Quasi Kimi. Il Mondiale preso per le corna

 ①  ARTEFICI   Antonelli, appuntamento in Messico

La vittoria di Antonelli in USA è una garanzia per il titolo mondiale. I 123 punti di vantaggio su Russell e i 124 su Hamilton, rispetto ai 125 punti a disposizione, fanno sì che Kimi potrebbe anche accomodarsi nei box e aspettare gli eventi. Solo cinque vittorie su cinque per uno dei due avversari diretti e Kimi che conquista meno di due punti nei restanti cinque gran premi potrebbero cambiare le sorti del mondiale. Quindi, inutile fare conteggi, il titolo è al 99% di Antonelli e al 99,99% della Mercedes. 

Ancora una volta Kimi è riuscito a essere veloce e lucido ai massimi livelli. La strategia su una sola sosta, unita alla bravura del pilota nella gestione delle gomme, ha permesso di ottenere il massimo risultato con una facilità quasi disarmante. 

Russell è rimasto scottato dalla penalità di cinque secondi, ma comunque è stato incapace di reagire e, pur guidando una macchina superiore, è rimasto dietro a Piastri per 31 giri consecutivi senza mai riuscire a superarlo. 

Per fortuna non è arrivato nono. Chissà in quanti avrebbero pescato nel torbido ipotizzando accordi a tavolino all’interno della Mercedes per chiudere la pratica mondiale già ad Austin. La stessa Mercedes ha ancora 163 punti di vantaggio sulla Ferrari in classifica costruttori, unici due team ancora in lizza per il mondiale. 

E, nonostante nelle ultime tre gare abbia sempre totalizzato meno punti delle due Rosse perdendone 27 rispetto alla scuderia di Maranello, potrebbe essere certa del titolo costruttori tra São Paulo e Las Vegas, più difficilmente in Messico. Una buona occasione per un doppio festeggiamento in due settimane diverse, titolo piloti in Messico e costruttori in Brasile.

 ②  PANORAMI  I miglioramenti della Ferrari

Un quasi doppio podio per la Ferrari, sfuggito solo per l’attivazione della Virtual Safety Car a cinque giri dalla fine. Leclerc ha completato una bella rimonta su Norris e Verstappen, mentre Hamilton è arrivato a un soffio da Max. I tanto vituperati ingegneri di Maranello le avevano azzeccate tutte. Avevano ipotizzato un doppio podio basandosi sulle strategie e sul passo gara, e doppio podio sarebbe stato senza imprevisti. Entrambi i piloti hanno fatto un’eccellente gara, rimanendo nelle prime posizioni per tutti i 56 giri. Con il secondo posto di Leclerc e il quarto di Hamilton, la Rossa ha collezionato la sua seconda “vittoria di tappa” consecutiva, segno che le cose stanno migliorando sensibilmente. Il vantaggio in classifica costruttori sui più diretti inseguitori è salito a 79 punti. Ora sono in due a pari merito, Red Bull e McLaren.

Se a fine campionato Hamilton dovesse anche strappare il secondo posto a Russell, la stagione della Ferrari acquisirebbe una luce diversa. Essere la seconda forza dietro una Mercedes così dominante sarebbe un risultato più che accettabile. Meno per i tifosi della Rossa, che però dovrebbero ricordare che la scuderia arrivava da una stagione con un deludentissimo quarto posto in classifica costruttori, con meno della metà dei punti della McLaren, e con i suoi piloti solo quinto e sesto nel mondiale.

 ③  ZOOM  La ricorsa di Verstappen al secondo posto

Ad Austin Verstappen si è dovuto “accontentare” del terzo posto, ripetendo lo stesso podio di Singapore, ma con i gradini invertiti tra Max e Kimi. Gli ingegneri della Red Bull le hanno provate un po’ tutte, prima facendo rientrare prestissimo Verstappen, appena al giro 13, per impostare la strategia più aggressiva possibile e cercando di provocare una reazione nella Mercedes, reazione che però non c’è stata. 

Poi Max si è trovato ad inseguire Norris che aveva deciso con il team di andare lunghissimo e rimanere su una sola sosta. Una volta sorpassato Lando con una mossa spettacolare, è arrivato Leclerc con macchina e gomme in condizioni molto migliori. A nulla era servita la strenua resistenza di Hadjar che a metà gara era riuscito a rallentare per ben cinque giri l’inseguimento di Charles a Max. Alla fine Verstappen ha raggiunto comunque il suo decimo podio stagionale, risultato che, con il sesto posto di Hadjar, ha permesso alla Red Bull di raggiungere la McLaren al terzo posto in classifica costruttori. Max è ad appena cinque punti da Hamilton e sei da Russell, con ottime possibilità di finire il campionato da vicecampione del mondo.

