Diario dell’astinenza
La Sanremo virtuale Oggi però la Sanremo sarà protagonista di un esperimento che farà rabbrividire qualche purista ma avrebbe eccitato i protagonisti del ciclismo eroico, abituati a corse dove la fantasia la faceva da protagonista. A partire dalle 11 e fino alle 17, la porzione più spettacolare della gara, i 57 chilometri tra Alassio e via Roma a Sanremo, diventeranno terreno di una sfida virtuale (ma con fatica e sudore reali) tra almeno 1.500 ciclisti e un pugno di agguerriti campioni, tra cui Vincenzo Nibali, che nel 2018 ha compiuto qui una delle sue imprese più grandi. L’entrata degli eGames nell’orbita dei Giochi Olimpici ha fatto storcere molti nasi, ma il Virtual Cycling è altra cosa. «Ho già caricato il percorso sul computer di bordo – ha spiegato ieri Nibali, in conferenza stampa dal salotto della casa di Lugano – e montato la bicicletta sui rulli. Amo la Sanremo, sono pronto alla sfida». I rulli e il computer registrano implacabili i valori delle pedalate di ciascuno e li trasformano in distacchi o vantaggi dagli altri partecipanti sullo schermo del telefono dove scorrono nel display i Capi (Mele, Cervo, Berta), la Cipressa e, a 7 chilometri dal traguardo, il leggendario Poggio. Se la strada si inclina verso l’alto la pedalata si indurisce, se declina si fa più agile. Se Nibali si alza sui pedali e scatta, chi ce la fa (auguri) può provare a stargli a ruota: una democratica sfida tra amatori e professionisti che sulla strada non sarebbe possibile. | Marco Bonarrigo, Corriere della sera
Che cosa fa Nibali «È un momento tristissimo. Penso spesso ai morti e alle loro famiglie che in molti casi non hanno neanche potuto dare l’ultimo saluto ai propri cari deceduti. È terribile».
➣ Lei non ha paura, anche per i suoi genitori in Sicilia? «Faccio quello che mi dicono i nostri medici, il dottor Daniele e il dottor Magni. Quanto ai miei, a Messina il sindaco De Luca ha adottato drastici provvedimenti prima di altri. All’inizio lo criticavano, ora gli fanno i complimenti. Mi spiace non poterli vedere, ma bisogna restare a casa. Lo dico anche ai cicloamatori».
➣ Lei invece può allenarsi… «Sì, ma non più di due ore al giorno, anche in mountain bike. Non ho una tabella precisa di allenamenti perché non si sa quando ripartiremo».
➣ E il resto delle giornate? «In casa. Bricolage, il giardino, l’hobby del modellismo. Poi aiuto mia moglie e gioco con mia figlia Emma». | Intervista di Giorgio Viberti, la Stampa
Nibali, la figlia, il futuro «Come lo abbiamo spiegato a Emma? E’ qui, vicino a me, ve lo può dire lei. Sa che cosa sta succedendo. … Siamo sempre di corsa, sempre nervosi. Approfittiamo di questo tempo per stare con le famiglie, per fare quello che non facciamo mai. Rachele trova sempre qualcosa da farmi fare in casa. Credo che soltanto i miei nonni abbiano vissuto qualcosa di simile, quando c’era la guerra. Dopo il mondo sarà diverso: molti stanno scoprendo che si può lavorare anche da casa, e così si limitano traffico, inquinamento, consumi. Vedere l’acqua chiara nei canali di Venezia mi ha colpito. Può essere un invito a semplificare la nostra quotidianità. Purtroppo ci saranno problemi economici per tutte le categorie, tante cose cambieranno». | Intervista Alessandra Giardini, Corriere dello sport-Stadio
Alaphilippe, il vincitore di un anno fa ➣ Un anno dopo la tua vittoria, la Milano-Sanremo non si corre. Qual è la tua sensazione? «La cosa più bella che ho fatto da quando ho iniziato a pedalare è vincere la Milano-Sanremo con tanta maestria. Vivevo in un periodo piuttosto incredibile (durante la sua campagna italiana, aveva anche vinto la Strade Bianche e due tappe della Tirreno-Adriatico). Quindi sì, anche se non potrò tornare quest’anno, è strano che non ci sia una gara. Con questa pandemia, stiamo attraversando qualcosa di storico».
➣ Il dipartimento medico del tuo team ti dà istruzioni specifiche? «Le conosciamo già e le seguo. Riceviamo principalmente informazioni sulla dieta perché dobbiamo evitare di ingrassare. Il team comunica anche che dobbiamo essere tutti uniti (con lo slogan “Divisi ma uniti”), mantenere soprattutto morale e salute! La salute è una priorità che va ben oltre le corse cancellate, le condizioni fisiche, gli obiettivi che ci eravamo prefissati… Tutto questo è irrisorio di fronte a questo problema di salute pubblica, di fronte a persone malate e isolate. Sono fortunato a stare in buona salute, sto solo aspettando giorni migliori per dedicarmi interamente al mio lavoro. | Intervista a Jean-Luc Gatellier, l’Équipe
In Bielorussia è tutto regolare Il campionato di calcio si gioca regolarmente ed è uno degli eventi su cui, come scriveva ieri la Stampa, si può anche scommettere (pure in Italia). Ieri due partite a porte aperte della prima giornata. Iacopo Iandiorio scrive stamattina su la Gazzetta dello sport: “D’altronde il presidente-dittatore di Minsk dal 1994 Alexandr Lukashenko, 65 anni, per battere il coronavirus ha consigliato di «fare la sauna, bere tanta vodka e lavorare molto per uccidere il virus nei vostri organismi» Così ai giocatori è toccato scendere in campo. Il tutto sotto gli occhi dei tifosi, tra abbracci e strette di mano dei calciatori”. Nel dubbio, sai com’è, la Russia ha chiuso i confini con il paese.