L’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi)
costituisce la migliore approssimazione concreta
alla felicità sulla terra
ma questa è una verità che non molti conoscono
Primo Levi
lo sport e la pandemia
Come si parla di sport in giorni come questi?
Cari lettori, care lettrici, questa è una situazione senza precedenti nella storia dello sport e in quella del nostro giornale. Che non abbiamo mai conosciuto. Lo sport è messo sotto chiave fino a nuovo avviso. Nessuna competizione sportiva (o quasi) si svolgerà nelle prossime settimane di fronte alla minaccia della diffusione del coronavirus nel nostro paese. Le autorità sportive hanno agito con raziocinio nei giorni scorsi sospendendo le competizioni per preservare la salute dei giocatori e del pubblico. Questa situazione evidentemente drammatica porterà a un adeguamento della nostra offerta editoriale. Anche senza un evento sportivo, vi proporremo ogni giorno un quotidiano che darà il posto d’onore ai sondaggi e alle grandi storie raccontate sotto forma di serie. Ovviamente, affronteremo le conseguenze del coronavirus sull’organizzazione dello sport, le difficoltà economiche dei club, quelle degli atleti e delle federazioni più fragili. E affronteremo la riorganizzazione delle competizioni alla fine della crisi perché, sì, ci saranno notizie sportive dopo il coronavirus. Seguiremo anche i nostri campioni nella loro nuova vita, nell’attesa, in allenamento, alle prese con i loro dubbi e le loro speranze. Di fronte a questa crisi senza precedenti, l’Équipe continuerà a tenervi informati. Per nostro dovere e per il contratto che ci vincola, noi e voi, da oltre settant’anni. | Jérôme Cazadieu, l’Équipe
La situazione attuale suppone una sfida senza precedenti per la stampa sportiva, a causa dell’impossibilità di raccontare eventi che non vengono celebrati, e insolita anche per l’industria dell’intrattenimento, la cui storia è spesso costruita su ciò che potrebbe essere o potrebbe accadere, che si tratti di interpretazione della realtà o della creazione di una realtà virtuale ma accettata dal pubblico, una discussione che fa riferimento a un articolo di Umberto Eco pubblicato nel 1986 su El País. “Lo sport attuale è essenzialmente un discorso sulla stampa sportiva … Se per uno schema diabolico del governo messicano e del senatore Brundage, alleati con le reti televisive di tutto il mondo, le Olimpiadi non avessero luogo, ma venissero proposte giorno per giorno e ora per ora con immagini fittizie, nulla cambierebbe nel sistema sportivo internazionale, né i commentatori sportivi si sentirebbero delusi. Di conseguenza, lo sport come pratica ha cessato di esistere, o esiste solo per motivi economici: si parla solo di discorsi sportivi”. | Ramon Besa, El País
Che cosa pensava a suo tempo Eco di chi racconta lo sport
Come già mi era avvenuto di osservare in altra occasione, la discussione sportiva (intendo lo spettacolo sportivo, il parlare dello spettacolo sportivo, il parlare sui giornalisti che parlano dello spettacolo sportivo) è il sostituto più facile della discussione politica. Invece di giudicare l’operato del ministro delle finanze (per il che bisogna sapere di economia e da altro) si discute dell’operato dell’allenatore. E, invece di criticare l’operato del parlamentare si critica l’operato dell’atleta; invece di chiedersi (domanda difficile e oscura) se il ministro tale abbia sottoscritto oscurissimi patti col potere talaltro, ci si chiede se la partita