④  DISCUSSIONI  Il rovescio della McLaren

La McLaren ha provato ad uscire dall’anonimato delle ultime tre gare. Norris era quasi riuscito a raggiungere il podio, ma le gomme, cambiate al giro 17, non hanno retto fino al giro 56, lasciando via libera a Leclerc, Verstappen e Hamilton, e relegando Lando al quinto posto dopo che era rimasto secondo fino a dieci giri dalla fine. 

La scuderia di Stella almeno ci ha provato. Con il contemporaneo settimo posto di Piastri, ha raccolto troppo poco per difendersi dall’attacco della Red Bull, da cui ha perso 83 punti in cinque Gran Premi, sprint comprese. Ora i due team sono appaiati al terzo posto a quota 355, ma il trend non dice nulla di buono. Passare da due mondiali costruttori consecutivi al quarto posto è un evento non così frequente nella F1 moderna. Se escludiamo la Brawn GP, scomparsa e ceduta alla Mercedes dopo la vittoria del mondiale costruttori 2009, dobbiamo risalire al 2008 per trovare un‘altra scuderia campione del mondo fuori dal podio nell’anno successivo. In quel caso fu la Ferrari, campione nel 2008 e solo quarta nella stagione successiva, superata alla penultima gara proprio dalla McLaren.

⑤  TRACCE I numeri non mentono

Qualche numero sui podi 2026. Se Antonelli dovesse salire sul podio in almeno quattro dei restanti cinque GP, diventerebbe il secondo in assoluto nella storia della F1 come podi conquistati in una singola stagione. La classifica è guidata da Verstappen, con 21 podi nel 2023, seguito con 18 podi da sé stesso nel 2021 e Norris nel 2025. Per ora, con l’83%, ovvero 15 podi su 18, Kimi è già nella top ten come percentuale tra tutti i piloti che hanno corso almeno 15 Gran Premi in una stagione. 

Leclerc ha conquistato il suo 56mo podio, ma purtroppo ad ogni podio la statistica delle sue mancate vittorie cresce sempre più. Per Charles sono nove vittorie, una ogni 6,2 podi, mentre per i dieci piloti subito dietro Leclerc, tutti con almeno 40 podi, la frequenza delle vittorie rispetto ai podi conquistati va da una per ogni 4,7 podi di Webber fino alla frequentissima una per ogni 1,6 podi di Jackie Stewart. L’altro rimpianto all’interno di questa statistica è che sei di questi piloti sono diventati anche campioni del mondo.

⑥ SCENARI  Il Mondiale povero delle altre

Il campionato degli altri è sempre più povero. È solo grazie alla Alpine che sei scuderie su undici sono entrate in zona punti. Ma la Alpine, l’ultima tra le sei, è entrata con un solo punto, mentre le altre sono state le solite prime cinque in classifica costruttori. Restano senza punti Haas, Audi, Williams, Aston Martin e Cadillac. Sul totale dei 2034 punti assegnati finora, 1893 sono stati conquistati dalle prime cinque scuderie, il 93%. Per le restanti sei solo 141 punti, ovvero il 7%. Un gap che nel tempo si è notevolmente dilatato. Va però sottolineato che di annate con una forbice così ampia tra le scuderie di fascia alta e quelle di fascia bassa è piena la Formula Uno.

⑦  SCENARI  L’enigma del Medio Oriente

Non è ancora chiaro se gli ultimi due Gran Premi in Medio Oriente saranno corsi. A parte la soluzione Imola al posto di una delle due gare e le rassicurazioni della FIA, la sensazione è che il titolo ormai imminente di Antonelli e quello della Mercedes, che arriverà quasi certamente prima delle ultime due gare, potrebbero tagliare la testa al toro e far decidere per l’annullamento di almeno uno dei due Gran Premi. Il problema è tutto economico, anche se l’aspetto sportivo sarebbe più o meno salvaguardato, soprattutto se entrambe le classifiche si stabilizzeranno prima della fine. FIA e Liberty Media non possono fare finta di nulla, anzi dovranno imparare a preparare dei piani alternativi solidi anche per le prossime stagioni in previsione di scenari simili. Il denaro è importantissimo per la Formula Uno, ma non può essere l’unico scopo delle gare.

 
 

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