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sabato 8 marzo 2025
# 8 giorni al Mondiale di Formula Uno
🟨 All’età di 35 anni Dominik Paris ha vinto sulle nevi norvegesi di Kvitfjell la sua 23esima gara di Coppa del Mondo, la 19esima in discesa libera e la quinta su questa pista. In Coppa del mondo il successo gli mancava dal dicembre 2023 in Val Gardena. Marco Odermatt secondo: la Coppa del mondo non gli può sfuggire 🟨 Agli Europei indoor di atletica leggera argento per Mattia Furlani nel salto in lungo. I primi tre tutti in un centimetro. Larissa Iapichino ha passato le qualificazioni di salto in lungo con 6,76 e stasera c’è la finale. Oro per Jakob Ingebrigtsen nei 1.500, la Spagna festeggia Ana Peleteiro prima nel triplo. 🟨 Sergio Conceiçao ha commentato una sua presunta insoddisfazione fatta trapelare alla Gazzetta dal suo ex portavoce: «Voglio capire nelle sedi legali quanto ha fatto. Sicuramente per cattiveria, forse pagato da qualcuno». Oggi a Lecce è annunciata una rivoluzione in squadra. La Gazzetta scrive che rischia la panchina: pronto Tassotti come traghettatore verso il ritorno di Max Allegri 🟨 La serie C è nel caos: il Taranto è stato escluso dopo le segnalazioni della Covisoc sui suoi conti, 6 punti di penalizzazione alla Lucchese, 4 a Messina e Triestina
Che cosa stanno leggendo in Europa
🟨 Inghilterra: il Sei Nazioni e la Premier 🟨 Spagna: l’oro europeo di Ana Peleteiro 🟨 Italia: il mercato di Milan e Juventus 🟨 Francia: la sfida all’Irlanda nel Sei Nazioni
| Il bianco è anche una specie di nero
Ludwig Wittgenstein
prima di tutto
Siete tutti invitati al Tadej Pogacar Show
Bianco era il cuore di Lady Macbeth, quando intinse le mani nel sangue del re Duncan ucciso dal marito, sentendosi al tempo stesso innocente per non aver commesso il fatto e colpevole di complicità con l’assassino. Bianchi sono i cigni di Yeats, la bellezza assoluta, l’energia erotica, la pienezza del vivere, e bianco è pure l’albatro di Coleridge che appare in cielo per placare una tempesta portando venti buoni. È un angelo. Bianca è Moby Dick, il mito irraggiungibile dei mari, mentre il mare di Carducci forse bianco non è ma biancheggiava urlando.
Bianche sono le strade delle colline senesi dove Tadej Pogacar ha già ucciso due volte la corsa, dove pedala come un angelo, un cigno, un albatro, dove diventa irraggiungibile quando scappa. Prima che arrivino Fiandre e Roubaix, questa è la corsa del Nord che si tiene al Sud, nelle campagne italiane di Toscana che nell’immaginario soprattutto britannico coincidono con l’idea di Italia.
Bianco è il fumo che si alzerà dai sentieri pietrosi, scrive l’immaginifico Alexandre Roos su L’Équipe per farci ingannare l’attesa della corsa, quei sentieri dove “distingueremo i cipressi dritti come maggiordomi, la dolce rotondità delle colline senesi, le foglie argentate degli ulivi. Un giardino sublime e aristocratico, un invito a passeggiare e prolungare l’inverno. È un paradiso? Un miraggio, sì, nasconde una colonia penale a cielo aperto, una processione di detenuti il cui orizzonte è bloccato, gioioso quanto una giornata passata a spaccare pietre indossando un pigiama a righe, un’azione che creerebbe altrettanta polvere. Tutti aspettano di morire, da qualche parte tra San Martino in Grania o Monte Sante Marie, tra i 100 e gli 80 km dall’arrivo, con in bocca un sapore di cenere ormai dimenticato da tempo”.
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Spagna
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Lamine Yamal non segna più
I dolori del giovane Yamal hanno catturato anche l’attenzione dei francesi. L’Équipe che riferisce il dibattito in Spagna intorno al giovane attaccante e si domanda se si possa essere “il miglior attaccante della propria squadra, uno dei migliori giocatori del mondo, senza segnare in campionato da ottobre e senza segnare un gol contro il Real Madrid nel Clasico vinto 4-0 dal Barcellona”. Tracy Rodrigo dalla Catalogna scrive che Lamine Yamal non deve più dimostrare la sua precocità, è un titolare indiscusso da quando aveva 16 anni, ma la sua assenza dai marcatori in Liga sta gettando gettato nel panico “una parte dei media spagnoli”.
