L’anello WNBA alle Aces di Los Angeles. E ora la battaglia per il contratto

I fischi alla commissioner

Quando la commissioner Cathy Engelbert ha preso il microfono per congratularsi con le Las Vegas Aces e incoronarle campionesse WNBA, i tifosi delle Mercury Phoenix hanno soffocato il suo messaggio con certi fischi che Dio lo sa e la Madonna lo vede. È stata nuovamente fischiata anche mentre consegnava ad A’ja Wilson il trofeo di mvp delle finali, uno sweep come dicono in America da quattro a zero, con il resto delle Aces che sembravano ignorarla mentre Engelbert era in piedi accanto a loro durante la cerimonia. I fischi le hanno tenuto compagnia pure mentre usciva dal campo e Wilson veniva intervistata da ESPN. 

Il pubblico ha deciso da quale parte stare nella vertenza tra le giocatrici e la Lega [se ne parlava qui alcuni giorni fa]. Il 31 ottobre è il giorno della scadenza per trovare un accordo nella trattative collettiva. Una delle critiche di Collier a Engelbert riguardava la scarsa qualità dell’arbitraggio. Collier si è infortunata in un’azione che la sua allenatrice Cheryl Reeve ritiene viziata da un fallo. È finita con l’espulsione di Reeve, una squalifica e una multa. In Gara-4 delle finali della notte appena trascorsa [97-86], al Mortgage Matchup Center l’arbitraggio è tornato un tema di discussione quando l’allenatore delle Mercury, Nate Tibbetts, ha ricevuto un doppio tecnico ed è stato espulso. 

«Se le giocatrici della WNBA non si sentono apprezzate e valorizzate a sufficienza dalla lega, allora dobbiamo fare di meglio e anche io devo fare di meglio. Farò tutto il possibile per cambiare la situazione». La commissioner ha anche negato i commenti che Collier avrebbe fatto in una conversazione privata, dicendo tra l’altro che Caitlin Clark dovrebbe essere grata alla WNBA per i suoi lucrosi accordi pubblicitari [in effetti i rapporti tra Caitlin Clark e le colleghe sono abbastanza turbolenti, come si sa]. 

Engelbert è stata assunta dal commissioner NBA Adam Silver sei anni fa. Ha supervisionato la crescita della lega, incluso l’accordo nuovo sui diritti tv di 11 anni da 2,2 miliardi di dollari in vigore dalla prossima stagione e l’aggiunta di sei nuove franchigie. Ma fischiare i commissioner, fa notare The Athletic, non è insolito per gli appassionati di sport. A Roger Goodell in NFL e Gary Bettman in NHL accade regolarmente nel ​​giorno del draft e a volte durante le cerimonie di premiazione. Succede ogni tanto allo stesso Adam Silver. E ora anche i tifosi di Phoenix hanno fatto sentire la loro voce.

Il campionato che ora piace anche ai maschi

È proprio questa crescita che ha prodotto la sollevazione da parte di giocatrici costrette a cercarsi un ingaggio all’estero nel periodo in cui la WNBA va in vacanza. Per arrotondare i guadagni americani. È in questo contesto che Brittney Griner ha avuto problemi in Russia fino a diventare un caso politico-diplomatico con la sua detenzione. 

The Athletic racconta allora in una lunga analisi come il campionato stia vivendo una fase nuova, nella quale sta catturando anche l’attenzione dei ragazzini, nel senso di maschi. Brennan Hubbard, 11 anni, viene descritto con la sua storia come il ritratto di una nuova generazione di tifosi. Tre anni fa, la prima partita WNBA vista al palazzetto ha stregato lui e suo padre. Da allora, la passione è diventata un rito di famiglia. Quest’anno, per il suo compleanno, al posto della festa c’è stato il regalo di due biglietti per la finale. 

Non è più considerato poco cool per un ragazzo tifare per le donne, scrive Ben Pickman, sottolineando come la lega nata nel 1996 stia finalmente occupando lo spazio culturale che le spetta. Il cambiamento si vede sugli spalti: bambini che piangono di gioia per un paio di scarpe regalate da Sabrina Ionescu, ragazzi in coda per un autografo di Angel Reese o Caitlin Clark, padri e figli uniti sotto lo stesso logo. «Il basket femminile è diventato culturalmente centrale come mai prima» osserva la sociologa Rachel Allison.

Dietro l’entusiasmo c’è una strategia. Squadre come le Dallas Wings e le Connecticut Sun hanno moltiplicato i loro camp estivi e le loro accademie giovanili, creando un legame diretto con le comunità locali. Sam Zussman, CEO di Brooklyn Sports and Entertainment, lo definisce «un passo audace per dare potere ai giovani attraverso lo sport». Un linguaggio da corporate America, sottolinea The Athletic, ma con effetti concreti: la fascia under-18 di pubblico ha più che raddoppiato la presenza tra gli spettatori a partire dal 2021.

Ben Pickman insiste su un punto: questo pubblico è la chiave del futuro. «Le famiglie sono tra i gruppi più importanti per la crescita sostenibile della lega» spiega allora Caiti Donovan, la stratega della WNBA. Chi da bambino aveva assistito alla nascita della lega, oggi torna al palazzo da genitore, con figli e figlie che ignorano ogni distinzione tra basket maschile e femminile. Social media, videogiochi e sneaker hanno fatto il resto. Sabrina Ionescu firma una Nike di culto, Angel Reese campeggia sulla copertina di NBA 2K26, la cultura pop e quella sportiva si parlano.

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