Le più brave di tutte aspettano da tanto di tornare a dimostrarlo. Dopo quattro ori e tre di fila, le donne americane del pallone non vincono ai Giochi da 12 anni, il periodo di digiuno più lungo di sempre. Per tornare in cima le USA hanno chiamato in panchina Emma Hayes, l’allenatrice più pagata al mondo.
L’ultima Olimpiade di gloria per le statunitensi è un ricordo speciale per lei. A Londra 2012 suo padre Sid si innamorò del gioco delle americane. Quando il Chelsea offrì la panchina a Emma, le consigliò di ispirarsi al modello USA. Lo ha fatto e ha vinto 16 trofei con le Blù, club che prima di lei era a zero. Poi Hayes è diventata una delle candidate al posto di cittì degli Stati Uniti, suo padre stava male, era poco prima che morisse a settembre, e quella volta l’ha esortata a passare di nuovo l’Oceano, andare là e ripetere il modello del Chelsea.
La storia è raccontata dal Los Angeles Times. Hayes dice: «Ho una nota vocale di 23 minuti, la mia ultima conversazione con mio padre, e parlava solo del 2012. Alla fine mi ha detto – Accetterai, vero? Gli ho parlato come se avessi già preso il lavoro, anche se non era così»,
Ora ha meno di dieci settimane per preparare la missione della squadra che ha mancato pure gli ultimi Mondiali. Saranno i Giochi con il campo di partecipanti più competitivo nella storia delle Olimpiadi.
Hayes riunirà la squadra alla periferia di Denver e giocherà due amichevoli con la Corea del Sud prima di scegliere le 18 giocatrici da portare a Parigi. Ha 47 anni, dice di aver scoperto una nuova energia. Guadagnerà quasi 2 milioni di dollari all’anno. La prima cosa fatta all’arrivo a New York è stata una passeggiata per Central Park. In città aveva già lavorato a 25 anni, come giovanissima allenatrice delle Long Island Lady Riders nella USL-W League. La squadra vinse 11 partite su 14, le altre tre furono dei pareggi. La premiarono come miglior coach della stagione.
Oggi Hayes di voler incontrare privatamente tutte le giocatrici, per conoscersi meglio e creare un clima di fiducia. «Voglio costruire una famiglia, un ambiente nel quale tutte si prendano cura l’una dell’altra». È una buona idea. Ma pure esercitarsi ai rigori non è male.
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