In realtà getta nel panico i giornali catalani, in particolare il Mundo Deportivo, dove il Barcellona è la prima notizia di sport sempre, sempre sempre, anche quando il Real vince la Coppa dei Campioni, anche quando Ana Peleteiro vince l’oro europeo nel salto triplo [oggi], anche quando Rafa Nadal eccetera eccetera. Madrid casomai intinge il pane nel sugo per amor di zizzania. Al talk show El Chiringuito, [“per metà calcio e per metà controversia”] lo scorso fine settimana è stato trasmesso un conto alla rovescia dall’ultimo gol del giovane catalano: “127 giorni senza segnare nella Liga”.
Secondo Hansi Flick non sono statistiche preoccupanti perché Lamine Yamal crea tante occasioni, difende molto bene, e vedrete che prima o poi segnerà di nuovo, uomini di poca fede, am anche donne.
Francia
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La bancarotta fa bene al Lione
Rivista Undici si è dedicata a quello che chiama il paradosso del Lione. Da mesi il club vive una crisi societaria che potrebbe portarlo alla retrocessione a tavolino, con quasi 500 milioni di euro di debiti. Adesso è arrivata la maxi squalifica per Paulo Fonseca, fuori nove mesi, fino al 30 novembre. “Eppure la squadra vola” dice Undici. È quasi ai quarti di Europa League dopo aver vinto 3-1 a Bucarest [Fonseca era in panchina perché la squalifica vale solo in Ligue 1] e con tre vittorie nelle ultime quattro giornate ancora insegue un posto in Champions [-4 punti]. “Lo spogliatoio – si legge – sembra un concentrato di compattezza: dopo il gol di Tagliafico, ieri contro lo Steaua, tutti si sono fiondati verso la panchina ad abbracciare un Fonseca già in lacrime. Senza più nulla da perdere, in una stagione nata senza futuro, il Lione rischia di trovare sul campo il momento più felice dei suoi ultimi anni. Sarà anche retorica, il leitmotiv della squadra che sboccia nelle avversità. Eppure i fatti vanno tutti in questa direzione”. Commento del proprietario Textor all’intimidazione di Fonseca verso l’arbitro: «È l’uomo giusto per noi».
Il polverone negli occhi del Milan
E dunque il Milan è alla resa dei conti. L’a.d. Furlani è volato in America dal proprietario Cardinale e si è portato dietro due legali. Vuol capire perché è stato estromesso dalla riunione con cui sono state gettate le basi per la prossima stagione. Alla riunione invece c’era Ibra. Sky Sport Insider ha scritto che due anime non fanno una squadra.
“Occorre riequilibrare i rapporti di forza – dice Peppe Di Stefano – e trovare una gestione efficace, per dipanare voci e rumors che diventano non solo inquietanti, ma nocivi per la gestione di un club come il Milan, storicamente sempre attento alla sua immagine che invece in questi ultimi mesi sta apparendo molto scricchiolante. Per usare un eufemismo. non può esistere un Milan di RedBird con Cardinale e Ibra; o uno di Elliott con la famiglia Singer e Furlani. Serve decidere un assetto armonico e condiviso che porti alla scelta del migliore ds (le voci al momento riguardano Tare e Paratici, ma attenzione alle sorprese che in questa gestione al momento sono davvero all’ordine del giorno) e del migliore allenatore, che sembra sempre più impensabile possa essere Conceiçao. Ma non è detto. Sbagliare oggi sarebbe imperdonabile”.
mappamondi
Come funziona all’estero con la pubblicità alle scommesse
Catenaccio è la newsletter di Sportellate e ci prepara al ritorno della pubblicità per le scommesse sportive. Se vi state chiedendo quand’è che erano scomparse, questo è un ottimo punto di partenza. Il Decreto Dignità le aveva messe fuorilegge, ma i club di calcio sono riusciti lo stesso ad aggirarlo con alcuni camuffamenti assai creativi. Così quei giocatori che non possono scommettere, quelli che vengono sanzionati per betting come Fagioli e Tonali, sono rimasti testimonial delle scommesse con i loro k-way in allenamento o cose del genere. Come reclutare Eva e Adamo per uno spot delle mele della Val di Non.