finale o decisiva sarà effetto del caso, della prestanza atletica, o di alchimie diplomatiche. Il discorso calcistico richiede una competenza non certo vaga, ma tutto sommato ristretta, ben centrata; permette di assumere posizioni, esprimere opinioni, auspicare soluzioni senza esporre all’arresto, al Radikalerlassen o in ogni caso al sospetto. Non impone che si debba decidere come intervenire di persona, perché si parla di qualcosa che viene giocato al di fuori dell’area di potere del parlante. Permette insomma di giocare alla conduzione della Cosa Pubblica senza tutti i patemi, i doveri, gli interrogativi della discussione politica. E per l’adulto maschio come per le bambine giocare alle signore: un gioco pedagogico, che insegna a tenere il proprio posto. | Umberto Eco. Il Mundial e le sue pompe, in “Sette anni di desiderio” (Bompiani 1983)
Farsi compagnia Adesso che non si possono raccontare i protagonisti della domenica calcistica, fare sentire l’odore della terra rossa dei campi da tennis, descrivere le corse dei rugbisti verso la meta o le curve veloci delle nostre sciatrici; adesso che non si può indagare il momento della Ferrari, scherzare con O’ Malley sulla superiorità morale della Premier League, scovare atleti semisconosciuti che vincono in sport che tanti snobbano; adesso che lo sport – diciamolo – non ha dato grande prova di sé, minimizzando come tanti l’allarme del coronavirus, faticando a fermarsi di fronte alla possibilità di un danno economico, il Foglio Sportivo cercherà di fare soprattutto due cose: 1) raccontare grandi storie sportive … 2) Cercheremo poi di dire la nostra su quello che succede – non viviamo fuori dalla realtà – riguardo all’emergenza dell’epidemia in corso, e di come questo cambia e cambierà gli eventi sportivi che erano previsti nelle prossime settimane. … Senza campionato, coppe, tornei di tennis, gare di sci, la quotidiana anormalità di questi giorni ci sembrerà ancora più normale. Grazie a Dio lo sport è anche storia, e ogni impresa più o meno famosa può essere scoperta di novità e bellezza. Abbiamo tanto da raccontare, per farci un po’ di compagnia in queste settimane di solitudine, spalti vuoti e fatica. | Piero Vietti, il Foglio sportivo
L’irrilevanza Mentre il Primo Ministro parlava, il calcio è diventato rapidamente irrilevante. L’unica cosa con cui avrei potuto equiparare la situazione è ciò che accadde l’11 settembre al campo di allenamento del Queens Park Rangers. Tutti fermarono quello che stavano facendo. Tutti si misero a sentire. Immaginate di provare oggi a parlare di quanto stia giocando bene Odion Ighalo da quando è arrivato in prestito all’Old Trafford. Oppure di discutere dell’eliminazione del Liverpool. Sembrerebbe tutto irrilevante. Sapete quanto amo il calcio e come le mie settimane ruotano attorno ad esso, ma sarebbe una sciocchezza tentare di parlare di qualcosa che riguarda il gioco quando siamo nel mezzo di una crisi e nessuno sa come andrà a finire. Siamo tutti ansiosi. Sarebbe sbagliato fare diversamente. | Peter Crouch, Daily Mail
| l’intervista Velasco e la funzione dello sport «Lo sport perde la sua funzione. Come musica e arte, è spettacolo che diverte, svaga, fa pensare meno ai problemi. Magari ci farà riflettere su altro, adesso».
➣ Tipo? «A quante volte ci siamo lamentati per nulla e di quel poco che ci manca. Spero che questo “allenamento” ci faccia apprezzare di più il tanto e il bello che abbiamo, ci renda più forti e orgogliosi».
