La Hit Parade del venerdì era uno degli appuntamenti settimanali fissi della newsletter, insieme con L’oroscopo del lunedì, il Meteo del martedì, gli Odori del mercoledì, i Fumetti del giovedì, i Varietà del sabato, le Giostre della domenica. In sostanza un contenitore di microstorie apparse sui quotidiani e raccolte giocosamente sotto un filo conduttore. Ecco allora: i Ricchi e Poveri che cantano l’addio di Davide Mazzanti alla Nazionale di pallavolo, i Pooh cantano Emanuela Maccarani, Nike Oldfield canta i cestisti italiani di Eurolega, I Pink Project cantano Matteo Berrettini, Nada canta Lukaku.
AMORE DISPERATO Nada canta Lukaku
Davide Stoppini sulla Gazzetta stamattina riprende il filo di certi conti lasciati in sospeso tra la Milano col broncio e il centravanti belga che ha mollato l’Inter. Il giornale rilancia: Lukaku trattava già con Juve e Milan prima della finale persa a Istanbul. Stoppini parla di sedute blande prima della finale e dell’assenza al matrimonio di Dimarco. Insomma: la sua testa non era più nerazzurra. Ecco.
Leggiamo: “Non si può dar retta a Dio e a mammona, a Lukaku e a Romelu. Bisogna scegliere. Bisogna decidersi. La verità è che il belga ha giocato su due tavoli, finché ha potuto. Ha dribblato finché c’è stata la possibilità. Poi, a metà luglio, è dovuto uscire allo scoperto. Con l’Inter. Con i suoi (ormai ex) compagni. Con Roc Nation, che aveva apparecchiato con l’Inter un affare a titolo definitivo e poi è stata costretta a salutare il suo ex uomo immagine. Ormai siamo a ottobre. Tanto vale aspettare fino al 29, il giorno del ritorno a San Siro. Il ritorno di Romelu e di Lukaku. Tutti e due insieme”. Preparatevi, insomma.
NON SIAMO IN PERICOLO I Pooh cantano Emanuela Maccarani
Il Corriere dello Sport-Stadio ritorna sul processo alla direttrice tecnica della ginnastica ritmica italiana e dà conto delle motivazioni che hanno portato a un semplice buffetto, un’ammonizione, con l’assoluzione per la sua assistente, Olga Tishina, dopo le denunce per abusi psicologici da parte di alcune ex atlete.
Le espressioni offensive ci sono state, spiega il giornale, ma la sentenza dice «non con l’intenzione di vessare le atlete». Sono 18 le pagine e il tribunale ritiene che «le espressioni utilizzate, ancorché offensive, non sono state mosse con l’intento di arrecare danno, ma al fine di incitare le atlete e ottenere un maggior impegno negli esercizi».
B PROJECT I Pink Project cantano Matteo Berrettini
È andata così. Matteo Berrettini si è cancellato dal torneo Atp sul cemento indoor di Stoccolma che comincia lunedì. Tuttosport scrive che “a questo punto l’obiettivo primario resta quello di tornare a disposizione in tempo per le Finali di Coppa Davis a Malaga, la settimana dopo le Atp Finals di Torino (dal 12 al 19 novembre). Servono però prima almeno un po’ di match di rodaggio, per verificare il grado di forma e l’effettiva competitività. Il primo ad avere necessità di queste risposte è proprio Filippo Volandri, capitano dell’Italia”.
MOONLIGHT SHADOW Nike Oldfield canta i cestisti italiani di Eurolega
Un raggio di luna arriva dalla serata di Eurolega e dal derby italiano giocato da Niccolò Mannion contro la coppia Procida-Spagnolo, in sostanza Vitoria Baskonia vs Alba Berlino. La coppia yè-yè riparata nella Bundesliga dei campioni del mondo ha segnato 12 punti a testa e 18 complessivi nel quarto finale, permettendo all’Alba di rimontare. Ma non abbastanza Mannion ha vinto la partita finendo con 8 punti e 4 assist in 16 minuti. Tuttosport li chiama “segnali confortanti”. Si riferisce a Berlino, ma certamente anche per la Nazionale italiana. Peraltro l’Alba va a giocare a Bologna mercoledì prossimo.
PICCOLO AMORE I Ricchi e Poveri cantano Davide Mazzanti
Adesso l’addio del cittì dell’Italvolley femminile è ufficiale. La formula scelta è quella della separazione consensuale. Come si fa quando gli amori sono stati grandi. Oa Sport parla di una “decisamente discutibile gestione del gruppo” e pone la questione del doppio incarico a cui andrebbe incontro Julio Velasco, se davvero toccasse a lui.
“La Federazione – leggiamo – ha sempre vietato il doppio incarico. Velasco ha appena incominciato la propria avventura con Busto Arsizio e ha esordito lo scorso weekend con una sconfitta in Serie A1 contro Milano. Le strade da percorrere sarebbero due: la prima è quella di una rivoluzione copernicana che consenta di avere in capo la doppia panchina (appare una via complicata), l’altra è quella di aspettare la conclusione della stagione per club in modo da nominare il tecnico italo-argentino”.
Sulla Gazzetta dello sport di stamattina, Gian Luca Pasini ammoniva: “Da qui a un anno “non può” fallire l’ennesima occasione. Ma per ripartire ci vogliono (ancora prima del coach) un programma ed idee chiare da portare avanti. Quello che di recente c’è stato soltanto a parole. Dopo gli errori delle ultime annate la Federazione (nel 2024 ci sono anche le elezioni federali!) non può più fallire”. La pallavolo italiana, ricorda la Gazzetta, ha un movimento femminile a 6 cifre, con oltre 200 mila tesserate.
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