Catenaccio ci prepara e fa una panoramica su come stanno le cose altrove: “Oltre all’Italia, Danimarca e Spagna sono gli unici paese che hanno provato a vietare completamente le sponsorizzazioni. In Spagna sono state limitate anche le pubblicità di gioco d’azzardo in TV e in radio tra l’una e le cinque di mattina, è stato fatto divieto di utilizzare personaggi famosi negli spot, di farsi pubblicità sui social network e sui canali di informazione. Le limitazioni più severe sono state alleggerite dalla Corte Suprema con una sentenza di circa un anno fa, ma la situazione delle squadre di calcio non è cambiata di molto. Le squadre di Premier League inglese, invece, hanno deciso autonomamente di proibire le società di scommesse come main sponsor sulla maglia nel 2023, dandosi tre stagioni di tempo per l’applicazione definitiva della regola. In Francia, nonostante le prese di posizione di Mbappé – fortemente contrario al gioco d’azzardo – il divieto è relativo solo alle compagnie straniere, mentre in Portogallo la la Liga Portugal 1 è direttamente sponsorizzata da Betclic. In Belgio, il governo ha minacciato di voler prendere provvedimenti, i Paesi Bassi invece – con la loro proverbiale schiettezza – hanno ammesso che sarebbe una perdita economica troppo grave”.
Ovviamente in questo caso non c’è nessuno che parli di modello inglese. “In generale – dice Catenaccio – le sponsorizzazioni di giochi e scommesse sportive rappresentano il 19% del totale sulle maglie dei principali campionati, una percentuale che fa di questo settore il più grande investitore nel calcio in assoluto. È quanto emerge dalla tredicesima edizione del Rapporto Uefa The European Club Footballing Landscape, che sottolinea come il betting sia il principale sponsor nelle varie divisioni europee, con un incremento di 2 punti percentuali rispetto allo scorso anno, nonostante limitazioni e divieti. Su 183 squadre che hanno presentato un nuovo main sponsor quest’ultima stagione, il 25% aveva a che fare con le scommesse”.
Una vita da rifugiati dopo le Olimpiadi
Per molto tempo di loro ci sono state piccole tracce su TikTok, messaggi ai parenti, agli amici, oppure qualche vaga indicazione su Facebook per cercare un alloggio. Per molto tempo sono stati fantasmi, sono stati dispacci di polizia giudiziaria che segnalavano la loro scomparsa. Sono andati alle Olimpiadi di Parigi e non sono tornati. Non sono più tornati a casa, perché il concetto di casa cambia. Quasi sempre è il posto dove nasci, più spesso diventa il posto in cui sei libero, il posto in cui sorridi. Per mesi il quotidiano francese L’Équipe è andato alla ricerca di uomini e donne che hanno partecipato ai Giochi Olimpici e Paralimpici del 2024 e che hanno scelto di non rientrare in patria. Accolti da associazioni e privati in Francia e in Belgio.
braccio di ferro
L’ultima chance del rugby francese in Irlanda
Per l’Irlanda è un pomeriggio di passaggio. Dublino saluta tre veterani che hanno annunciato l’addio e che dunque sono probabilmente alla loro ultima partita in questo stadio: il 37enne Cian Healy, i 35enni Peter O’Mahony e Conor Murray: un pilone, un flanker e il mediano di mischia. Insieme fanno 371 presenze con la maglia verde [ma valgono pure le presenze quando hanno messo la maglia bianca di riserva].
“Una parte recente della storia del rugby irlandese è destinata a concludersi e lo staff di Andy Farrell e Simon Easterby sa che questa è la prossima sfida: rinnovarsi”. Il processo è cominciato a metà del 2024. Il ruolo di capitano è stato affidato al 26enne Caelan Doris, in sua assenza due settimane fa a Cardiff è toccato a Dan Sheehan anziché al venerabile O’Mahony. Sam Prendergast [22 anni] è stato schierato da novembre come mediano d’apertura, con la chiara intenzione di dargli il tempo di imparare. Oggi verrà seguita con attenzione la prestazione di Jamie Osborne [23 anni], il futuro sulla tre quarti.
