
L’uomo del poster è Kevin Durant, ma il vero titolo della partita è ancora più semplice: KD sì o no. Perché la serie gira lì. Houston è sotto 2-0, ha perso il controllo tecnico del confronto e ora aspetta il suo giocatore più grande senza sapere se avrà davvero il suo corpo per intero. Anche quando è rientrato, il ginocchio lo ha frenato: in gara-2 aveva preso 7 tiri nel primo tempo e appena 2 nei primi 18 minuti della ripresa, finendo soffocato dai raddoppi dei Lakers e chiudendo con 9 palle perse. Se stanotte gioca ma non sta bene, la sua presenza rischia di essere più un’idea che una soluzione.
Houston aveva cominciato la stagione con ambizioni alte proprio perché era arrivato lui. Per tratti aveva anche funzionato: Durant, un gruppo giovane attorno, una squadra vera. Poi si sono aperte le crepe. L’infortunio di Steven Adams ha tolto stabilità e il calo di Alperen Sengun ha reso ancora più faticoso l’attacco. Nei playoff si è visto tutto insieme: i Rockets hanno raccolto 38 rimbalzi offensivi nelle prime due partite, contro i 12 dei Lakers, ma non è bastato; da tre sono sotto il 30%, la panchina non ha dato quasi nulla, in gara-2 dietro Tari Eason gli altri hanno chiuso con 4 su 25 al tiro e zero punti segnati fuori da lui.
Qui entra bene anche il punto messo da Dario Vismara per Sky Sport Insider: attorno a Durant non c’è solo un problema di forma, ma di convivenza tecnica ed emotiva. Vismara nota come i Rockets si siano fatti via via più disuniti, e come certe reazioni di KD agli errori dei compagni possano pesare soprattutto sui più giovani, intimoriti dall’idea di deludere uno dei più grandi di questo gioco. È un tema vero, perché Houston oggi sembra una squadra che non sa ancora bene come stare insieme quando la partita si complica.
I Lakers, invece, stanno vincendo così: più compatti del previsto, più duri, più chiari. Mancano Luka Doncic e Austin Reaves, ma la squadra si è stretta attorno a LeBron James. Luke Kennard ha fatto 27 punti in gara-1 e 23 in gara-2, Marcus Smart ne ha aggiunti 25 nella seconda, e poi c’è stato il lavoro di Deandre Ayton e Jaxson Hayes su Sengun. La scelta decisiva, però, è stata semplice: dopo i 20 punti concessi a Durant nel primo tempo di gara-2, i Lakers hanno cominciato a raddoppiarlo e a chiedere agli altri Rockets di batterli. Gli altri non ci sono riusciti.
Nei precedenti stagionali i Lakers avevano già vinto due delle tre sfide di regular season, e ora guidano 2-0 anche la serie. Gli assenti contano: per Houston non ci saranno Steven Adams e Fred VanVleet; per i Lakers restano fuori Doncic e Reaves.
Questa, quindi, è la partita: non solo capire se Durant giocherà, ma se Durant basta ancora.