Domenica Sport: Kiptum è morto in un incidente – Il record mondiale di Devynne Charlton – L’argento mondiale di Lisa Vittozzi – Il gol di Haller per la Coppa alla Costa d’Avorio

①  Il record del mondo sui 60 ostacoli di Devynne Charlton

 

Un primato che resisteva da 16 anni. Il 7.68 della svedese Susanna Kallur era stato stabilito il 10 febbraio 2008 ed è caduto al meeting di New York. Devynne Charlton delle Bahamas, argento mondiale in carica, quarta ai Mondiali un anno fa sui 100 ostacoli, lo ha ritoccato di un centesimo [7.67]. Dietro di lei la giamaicana Danielle Williams [7.79] e la statunitense Tia Jones [7.79].

 

Nei 60 metri piani Christian Coleman ha vinto in 6.51 e Julien Alfred è scesa sotto i 7 secondi, prima donna in questa stagione [6.99]. Yaroslava Mahuchikh 2 metri nel salto in alto e tre nulli a 2.05. 

Dai campionati italiani indoor giovanili è arrivata la notizia del record allievi sui 60 ostacoli di Kyan Escalona: 7.69, due centesimi sotto il crono che quattro anni fa fece Lorenzo Simonelli. Escalona ha 16 anni. È nato in Senegal, vive a Roma dal 2011 insieme con i genitori, in Italia per motivi di lavoro. Quando aveva 12 anni faceva equitazione e vinse i Mondiali di Mounted Games, qualunque cosa voglia dire.

 

L’argento mondiale di Lisa Vittozzi

Stamattina L’Équipe parlava di pazza idea, di un obiettivo completamente folle eppure possibile. La tripletta francese nella 10km di inseguimento ai Mondiali di biathlom. In effetti sarebbe accaduto se Lisa Vittozzi non avesse fatto la guastableuses con 19 su 20 al tiro, un solo errore al 18esimo colpo, chiudendo alle spalle di Julia Simon, oro pure nella sprint, e davanti a Justine Braisaz-Bouchet. La povera Sophie Chauveau ha chiuso di nuovo al quarto posto, una specie di Poulidor del biathlon. Dorothea Wierer solo 21esima. La stampa tedesca si sta domandando come facciano le due francesi a sfidarsi, far finta di niente, essere addirittura compagne in staffetta, quando c’è stata di mezzo una storiaccia, una denuncia per una storia di frode con carta di credito. 

 

Non c’è una Lisa Vittozzi tra gli uomini per dar fastidio invece alla Norvegia nella 12.5km inseguimento. Dopo l’oro-argento-bronzo nella gara sprint, qui si sono superati. In cinque ai primi cinque posti. I tre sul podio sono gli stessi della sprint, ma con Johannes Thingnes Boe davanti a Sturla Holm Laegreid, un altro bronzo per Vetle Sjaastad Christiansen. Alle spalle Johannes Dale-Skjevdal quarto e Tarjei Boe quinto. Nono posto per Lukas Hofer, solo 20esimo Tommaso Giacomel.

 

La solita Italia al Sei Nazioni

 

Avevano ragione gli inglesi. Non c’era molto da illudersi per aver battuto l’Italia, e poi di misura. In casa dell’Irlanda la Nazionale è andata a fondo nella seconda giornata del Sei Nazioni. Una partita chiusa sul 36-0. Sei mete a zero. Nelle pagelle di Oa Sport non c’è neppure una sufficienza. Ange Capuozzo, al rientro, mal posizionato sulla prima meta irlandese, ma almeno è aggressivo in attacco e uno dei pochi a farsi vedere.

 

 

La Costa d’Avorio ha vinto la Coppa d’Africa

 

Il gol del sorpasso alla Nigeria e della vittoria in Coppa d’Africa per la Costa d’Avorio. Un torneo ai limiti dell’incredibile. Dopo la terza partita del girone, una sconfitta per 0-4 contro la Guinea Equatoriale, la federazione aveva licenziato il cittì Gasset, l’eliminazione era ormai a un passo. Oumar Diakité e Simon Adingra erano consolati da Franck Kessié. Invece sono successe due cose. La prima: il Marocco ha vinto la sua partita contro lo Zambia. La seconda: Richard Ofori, portiere del Ghana, anziché lasciare che la palla uscisse sul fondo, l’ha toccata in modo inspiegabile e bizzarro. Calcio d’angolo e pareggio del Mozambico. Questi due risultati hanno consentito il ripescaggio della Costa d’Avorio tra le migliori terze. Così sono arrivate le vittorie ai rigori con il Senegal agli ottavi, quella contro il Mali dieci contro undici ai quarti, l’altra in semifinale sulla Repubblica democratica del Congo in un’atmosfera da discoteca [L’Équipe] con un tiro al volo di Sébastien Haller. 

Quel Sébastien Haller. L’attaccante del Borussia Dortmund che un anno fa si stava curando per un tumore ai testicoli. Stasera ha pure deciso la finale. Ah, certo. In panchina siede Emerse Fae, il vice allenatore. La federazione voleva Hervé Renard, ma le cose erano andate storte. Fae ha vissuto quattro panchine da ct e ha portato a casa la coppa. Forse poteva ancora succedere dell’altro, ma sarebbe servita tanta fantasia. 

Calcio da dietro sulla pagina facebook: Come un gruppo di zombie che paiono morti ma rispuntano dai muri, la vittoria dei padroni di casa è sembrata sempre più vicina già dalla semifinale contro il Congo, fatta di solidità a centrocampo e un gol in più degli avversari.

Stasera la spinta di un paese intero ha suggellato delle settimane incredibili per l’intero paese, passato dalla depressione all’esaltazione totale.

 

 

La morte di Kiptum

 

La stampa kenyana ha dato notizia della morte di Kelvin Kiptum, 24 anni, il primatista mondiale della maratona. I giornali Nation e The Standard scrivono che Kiptum è rimasto coinvolto in un incidente stradale insieme con il suo allenatore, il ruandese Gervais Hakizimana, intorno alle 23 vicino a Kaptagat, nell’est del Paese. Aveva battuto il record del mondo di Eliud Kipchoge alla maratona di Chicago, correndo con il tempo di 2 ore e 35 secondi. Qualche giorno fa era stata annunciata la sua intenzione di dare l’attacco alla barriera delle 2 ore. 

 

 

Slalom lo ricorda con le immagini dell’arrivo di quel giorno a Chicago.

 

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