza contagi non ha il calcio da settembre

 

I disconnessi
Il paese senza contagi non ha il calcio da settembre

 

  [S]   Ferrera Erbognone, mille e 99 abitanti nel Pavese, di preciso nella Lomellina delle garzaie e delle farnie, a 90 chilometri da Codogno, non ha neppure un contagiato. Oggi è l’ultimo giorno di prelievo di sangue per i suoi abitanti. All’istituto Mondino di Pavia vogliono capire. Epidemiologi e immunologi aspettano di studiare gli esiti. È un medico anche il sindaco, Giovanni Fassina. Finché non arriverà la risposta della scienza ci resterà la suggestione, e il paese si presterà a essere una sorta di proiezione italiana delle Macondo immuni disegnate da Massimo Fini su Il Fatto: “Si salverà la gente di campagna o chi, anticipando gli altri, vi si sarà ritirato, avrà imparato a lavorare di zappa, a mungere una mucca e si sarà provvidenzialmente provvisto di un paio di kalashnikov. Si salveranno le comunità autoctone, gli indigeni delle Isole Andamane che sfuggirono allo tsunami e cacciarono a colpi di freccia l’elicottero indiano che veniva ad accertare quel che ne era di loro, si salveranno gli indios dell’Amazzonia che nessun Bolsonaro potrà abbattere con le sue armi modernissime perché non ci sarà più nulla per alimentarle”. 
Ecco. Magari Ferrera Erbognone è una realizzazione meno estrema e meno apocalittica del concetto, magari risponde solo a modo suo alla conclusione finale secondo cui “si salveranno i disconnessi”. Disconnessa è per esempio dalla mappa del calcio. È la terra di Silvio Piola ma la squadra si è ritirata dal campionato di Promozione a inizio settembre, dopo una sola giornata. Era un campionato che voleva vincere per tornare in Eccellenza. A inizio agosto il presidente Alex Fornasiero descrive la sua società a Il Nuovo Lomellino come “un’isola felice” e lui stesso viene celebrato come “il Peter Pan” di quell’isola per aver “alzato l’asticella con gli acquisti di De Marco, Procopio, Casula, Zilocchi, Di Gennaro, Migliavacca”.

 

  Propensi a crederci, resta da domandarsi cosa sia successo. Problemi con il Comune, ha spiegato L’informatore vigevanese. Con i lavori in corso al campo sintetico, il Ferrera Calcio non viene autorizzato a usare l’impianto affianco. Seguono minacce di trasferirsi a Tromello, allenamenti a Scaldasole (e qui per fantasia siamo dalle parti di Calvino), lettere fra le parti che indispettiscono a vicenda e portano alla rottura tra il Peter Pan e il sindaco che deve essere Capitan Uncino. Ritiro della squadra, giocatori svincolati e l’allenatore Andrea Balestra costretto a restare fermo un anno.

 

Dunque a Ferrera Erbognone non si gioca a calcio da settembre. Qualcuno potrebbe farsi venire dei pensieri, mettendo la cosa in relazione alle ipotesi fatte intorno alle cosiddette partite del contagio, AlbinoGandino-Codogno del 9 febbraio su scala locale o Atalanta-Valencia su scala europea. In realtà non significa niente. Proprio niente. È solo un’eco, una tacca in una foresta di segni, molto più probabilmente una stupida coincidenza. Se interessa, a Ferrera Erbognone esiste invece un circolo di tennis con due campi coperti, in estate dovrebbero aggiungersene due all’aperto. Gli allievi sono una quarantina. Uno degli istruttori è Davide Dadda, che a dicembre giocava contro Musetti e Mager il campionato di serie A1 per circoli, alla fine vinto proprio dal suo, il Selva Alta Vigevano. 

 

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