“Non ignorate Israele”. Le pressioni del governo sul calcio inglese rimasto in silenzio

Il silenzio del calcio inglese su Israele non è solo sospetto. È anche irritante. Il governo ha iniziato il suo accerchiamento diplomatico ai dirigenti della federazione, alla vigilia dell’amichevole tra la nazionale e l’Australia. In un retroscena pubblicato dal Telegraph si legge che Downing Street ha chiesto di vedere un sostegno esplicito alle vittime degli attacchi di Hamas. Così lo stadio di Wembley potrebbe illuminarsi con i colori della bandiera israeliana. Lucy Frazer, ministra della Cultura, ha parlato mercoledì con le principali istituzioni sportive del Regno Unito, una volta percepita la rabbia degli ebrei britannici per una risposta decisamente lenta da parte dell’ambiente. Anche il consigliere del governo sull’antisemitismo, John Mann, è sceso in campo a trattare con la federazione. Mann ha detto al giornale che vestire Wembley dei colori di Israele sarebbe un gesto forte e sarebbe visto in tutta Londra, da molte persone della comunità ebraica. È improbabile che si tenga il minuto di silenzio. Per paura che possa essere interrotto

Le organizzazioni di tifosi ebraici di Arsenal, Chelsea e Watford hanno rilasciato dichiarazioni in cui criticano il silenzio del calcio e sollecitano gli organi di governo, le organizzazioni e i club a mostrare solidarietà e rispetto. 

Il Telegraph racconta che l’Arsenal ha avvertito i propri giocatori dei contraccolpi e delle critiche che avrebbero potuto affrontare sui social esponendosi. È successo quando Mohamed Elneny ha cambiato i suoi avatar su Twitter e Instagram postando una bandiera della Palestina, mentre Oleksandr Zinchenko – ucraino – ha scritto “Io sto con Israele”, prima di procedere alla cancellazione. L’Arsenal non ha ordinato a nessuno dei due di cancellare i messaggi, ma ribadisce di aver avvertito i calciatori che l’argomento potrebbe causare turbamento o rabbia tra i fan globali. Il club terrà un seminario sull’antisemitismo in settimana e rimarrà in contatto con il gruppo Jewish Gooners, che ha pubblicato un messaggio critico su Twitter: Non riuscendo nemmeno a riconoscere ciò che è accaduto, il mondo del calcio ha dimostrato una cosa forte e chiara. Che le vite degli ebrei e degli israeliani non sono uguali alle altre. I tifosi ebrei e il popolo israeliano non fanno parte di questa cosiddetta famiglia. Qualunque cosa accada ora e qualunque soluzione politicamente sensibile venga raggiunta nei corridoi del potere del calcio, i tifosi ebrei e israeliani sapranno che quando contava davvero, non sono stati sostenuti.

Sulla decisione di Elneny di postare la bandiera della Palestina, Jewish Gooners ha detto: La religione, l’etnia, la cultura sono componenti chiave dell’identità di un individuo e da nessuna parte tutto questo è più pronunciato che in Medio Oriente. Mohammed Elneny è uno dei giocatori preferiti dai tifosi dell’Arsenal, una leggenda egiziana e un orgoglioso musulmano. Il suo sostegno alla causa palestinese è reale e non dovrebbe essere motivo di alcuna critica nei suoi confronti. Tuttavia, Elneny dovrebbe essere consapevole che la bandiera palestinese sventiolata ora sui social media è la stessa bandiera che viene sventolata per le strade di Londra e in tutto il Regno Unito, per celebrare l’assassinio di 1.200 ebrei e israeliani. Scegliere questo momento per assumere una posizione così politicizzata e provocatoria, dimostra una mancanza di empatia e di umanità, ed è fonte di grande turbamento per i tifosi ebrei dell’Arsenal, senza dubbio per molti altri

Anche le organizzazioni di tifosi ebraici di Watford e Chelsea hanno pubblicato messaggi analoghi. Il Chelsea Jewish Supporters’ Group si è detto deluso dal silenzio all’interno dell’ampia comunità calcistica. Invitiamo i leader del calcio a esprimersi apertamente contro il terrorismo e l’odio

Mann ha anche chiesto un incontro con il Celtic. Una parte dei tifosi ha mostrato sostegno alla Palestina durante la partita dello scorso fine settimana. Il Tottenham Hotspur non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche ma sta offrendo sostegno all’ala Manor Solomon, israeliano, che lunedì ha pubblicato un messaggio su Instagram. 

 

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