Il belga Remco Evenepoel, 20 anni, uno dei nuovi fenomeni del ciclismo mondiale, ha annunciato alla Gazzetta la sua partecipazione al prossimo Giro d’Italia. «L’Italia è un paese pazzo per il ciclismo, come il mio Belgio. E la corsa è piena di energia. Di spettacolo. È forse l’unico dei grandi giri in cui non riesci a prevedere che cosa possa succedere. Questo mi piace. Può cambiare tutto quasi ogni giorno. È entusiasmante. Nessuno stress, nessuna ambizione per risultati particolari o altro. L’idea è di venire, fare esperienza. Due settimane, tre, magari solo dieci giorni se sarò già vuoto e non vorrò finirmi. Cercherò di dare in ogni occasione il meglio di me». Evenepoel ha detto che la nuova generazione, formata da Bernal, Pogacar, Van der Poel e Van Aert, sta cambiando la maniera di correre. «Qualche anno fa il ciclismo è stato un continuo attendere, attendere, attendere». Ha raccontato come sia difficile vivere in Belgio con l’etichetta di nuovo Merckx. «In inverno ti vedi con gli amici per una cena e compri del gelato, oppure un pacco di M&M’s. Sa, per divertirsi. E qualcuno magari dice “Ehi, puoi mangiarli?”. Però è anche vero che c’è tantissimo affetto attorno a me, ed è bello. Qualcuno diceva che la vita di un artista non è semplice».
Lei si considera un artista? «Non volevo dire questo. Ma ho questa frase in testa. Sa, ci sono richieste di interviste, show in tv. Può sembrare un po’ la vita di un artista questo “dietro le quinte”. Ma io resto “semplicemente” un ciclista». | Ciro Scognamiglio, la Gazzetta dello sport