➣ Consigli? «Fare cose diverse. Leggere, sentire musica, vedere film, chiacchierare di più. In generale usando bene il tanto tempo a disposizione. Per gli atleti, ad esempio, potrebbe essere l’ora di prepararsi al momento in cui smetteranno. È un argomento delicato, non c’è mai tempo per fermarsi e affrontarlo. Ora si può. Magari imparando l’inglese, studiando computer o cucina, coltivando un hobby trascurato». | Intervista di Roberto Condio, la Stampa
Le tv senza dirette Lo sguardo perduto nel vuoto di chi è abituato a consumare chili di sport in televisione, soprattutto nei weekend, e fosse solo il calcio. Hanno fatto un deserto e l’hanno chiamato palinsesti sportivi, quelli live, tutto saltato e quindi zero dirette ed è appena ovvio: è l’ultimo dei problemi in questi giorni, ma l’effetto aggiunge pesantezza a pesantezza, morale che si abbassa vieppiù e si spera anche consapevolezza negli ultimi irriducibili che puntavano all’abbaglio collettivo altro che virus micidiale. … Stop, basta, e a questo punto, visto il panorama complessivo, ci vorrebbe una voce autorevole alla Principe De Curtis che da un qualche balcone urli agli italiani: sportivi e tifosi, arrangiatevi. | Antonio Dipollina, la Repubblica
La funzione della memoria
È di ieri la maratona Sky con le partite della Nazionale di Marcello Lippi ai Mondiali tedeschi del 2006. Alle nove e un quarto l’Italia era in campo in semifinale contro la Germania e alle 23.29, con 14 anni di meno nella voce, Bergomi e Caressa gridavano di nuovo che “andiamo a Berlino”. A seguire finale con la Francia e rigori alle due di notte. Fabio Cannavaro ha commentato dalla Cina: «Non smettono di arrivarmi messaggi. Molti bambini hanno scoperto chi è Cannavaro grazie a questo. Ora posso spiegare che ho vinto il Pallone d’Oro per queste partite…». La serie chiamata Orgoglio Italiano continua oggi con una programmazione che comprende tra le altre cose il Gp dell’ultima vittoria di Valentino Rossi e le finali NBA del 2014 con l’anello di Marco Belinelli vinto con San Antonio su Miami.
Il Corriere dello sport-Stadio ha lanciato ieri la serie Emozionando: “I momenti e gli eroi del passato riletti al presente. Nelle emozioni la carica per resistere e ripartire”. Nella prima puntata Alberto Polverosi ha raccontato Italia-Nigeria ai Mondiali di calcio del 94 e il Baggio spaziale di quel pomeriggio: “Una squadra che gioca e lotta con generosità si potrà sempre trovare su un campo di calcio, più difficile ritrovare un giocatore che, per fare gol, riduce una circonferenza di una palla da calcio a quella di una pallina da tennis, perché altrimenti non sarebbe mai passata in quel cespuglio di polpacci, stinchi e tacchetti. È la magia del calcio”. Oggi Italo Cucci è sul Mundial 82.
Una iniziativa analoga per il gruppo il Resto del Carlino, la Nazione, QN. Leo Turrini ha scritto ieri: “Per mestiere sono stato testimone di tante bellissime storie: non andranno perdute, nulla di ciò che ha contribuito ad avvicinarci andrà mai smarrito. Per fortuna nostra, di tutti. Poi verrà il giorno in cui potremo alzarci dal divano, guardare le nuvole, respirare in gruppo”.
Su Twitter numerose le iniziative per tenere acceso un discorso sullo sport in assenza di eventi. Jvan Sica, autore e documentarista, ha lanciato l’hashtag #bellezzasportivacontrolapaura invitando a cercare gesti meravigliosi del passato. Fulvio Paglialunga, autore tv e firma del Foglio sportivo, ha invece lanciato #meravigliosesconfitte.
Il vuoto da riempire C’è un tempo di trasmissione infinito da riempire: Sky Sports ha nove canali, BT sport tre, Eurosport due, e ci sono anche i tradizionali slot sportivi sulla TV generalista. L’annuncio che la BBC avrebbe sostituito il programma Match of the Day con un vecchio episodio di Mrs Brown’s Boys ha raggiunto l’impossibile: è riuscito a unire i social media. Certo, le reazioni comuni erano di disprezzo o di disgusto, ma era comunque un risultato. … Il modo in cui Sky e BT Vision useranno i loro archivi abbondanti probabilmente diventerà un po’ più fantasioso con il passare del tempo. Per ora, tutti stanno cercando di dare un senso alla mancanza di sport. Nessuno su Sky Sports News lo ha definito come tale ma c’era un’intesa implicita che si trattasse di un sabato davvero surreale. | Rob Smyth, the Guardian