L’Équipe racconta come funziona questo processo di svecchiamento, fondato sui gradini bassi della piramide, dove le scuole private di rugby alimentano il bacino di giocatori professionisti. Bernard Jackman, ex tallonatore internazionale ed ex allenatore del Grenoble, spiega che si tratta di un anello importante perché hanno soldi e la federazione non ha bisogno di sostenerle. Lui stesso fa parte del comitato degli ex studenti di Newbridge e partecipa alla raccolta fondi per la struttura del rugby. In strutture di quel tipo c’è tutto: impianti, dirigenti di rugby a tempo pieno che spesso vengono pagati meglio che nei centri di allenamento federali di provincia. Gli adolescenti beneficiano di condizioni di allenamento degne dei club professionistici e giocano partite anche davanti a 20.000 spettatori. Donnacha Ryan, allenatore degli attaccanti del La Rochelle, racconta al giornale francese di aver visto una squadra liceale Under-15 allenarsi con il GPS e i droni. È quella che chiamano cultura del rugby.
Renaud Bourel riferisce su L’Équipe di tutti i conti che in Francia fanno per capire come si possa arrivare a vincere il Sei Nazioni dopo aver perso contro l’Inghilterra.
“Ciò che conta – ha scritto – è battere gli irlandesi. Anche di un solo punto. Tutto qui. Dopo tireremo fuori la calcolatrice. Non avremmo dovuto abbandonare il Grande Slam con gli inglesi come la nonna abbandona il suo fox terrier in autostrada. È stata una disattenzione, un lapsus, ma ha lasciato un nodo in gola a tutti”.
Battere l’Irlanda. Come se fosse facile. L’Équipe considera che “l’immagine simpatica dell’Irlanda sorridente, del suo San Patrizio, della suo Guinness di cui ora esiste una versione zero – che epoca incredibile – non regge il confronto con la natura assillante del suo rugby. Questo gioco trasforma anche i più incalliti romantici in avvocati divorzisti”.
La raccolta fondi per i campi della California
Margaret Sherman è una ragazza che giocava a tennis quattro volte a settimana al Palisades Tennis Center. Ci giocava con le stesse tre compagne, e alla fine andavano insieme a prendere un frullato con l’aggiunte di un pizzico di ginseng, perché aveva letto un articolo che diceva quanto facesse bene al recupero dopo una partita. Il chiosco di frullati è sparito. Il campo preferito di Margaret è sparito. Anche quello meno preferito, quello di riserva, quello che aveva una crepa lungo la linea di servizio. Lei non vede le amiche non sa più da quanto, perché il loro punto di incontro non esiste più.
È con questa piccola storia piena di minuzie che l’elegantosa rivista Racquet racconta il tennis e il suo ritorno nella California mangiata dal fuoco nel mese di gennaio, una storia di traumi e perdite, accuse e scaricabarile, case abbandonate, ricordi di famiglia inceneriti, aziende che hanno chiuso, comunità che provano a resistere.
Robyn Copple racconta di essere andata a scattare delle foto al Palisades Tennis Club un paio di settimane fa. “All’inizio non ci hanno lasciato passare. Un tizio gentile che indossava una divisa militare e teneva una pistola in mano per qualche motivo ci ha fermato, chiedendo un documento di identità o di residenza che non avevo, o un pass stampa che non avevo pensato di ritoccare con Photoshop. Quando siamo tornati e siamo riusciti a passare, aveva piovuto per la prima volta. E non sembrava come ce lo aspettavamo, come in quelle immagini di cenere a cui ci eravamo tutti abituati. Semplicemente il Center non c’era. Come se fosse stato rimosso. Cliccato e cancellato”.
Negli ultimi anni Los Angeles sta vivendo un risveglio di interesse per il tennis: persone che giocano nei loro giardini, su vialetti di Eagle Rock, davanti alle porte del garage. “Infastidiscono i vicini e non gliene importa niente” dice Racquet. Ecco perché il tennis a Los Angeles continuerà a esistere. Santa Monica ha un gruppo di campi che sono ancora intatti. Quando Margaret Sherman vuol giocare a tennis, ora deve mettersi in macchina e andare fino a Sherman Oaks. Deve pagare otto dollari per prenotare il campo e dieci nei weekend. “Non rinuncerà al tennis. E nessun altro qui lo farà” scrive Racquet.
Nel frattempo c’è Gigi Fernandez, 17 volte campionessa in uno Slam nel doppio e semifinalista a Wimbledion in singolare nel ‘94, che ha lanciato una raccolta fondi per ricostruire il Palisades Center. I moduli per l’adesione sono stati distribuiti anche fra i vialetti dei campi di Indian Wells, tra gli spettatori del torneo e i passanti. Pare che qualcuno abbia chiesto se faranno anche dei campi di padel.
