Il sorteggio delle palline per avere Wembanyama

Una valigetta è partita dall’aeroporto di Chicago verso il Barclays Center di Brooklyn. Dentro c’erano 14 palline numerate. Stanotte alle 2, ora europea, una macchina le mescolerà e tirerà fuori una delle 1001 combinazioni possibili, stabilendo fortune e rovesci di un bel pezzo del capitalismo americano. È la prima mossa del Draft NBA del 22 giugno, quando la prima franchigia estratta avrà il diritto di scegliere con quale giocatore rinforzarsi, e nessuno, ma proprio nessuno, immagina che quel nome non sia Victor Wembanyama, francese, 19 anni, 2 metri e 21 centimetri d’altezza, da Boulogne-Levallois. Le telecamere della NBA lo seguono dal 29 ottobre scorso in ogni sua uscita nel campionato francese, per dire a che livello sia giunta l’attesa. 

Tre squadre hanno le maggiori probabilità aritmetiche di spuntarla, con il 14% di chance, e sono Detroit col peggior rendimento di questa stagione, sole 17 vittorie; Houston che in mezzo alle polemiche ha recuperato in panchina Ime Udoka; San Antonio, dove al soffitto hanno alzato come un totem la maglia di un altro francese, Tony Parker, 17 stagioni e quattro titoli con gli Spurs. Le probabilità scendono man mano che si risale la classifica delle Conference tra le 14 escluse dai play-off, fino a raggiungere New Orleans, 42 vittorie, con lo 0,5% di essere pescata per prima.

Il sorteggio dura una decina di minuti. L’ordine rimanente fino alla trentesima scelta sarà determinato dal numero di vittorie della stagione regolare, dal totale più basso al più alto. Una volta completata la lotteria, il risultato viene sigillato in una busta e aperta da Mark Tatum, il numero 2 della NBA, davanti alle telecamere di ESPN. Per aumentare la suspense, il braccio destro di Adam Silver scorrerà i nomi dalla quattordicesima scelta in su, a ritroso.

  L’Équipe ha scritto che la febbre Wembanyama potrebbe fare da traino per altri francesi in NBA, come Rayan Rupert, Bilal Coulibaly e Sidy Cissoko. 

In una lunga analisi su New York Times, Tania Ganguli dice che “la pressione di essere la prima scelta NBA può schiacciare i fenomeni delle high school, i grandi nomi dei college e le star internazionali. Ma la storia di Wembanyama e il modo in cui ha gestito gli ultimi otto mesi, mentre l’entusiasmo intorno a lui cresceva, suggeriscono che sotto pressione lui giochi finanche meglio. Per la squadra che otterrà la prima scelta quest’anno, Wembanyama potrebbe essere ciò che James è stato per Cleveland o ciò che Patrick Ewing è stato per i Knicks. Potrebbe portare la franchigia al successo e aumentare il suo valore di centinaia di milioni di dollari. Ecco perché il proprietario dei Rockets, Tilman Fertitta, ha concluso un’intervista televisiva locale a febbraio dicendo: Preghiamo per Victor. In molti sport di squadra, un giocatore non può deviare il corso di una franchigia. Nel basket è diverso.

  The Athletic ha preparato invece un grafico per mostrare l’altezza di Wembanyama rispetto a quella delle altre stelle in NBA. In America lo chiamano da tempo un “unicorno”, il termine che identifica un corpo al quale non attribuiresti certe caratteristiche tecniche, nel suo caso movimenti di seta, mani delicate, palleggio arresto e tiro da giocatore di perimetro. La foto è questa.

 

 

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