Lo Zecchino [della pallavolo] d’oro
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LA CIRIBIRICOCCOLA Cominciano i play-off
Comincia il week-end dei play-off di pallavolo, sia in Superlega maschile sia in A1 femminile. Comincia mentre due squadre del movimento sono ai quarti di finale della Champions uomini e destinate a un derby per un posto in semifinale [Milano vs Perugia] e addirittura con tre in ottima posizione per giocare la finale four donne: Conegliano, Milano e Scandicci hanno tutte vinto per 3-0 l’andata dei quarti. Sulla strada verso la Coppa avranno probabilmente per avversaria il Fenerbahçe di Melissa Vargas.
E ora la corsa scudetto. Supervolley apre il numero di marzo con una lunghissima intervista di Eleonora Cozzari a Monica De Gennaro, la libero più forte del mondo, oro olimpico a Parigi con la Nazionale di Velasco dopo aver perso l’azzurro con Mazzanti, giocatrice chiave della super Conegliano. L’intervista pare sia stata inizialmente turbolenta, così si intuisce nella premessa dove lei dice voi giornalisti. Prima dichiarazione: «Io la mia vita non voglio condividerla. Non ho chiesto io di essere un personaggio. Io sono una persona, una giocatrice e voglio che si parli di me esclusivamente per quello che metto in mostra in campo. La gente non mi conosce e non potrebbe farlo neanche se mettessi una storia in più su Instagram. La mia riservatezza mi piace così com’è. Il mondo va nella direzione opposta lo so, con i social tutti si fanno i fatti degli altri e i fatti privati fanno più notizia. Ma intendiamoci, se vuoi mostrarti non dico sia sbagliato. Dico che poi la gente commenta la tua vita e nel mio caso io non gliene voglio dare modo».
Brusca e dritta nel rispondere alle domande sulle tensioni nel gruppo: «In campo non è mai successo che litigassimo, ma siamo quattordici persone con idee diverse che vivono la vita in modo diverso. Sarà così anche in ufficio da te, no?».
Guida allo sport in tv di oggi
La giornata agli Europei indoor
Cosa è successo l’8 marzo su Slalom
Marcelo Bielsa, un maestro che chiamano matto
2020 Ritengo Marcelo Bielsa un eroe. Perché costa fatica essere un tipo onesto, quando la “furbizia” propone scorciatoie tentatrici verso il successo. Scorciatoie che in molti casi sono esaltate da buona parte dell’opinione pubblica [Jorge Valdano] | Leggi qui
Secondo la NASA Duplantis è oltre la fisica
2022 Quando da sei metri e passa inizia il volo verso il basso, uno lo sa, uno lo capisce se ce l’ha fatta, se l’asticella rimarrà al suo posto, magari ballando un po’ – oppure se dispettosa verrà giù, se farà lo stesso tragitto in caduta verso il materasso. Quando da sei metri e diciannove centimetri Armand Duplantis detto Mondo ha iniziato la fase dell’atterraggio, era chiaro che non sarebbe andata a finire come negli altri tentativi che lui conta in cinquanta, forse per dire che sono stati un mucchio. | Leggi qui
L’uomo dentro la foto che non fa la foto
2023 L’uomo cerchiato di giallo dentro la foto è l’unico che non fa la foto. L’unico che non si fa prendere dalla tentazione di afferrare il cellulare in mano e scattare. Come diceva quella vecchia campagna di Maurizio Costanzo per nobili fini: preferisco vivere. Fare una foto o provare un’emozione? Vivere o conservare? | Leggi qui
Addio a Janine Anquetil, la Dama Bianca di Jacques
2024 Anquetil aveva un rito, alla fine di ogni corsa. Tirava fuori il pettine da qualche tasca, e con quel suo fare assai avistocvatico si sistemava i capelli, poi chiamava Janine e la baciava. Lei era la figlia di un dirigente della squadra di calcio del Rouen, la città di Flaubert, il centro degli amori di Emma Bovary. | Leggi qui
Slalom ha un canale Whatsapp, dal quale diffonde non più di due aggiornamenti quotidiani, probabilmente un riepilogo serale con rassegna mattutina e nuovi sviluppi. Non vi impressionate. È una cosa riservata, per pochi intimi. Siamo un centinaio, niente di che. Nessuno disturba, non ci sono riunioni di condominio, mai un messaggio prima delle 8.30, mai uno dopo le 20.30.
Chi volesse unirsi, può farlo seguendo questo link
Lo Slalom apparirà su whatsapp nella lista Canali insieme a tutti gli altri a cui vi siete iscritti, nella sezione Aggiornamenti. A cosa serva non si sa, però pare che fa molto fico.